Il day trading si spiega in una riga: tutto aperto e chiuso nella stessa giornata. Quanto si guadagna invece lo hanno misurato in pochi, e i numeri non somigliano a quelli dei video. Qui ci sono gli studi, un esempio fatto a mano e i conti delle prop firm.
Scrivici su WhatsApp, ti diamo dati, prezzi e funzionamento dei prodotti che recensiamo. I criteri con cui li valutiamo sono pubblici in ogni scheda.
Le prime dieci pagine italiane che Google mostra per “day trading” sono quasi tutte di broker: eToro, CMC Markets, IG, OANDA, Plus500. Spiegano bene cos’è. Sul quanto si guadagna sono meno loquaci, per una ragione comprensibile: guadagnano sulle operazioni di chi lo pratica, che vinca o che perda.
Questa pagina parte dall’altra parte, cioè da chi ha misurato i risultati dei day trader su popolazioni intere, e arriva al fenomeno che in Italia sta cambiando il modo di fare day trading: le prop firm, le società che vendono una prova a pagamento su un conto simulato e pagano una parte dei profitti a chi la supera.
Il day trading è l’attività di chi apre e chiude le proprie posizioni nella stessa sessione di mercato. A fine giornata il conto è “flat”: nessuna posizione resta aperta durante la notte. La definizione non dice niente su quante operazioni si fanno o su quanto durano. Si può fare day trading con dieci operazioni da due minuti o con una sola operazione da sei ore.
La regola della chiusura serale ha due conseguenze pratiche. La prima: niente gap, cioè niente sorprese quando il mercato riapre dopo una notizia uscita a borsa chiusa. La seconda: niente swap overnight, il costo che i broker addebitano sulle posizioni in CFD tenute oltre la chiusura. In cambio il day trader rinuncia ai movimenti lunghi e deve guadagnare dentro l’escursione di una sola giornata.

Lo scalping è la forma più estrema del day trading: decine di operazioni al giorno, obiettivi di pochi pip, costi di transazione che diventano la variabile principale. Lo swing trading è il vicino dall’altra parte: stesse analisi, ma posizioni tenute per giorni o settimane, con il rischio notturno a carico.
In Italia il day trading retail si fa soprattutto su indici (DAX, Nasdaq, S&P 500), cambi, oro e, sempre di più, sui futures micro delle borse americane. Sulle azioni italiane c’è un dettaglio fiscale che pochi citano: la Tobin tax si calcola sul saldo netto di fine giornata per ogni titolo, quindi le operazioni aperte e chiuse in giornata non la pagano (help center Fineco, settembre 2026). Dal 1° gennaio 2026 l’aliquota su chi porta il titolo a casa è raddoppiata allo 0,2%.
Chi opera con i CFD usa la leva finanziaria, che nel SEE ha tetti fissati dalla delibera Consob n. 20976 del 2019 per i clienti al dettaglio: 30 a 1 sui cambi principali, 20 a 1 su indici principali e oro, 5 a 1 sulle azioni, 2 a 1 sulle cripto. La leva moltiplica le perdite nella stessa misura dei guadagni, e sotto il 50% del margine il broker chiude le posizioni da solo.
La domanda “quanto guadagna un day trader” ha due risposte. Quella dei video, che mostra il giorno migliore di una persona. E quella degli studi, che mostrano tutti i giorni di tutte le persone. Le basi di dati complete sul day trading individuale sono poche, perché servono i registri della borsa o dell’autorità di vigilanza. Quelle che esistono vanno nella stessa direzione.

Brasile, futures sull’indice Ibovespa. Tre economisti dell’Università di San Paolo, Fernando Chague, Rodrigo De-Losso e Bruno Giovannetti, hanno preso tutte le persone che hanno iniziato a fare day trading sul mini-Ibovespa fra il 2013 e il 2015 e hanno insistito per almeno 300 giorni. Il 97% ha perso denaro. Solo lo 0,4% ha guadagnato più di un impiegato di banca, circa 54 dollari al giorno. Il migliore dell’intero campione ha fatto 310 dollari al giorno con una deviazione standard di 2.560 dollari: oscillazioni giornaliere otto volte più grandi del guadagno medio. Gli autori non hanno trovato segni di apprendimento: chi continuava non migliorava (working paper FEA-USP 2019_47).
