Scrivici su WhatsApp, ti diamo dati, prezzi e funzionamento dei prodotti che recensiamo. I criteri con cui li valutiamo sono pubblici in ogni scheda.
Un CFD è un contratto con il broker che paga o incassa la differenza di prezzo di un’azione, un indice o una valuta, senza comprarli. Qui i conti su 30 giorni con tassi e prezzi di ottobre 2026, le regole CONSOB, il fisco e lo stesso trade con un future.
CFD sta per contract for difference, contratto per differenza. Due parti si accordano su un sottostante, per esempio l’azione Siemens o l’indice DAX, e alla chiusura una paga all’altra la differenza fra il prezzo di apertura e quello di chiusura, moltiplicata per la quantità. Le due parti sono il cliente e il broker. L’azione non passa di mano: nessuno la compra per conto del cliente, nessun nome finisce nel libro dei soci.
Detta così sembra una scommessa sul prezzo, e in buona parte lo è. Quello che le guide raccontano meno è quanto costa tenerla aperta. In questa pagina il costo si calcola con la formula pubblicata da un broker, sui prezzi di chiusura del 2 ottobre 2026 e sul tasso BCE dello stesso giorno, e si mette accanto a quello di un’azione comprata e di un future.
Il CFD si negozia fuori dalle borse, over the counter. Il prezzo lo espone il broker, che lo ricava da quello del mercato sottostante e ci aggiunge uno spread o una commissione. Molti broker CFD operano come market maker: sono la controparte diretta del cliente, quindi quando il cliente guadagna il broker paga, e quando perde il broker incassa, salvo che copra la posizione sul mercato.
Tre conseguenze pratiche, prima di qualsiasi numero:
La confusione fra comprare un’azione e aprire un CFD sull’azione è più diffusa di quanto sembri. Sotto un video del 2019 sui pro e contro dei CFD, l’utente @puro1986 raccontava nel 2020 di aver aperto un conto “per comprare le azioni” da tenere a lungo e di essersi accorto, al momento dell’acquisto, di aver comprato CFD. Sulla stessa app il pulsante “compra” può voler dire due cose diverse: la differenza sta nella scheda dello strumento, che riporta la parola CFD e la leva.
Per aprire un CFD non si versa il controvalore intero. Si vincola un margine, una percentuale del valore nominale fissata per legge come minimo. Sulle azioni, per un cliente al dettaglio, il margine minimo è il 20%: è la leva finanziaria di 5 a 1.
Prendiamo Siemens, che il 2 ottobre 2026 ha chiuso a 276,10 euro su Xetra (dato Yahoo Finanza). Un CFD long su 50 azioni ha un valore nominale di 13.805 euro e richiede 2.761 euro di margine. Ogni euro di movimento dell’azione vale 50 euro sul conto, sia in guadagno sia in perdita.

Il profitto o la perdita si aggiornano a ogni variazione di prezzo, e il broker li somma subito al saldo: il valore del conto in quel momento si chiama equity. Con Siemens a più 5% la posizione vale 690,25 euro in più, il 25% del margine. Con Siemens a meno 10% la perdita è di 1.380,50 euro, esattamente metà del margine.
Quella è la soglia che conta. La delibera CONSOB n. 20976 del 20 giugno 2019 impone di chiudere le posizioni di un cliente al dettaglio “quando la somma dei fondi presenti nel conto scende a meno della metà del totale della protezione tramite margine iniziale”. Se sul conto c’è solo il margine, un calo del 10% di Siemens, più commissioni e interessi già maturati, porta alla chiusura automatica: lo stop out. La perdita diventa definitiva anche se il giorno dopo il titolo risale. Cosa succede nelle ore prima, quando il broker avvisa che il margine si sta assottigliando, lo spieghiamo nella guida alla margin call.
La stessa delibera vieta che il conto vada sotto zero: è la protezione dal saldo negativo, in vigore in Italia dal 1 agosto 2019 dopo le misure temporanee ESMA del 2018. Prima non era obbligatoria. Il 29 settembre 2017 l’utente Johnny_bernardi_88 scriveva nella recensione dell’app Plus500 sull’App Store che non gli era arrivata nessuna notifica sul margine e che la posizione, invece di essere chiusa appena sotto la soglia, era rimasta aperta finché i fondi erano finiti in negativo. Oggi, per un cliente al dettaglio, quel caso non può più verificarsi. Plus500 opera in Italia con Plus500CY Ltd, autorizzata dalla CySEC con licenza 250/14.
