Dall’Italia il conto TradeStation lo apre da giugno 2026 una società olandese, non più Interactive Brokers. Qui ci sono i 5 dollari per ordine azionario, le due soglie mensili su inattività e dati, il conto in soli dollari ed EasyLanguage. Dati letti a settembre 2026.
Voto della redazione: 5/5 per tradestation.
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Premessa: non abbiamo provato TradeStation. Non abbiamo un conto TradeStation Europe e nessun numero di questa pagina viene da un nostro uso diretto. Il giudizio si basa sul listino, sui contratti cliente e sul comunicato di lancio letti il 15 settembre 2026, sull’elenco CONSOB, su alcuni esempi di costo rifatti a mano e sulle opinioni dei clienti, contate per fonte. Dove un aspetto lo raccontano gli utenti e non l’abbiamo verificato noi, lo diciamo.
TradeStation si cerca in media 1.000 volte al mese in Italia, con punte di 1.600 fra ottobre 2025 e gennaio 2026. Chi la cerca di solito la conosce già: è la piattaforma di EasyLanguage, il linguaggio con cui una generazione di trader sistematici italiani ha scritto le prime strategie. Quello che quasi nessuno sa è che il modo di aprire il conto dall’Italia è cambiato il 10 giugno 2026. La società che firma il contratto oggi sta ad Amsterdam, e le recensioni italiane in prima pagina su Google descrivono ancora la strada precedente, un conto Interactive Brokers con la piattaforma TradeStation sopra.
Per Amicobot TradeStation è una delle piattaforme più complete per chi fa trading sistematico su azioni, opzioni e futures americani, e dal giugno 2026 la si usa con un conto europeo, vigilato in Olanda e iscritto all’elenco CONSOB. EasyLanguage, RadarScreen e il motore di backtest restano gli strumenti per cui il nome gira da oltre trent’anni, e le commissioni sui futures sono basse. Il conto chiede in cambio di stare nelle sue regole: solo dollari, solo mercati USA, comunicazioni in inglese, 5 dollari per ogni ordine azionario e due soglie mensili da tenere d’occhio.
| Voce | TradeStation Europe, settembre 2026 |
|---|---|
| Chi apre il conto | TradeStation Europe B.V., Amsterdam |
| Vigilanza | AFM (Paesi Bassi), elenco CONSOB n. 5629 senza succursale |
| Esecuzione e custodia titoli | TradeStation Securities, Inc. (USA) |
| Tutele | ICS olandese fino a 20.000 euro; SIPC sui titoli in pass-through |
| Azioni ed ETF USA | 5 dollari per ordine |
| Futures | da 1,75 dollari a lato più 0,10 di clearing; micro da 0,50 |
| Valuta del conto | solo dollari |
| Regime fiscale | dichiarativo |
| Piattaforme | Desktop (Windows), TITAN X, Web, app, FuturesPlus, API |
Punti di forza. EasyLanguage e il backtest della Desktop, pensati per chi scrive strategie senza essere programmatore. Commissioni basse sui futures e sui micro, con i dati CME inclusi sopra una soglia di attività. Dati in tempo reale di NYSE, Nasdaq e OPRA compresi nel conto azionario. Un’infrastruttura di esecuzione e custodia americana che opera dal 1982, oggi raggiungibile con un contratto europeo e un reclamo che si può portare a un organismo olandese per le controversie finanziarie.
Limiti da conoscere. Il conto è solo in dollari e il costo del cambio non sta nel listino. Sulle azioni si pagano 5 dollari per ordine, mentre i clienti americani pagano zero. Inattività e dati futures costano 10 e 40 dollari al mese sotto soglia. Contratti e assistenza sono in inglese. Mancano Borsa Italiana, i mercati azionari europei e MetaTrader.
Costruito per chi opera su futures e azioni americane con strategie proprie, vuole scriverle e testarle nello stesso ambiente, fa abbastanza operazioni da superare le soglie mensili e gestisce da sé la dichiarazione dei redditi.
