FP Markets recensione aggiornata a settembre 2026. Quale società apre il conto dall’Italia, quanto costa un lotto su Standard e su Raw, a chi è riservata la leva 1:500, le regole per gli expert advisor e cosa dicono le recensioni italiane, contate una per una.
Voto della redazione: 5/5 per fp markets.
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Premessa: FP Markets non l’abbiamo provato. Non abbiamo un conto FP Markets e nessun numero di questa pagina viene da un nostro uso diretto. Il giudizio si basa su quattordici pagine del sito europeo e sulle policy legali del 25 giugno 2026, lette il 21 settembre 2026, sul registro CySEC, su due esempi di costo rifatti a mano e sulle opinioni di chi lo usa, contate una per una su Trustpilot, TradingView, App Store e YouTube. Dove una cosa la raccontano gli utenti e non l’abbiamo verificata, è scritto.
Per Amicobot FP Markets è un broker solido per chi opera con expert advisor su MetaTrader e cTrader: la società che serve i clienti italiani è autorizzata a Cipro e passaportata in Italia, gli spread dichiarati sul conto Raw sono bassi anche in media, 0,1 pip su EUR/USD, i sistemi automatici sono ammessi senza restrizioni di strategia e il VPS lo paga il broker sopra una certa soglia di volumi. Le note stonate stanno nella documentazione, che su più di un punto dice cose diverse da una pagina all’altra, e nelle recensioni italiane più dure, tutte concentrate su prelievi ed esecuzione.
| Voce | FP Markets per chi vive in Italia, settembre 2026 |
|---|---|
| Chi apre il conto | First Prudential Markets Ltd, Limassol, registro cipriota HE 372179 |
| Vigilanza | CySEC, licenza 371/18 dal 19 ottobre 2018, Italia fra i Paesi dei servizi transfrontalieri |
| Tutele | conti segregati, protezione dal saldo negativo al dettaglio, fondo di indennizzo cipriota al 90% fino a 20.000 euro |
| Conti | Standard senza commissioni, Raw con 3 dollari per lato |
| Spread medi dichiarati | EUR/USD 1,2 pip Standard e 0,1 pip Raw |
| Leva massima al dettaglio | 1:30 su forex maggiori, 1:20 sull’oro |
| Piattaforme | MetaTrader 4, MetaTrader 5, cTrader, WebTrader |
| Expert advisor | ammessi, con un tetto di 5.000 movimenti in 24 ore |
| Conti CFD al dettaglio in perdita | 74,56%, dato pubblicato dal broker |
Punti di forza. Tre piattaforme vere sullo stesso conto, MetaTrader 4, MetaTrader 5 e cTrader, con server in NY4 a New York. Spread del conto Raw che partono da zero e restano bassi anche in media. Commissione zero su indici, commodity e crypto, dove molti concorrenti caricano lo spread e poi aggiungono una fee. Nessun costo di deposito, nessuna dormant fee, VPS pagato dal broker sopra i 10 lotti al mese. Regole sugli automatismi scritte nero su bianco, cosa che in questo mercato non è scontata.
Limiti da conoscere. La documentazione si contraddice su deposito minimo, commissioni azionarie e conti swap free. La leva 1:500 che compare nelle ricerche esiste solo per i clienti professionali, e diventare professionali costa due tutele importanti. Non c’è copy trading su questa entità e il programma di affiliazione, in Europa, non esiste. Le recensioni italiane più circostanziate parlano di prelievi lenti e di esecuzioni peggiori delle attese.
Costruito per chi opera su forex e oro con sistemi automatici o in scalping su MetaTrader e cTrader, ha già chiaro come si legge un listino e vuole spread stretti pagando una commissione esplicita.
Qui casca l’equivoco che gira in rete. Digitando fpmarkets.com da un collegamento italiano non si arriva sul sito globale: il browser finisce su fpmarkets.eu. Il piè di pagina di quel sito dice chi presta il servizio: First Prudential Markets Ltd, società cipriota con numero di registro HE 372179, sede in Georgiou Griva Digeni 109 a Limassol, autorizzata dalla CySEC con la licenza 371/18.
Il registro della CySEC, scheda 82198, conferma tre cose che contano. La licenza è attiva dal 19 ottobre 2018. I domini approvati sono soltanto due, www.fpmarkets.eu e www.fpmarkets.com/eu, quindi il sito globale non rientra nell’autorizzazione europea. E nell’elenco dei servizi transfrontalieri verso gli Stati membri c’è l’Italia: è questo che consente alla società di operare qui in libera prestazione di servizi, senza succursale, con la vigilanza che resta cipriota. La stessa versione italiana del sito dichiara di essere registrata presso la CONSOB e rimanda all’elenco delle imprese di investimento senza succursale; quell’elenco il 21 settembre 2026 non si è aperto dal nostro collegamento, quindi il numero di iscrizione non lo scriviamo.

