Contattaci su whatsapp e ti aiutiamo a capire quale soluzione è più adatta al tuo profilo operativo. In più puoi ottenere fino a 100€ di bonus sconto sul tuo acquisto.
Lo spread è la differenza tra prezzo bid e prezzo ask ed è il primo costo reale che un trader paga entrando a mercato. Nel Forex si misura in pips. Più è alto, meno conveniente diventa l’operazione. Nel trading automatico, che può generare centinaia di operazioni al mese, l’impatto dello spread si moltiplica e incide direttamente sul profitto netto.
Esempio rapido
Un trader manuale con 10 trades al giorno paga circa 150 pips al mese con uno spread medio di 0.5.
Un bot di trading che esegue 50 trades al giorno farebbe pagare 750 pips.
Molti credono che il conto Raw sia sempre il più conveniente, ma la differenza è nel modo in cui paghi il costo, non nel costo totale.
Conto Standard
La differenza per singolo trade è piccola, ma l’effetto sulle strategie veloci è enorme.
Strategie come scalping e breakout puntano a movimenti minimi. Uno spread troppo alto o variabile genera falsi segnali e riduce drasticamente il win rate.
Esempio
Target scalping: 8 pips
Spread 2 pips: il prezzo deve muoversi 10 pips per breakeven
Spread 0.2 pips (Raw): movimento richiesto 8.2 pips
Durante la notte la liquidità diminuisce e gli spread si allargano.
Esempio GBPUSD:
Sessione Londra 0.3–0.6 pips
Ore 02:00 1.5–3 pips
Un bot che opera 24/7 senza filtri rischia operazioni non profittevoli.
Durante eventi come NFP o FOMC lo spread può saltare da 0.5 a 5 pips.
Un bot può entrare su volatilità artificiale, con posizioni in perdita già all’apertura.

Tramite l’utilizzo di Forex Benchmark , un sito che compara gli spread offerti dai vari broker, notiamo come sul cambio valutario USD/JPY si hanno degli allargamenti/ restringimenti dello spread a causa dei motivi menzionati. Consigliamo questo sito se si desidera analizzare più nel dettaglio le commissioni che vengono applicate dal proprio broker.
Uno spread di 2 pips su un bot breakout può creare falsi segnali, portando il sistema ad aprire operazioni anche quando il prezzo non ha realmente rotto massimi o minimi.
Questo succede perché il bot legge il prezzo incluso di spread e interpreta come breakout un movimento che, in realtà, sul prezzo “pulito” non c’è.
Risultato:
Aumento delle operazioni:
Il bot entra più spesso del dovuto, accumulando trade che non rispettano il setup reale di breakout.
Aumento del drawdown:
Poiché molti di questi ingressi sono meno qualitativi, più operazioni finiscono temporaneamente o definitivamente in perdita, ampliando il DD complessivo.
Riduzione del profitto netto:
Più trade inutili = più costi di spread + più stop loss = netto finale più basso, anche se la strategia in sé sarebbe profittevole con uno spread più competitivo.
Filtri orari
Evitare sessioni con bassa liquidità
Filtri news
Bloccare il trading attorno agli annunci ad alto impatto
Spread massimo consentito
Aprire solo se lo spread è sotto una soglia definita
Backtest realistici
Usare spread variabili, non fissi
Focus sulle major
EURUSD, GBPUSD, USDJPY hanno spread più stabili
Importanza del Broker
Per il trading automatico è essenziale monitorare:
La differenza tra un broker e l’altro può decidere la profittabilità della strategia.

Uno spread basso per la propria attività di trading automatico, come detto in precedenza, è cruciale e questo backtest ne è la prova. L’Expert Advisor di sopra opera tramite una strategia di breakout quindi non appena si “rompe” un massimo/minimo relativo l’Expert Advisor inizierà ad operare. Con lo spread a 2 pips, anche se il prezzo non viola il massimo/ minimo, ma ci si avvicina, l’Expert aprirà posizioni in funzione di questo falso segnale. Questo accade proprio perché il Bot considera il prezzo maggiorato dallo spread (come se avesse “rotto” la resistenza o il supporto). Pensiamo, ad esempio, di operare con uno spread di 0.2 pips per un totale di 2700 operazioni sul cross EUR/USD. Con un lotto si pagherà circa 540 dollari di commissioni causate dallo spread mentre con uno spread di 2 pips si pagherebbero 5400 dollari.
Nella scelta del broker su cui fare operare il proprio bot di trading, l’entità dello spread applicato è fondamentale, in quanto inciderà sulla propria profittabilità. Per chi vuole utilizzare un bot che fa scalping conviene utilizzare un conto raw spread mentre per chi vuole utilizzare un bot che tiene posizioni overnight conviene un conto basic.
Nessuna tab disponibile.
Nel trading automatico lo spread è il costo nascosto che paghi ogni volta che il tuo bot apre una posizione: è la differenza tra il prezzo a cui puoi comprare (ask) e quello a cui puoi vendere (bid). Nei bot che fanno tante operazioni, questo costo viene moltiplicato centinaia o migliaia di volte. Anche una differenza di pochi decimi di pip può trasformare una strategia da profittevole a non sostenibile nel lungo periodo.