Il comunicato di TradeStation Group del 10 giugno 2026 annuncia TradeStation Europe B.V., impresa di investimento con licenza MiFID, autorizzata e vigilata dall’AFM, l’autorità olandese dei mercati finanziari. La sede è ad Amsterdam, il numero della Camera di commercio olandese è 89426657 e il servizio copre i 30 paesi dello Spazio economico europeo. Il presidente della società europea è Peter Comstock, quello del gruppo John Bartleman.
In Italia TradeStation Europe è iscritta all’elenco CONSOB delle imprese di investimento di altri Stati UE senza succursale, con il numero 5629, nell’elenco aggiornato al 14 settembre 2026. I servizi esercitabili sono la ricezione e trasmissione di ordini, l’esecuzione per conto dei clienti, la custodia degli strumenti finanziari e il cambio collegato ai servizi di investimento. Il credito per operare, cioè il margine, per l’elenco CONSOB è riservato ai clienti professionali e alle controparti qualificate. Senza succursale significa che la vigilanza resta olandese e che in Italia non ci sono uffici.
Il contratto dice cosa succede ai soldi. TradeStation Europe è il broker che firma e risponde, ma esecuzione degli ordini, clearing e custodia dei titoli passano per TradeStation Securities, Inc., la società americana del gruppo, iscritta a FINRA, SIPC e NFA. Il bonifico in euro arriva su un conto intestato a una fondazione olandese, la Stichting TradeStation Europe, che custodisce i fondi dei clienti separati da quelli della società. Il servizio è solo in dollari: gli euro vengono convertiti all’arrivo, e il cambio con le spese viene comunicato prima e dopo l’operazione, ma non compare nel listino.

Le protezioni sono due, e coprono cose diverse. Se TradeStation Europe non riuscisse a restituire quello che deve, l’Investor Compensation Scheme olandese rimborsa fino a 20.000 euro a persona. Se invece fosse TradeStation Securities a finire in liquidazione negli Stati Uniti, il contratto prevede che i clienti europei possano accedere alla protezione SIPC sui titoli, in modalità pass-through. Il contante che sta nella fondazione e i fondi monetari in cui la liquidità può essere parcheggiata non sono coperti dalla SIPC. Nessuna delle due tutele copre le perdite di mercato.
Sui fondi monetari c’è un dettaglio da leggere: per rispettare le regole sulla separazione del patrimonio, TradeStation Europe può investire la liquidità non usata in fondi monetari qualificati, chiede il consenso in fase di apertura e l’eventuale rendimento può trattenerlo. Più avanti il contratto fissa altre due condizioni: tutte le comunicazioni avvengono solo in inglese, reclami compresi, e le controversie seguono la legge olandese. Il cliente al dettaglio insoddisfatto della risposta interna può rivolgersi al Kifid, l’organismo olandese per i reclami finanziari.
Fino al 2026 dall’Italia si arrivava a TradeStation soprattutto con TradeStation Global: un conto presso Interactive Brokers UK, con la piattaforma TradeStation 9.5 collegata sopra. È ancora la versione descritta dalle prime recensioni italiane su Google e dall’AI Overview. QualeBroker, nella recensione aggiornata al 7 settembre 2026, scrive che gli utenti europei al momento non possono aprire nuovi conti TradeStation Global. Chi arriva oggi dall’Italia trova la strada di TradeStation Europe, con la piattaforma attuale e un listino proprio.
La prima cosa che salta all’occhio aprendo il listino è che i clienti europei non hanno lo stesso prezzo dei clienti americani. Su tradestation.com le azioni e gli ETF costano 0 dollari di commissione per i clienti USA. Su tradestation.eu, nel riquadro “Clients outside the U.S.”, la stessa voce è un ticket di 5 dollari per ordine, uguale in tutti e quattro i livelli di volume. Sulle opzioni il ticket da 5 dollari si somma a 0,80 dollari per contratto al primo livello.