Le tutele che arrivano con la licenza europea sono tre, elencate nelle FAQ e nelle policy: fondi dei clienti su conti segregati, protezione dal saldo negativo per chi è classificato cliente al dettaglio, e adesione al fondo di indennizzo cipriota, che copre il 90% del credito fino a 20.000 euro se la società non fosse in grado di restituire i soldi. Nessuna delle tre copre le perdite di mercato, che restano intere a carico di chi opera. La società aderisce anche al Financial Ombudsman di Cipro per i reclami.
C’è poi la seconda porta, quella che genera metà della confusione sui forum. Chi dal sito europeo prova a passare su fpmarkets.com legge un avviso esplicito: quel dominio è gestito da First Prudential Markets PTY Ltd e da First Prudential Markets (Global) Ltd, entità non stabilite nell’Unione europea, fuori dal quadro MiFID II e senza alcun fondo di indennizzo, e per proseguire bisogna confermare di farlo di propria iniziativa. È la stessa struttura che troviamo in quasi tutti i grandi broker CFD e che abbiamo descritto nella guida alla scelta del broker per il trading automatico: il marchio è uno, le società sono diverse, e le tutele cambiano radicalmente. La società australiana, fra l’altro, non è solo un’altra porta commerciale: le FAQ europee la indicano come uno dei due fornitori di liquidità del conto europeo, insieme a Finalto Financial Services Ltd, vigilata dalla FCA.
Dettaglio che vale per l’inquadramento: First Prudential Markets Ltd, cioè l’entità cipriota, esiste dal 2018, mentre il gruppo FP Markets nasce a Sydney nel 2005. Chi legge “broker con vent’anni di storia” sta leggendo la storia del gruppo, non quella della società che firma il contratto in Europa.
C’è infine un omonimo che confonde le ricerche italiane, e va sistemato subito. In Italia si cerca 720 volte al mese “fpm trading”, e quella query non porta a FP Markets: porta a fpmtrading.com, un broker diverso, vigilato dalla Financial Services Commission delle Mauritius con licenza GB25204316, che indica come venditore dei servizi e distributore una società cipriota, Y.S Wyltava Ltd. Nomi simili, due cose distinte, due quadri regolamentari distinti.
I conti sono due e stanno su tutte e tre le piattaforme. Lo Standard non ha commissioni e parte da 1,0 pip di spread. Il Raw parte da 0,0 pip e costa 3 dollari per lato, cioè 6 dollari per operazione completa su un lotto; con un conto in euro sono 2,75 per lato e 5,5 in tutto, in sterline 2,25 e 4,5. Su entrambi il lotto minimo è 0,01 e la leva massima al dettaglio è 1:30. La differenza nella lista degli strumenti è una sola, ma pesa: le azioni CFD si operano solo sul Raw.

Su commodity, indici e criptovalute la commissione è zero su tutti e due i conti: il margine del broker sta dentro lo spread. Le azioni CFD hanno invece un listino proprio, uguale su Standard e Raw, con 2 centesimi per azione su NYSE e Nasdaq, 0,10% su Regno Unito ed Europa e 0,20% su Hong Kong. Qui arriva il primo scivolone documentale: la pagina delle commissioni indica minimi di 2 dollari, 2 sterline e 2 euro per lato, mentre le FAQ dello stesso sito ne indicano 10. Due pagine, due numeri, nessuna data che aiuti a capire quale sia aggiornata.
Per capire quale conto costa meno servono gli spread medi, che FP Markets pubblica e che al 21 settembre 2026 riporta la dicitura “settembre 2026”.
| Strumento | Standard, spread medio | Raw, spread minimo | Raw, spread medio |
|---|---|---|---|
| EUR/USD | 1,2 pip | 0,0 | 0,1 pip |
| GBP/USD | 1,51 pip | 0,0 | 0,41 pip |
| USD/JPY | 1,46 pip | 0,1 | 0,37 pip |
| Oro (XAU/USD) | 0,25 dollari | 0,06 | 0,11 dollari |
| US500 | 0,25 punti | n.d. | n.d. |
| GER40 | 2,15 punti | n.d. | n.d. |
Con questi valori il conto si chiude da solo. Un lotto di EUR/USD andata e ritorno sullo Standard paga 1,2 pip, cioè 12 dollari di solo spread. Lo stesso lotto sul Raw paga 0,1 pip, un dollaro, più 6 di commissione: 7 dollari. Cinque dollari di differenza per lotto, che su venti lotti al mese diventano cento dollari. Il punto di pareggio fra i due conti sta intorno a 0,6 pip di spread Standard: sotto quella soglia costa meno il conto senza commissioni, sopra costa meno il Raw. Sull’oro il divario è più largo, perché un lotto è 100 once: 25 dollari di spread sullo Standard contro 11 più 6 di commissione sul Raw.

