Fineco è la banca con cui più italiani comprano azioni, ma “Fineco” oggi vuol dire quattro conti con due logiche di prezzo diverse. Qui trovi il listino letto il 5 settembre 2026, il costo che non compare in fattura e cosa raccontano 680 recensioni di clienti veri.
Voto della redazione: 5/5 per fineco.
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FinecoBank è una banca italiana quotata sul FTSE MIB, nata nel 1999 e uscita dal gruppo UniCredit nel luglio 2019. Non è un broker estero con licenza cipriota e non è una fintech nata da tre anni: è un istituto vigilato direttamente dalla Banca centrale europea, con 1.850.331 clienti al 31 marzo 2026 e un CET1 ratio del 23,18% al 30 giugno 2026 (comunicato sui risultati del primo semestre, 30 luglio 2026). Sul trading si presenta come “N.1 in Italia per volumi di azioni scambiate”, citando il report AMF Italia del primo semestre 2026.
Questa recensione guarda solo la parte trading: i conti, il listino, la piattaforma FinecoX, i CFD e quello che manca a chi vuole automatizzare. Le cifre vengono dalle pagine ufficiali it.finecobank.com lette il 5 settembre 2026 e dai comunicati agli investitori. Le voci dei clienti vengono da 58.841 recensioni Trustpilot (lette le più recenti e quelle filtrate su “trading”), da 500 recensioni App Store scaricate dal feed ufficiale e da 140 commenti sotto tre video YouTube. Non ci sono link di affiliazione verso Fineco in questa pagina.
Il primo equivoco da togliere: il conto Fineco “classico” e il conto Fineco Trading hanno listini diversi, e la maggior parte delle lamentele sui costi nasce da chi ha confrontato l’uno con l’altro.
I conti bancari sono tre. Fineco One ha canone zero senza vincoli di patrimonio, assistenza solo via mail, carta di debito virtuale gratis e fisica a 9,95 euro l’anno. Fineco Classic costa 3,95 euro al mese, azzerabili con 50.000 euro di patrimonio, gratis i primi tre mesi, con assistenza mail e telefono. Fineco Max costa 29,95 euro al mese, azzerabili con 500.000 euro, con assistenza prioritaria e carte gratuite. Su tutti e tre l’imposta di bollo resta dovuta per legge sopra i 5.000 euro di giacenza media.
Il quarto è il conto Fineco Trading: zero canone, zero custodia, niente carte, niente bonifici verso l’estero, niente fondi, niente consulenza. Serve solo a comprare e vendere strumenti finanziari, e ha il listino a percentuale che vediamo sotto. Le differenze operative che contano per chi fa trading, prese dalla tabella di confronto ufficiale, sono queste:

Un dettaglio che torna spesso nelle recensioni: i due conti non si parlano. Chi ha sia il conto corrente sia il conto Trading deve uscire e rientrare nell’app per passare dall’uno all’altro. Lo scriveva un utente sotto il video di Pietro Michelangeli su YouTube un anno fa (26 mi piace), lo ripete “NIK Truelights” su App Store il 29 agosto 2026 e lo conferma “GrossiPaolo” il 30 giugno 2026. Sono tre segnalazioni identiche su due piattaforme diverse in dodici mesi: il problema è reale e non è stato risolto.
Sul conto Fineco Trading la commissione su azioni, ETF e certificati è lo 0,19% del controvalore, con un minimo di 2,95 euro e un massimo di 19 euro, uguale per Italia, Germania e Stati Uniti. Sul Canada il minimo sale a 12,95 euro. Il calcolo è semplice: sotto 1.553 euro di ordine si paga sempre 2,95 euro, tra 1.553 e 10.000 euro si paga lo 0,19%, sopra 10.000 euro si paga 19 euro.