Un importo fisso pesa tanto sugli ordini piccoli e poco su quelli grandi. Tre ordini su azioni o ETF americani, fatti con il listino del 15 settembre 2026 e il cambio BCE dello stesso giorno (1 euro per 1,1539 dollari):
A queste cifre va aggiunto il costo di conversione degli euro in dollari, che su TradeStation Europe si scopre al momento del deposito. Sulle direct routing e sulle azioni sotto il dollaro si pagano commissioni per azione a parte.
Sui futures il quadro si ribalta. Il listino europeo parte da 1,75 dollari per contratto e per lato sui contratti regolari e da 0,50 sui micro, più 0,10 dollari di clearing, e scende con i volumi fino a 0,50 e 0,25. Un’andata e ritorno su un E-mini S&P 500 costa 3,70 dollari al primo livello, su un Micro E-mini 1,20, oneri di borsa esclusi. Le opzioni su futures costano 0,85 dollari a contratto e passano per la piattaforma FuturesPlus, che chiede almeno 5.000 dollari di patrimonio a inizio giornata per aprire posizioni.

Il ticket da 5 dollari è anche il tema di una delle due recensioni negative in italiano su Trustpilot. Marco Doni, cliente da dieci anni, scriveva il 10 novembre 2025 che dal 1° ottobre 2025 le commissioni su azioni e opzioni gli erano state aumentate “del 500%”, e che dopo aver chiesto il ripristino delle condizioni precedenti non aveva più ricevuto risposta. Chiudeva spiegando di aver trasferito tutto su TastyTrade. È una segnalazione di un cliente, non verificabile nei dettagli, ma è compatibile con la differenza che il listino mostra oggi fra clienti americani, a zero commissioni, e clienti fuori dagli Stati Uniti, con il ticket fisso. Sulla pagina broker di TradingView, fferro93 lo diceva in una riga il 17 ottobre 2023: da commission free “a uno dei più cari”.
Oltre alle commissioni ci sono due voci mensili, e tutte e due si azzerano superando una soglia.
La prima è l’inattività: 10 dollari al mese, che non si pagano se il saldo medio di fine mese è di almeno 5.000 dollari oppure se negli ultimi 90 giorni si sono fatte almeno dieci operazioni. La seconda riguarda i dati dei futures: CME, CBOT, NYMEX e COMEX in tempo reale sono gratuiti per 90 giorni dal primo deposito, poi costano 20 dollari a pacchetto, 40 al mese, a meno di aver pagato almeno 40 dollari di commissioni futures nel mese precedente. I dati Eurex in tempo reale sono a parte, 18 dollari al mese.
Due conti fatti sul listino mostrano dove stanno i confini:

Un cliente italiano ha raccontato su Trustpilot proprio la prima soglia. Dario G. scriveva il 28 gennaio 2024 di aver depositato 500 dollari e di essersene visti togliere 30 per inattività e 25 per il prelievo. Il conto era ancora quello di TradeStation Securities, ma le voci sono le stesse del listino europeo di oggi.
Sui bonifici in uscita il listino non è coerente con se stesso. La pagina pricing di tradestation.eu indica 35 dollari, la pagina delle service fees 0 dollari per i conti internazionali, la pagina broker di TradingView 25 dollari. È una cifra da farsi confermare nel foglio commissioni al momento dell’apertura. Il trasferimento dei titoli verso un altro broker costa 125 dollari.
Chi fa trading quantitativo in Italia incontra TradeStation per EasyLanguage. È un linguaggio di scripting con una sintassi vicina all’inglese, costruito per descrivere regole di ingresso e di uscita senza la struttura di un linguaggio di programmazione generico. Con EasyLanguage si scrivono indicatori, segnali e trading system completi, e la stessa strategia si porta dal grafico al backtest, all’ottimizzazione dei parametri e poi all’esecuzione automatica sul conto. È lo stesso linguaggio usato da MultiCharts, che in Italia si cerca 720 volte al mese: per questo i corsi di trading sistematico lo insegnano da anni. La recensione di Unger Academy riporta che il percorso dell’Academy usa MultiCharts e indica TradeStation come alternativa per contenere i costi iniziali.