Nel conto raw spread vedi uno spread molto basso, spesso vicino allo zero, ma paghi una commissione fissa per lotto su ogni operazione. Nel conto standard, invece, non paghi commissioni dirette, ma lo spread è più ampio. A livello di costo totale per trade spesso i due modelli sono simili, ma nel trading automatico cambia quando e come quel costo colpisce la strategia. Per scalping e breakout, il raw spread è quasi sempre più adatto; per swing e position, spesso basta uno spread standard.
Per lo scalping automatico il conto raw spread è praticamente obbligatorio. Qui si lavora con target molto piccoli, ad esempio 5–10 pips, quindi uno spread ampio o variabile si mangia una parte enorme del profitto potenziale. Con spread standard, il bot entra spesso più tardi sul breakout, ha stop più facili da colpire e genera più falsi segnali. Con un raw spread, invece, il bot lavora su prezzi più “puliti” e coerenti con i livelli tecnici impostati.
Di notte la liquidità sul mercato Forex cala, specialmente su alcune coppie non in sessione. Con meno ordini a mercato, il broker allarga gli spread per proteggersi dal rischio di movimenti improvvisi. Un bot che continua a operare senza filtri orari si ritrova a pagare spread doppi o tripli rispetto alle ore di punta. Questo può trasformare un sistema profittevole durante la sessione di Londra o New York in un sistema in perdita nelle ore asiatiche.
Ogni volta che l’Expert Advisor apre una posizione, parte già in negativo proprio a causa dello spread. Se fai 20 operazioni al mese l’impatto è moderato, ma se il bot ne fa 2000, lo spread diventa una voce di costo gigantesca. Aumentando lo spread:
diminuisce il profitto medio per trade
aumenta la percentuale di operazioni che chiudono in pareggio o leggermente in perdita
il drawdown tende a crescere, soprattutto nelle strategie veloci
Il modo più efficace è integrare nel bot dei filtri news e dei controlli sullo spread corrente. Strategie comuni:
bloccare il trading da 15 a 30 minuti prima e dopo le news ad alto impatto
far controllare al bot lo spread in tempo reale e impedire l’apertura di nuovi trade se supera una determinata soglia
ridurre la size delle posizioni durante le fasce orarie più rischiose
In questo modo il bot evita di entrare in mercato quando il costo per trade esplode per via di spread e slippage.
Per il trading automatico non basta guardare lo spread “da brochure”. Bisogna valutare:
spread medi reali sulle major nelle sessioni principali
comportamento dello spread durante news e volatilità
qualità di esecuzione: slippage e latenza
stabilità della piattaforma e assenza di frequenti disconnessioni
L’ideale è registrare lo spread pagato su ogni operazione del bot e confrontarlo con quanto dichiarato dal broker. Se noti che nel tempo lo spread reale cresce o si allarga troppo in certe fasce orarie, potrebbe essere il momento di cambiare broker.
Per uno scalping serio sul Forex, su coppie major come EURUSD o GBPUSD, uno spread “sano” è di solito nell’ordine di 0.0–0.3 pips su conto raw spread, più la relativa commissione per lotto. Se inizi a lavorare con 1–2 pips di spread effettivo su una strategia che punta a 5–8 pips di target, stai regalando una fetta enorme del profitto al broker. In questi casi la strategia deve avere un edge molto forte per restare profittevole.
Un errore comune è testare il bot con uno spread fisso troppo basso, ad esempio 0.2 o 1 pip, e poi metterlo in reale su un conto con spread variabile che arriva a 2–3 pips. Per un backtest più vicino alla realtà conviene:
usare uno spread medio realistico sulla coppia
testare la strategia con spread diversi (basso, medio, alto) per fare uno “stress test”
includere, se possibile, fasi con spread allargato che simulino le news
Se la strategia collassa appena lo spread aumenta, è troppo fragile per il live
Succede spesso quando il backtest è stato fatto in condizioni troppo ottimistiche: spread fisso basso, nessun allargamento durante le news, nessuna latenza, nessuno slippage. In reale, invece, lo spread è variabile, si allarga di notte, esplode durante le news e il prezzo di ingresso non è quasi mai quello “perfetto” del backtest. Così una strategia che sulla carta regge, in conto reale si ritrova con più stop, meno target centrati e un drawdown crescente fino al possibile azzeramento del conto.
Disclaimer
Il trading di CFD comporta un elevato rischio di perdita di capitale a causa dell’uso della leva finanziaria. Il trading automatico non elimina i rischi di mercato e può generare perdite. Le performance passate non garantiscono risultati futuri. Le informazioni fornite non costituiscono consulenza finanziaria. Operare solo con capitale che si è disposti a perdere.
Contattaci su whatsapp e ti aiutiamo a capire quale soluzione è più adatta al tuo profilo operativo. In più puoi ottenere fino a 100€ di bonus sconto sul tuo acquisto.