Le regole valgono in tutta l’Unione da quando l’ESMA le ha introdotte nel 2018, e in Italia sono permanenti con la delibera 20976. L’allegato I fissa il margine iniziale minimo per classe di sottostante.

Le valute principali sono le coppie formate da due fra dollaro USA, euro, yen, sterlina, dollaro canadese e franco svizzero. Gli indici principali sono dieci: FTSE 100, CAC 40, DAX, Dow Jones, S&P 500, Nasdaq, Nasdaq 100, Nikkei 225, ASX 200 ed Euro Stoxx 50. Il FTSE MIB non è nell’elenco, quindi un CFD sul FTSE MIB chiede un margine del 10%, il doppio di quello sul DAX.
La delibera aggiunge due divieti che si notano poco: nessun bonus, premio o vantaggio monetario legato all’apertura di un conto CFD, e l’obbligo di pubblicare un’avvertenza standard con la percentuale dei conti al dettaglio in perdita. Le regole si applicano ai clienti al dettaglio. Chi chiede e ottiene la classificazione come cliente professionale esce da questi limiti, e con loro perde la chiusura al 50% e la protezione dal saldo negativo.
Il primo costo è la distanza fra il prezzo di vendita, bid, e quello di acquisto, ask. Sui CFD su indici e valute il broker guadagna lì. IG Italia, il 5 ottobre 2026, indicava sui CFD cash uno spread minimo di 1,5 punti sul Germany 40 e di 0,6 pip su EUR/USD, con una media di 1,04 pip. Sui CFD su azioni IG applica invece una commissione: 0,10% sulle azioni italiane con minimo 5 euro, 0,05% su quelle di Francia, Germania e degli altri paesi dell’area euro con lo stesso minimo, 2 centesimi per azione con minimo 15 dollari su quelle americane. IG opera in Italia con IG Europe GmbH, vigilata dalla BaFin e iscritta all’albo CONSOB con una succursale a Milano. Come lo spread incide su chi apre e chiude spesso lo spieghiamo nella pagina su spread e trading automatico.
Lo spread è anche il costo di cui ci si lamenta di più. Fra le 150 recensioni più recenti delle app Plus500 e Capital.com sull’App Store italiano, 14 parlano di spread, commissioni, margine o chiusure. “Franco M Sanremo”, il 23 agosto 2024, giudica l’app sopravvalutata “per non parlare dello spread assurdo”. “giorgio sanpaoli”, il 26 maggio 2023, scrive che il prezzo ask è “troppo in su rispetto al bid”. Il caso più istruttivo è quello di “capovince90”, 10 maggio 2023: si è ritrovato la posizione chiusa per “30 punti di Spread variabile”. Lo spread che si allarga di colpo, di solito su un dato macro o all’apertura, sposta il prezzo di chiusura e può far scattare uno stop. Con un conto vicino alla soglia del margine basta quello.
Una posizione su azioni o indici tenuta aperta oltre le 23:00 paga un interesse. IG lo calcola così, secondo la pagina di assistenza letta il 5 ottobre 2026:
valore della posizione × (tasso di riferimento + 2,5%) ÷ 360, per ogni notte.
Il tasso di riferimento è quello interbancario della valuta del sottostante, il 2,5% è la commissione amministrativa di IG (3% sui contratti mini), e il denominatore è 360 per tutti i mercati tranne quelli in sterline, dollari di Singapore e rand. Sulle posizioni aperte il venerdì sera si pagano tre notti. Chi è long paga il tasso più la commissione; chi è short riceve il tasso meno la commissione, cioè riceve qualcosa solo quando il tasso supera il 2,5%. Il nome che ricorre sulle piattaforme MetaTrader è swap, e sul forex si calcola in modo diverso, con il tasso tom next: lo trattiamo nella guida a swap positivo e swap negativo.
Con l’€STR della BCE al 2,44% il 2 ottobre 2026, il costo annuo del finanziamento sul long è il 4,94% del nominale. Sui 50 CFD Siemens del paragrafo precedente, tenuti 30 notti allo stesso prezzo:

Il totale è 70,64 euro: Siemens deve salire dello 0,51% in un mese solo per tornare in pari. Comprando le stesse 50 azioni si spendono 13.805 euro invece di 2.761, ma non c’è nessun interesse notturno, si incassa il dividendo pieno e non esiste una soglia oltre la quale qualcuno chiude la posizione. L’esempio è illustrativo: il tasso cambia ogni giorno e IG usa il prezzo delle 23:00, non quello di chiusura della borsa.