Taiwan, borsa azionaria dal 1992 al 2006. Brad Barber, Yi-Tsung Lee, Yu-Jane Liu e Terrance Odean hanno classificato i day trader in base ai risultati di un anno e li hanno seguiti l’anno dopo. I 500 migliori continuano a guadagnare, 37,9 punti base al giorno al netto delle commissioni. Ma sul totale della popolazione meno dell’1% riesce a ottenere in modo prevedibile rendimenti positivi al netto dei costi (Journal of Financial Markets, 2014). Esiste quindi un’abilità vera, e riguarda una frazione minuscola di chi ci prova.
Italia, CFD. Qui il dato non riguarda solo il day trading, ma è l’unico pubblico: ogni broker autorizzato deve scrivere in home page la percentuale di conti retail in perdita sui CFD. Il 9 settembre 2026 abbiamo copiato quella riga dalle home italiane di nove intermediari: si va dal 51% all’85,4%, con una media del 70,43%.
Il tema del guadagno nel trading in generale, fuori dal day trading, sta nella guida su quanto si guadagna con il trading. Qui interessa un punto più stretto: perché anche chi ha un vantaggio vero, facendo day trading, porta a casa poco.
Gli studi dicono quanti perdono. Non dicono perché anche una strategia con un vantaggio reale produce così poco. Per vederlo serve un conto costruito passo per passo, con numeri ipotetici ma plausibili.
Un conto da 10.000 euro. Il day trader rischia l’1% a operazione, 100 euro, con uno stop loss fisso, e punta a 150 euro. Fra spread e commissioni ogni operazione costa 6 euro. Vince 45 operazioni su 100 e ne fa due al giorno, circa 40 al mese.

La vincita netta è 144 euro, la perdita netta 106. L’attesa per operazione è 0,45 per 144 meno 0,55 per 106, cioè 6,50 euro. Moltiplicata per 40 operazioni fa 260 euro lordi al mese. Dopo l’imposta del 26% sulle plusvalenze restano 192,40 euro. Il dettaglio su dichiarazione e compensazione delle minusvalenze sta nella guida alle tasse sul trading.
Tre cose emergono dal conto.
Ci sono poi i costi che l’esempio non mette in conto: lo slippage sulle notizie, quando lo stop viene eseguito diversi pip più lontano, e le giornate in cui si rompono le proprie regole. Il calendario economico serve a sapere in anticipo quando succede.
L’interesse italiano per il day trading in sé è piatto. Le ricerche su Google per “day trading” mostrano un picco nel 2026, ma le query collegate sono in inglese e includono “walmart near me”: non è domanda italiana. Quella che cresce davvero, anno dopo anno, è la ricerca delle prop firm.

Su Google Trends Italia la media annua dell’interesse per “prop firm” passa da zero nel 2021 a 31,1 nel 2026, quella per “FTMO” da 12,4 a 49,0. In volume assoluto “ftmo” vale 22.200 ricerche al mese in Italia, “prop firm” 1.900, in crescita del 23% sull’anno (DataForSEO, settembre 2026). Per confronto, “day trading cos’è” ne vale 50.
Il motivo è nell’esempio di prima. Chi ha una strategia e 2.000 euro non può rischiare 1.000 euro a operazione. Una challenge FTMO da 100.000 dollari, sul listino italiano letto il 29 settembre 2026, costa 540 euro (439 in offerta per chi non ne ha una attiva). Dentro, l’1% di rischio vale 1.000 dollari. La guida alle prop firm spiega il funzionamento generale; qui conta il confronto diretto.