Gli strumenti che contano per un sistematico stanno tutti nella TradeStation Desktop, il programma per Windows che esiste dal 1991: RadarScreen, che controlla in tempo reale fino a 1.000 simboli con indicatori propri, OptionStation Pro per le opzioni, Portfolio Maestro per i test su un portafoglio di strategie, oltre 180 indicatori e il report di performance delle strategie. Il listino europeo lo scrive in chiaro: EasyLanguage, backtest, RadarScreen e OptionStation Pro richiedono la Desktop. TITAN X, la piattaforma più recente, gira anche su Mac, ma la sua FAQ indica la Desktop come la piattaforma che continua a supportare l’automazione e le strategie in EasyLanguage. Un backtest ben fatto qui non cambia le regole generali: l’ottimizzazione walk-forward e i controlli contro l’overfitting valgono su TradeStation come su qualunque altra piattaforma.
Due limiti pratici. Il simulatore, con denaro virtuale e reset illimitati, è disponibile solo a chi ha già versato fondi sul conto: non esiste una demo libera come quella di molti broker forex, e chi vuole provare il paper trading prima di depositare deve cercarlo altrove. Senza conto, la piattaforma si può noleggiare da TradeStation Technologies a 99,99 dollari al mese; con un conto finanziato è gratuita. Su FinanzaOnline l’utente merlin8121 lo segnalava già il 6 novembre 2018, quando il prezzo era 99 dollari.
Per chi programma c’è un’API con connettività FIX, integrazioni con strumenti di terze parti e, dal comunicato di giugno, una connessione MCP che collega assistenti di intelligenza artificiale al conto. TradeStation Europe è anche fra i broker collegati a TradingView: il canale ufficiale ha pubblicato a maggio 2026 un video in italiano su come collegare il conto, e la pagina broker su TradingView riporta 4,4 su 17 mila valutazioni, 139,6 mila trader e l’AFM come regolatore. Nel banner della pagina il numero della Camera di commercio compare con due cifre invertite rispetto al contratto e al sito ufficiale, 98426657 invece di 89426657. Come funziona l’automazione lato grafico lo spiega la guida al trading automatico con TradingView, e i dati TradingView li abbiamo messi in fila nella nostra recensione di TradingView.

Le recensioni in quella pagina dicono qualcosa sull’uso reale. AlfredViti, cinque stelle il 13 maggio 2024, trovava la piattaforma “veloce e precisa”; Eros79, quattro stelle il 10 maggio 2021, segnalava che il conto si scollegava da TradingView senza motivo, un problema serio per chi fa day trading. Su Trustpilot stephen wilbert, cinque stelle il 16 agosto 2026, lodava la velocità di esecuzione ma spiegava di restare sulla Desktop perché la Matrix di TITAN X filtra più lentamente.
TradeStation non offre MetaTrader, e i due mondi non si parlano: una strategia in EasyLanguage non gira su MetaTrader e un expert advisor scritto in MQL non gira su TradeStation. Il caso tipico è chi arriva dagli EA e pensa di portarli sul nuovo conto. Una scheda come quella di Nasdaq Investor descrive un sistema che fa al massimo un trade al giorno sul Nasdaq 100 attraverso MetaTrader, e Gold Breaker combina sette breakout sull’oro in H1 sulla stessa piattaforma: per usarli su TradeStation andrebbero riscritti da zero in EasyLanguage, con un nuovo backtest, e le due schede non indicano versioni per altre piattaforme. Il confronto fra gli ecosistemi è nella guida TradingView o MetaTrader, e la parte MetaTrader nella nostra guida a MetaTrader 5.
Il sito europeo parla solo di mercati americani, con i dati di Eurex e ICE Europe disponibili a pagamento: niente Borsa Italiana, niente azioni europee, niente CFD. Chi cerca il trading automatico sui mercati azionari europei deve guardare altrove, e i criteri generali sono nella guida alla scelta del broker.