Sui conti One, Classic e Max la commissione è fissa per ordine e scende per fasce, in base alle commissioni generate nel mese (oppure all’asset totale o al risparmio gestito, con soglie indicate nei fogli informativi). Su Borsa Italiana e Xetra si parte da 19 euro sotto i 99 euro di commissioni mensili, si scende a 9,95 euro da 100 euro, a 6,95 euro da 1.500 euro e a 2,95 euro sopra i 2.500 euro. Sugli Stati Uniti le fasce sono 12,95, 9,95, 8,95 e 3,95 dollari. Su Francia, Olanda e Portogallo si parte da 19 euro e non si scende sotto i 9,95. La fascia conquistata vale anche per il mese successivo.
| Ordine su Borsa Italiana | Conto Fineco Trading | Fineco One, fascia base | Fineco One, fascia più bassa |
|---|---|---|---|
| 1.000 euro | 2,95 euro | 19 euro | 2,95 euro |
| 5.000 euro | 9,50 euro | 19 euro | 2,95 euro |
| 15.000 euro | 19 euro | 19 euro | 2,95 euro |

La tabella spiega da sola due cose che i clienti scrivono da anni. La prima: chi fa ordini piccoli sul conto corrente paga il massimo, perché 19 euro su 1.000 euro sono l’1,9% dell’operazione. Un utente sotto il video di Michelangeli faceva il conto un anno fa (97 mi piace): “voglio fare 3 trade al mese, mi volano più di 700 euro all’anno senza PAC o agevolazioni”. Il conto torna: 3 ordini per 19 euro per 12 mesi fanno 684 euro. Sul conto Trading gli stessi tre ordini da 1.000 euro costano 106,20 euro l’anno. La seconda: chi opera sopra i 10.000 euro a ordine paga 19 euro in entrambi i casi, e per lui il conto Trading non è più economico del conto One in fascia base.

Ci sono poi tre condizioni particolari. I nuovi clienti dei conti One, Classic e Max pagano 9,95 euro per ordine su Italia e 9,95 dollari sugli USA nel mese di apertura e in quello successivo (non vale per il conto Trading). Gli under 30 pagano 2,95 euro o 3,95 dollari per ordine su azioni ed ETF e hanno il PAC in ETF a zero costi Fineco. Chi ha aperto il conto anni fa può avere condizioni diverse: un cliente ultraventennale scriveva su YouTube di pagare da sempre lo 0,19% anche sul conto corrente, con gli stessi minimi e massimi.
Sugli ETF esiste una selezione a zero commissioni di acquisto (Fineco Asset Management e Xtrackers fino al 1 dicembre 2026, Amundi fino al 28 marzo 2027, iShares fino al 31 marzo 2027, aggiornata ogni mese). La vendita paga la commissione ordinaria. Il PAC si chiama Replay e costa 2,95 euro a rata con un solo strumento, 6,95 con quattro, 13,95 con dieci, zero per la parte in promozione. Qui c’è una segnalazione che pesa: “FILIPPO” su Trustpilot, 8 maggio 2026, racconta che un ETF del suo piano è passato da zero commissioni a pagamento senza avviso, e che l’assistenza ha risposto correggendo la lista invece di stornare il costo. Su un piano decennale la lista in promozione va ricontrollata ogni mese, non una volta sola.
Sui futures la commissione è per lotto e scende con le commissioni generate nel mese: il FTSE MIB costa 6,95, 3,95 o 1,95 euro, il MiniDAX 3,95, 1,95 o 0,95 euro, i micro e-mini del CME 1,25 o 1 dollaro. Il dettaglio completo del listino, obbligazioni comprese, sta nella guida ai costi di Fineco.
Il conto Trading non ha il Multicurrency. Fineco scrive che “per tutti gli strumenti in divisa diversa da euro è applicato uno spread sul cambio”, senza indicare la cifra in pagina. Il consulente che firma il canale YouTube Nevist, correggendo un proprio video di confronto con Directa nel luglio 2026, indica uno spread valutario dello 0,33% sul conto Trading, e justETF nel test del 3 settembre 2026 riporta 0,0033 punti su EUR/USD, cioè circa lo 0,3%.