La perdita massima possibile scende da tutto il deposito al prezzo della quota. In cambio si accettano tre cose. Il capitale è simulato: FTMO lo scrive in home page (“Grow & Monetize Your Demo Trading”), e parla di remunerazione fino all’80% dei “profitti simulati”. Le regole sono strette: target del 10% nella prima fase e del 5% nella seconda, perdita massima giornaliera del 5% e totale del 10% del saldo iniziale. E chi scrive le regole può cambiarle.
Il limite di perdita giornaliera si sposa con il day trading. Chi tiene posizioni per giorni si trova a gestire un gap del lunedì che può bruciare in un colpo la soglia del 5%. Chiudere tutto la sera è il modo più semplice di non violare le regole, ed è per questo che la prop firm e il day trading sono cresciuti insieme.
A settembre 2026 il tema è diventato concreto per diversi utenti italiani di FTMO. Sulla pagina Trustpilot della società, l’8 settembre, l’utente Joele racconta di aver superato una valutazione su un conto Swing da 200.000 e di essersi trovato il conto convertito in Standard, con l’obbligo di chiudere prima del weekend. Lo stesso giorno Matteo B scrive di essere “obbligato a tradare intraweek”. Sono loro dichiarazioni, non verificate alla fonte, ma raccontano bene la dinamica: sulla prop firm lo stile lo decide il regolamento.
Le società più note hanno regole diverse, e alcune sono pensate per i futures, come spiegano le schede su Topstep e su Apex Trader Funding. Apex, per esempio, chiude ogni conto dopo sei pagamenti: sul 50K i tetti sommati fanno 13.000 dollari, indipendentemente dal profitto generato (help center Apex, settembre 2026).
Topstep è una delle poche società che pubblica le proprie statistiche. Quelle del 2025, lette sul sito il 29 settembre 2026, dicono questo.

Il 16,8% delle valutazioni avviate viene completato. Il 51,8% dei partecipanti arriva al conto finanziato almeno una volta, perché molti ripagano e riprovano. Di chi arriva al conto finanziato, il 33,3% riceve almeno un pagamento. E lo 0,71% di chi ha un Express Funded Account viene chiamato su un conto live. Le percentuali hanno basi diverse e non si moltiplicano fra loro, ma l’ordine di grandezza è chiaro: la maggior parte dei partecipanti paga la valutazione e non incassa.
FTMO non pubblica un dato equivalente. Dichiara oltre 4,5 milioni di clienti e oltre 650 milioni di dollari pagati in rewards, con un’attività partita nel 2015. La divisione fa circa 144 dollari per cliente: non dice quanti clienti hanno ricevuto qualcosa, dice che la media è inferiore al prezzo di una challenge da 25.000 dollari (250 euro). La “remunerazione media” per taglia che FTMO mostra nel listino, 5.957 per il conto da 100.000, è la media delle ricompense versate: riguarda solo chi viene pagato, non chi compra la valutazione.
Un’altra domanda utile: quanto è bravo chi supera una challenge? Per rispondere abbiamo fatto girare una simulazione Monte Carlo sulle regole FTMO a due fasi, con la stessa strategia dell’esempio: rischio 1% a operazione, vincita dell’1,5%, costi dello 0,06%. Abbiamo variato solo la percentuale di operazioni vincenti e ripetuto la prova 200.000 volte per ogni caso.

Un trader senza alcun vantaggio, cioè esattamente alla soglia di pareggio del 42,4%, supera entrambe le fasi in un caso su tre (32,3%). Un trader che perde soldi nel lungo periodo, al 40%, la supera ancora il 15,1% delle volte. Chi ha il piccolo vantaggio dell’esempio arriva al 55,8%. È una simulazione su dati ipotetici, non un risultato di conto reale, ma il meccanismo è generale: un obiettivo del 10% prima di una perdita del 10% è una prova breve, e nelle prove brevi la fortuna conta.
Questo spiega l’imbuto di Topstep meglio di qualsiasi opinione. Una parte di chi supera la valutazione ci arriva per varianza, poi sul conto finanziato la varianza gira. Per capire se una strategia regge davvero, la challenge è un campione troppo corto: servono centinaia di operazioni, un conto demo tenuto per mesi o un track record pubblico. Il metodo per leggerne uno sta nella guida su come valutare un track record.