Sono numeri che contano soprattutto per chi fa molte operazioni: l’impatto dello spread nel trading automatico cresce in proporzione alla frequenza, e su una strategia di scalping mezzo pip cambia il segno del risultato. Quelle restano medie mensili dichiarate dal broker, non garanzie: in apertura di New York o durante i dati macro lo spread si allarga, e diversi utenti italiani lo raccontano nel dettaglio più avanti in questa pagina.
Le voci fuori tabella sono poche e vanno lette con attenzione. Il broker dichiara zero commissioni sui depositi (in dollari, euro e sterline, niente carte prepagate, niente versamenti di terzi) e nessuna dormant fee: la policy dei costi prevede la voce dopo 90 giorni di inattività, ma la fissa a zero euro fino a nuovo avviso. I conti con saldo zero e nessuna attività vengono disattivati dopo tre mesi e riattivati su richiesta. Sui prelievi, invece, la risposta ufficiale è letteralmente monca: alla domanda “quali sono le commissioni di prelievo” il sito risponde “non addebitiamo nulla per elaborare i prelievi, tuttavia a seconda del metodo usato potrebbero esserci”, e la frase finisce lì. Altrove aggiunge che se i fondi depositati non vengono usati per fare trading possono scattare costi di prelievo, senza dire quanto.
Poi c’è il costo di cui quasi nessuno parla: la conversione valutaria. Si paga ogni volta che profitti, perdite o commissioni sono in una valuta diversa da quella del conto, quindi sempre, se si opera su strumenti in dollari con un conto in euro. La policy dei costi la definisce e rimanda al sito per la percentuale, che sul sito europeo non c’è.
“FP Markets deposito minimo” è una ricerca piccola, dieci al mese, ma è il caso di scuola di come si legge un sito. Alla stessa domanda, il 21 settembre 2026, il sito europeo dava tre risposte.
Le FAQ dicono che non c’è un deposito minimo né sul conto Standard né sul Raw, e che il minimo dipende dal metodo di pagamento. La pagina dei tipi di conto conterrebbe la riga “deposito minimo 50 dollari o equivalente”, ma quella riga nel codice della pagina è dentro un commento HTML, ripetuta quattro volte: chi apre la pagina non la vede, e infatti nella schermata qui sopra non c’è. La pagina sulla leva, infine, scrive che si può aprire un conto “con appena 100 dollari”.
La risposta operativa è la prima, perché è quella che il servizio clienti applica. Le altre due sono residui di listini precedenti rimasti in pagina, e sono il motivo per cui su questo broker circolano tre cifre diverse in altrettante recensioni italiane. Chi vuole verificare prima di versare ha una strada più semplice del confronto fra pagine: aprire un conto demo, che qui scade dopo 30 giorni senza accesso e regge al massimo 200 ordini.
“FP Markets leva 500” è una delle ricerche correlate più insistenti, e compare anche nei commenti sotto le recensioni video italiane: circa tre anni fa @alexbradarskiy1434 chiedeva sotto un tutorial di WebEconomia “non è possibile usare la leva 1:500?”. La risposta è sì, ma solo cambiando categoria di cliente.
Per i clienti al dettaglio la leva finanziaria massima è quella fissata dalle misure europee: 1:30 sulle coppie forex maggiori, 1:20 su minori, oro e indici maggiori, 1:10 su argento, indici minori ed energie, 1:5 sulle azioni, 1:2 sulle criptovalute. Per i clienti professionali la tabella cambia: 1:500 su forex maggiori, oro e argento, 1:200 sugli indici maggiori, 1:100 sul GER40 e sulle energie, 1:20 sulle azioni.

Per essere riclassificati bisogna soddisfare due requisiti su tre: dieci operazioni da almeno un lotto per trimestre negli ultimi quattro trimestri, un portafoglio finanziario superiore a 500.000 euro, oppure almeno un anno di lavoro nel settore finanziario in una posizione che richieda quelle competenze. Il broker elenca in chiaro anche il prezzo del passaggio, ed è la parte che nelle pubblicità si legge meno: il cliente professionale non è coperto dal fondo di indennizzo e non ha la protezione dal saldo negativo, riceve meno informative, nessun riepilogo dei costi totali e condizioni di best execution diverse. Il ritorno alla categoria dettaglio si può chiedere in qualsiasi momento.