Su un’azione americana da 5.000 euro il conto è questo: 9,50 euro di commissione all’acquisto e 9,50 alla vendita, 19 euro in tutto. Il cambio costa circa 16,50 euro all’andata e 16,50 al ritorno, 33 euro. Il cambio pesa quasi il doppio della commissione, e non compare come voce separata. Sui conti One, Classic e Max il Multicurrency si attiva gratis su dollaro, sterlina e franco e permette di tenere il saldo in valuta, spostando il costo del cambio a quando si decide di convertire.

È il meccanismo che spiega la recensione più utile trovata su Trustpilot. “crypevi”, 12 giugno 2026, conto Trading, scrive di aver sostenuto in un anno “quasi 2.000 euro di costi tra commissioni e spread sul cambio EUR/USD, pari a circa il 20% del capitale destinato al trading”. Il numero è dichiarato dall’utente e non verificabile, ma è coerente con un’operatività frequente su titoli USA con un conto che converte a ogni ordine. Lo stesso utente segnala una discrepanza tra i prezzi eseguiti e quelli usati nello zainetto fiscale, rimasta senza spiegazione.
Fineco non usa MetaTrader né piattaforme di terzi: sito, app e FinecoX sono sviluppati in casa, e la banca dichiara 33 milioni di ordini gestiti all’anno con il 98% di uptime (dati interni). FinecoX è la piattaforma web in HTML5, gratuita per tutti i clienti, senza installazione, che si apre da browser anche su tablet. Le funzioni dichiarate: multibook fino a 9 book a 5 livelli o 6 a 10 livelli, ordini con un click senza conferma, watchlist sincronizzate con app e sito, profit and loss giornaliero, alert e notifiche, e l’esportazione dei dati verso Excel con Xcell DDE.

Le recensioni App Store sono in gran parte positive: su 500 lette, dal 4 giugno al 4 settembre 2026, 323 sono a cinque stelle e 81 a una stella. Il voto medio dello store è 4,7 su 262.978 valutazioni. Ma le cinque stelle parlano quasi sempre di banking e di consulente, mentre chi fa trading è più preciso e più critico. I punti che tornano:
Dall’altra parte c’è chi la piattaforma la usa da anni senza problemi. “Pillino75”, App Store, 31 luglio 2026: “mi trovo benissimo da anni per fare trading e acquistare fondi di qualunque tipo”. “Eug70Fire”, 13 agosto 2026: “per trading eccezionale, servizio clienti rapido ed efficace”. E fra le funzioni apprezzate spicca la possibilità di operare nel premarket USA, citata due volte a luglio 2026.
Il pattern è chiaro: Fineco funziona bene per chi compra e tiene, e mostra i limiti a chi fa day trading o scalping, dove un secondo di ritardo o un refresh mancato costano denaro. Le recensioni non si contraddicono: descrivono due usi diversi della stessa piattaforma.
Sui CFD Fineco è la controparte diretta del cliente, quindi opera come market maker: il prezzo di apertura e chiusura lo fa la banca applicando uno spread o un mark-up sul sottostante. Non ci sono commissioni: lo spread è fisso per tutta la giornata, da 1 pip su EUR/USD, da 1 pip sul Super SP500, da 0,01 sul gas naturale. I CFD su Bitcoin ed Ethereum hanno come sottostante i futures.
I margini minimi per i clienti al dettaglio sono il 3,5% sui cross forex principali, il 5% sugli indici principali e il 50% sulle criptovalute, per una leva massima che Fineco dichiara “fino a 28,57 volte”, sotto il tetto di 30 fissato dalle misure ESMA rese permanenti da CONSOB. La leva amplifica le perdite quanto i guadagni: Fineco stessa scrive che il 63,59% dei conti al dettaglio perde denaro negoziando CFD con la banca (dato pubblicato sul sito il 5 settembre 2026).

Tre regole operative da conoscere prima di abilitare i derivati. Ogni posizione CFD ha uno stop loss automatico che scatta quando la perdita raggiunge il 50% del margine iniziale, in linea con la chiusura automatica prevista dalla normativa europea. Le posizioni tenute oltre la giornata diventano multiday e pagano interessi, il classico costo overnight che sui CFD di lungo periodo supera spesso lo spread. Il forex intraday si negozia dalle 6:15 alle 22:50, il multiday dalle 23:15 della domenica alle 23:00 del venerdì. Per operare serve l’abilitazione ai derivati: questionario MiFID, test di appropriatezza e accettazione dell’informativa, tutto dall’area riservata.