Abbiamo letto 105 commenti sotto tre video italiani su day trading e prop firm (Pietro Michelangeli, Luca Vitiello e Alex Pavaluta) e le 20 recensioni in italiano più recenti di FTMO su Trustpilot, pubblicate fra l’8 e il 28 settembre 2026. Dei 105 commenti, 8 raccontano un’esperienza personale; altri 8 sono parole chiave (“regalo”, “consulenza”) sollecitate dai canali stessi, e le abbiamo scartate. Delle 20 recensioni Trustpilot, 14 sono da cinque stelle, una da quattro, una da tre e quattro da una stella. FTMO ha un TrustScore di 4,8 su 53.308 recensioni totali.
Sul tempo che serve. Sotto il video “7 Cose Che Ho Imparato dal Day Trading”, nel 2021, l’utente YouTube @cristianocampara9315 scriveva di aver iniziato quattro anni prima e di essere diventato profittevole “realmente solo 2 anni dopo”. Nello stesso thread @gianfi_ indicava l’overtrading come l’errore più comune e notava che stare “ore ed ore davanti a dei grafici” spinge prima o poi ad allungare i timeframe.
Sulla prima perdita. Sempre nel 2021, @AB-fv5cg raccontava di aver aperto un conto con 500 euro, di aver fatto un buon guadagno sull’argento e di averlo perso tutto il giorno dopo, più altri 72 euro, operando “pilotato dalle emozioni”. È una cifra piccola, e mostra il costo che l’esempio sopra non mette in conto: la giornata in cui si rompono le proprie regole.
Sulle challenge. Sotto il video in cui Luca Vitiello racconta il suo tentativo con FTMO, un commento del 2025 di @frufruGame-vk9jx faceva notare che il 15% in due giorni è la percentuale che i migliori gestori fanno in un anno. Nella primavera del 2026, fra aprile e maggio, @aramath chiedeva semplicemente: “Ma pagano?”.
Su FTMO, da Trustpilot. Le voci positive sono brevi e parlano di pagamenti veloci: Ivan R., il 28 settembre 2026, scrive di aver ricevuto il secondo payout. Nik, l’11 settembre, dà tre stelle perché lo stop “slitta” di oltre 20 pip sulle notizie. La voce più dura è di enrico, il 14 settembre: sostiene che i payout siano pagati con i soldi di chi perde le challenge e racconta che il suo account è stato cancellato per essersi registrato con due email. Tre delle quattro recensioni da una stella nascono dalla conversione dei conti Swing in Standard descritta sopra.
Le voci confermano i dati in un modo preciso: chi guadagna parla di pagamenti, chi perde parla di regole. Nessuno, nei commenti letti, dichiara di vivere di day trading con un conto proprio.
Una parte del day trading si può delegare a un software. Un expert advisor intraday applica le stesse regole ogni giorno, compresa quella di chiudere tutto prima di sera, e toglie di mezzo l’errore della giornata emotiva raccontato da @AB-fv5cg. Non toglie il rischio di mercato né il problema del vantaggio: se la strategia non ha un’attesa positiva, il software la esegue con disciplina e perde con disciplina.
I link alle schede qui sotto portano a recensioni del sito. Alcuni bot sono venduti nel marketplace di Amicobot: se acquisti tramite quei link Amicobot può ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.
Un esempio di day trading automatico puro è Nasdaq Investor: lavora solo sul Nasdaq 100, legge i primi minuti della sessione americana, apre al massimo un’operazione al giorno e la chiude entro la sessione, senza posizioni overnight. Lo stop si sposta a breakeven quando il guadagno arriva a una volta il rischio, e la scheda lo segnala come compatibile con le prop firm. Dopo una fase di drawdown, a luglio 2026 lo sviluppatore ha ridotto il money management: la scheda spiega perché i risultati successivi vanno letti come un nuovo punto di partenza.