Il finanziamento si paga sul valore nominale, non sul margine. Più la leva è alta, più quel costo diventa grande rispetto ai soldi effettivamente versati.

Con la stessa formula e lo stesso tasso, un CFD su azioni usato alla leva massima consuma in un anno il 24,7% del margine solo di interessi. Su un indice principale a leva 20 il finanziamento di dodici mesi vale il 98,8% del deposito: il prezzo deve muoversi a favore di quasi il 5% all’anno solo per pagarlo. È il motivo per cui il CFD nasce come strumento per posizioni di giorni o settimane, non di anni.
Sotto il video “Trading con i CFD: Pro e contro” di Pietro Michelangeli, l’utente @bluetilenedrummer notava nel 2022 che gli ETF su eToro risultavano senza commissioni overnight, ma che il totale degli overnight sulle posizioni di lungo periodo, nella schermata principale, era sopra zero. Sull’altro fronte “Lsmarcello”, il 25 luglio 2021, dava cinque stelle all’app di Capital.com (Capital Com SV Investments Ltd, CySEC 319/17) per “spread e overnight contenuti”. Sono due esperienze dichiarate dagli utenti, non verificate: dicono però che l’overnight è una voce che i clienti guardano e contano.
Due costi stanno fuori dalla scheda del singolo CFD. Il primo è il cambio: se il conto è in euro e il CFD è su un titolo americano, profitti, perdite e interessi vengono convertiti. XTB, per esempio, scrive sul suo sito italiano che “può essere applicato un costo di conversione dello 0,5%”. XTB S.A. è vigilata dall’autorità polacca KNF e opera in Italia con una succursale.
Il secondo è la commissione di inattività. Su IC Markets (EU) Ltd, autorizzata dalla CySEC con licenza 362/18, è di 10 euro al mese dopo sei mesi senza operazioni, secondo i dati raccolti per la recensione di IC Markets il 29 settembre 2026. Pepperstone EU, CySEC 388/20, non la applica. Sono voci che si leggono nel documento dei costi del broker, non nella piattaforma.
L’avvertenza obbligatoria della delibera 20976 è il dato più solido che esista sui risultati dei clienti CFD, perché lo pubblica la controparte commerciale. Il 5 ottobre 2026 abbiamo letto le home page italiane di sei intermediari.

| Broker | Entità che serve i clienti italiani | Conti al dettaglio in perdita |
|---|---|---|
| XTB | XTB S.A., KNF (Polonia), succursale italiana | 77% |
| IG | IG Europe GmbH, BaFin, succursale CONSOB | 74% |
| IC Markets | IC Markets (EU) Ltd, CySEC 362/18 | 73,46% |
| Pepperstone | Pepperstone EU Ltd, CySEC 388/20, elenco CONSOB n. 5232 | 72,9% |
| Saxo | Saxo Italia, gruppo Saxo Bank | 65% |
| Fineco | FinecoBank, banca italiana | 63,59% (dato del 5 settembre 2026) |
La media dei sei valori è 70,99%. Un mese prima, il 9 settembre, IG dichiarava il 72% e IC Markets il 72,52%: le percentuali si ricalcolano periodicamente e ogni broker usa il proprio periodo, quindi vanno lette come ordine di grandezza e non come una classifica. Capital.com pubblica invece “74-89%”, che è la forbice del testo standard previsto dalla delibera e non un dato misurato sui propri clienti.
Dietro i numeri ci sono persone. Sotto lo stesso video di Pietro Michelangeli, @simonemantovani7026 scriveva nel 2021: “se lo avessi visto un anno fa avrei salvato qualche migliaia di euro”. Il dettaglio di come quelle percentuali si confrontano con altri modi di fare trading sta nella nostra guida a cos’è il trading.