Sugli spread dei CFD Fineco QualeBroker, recensione del 3 agosto 2026, giudica l’offerta forex “non particolarmente vantaggiosa a causa degli spread e degli swap troppo elevati”. È un giudizio di un sito comparatore, non un dato misurato: chi opera su forex con volumi alti confronta di norma i broker ECN o STP specializzati, che pubblicano spread variabili da zero più commissione.
La domanda “trading automatico Fineco” ha volume di ricerca e una risposta corta: su Fineco non si può far girare un expert advisor. Non c’è MetaTrader 4 o 5, non c’è un ambiente di scripting per strategie e le piattaforme proprietarie non prevedono l’esecuzione automatica di ordini da parte di un programma esterno. L’unica apertura è Xcell DDE su FinecoX, che esporta dati verso Excel con aggiornamento automatico: serve per analizzare, non per operare.
Chi vuole automatizzare fa quindi due conti separati: Fineco per il portafoglio in regime amministrato, e un broker MetaTrader per il trading automatico. Gli EA recensiti su Amicobot, da Gold Breaker sull’oro a Dark Nebula su EUR/USD e GBP/USD, girano tutti su MetaTrader 4 o 5 e richiedono un broker compatibile, con i criteri spiegati nella guida alla scelta del broker. Anche chi lavora su azioni con sistemi automatici si appoggia a piattaforme diverse, come raccontato nella guida al trading automatico sui mercati azionari.
Sul semiautomatico Fineco offre quello che serve a un trader discrezionale: ordini condizionati, trailing stop, stop loss e take profit su ordini e posizioni (sul conto Trading solo sulle posizioni), alert di prezzo e notifiche. Non offre un conto demo: la pagina FinecoX propone un tour della piattaforma, non un account demo con denaro virtuale.

Fineco è sostituto d’imposta: calcola e versa le imposte sulle plusvalenze, compensa le minusvalenze dello zainetto e non richiede il quadro RT in dichiarazione. È il vantaggio più citato da chi la sceglie e il motivo per cui chi la critica non se ne va. “L’unica ragione che mi trattiene ancora è la presenza delle minusvalenze accumulate”, scrive “crypevi” su Trustpilot. Come funziona il regime amministrato nei broker e cosa cambia con il dichiarativo è spiegato a parte, insieme alla guida su come si pagano le tasse sul trading.
Due precisazioni pratiche. Il regime amministrato non azzera il lavoro su dividendi esteri e doppia imposizione, che seguono le convenzioni con il paese di origine. E lo zainetto fiscale segue il conto: chi trasferisce i titoli da un altro intermediario deve avviare la procedura dal lato giusto, e le due segnalazioni Trustpilot di luglio 2026 (“Danilo”, 20 luglio, e “Fannes”, 10 giugno) descrivono uno stallo proprio su chi deve iniziare il trasferimento.
Il campione è questo, e va dichiarato prima delle citazioni.
| Fonte | Letto il 5 settembre 2026 | Voto | Cosa emerge |
|---|---|---|---|
| Trustpilot, 58.841 recensioni | pagina più recente più il filtro 1-2 stelle su “trading”, circa 40 testi | 4,0 su 5: 83% cinque stelle, 3% una stella | nessun invito recente alle recensioni, 0% di risposte alle negative |
| App Store, 262.978 valutazioni | 500 recensioni dal 4 giugno al 4 settembre 2026 | 4,7 medio; nel campione 323 cinque stelle, 81 una stella | le cinque stelle parlano di banking, le critiche di trading |
| YouTube | 140 commenti sotto Michelangeli, Nevist e Davide Ravera | senza voto | commissioni sul conto corrente, doppio login, password |
Il dato più interessante non è il voto: è che Fineco non risponde alle recensioni negative su Trustpilot e non manda inviti, quindi le 2.000 recensioni degli ultimi dodici mesi sono spontanee. Un campione spontaneo con l’83% di cinque stelle è raro nel settore, e va letto insieme al 3% di una stella che riguarda quasi sempre assistenza, blocchi carta e conto Trading.