Un approccio diverso è quello di Gold Breaker, che opera sull’oro in H1 con sette logiche di breakout, stop loss sempre presente e un filtro che sospende l’operatività durante le notizie ad alto impatto. Il money management si imposta indicando il drawdown massimo accettato.
Il controesempio sta nel nome: DAX Day Trader è un EA intraday sul DAX con una martingala fino al quinto trade in perdita e un track record interrotto a gennaio 2023, e nella nostra valutazione prende zero su tutti e quattro i criteri. Un nome che contiene “day trader” non dice niente sulla qualità del sistema. Il drawdown storico e la continuità del track record sì.
Per chi usa un EA su una prop firm, c’è un passaggio in più: verificare nel regolamento che il software sia ammesso e che non violi le regole su copia di operazioni e strategie vietate. I sistemi usati più spesso sulle valutazioni sono raccolti nella pagina sui bot per prop firm. Il confronto fra le società è nella pagina sulle prop firm, e un caso misurato è il nostro test di Titany X su conto demo.
Alessio Midolo, trader algoritmico e fondatore di Amicobot, analizza expert advisor, prop firm e piattaforme di trading dal 2018 partendo da dati pubblici e track record verificabili. Per questa pagina ha letto i due studi accademici citati, le statistiche pubblicate da Topstep, il listino e le regole di FTMO, 105 commenti YouTube e 20 recensioni Trustpilot, e ha costruito l’esempio e la simulazione, il 29 settembre 2026. I risultati passati, dichiarati o simulati, non sono indicativi di quelli futuri. I contenuti di questa pagina hanno finalità esclusivamente informativa e non costituiscono consulenza finanziaria, né una raccomandazione personalizzata di investimento. Segnalazioni ed errori: contatti.
Pagina pubblicata il 29 settembre 2026. Dati e prezzi valgono a quella data.
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Non esiste un minimo di legge in Italia. Il minimo pratico lo fissa il rischio per operazione: con un rischio dell’1% e uno stop di 20 pip sull’euro dollaro, il lotto più piccolo disponibile (0,01) rischia circa 2 dollari, quindi serve un conto di almeno 200 dollari. Sotto quella cifra si rischia per forza una quota più alta del conto a ogni operazione.
Tecnicamente sì, con i CFD e i lotti minimi. Il problema è la proporzione: con 100 euro un’operazione da 2 euro di rischio vale già il 2% del conto, e i costi fissi pesano in percentuale molto più che su un conto grande. Chi parte da cifre così piccole di solito lo fa per imparare la piattaforma, sapendo che il risultato in euro sarà comunque minimo.
Non esiste una media utile, perché la distribuzione è asimmetrica: pochissimi guadagnano molto e quasi tutti perdono. Nello studio brasiliano il migliore di tutto il campione faceva 310 dollari al giorno, con oscillazioni giornaliere di 2.560 dollari. I guadagni mostrati nei video sono il giorno migliore di una persona, non il giorno medio di tutti.
10.000 dollari di controvalore. Con 1.000 dollari di margine e leva 10 a 1 si controlla una posizione dieci volte più grande: un movimento del 10% contro la posizione azzera il margine. Nel SEE, per i clienti al dettaglio, la leva massima dipende dallo strumento (30 a 1 sui cambi principali, 20 a 1 sugli indici principali), e il broker chiude le posizioni quando i fondi scendono sotto metà del margine iniziale.
Nella maggior parte dei casi no, e lo scrivono le società stesse. FTMO parla di “capitale simulato” e di remunerazione sui “profitti simulati”; Topstep precisa che le sue statistiche riflettono un ambiente di trading simulato e che solo lo 0,71% dei conti Express Funded è stato chiamato su un conto live nel 2025. Il denaro vero sono la quota della valutazione, pagata da chi partecipa, e i pagamenti che la società decide di versare.
Scrivici su WhatsApp, ti diamo dati, prezzi e funzionamento dei prodotti che recensiamo. I criteri con cui li valutiamo sono pubblici in ogni scheda.