Un’azione, un CFD sull’azione e un future sullo stesso sottostante si muovono quasi insieme sul grafico. Sotto il grafico cambia quasi tutto.
| Azione | CFD | Future quotato | |
|---|---|---|---|
| Cosa si possiede | il titolo, con voto e dividendo | un contratto con il broker | un contratto standard di borsa |
| Dove si negozia | mercato regolamentato | fuori borsa, prezzo del broker | mercato regolamentato (es. Eurex, IDEM, CME) |
| Controparte | nessuna dopo l’acquisto, il titolo è in deposito | il broker | la cassa di compensazione |
| Scadenza | nessuna | nessuna, salvo i CFD su future | trimestrale, poi rollover |
| Costo di mantenimento | nessuno, oltre al bollo | interesse ogni notte sul nominale | incluso nel prezzo del contratto |
| Leva per il dettaglio | nessuna | da 2:1 a 30:1 per legge | decisa dai margini di borsa e broker |
| Dimensione minima | un’azione | frazioni, secondo il broker | un contratto, taglia fissa |
| Perdita oltre il deposito | no | no, per i clienti al dettaglio | sì, il margine si reintegra |
La riga che pesa di più per chi tiene posizioni lunghe è quella del costo di mantenimento, e per chi usa leva alta quella della perdita oltre il deposito: il CFD al dettaglio ha una rete che il future non ha. Come funzionano margini giornalieri e scadenze dei futures lo spieghiamo nella guida a futures: cosa sono e come funzionano.
Il DAX ha chiuso il 2 ottobre 2026 a 25.231,20 punti. Un CFD da 1 euro a punto e un Micro-DAX future di Eurex, che vale 1 euro a punto con scadenze trimestrali, danno la stessa esposizione: 25.231 euro di indice.

Sul CFD long, 30 notti al 4,94% costano 103,87 euro. Di questi, 51,30 sono il costo del denaro al 2,44% e 52,57 la maggiorazione del 2,5%. Nel future il costo del denaro non sparisce: sta nel prezzo, perché il contratto con scadenza quota sopra l’indice di una cifra che riflette i tassi fino alla scadenza. Il DAX è un indice che reinveste i dividendi, quindi in prima approssimazione quella differenza è il solo tasso. Il costo che il future non ha è la maggiorazione: circa 53 euro su 30 giorni, il 2,5% annuo del nominale. In cambio il future ha una taglia fissa, scade il terzo venerdì di dicembre e va rinnovato, e non ha la protezione dal saldo negativo. Alcuni broker offrono una via di mezzo, il CFD su future con scadenza: IG lo chiama future OTC, non addebita interessi notturni perché li include nello spread, e sul Germany 40 indicava il 5 ottobre 2026 uno spread minimo di 6 punti contro 1,5 del CFD cash. Il rapporto fra prezzo del future e prezzo dell’indice ha un nome, ed è quello di cui parliamo nella pagina su contango e backwardation.
Il CFD prende il prezzo da un riferimento che sceglie il broker, e non sempre coincide con quello del future. Sotto il video “Futures vs CFD” di Alle D’Onofrio, nel 2025, @Evolvendo-ti3jw raccontava un disallineamento “di quasi 60 $” fra il prezzo dell’oro sul CFD di Oanda e quello del future, rimasto anche dopo la chiusura del gap. Nello stesso thread @ArduinoSchenato, che si presenta come trader sul forex da vent’anni, ricordava che sul cambio euro dollaro il future scambia circa il 5% dei volumi totali: lì il mercato vero è fuori borsa, e il prezzo di riferimento lo fanno i fornitori di liquidità. Per chi opera sull’oro senza possederlo, il confronto fra le strade possibili è nella guida su come investire in oro senza possederlo.
Chi fa girare un expert advisor su MetaTrader opera quasi sempre su CFD: oro, indici e azioni su MT4 e MT5 sono contratti per differenza del broker, e anche il forex al dettaglio segue la stessa logica di margine e interessi notturni. Il primo passo per capire cosa costa un EA è aprire la specifica del simbolo sulla piattaforma, come spieghiamo nella guida completa a MetaTrader 4, e leggere margine, swap long e swap short.