Le voci che insegnano qualcosa, con lo scarto fra quello che dicono e quello che dicono i numeri:
Lo scarto è tutto qui. Chi valuta Fineco come banca con deposito titoli in amministrato la promuove quasi sempre. Chi la valuta come broker per operare spesso trova costi più alti della concorrenza a zero commissioni, dati in tempo reale a pagamento e un’assistenza via mail sul conto che costa meno. Le due letture sono entrambe vere e dipendono da cosa si compra e quante volte.
Nelle discussioni dei clienti Fineco viene confrontata quasi sempre con tre nomi. Directa è la SIM torinese in regime amministrato con cui gli utenti di lunga data la mettono a paragone su dati in tempo reale e PAC senza costi: sotto il video di Nevist “RobertoCiliberti” racconta di aver trasferito tutto a Directa perché “la politica dei prodotti finanziari in promo di Fineco è inaccettabile per me”. Trade Republic è il termine di paragone di chi fa PAC mensili piccoli, dove la commissione fissa pesa di più. Scalable Capital compare nei commenti di settembre 2026 perché ha appena introdotto il regime amministrato, e per molti era l’unico motivo per restare su una banca italiana.
Il confronto pubblicato da Amicobot su ognuno di questi nomi ha la stessa struttura di questa pagina: costi letti alla fonte con la data, voci degli utenti contate, e la parte sul trading automatico che qui manca a tutti tranne che ai broker MetaTrader. Chi confronta le tariffe deve farlo sullo stesso ordine tipo, perché un listino a percentuale con minimo e uno fisso a fasce si incrociano a controvalori diversi.
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FinecoBank è una banca italiana vigilata da Banca d’Italia e CONSOB e classificata come “significativa” dalla BCE, quindi sotto la sua vigilanza diretta. Al 30 giugno 2026 il CET1 ratio era del 23,18%, un livello molto sopra i minimi regolamentari. I depositi sono coperti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi fino a 100.000 euro per depositante e gli strumenti finanziari sono segregati dal patrimonio della banca. La ricerca “Fineco sta fallendo” compare tra le correlate di Google, ma nei dati pubblicati non c’è nulla che la sostenga.
Nessuna: FinecoBank è una banca autonoma dal luglio 2019, quando UniCredit ha ceduto l’ultima quota. Resta una convenzione operativa con gli sportelli UniCredit per alcune operazioni di contante, che i clienti citano ancora nelle recensioni, e una rete di consulenti finanziari con uffici propri.
Il conto Trading ha commissioni a percentuale (0,19%, minimo 2,95 e massimo 19 euro), nessun canone, nessun Multicurrency, assistenza solo via mail, futures solo su IDEM ed EUREX e stop su posizioni ma non su ordini. I conti One, Classic e Max hanno commissioni fisse a fasce da 19 a 2,95 euro, Multicurrency gratuito, CBOE e, su Classic e Max, l’assistenza telefonica. È possibile avere entrambi, ma si accede con due login separati.
Dipende dall’ordine tipo. Su ordini sotto i 1.553 euro il conto Trading costa 2,95 euro, in linea con molti concorrenti; su ordini da 10.000 euro in su costa 19 euro, che è più della maggior parte dei broker a zero commissioni o a tariffa fissa bassa. Sui titoli in valuta il costo principale è lo spread sul cambio, circa lo 0,3% per operazione secondo le misurazioni di justETF e del canale Nevist. Sul conto corrente in fascia base i 19 euro fissi pesano molto sugli ordini piccoli.
No. Sulle pagine pubbliche non è previsto un conto demo con denaro virtuale: la pagina FinecoX offre un tour della piattaforma e i corsi della Fineco Academy. Chi vuole provare l’interfaccia lo fa aprendo il conto, che non ha canone.
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