Il conto passa per un broker americano e porta con sé una regola americana. Il listino di TradeStation Europe riporta la norma FINRA sul Pattern Day Trader: chi fa quattro operazioni aperte e chiuse nella stessa giornata nell’arco di cinque giorni di borsa, su un conto a margine, viene classificato come Pattern Day Trader. Da quel momento, per aprire nuove posizioni, il conto deve restare sopra i 25.000 dollari di patrimonio; sotto la soglia si possono solo chiudere posizioni.

Le vie d’uscita previste sono due: restare entro tre day trade ogni cinque giorni oppure chiedere un conto cash, senza leva, in cui si opera solo con fondi già regolati (per le azioni il regolamento è a un giorno). Sui broker europei con CFD questa regola non esiste, ed è la differenza che sorprende di più chi arriva da lì.
C’è anche un punto da chiarire prima di contare sul margine. Il sito europeo pubblica tassi e requisiti per i conti a margine, ma l’elenco CONSOB annota che la concessione di credito per operare può essere offerta in Italia solo a clienti professionali e controparti qualificate, mentre il contratto classifica ogni nuovo cliente come cliente al dettaglio. Se un conto a margine sia disponibile per un residente italiano al dettaglio è una domanda da fare in fase di apertura.
Il margine stesso ha un costo e un rischio. Gli interessi partono dall’11,75% annuo sotto i 50.000 dollari di debito, e servono almeno 2.000 dollari per operare a margine o allo scoperto. Sui futures il listino indica margini intraday dal 10% sui principali indici USA. La leva finanziaria amplifica le perdite quanto i guadagni, e in caso di margin call il broker può chiudere le posizioni in qualunque momento, in alcuni casi senza preavviso, come ricorda la FAQ sui futures.
TradeStation Europe non ha una succursale in Italia e quindi non fa da sostituto d’imposta. Il regime è dichiarativo: le imposte si calcolano e si versano con la dichiarazione dei redditi, a differenza del regime amministrato delle banche e delle SIM italiane. I quadri sono tre: RT per le plusvalenze e le minusvalenze su azioni, ETF, opzioni e futures, al 26%; RM per dividendi e interessi; RW per il monitoraggio e l’IVAFE, il 2 per mille del valore delle attività all’estero.
Il conto in dollari aggiunge due calcoli. Ogni acquisto e ogni vendita vanno convertiti in euro al cambio del giorno dell’operazione: kidkurry lo spiegava su FinanzaOnline il 18 giugno 2017, rispondendo a chi pensava bastasse confrontare il saldo di inizio e fine anno, e per questo servono gli estratti in CSV. Poi c’è la valuta: le plusvalenze da cessione di valuta estera sono tassate solo se la giacenza complessiva in valuta supera 51.645,69 euro per almeno sette giorni lavorativi continui, calcolata al cambio di inizio anno e con il metodo LIFO, secondo l’articolo 67 del TUIR e la risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 60 del 9 dicembre 2024.
Sui dividendi americani il regime dichiarativo costa qualcosa in più. Con il modulo W-8BEN gli Stati Uniti trattengono il 15% alla fonte; senza un intermediario italiano, il dividendo si dichiara lordo nel quadro RM e il 26% si calcola sul lordo, senza credito per la ritenuta americana. Su 100 dollari restano 59, contro i 62,90 di un conto in regime amministrato. Su un portafoglio di ETF ad accumulazione il problema non si pone. Molti clienti italiani affidano la prima dichiarazione a un commercialista: Paolo Milano raccontava su FinanzaOnline, il 26 gennaio 2018, di averne trovato uno che gli aveva fatto tutti i calcoli, “Ivafe compresa”. I passaggi sono nella guida su come pagare le tasse sul trading.
Su Trustpilot tradestation.com ha 1.479 recensioni e un punteggio di 4,5, letti il 15 settembre 2026: 1.074 a cinque stelle, 108 a quattro, 16 a tre, 22 a due e 259 a una. Le recensioni in inglese sono 1.343, quelle in italiano 4. Il profilo è rivendicato e l’azienda risponde a quasi tutte le critiche.