Il finanziamento pesa diversamente a seconda della strategia. Un EA a griglia come Dark Nebula, che su EUR/USD e GBP/USD aggiunge posizioni ogni 40 pips quando il prezzo va contro, può tenere aperti più ordini per giorni, e ogni notte paga lo swap su tutti. Il produttore indica un deposito di 1.000 dollari con leva da 1:25 in su e di 2.000 sotto, e la scheda ricorda che il track record del programmatore è andato in margin call durante un movimento verticale del cambio. Un EA sull’oro come Gold Breaker, che lavora a breakout su XAU/USD in H1, opera su un CFD con margine al 5% per i clienti al dettaglio: la leva disponibile è 20 a 1, e il dimensionamento dei lotti che l’EA ricava dal drawdown massimo impostato si misura su quel margine.
Il guadagno su un CFD è un reddito diverso di natura finanziaria. Il testo unico delle imposte sui redditi, all’articolo 67, comma 1, lettera c-quater, ci fa rientrare i redditi “realizzati mediante rapporti” che obbligano a “ricevere o effettuare a termine uno o più pagamenti collegati a … quotazioni o valori” di strumenti finanziari, valute o merci. L’aliquota è il 26%.
La conseguenza più utile è sulla compensazione. L’articolo 68, comma 5, somma i redditi e le perdite della lettera c-quater con le plusvalenze e le minusvalenze da azioni, obbligazioni e valute. Una perdita su CFD, indicata nella dichiarazione dell’anno in cui si realizza, si porta in avanti fino al quarto anno successivo. Il dettaglio di quadri e scadenze è nella guida su come pagare le tasse sul trading.
Chi tiene il conto conta quanto il cosa. Con un intermediario che fa da sostituto d’imposta, nel regime amministrato, l’imposta la calcola e la versa lui operazione per operazione. Con un broker estero senza quella funzione si è nel regime dichiarativo: profitti e perdite si ricostruiscono dagli estratti e si dichiarano, insieme al conto nel quadro RW. Quali intermediari offrono il regime amministrato lo raccogliamo nella pagina sui broker in regime amministrato.
Sui CFD con sottostante azioni italiane si aggiunge l’imposta sulle transazioni finanziarie. Secondo la scheda dell’Agenzia delle Entrate aggiornata al 17 marzo 2026, sulle operazioni in derivati è un importo fisso per scaglioni di valore del contratto, fissato dalla tabella 3 della legge 228/2012, mentre sull’acquisto di azioni italiane l’aliquota è salita dal 2026 allo 0,4%, dimezzata sui mercati regolamentati. Per questo gli esempi di questa pagina usano Siemens e il DAX: su un titolo di Piazza Affari i conti cambiano.
Un cliente al dettaglio no. La delibera CONSOB 20976 obbliga il broker a limitare la perdita complessiva ai fondi presenti sul conto CFD. La protezione vale per conto, non per singola posizione, e non vale per chi è classificato come cliente professionale. Prima di agosto 2019, in Italia, non era obbligatoria.
Un ETF è un fondo quotato in borsa: chi lo compra ne possiede le quote, paga un costo annuo di gestione e non usa leva, salvo i prodotti a leva dichiarata. Un CFD su un ETF è un contratto con il broker sul suo prezzo. Anche il fisco cambia: il guadagno su un ETF armonizzato è reddito di capitale e non si compensa con le minusvalenze, quello su un CFD è reddito diverso e si compensa. La nostra guida agli ETF entra nel dettaglio.
La leva massima la fissa la legge, quella effettiva dipende da quanti soldi ci sono sul conto. Versando l’intero valore nominale la posizione ha leva 1 sul capitale, e la chiusura al 50% diventa lontanissima. Il finanziamento notturno però si paga lo stesso, perché si calcola sul nominale. Per un’esposizione di lungo periodo senza leva lo strumento che non ha quel costo è l’azione o l’ETF.
Si cerca il nome della società, non del marchio, negli elenchi della CONSOB per le imprese di investimento UE e nel registro dell’autorità del paese d’origine, per esempio CySEC o BaFin, controllando che il dominio del sito sia fra quelli approvati. Il marchio può avere più società in paesi diversi. Gli schemi più comuni e a chi rivolgersi sono nella pagina sulla truffa nel trading online.
Con le minusvalenze che sono redditi diversi: perdite su azioni, obbligazioni, valute, futures, opzioni e altri CFD, e anche le minusvalenze realizzate vendendo ETF e fondi in perdita, comprese quelle degli anni precedenti fino al quarto, se indicate in dichiarazione. Il contrario non funziona: una perdita su CFD non riduce il guadagno su un ETF armonizzato, perché quel guadagno è reddito di capitale e resta tassato per intero.
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