Il dato che il punteggio da solo non racconta è la provenienza. Abbiamo letto le ultime 100 recensioni in ordine di data, dal 17 aprile al 12 settembre 2026, guardando il campo che Trustpilot usa per indicare da dove arrivano. 81 sono arrivate da un link di invito dell’azienda, e 80 di queste sono a quattro o cinque stelle. Le 19 scritte senza invito sono per 16 a una o due stelle. Gli inviti non sono vietati e molti clienti soddisfatti non scriverebbero senza: il 4,5 è però in buona parte il voto di chi è stato invitato a darlo.

Le critiche senza invito hanno temi ricorrenti: prelievi lenti o bloccati, conti chiusi dal broker, assistenza. Dall’area euro ne arrivano due recenti, entrambe dall’Olanda e quindi con ogni probabilità da clienti della nuova società europea. Ruchil Prahladsingh, il 2 settembre 2026, raccontava di aver chiesto il prelievo verso la sua banca olandese e la chiusura del conto e di essere ancora in attesa. Pablo, per un’esperienza del 1° luglio 2026, scriveva che a chi vive in Europa venivano tolti 5 euro al mese; il listino europeo indica un’inattività di 10 dollari, e la segnalazione non è verificabile oltre quanto scritto. Fra le voci americane, Cathy riassumeva il 21 novembre 2025 il giudizio più diffuso anche fra chi resta: “piattaforma eccellente”, assistenza da migliorare.
Le recensioni degli store raccontano un’altra media. L’app TradeStation ha 4,59 su 165 valutazioni sull’App Store italiano e 4,53 su 18.343 su quello americano; su Google Play 4,3 su 7.605. Sono voti sull’app, non sul conto.
Sui forum italiani il nome è vecchio e le discussioni lo sono altrettanto. Su FinanzaOnline, fra il 2017 e il 2018, Pulsewave notava che i bonifici verso gli Stati Uniti e i prelievi da 30 dollari rendevano costoso ogni movimento, e money2024 riportava l’offerta di allora, 5 dollari per ordine sulle azioni. Sotto un video di BuzWay che confronta TradeStation e MultiCharts, circa cinque anni fa, @BackyardTattoo scriveva che TradeStation gli rispondeva che in Italia il servizio non era disponibile, e @danielereali1265 temeva la commissione mensile sui conti poco attivi. Il primo problema è quello che TradeStation Europe risolve: il conto oggi si apre con un bonifico SEPA in euro verso una banca di Amsterdam. Il secondo esiste ancora, nella forma dell’inattività da 10 dollari.
Amicobot non ha aperto un conto TradeStation per questa recensione: il voto e il giudizio si basano sui documenti e sulle recensioni dei clienti elencati qui. Tutti i numeri vengono da pagine lette il 15 settembre 2026: listino, service fees, market data pricing, pagine prodotto, FAQ e istruzioni di deposito di tradestation.eu; listino di tradestation.com per il confronto con i clienti USA; contratti cliente Equities e Futures di TradeStation Europe nella versione del 13 maggio 2026; comunicato stampa di TradeStation Group del 10 giugno 2026; elenco CONSOB delle imprese di investimento UE senza succursale, aggiornato al 14 settembre 2026; registro AFM; recensione QualeBroker del 7 settembre 2026 per TradeStation Global; articolo 67 del TUIR e risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 60 del 9 dicembre 2024; cambio di riferimento BCE del 15 settembre 2026; listino Interactive Brokers letto il 12 settembre 2026. Le recensioni sono riportate con il nome pubblico, la data e la piattaforma (Trustpilot, TradingView, FinanzaOnline, YouTube, App Store), e non sono verificabili oltre quanto scritto; le date dei commenti YouTube sono approssimate perché la piattaforma le mostra come intervalli. Gli esempi di costo descrivono il listino, non indicano cosa negoziare. Questa pagina non contiene link di affiliazione verso TradeStation. I contenuti hanno finalità informativa e non costituiscono consulenza finanziaria né una raccomandazione personalizzata di investimento; il trading comporta un elevato rischio di perdita del capitale e i risultati passati non sono indicativi di quelli futuri.
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