Tradotto in margine: un lotto di EUR/USD a 1,04853, nell’esempio della policy dei costi, vale 104.853 dollari di nozionale e chiede 3.333 euro di margine al 3,33%, cioè con leva 1:30. Con la leva 1:500 lo stesso lotto ne chiederebbe 200. La leva non cambia il rischio dell’operazione, cambia quanto capitale serve per aprirla, e amplifica le perdite quanto i guadagni: la margin call scatta al 100% di margin level e lo stop out al 50%, con la chiusura automatica che parte dalla posizione in perdita maggiore.
Questa è la parte che interessa di più a chi ci legge, ed è anche quella su cui FP Markets è più esplicito della media. Gli EA sono ammessi senza restrizioni di strategia: scalping e hedging compresi, entrambi dichiarati consentiti nelle FAQ. Il limite esiste ma è di altro tipo, ed è un numero preciso: massimo 5.000 movimenti sul conto in 24 ore, dove per movimento si intende ogni apertura, chiusura, ordine pendente e modifica. Superato il tetto il conto passa in sola lettura, con una email di avviso, e si riattiva solo dopo aver contattato l’assistenza e rivisto le impostazioni dell’EA.

Cinquemila movimenti sono tantissimi per un sistema normale e pochissimi per un high frequency mal configurato. Per dare la misura con due bot che conosciamo: Gold Breaker, breakout multistrategia sull’oro su timeframe H1, apre in media una trentina di operazioni al mese e da tre a nove per sessione, quindi resta due ordini di grandezza sotto il tetto anche contando modifiche e trailing. Dark Nebula, che lavora su EUR/USD e GBP/USD con una griglia progressiva e due o tre operazioni al giorno, ha un parametro di spread massimo accettato: è esattamente il tipo di impostazione che va tarata sul conto scelto, perché su Standard e Raw quel valore non significa la stessa cosa.
Tre dettagli operativi che fanno perdere tempo a chi non li conosce prima:
.r. Un EA puntato su EURUSD invece che su EURUSD.r non trova lo strumento e resta fermo senza errori evidenti. Chi arriva da un altro broker e sposta i suoi sistemi se ne accorge solo guardando la Market Watch, come ricordiamo nella guida su come si installa un trading system su MT4.Due assenze pesano più di altre per chi automatizza. Su questa entità non esiste una piattaforma di copy trading, quindi chi cerca la copia dei segnali deve appoggiarsi a soluzioni esterne come descritto nel confronto fra copy trading, sale segnali e bot. E non esiste un programma di affiliazione o di introducing broker: lo dicono le FAQ europee. È un’informazione da tenere in mano quando si guarda un video italiano che presenta FP Markets con un link in descrizione, perché quel link porta a un’altra entità del gruppo.
Sul fronte piattaforme la scelta è larga: MetaTrader 4, MetaTrader 5 e cTrader, tutte e tre su desktop, web e mobile, più un WebTrader per MT4 e MT5. Chi deve decidere fra le due versioni di MetaTrader trova il confronto tecnico nella guida su MT4 e MT5. Mancano invece i conti swap free, e anche qui il sito si smentisce: una FAQ dice “non offriamo conti swap free”, quella accanto spiega come richiedere un conto islamico.
Chi cerca questo broker lo incontra quasi sempre da TradingView, dove FP Markets ha una pagina da 3,89 su 2.447 valutazioni, 24.500 trader collegati e 6.600 follower. Su TradingView, a differenza di Trustpilot, può votare solo chi ha un conto collegato, quindi quel numero racconta l’esperienza di chi opera davvero attraverso l’integrazione.

E qui c’è la cosa più strana emersa in questa ricerca. Sul sito europeo TradingView non compare mai. Abbiamo cercato la parola su quattordici pagine di fpmarkets.eu, dalla home alle piattaforme, dalle FAQ ai listini: zero occorrenze. Le piattaforme dichiarate sono quattro, MT4, MT5, cTrader e WebTrader. Nella descrizione che la stessa azienda ha scritto sul proprio profilo Trustpilot, invece, l’elenco recita “MetaTrader 4, MetaTrader 5, cTrader, and TradingView”. Non abbiamo aperto un conto, quindi non possiamo dire se un cliente europeo trovi o no il collegamento dentro il portale: possiamo dire che il sito autorizzato dalla CySEC non lo promette, e che è un’informazione da chiedere all’assistenza prima di versare, se il motivo per cui si sceglie questo broker è proprio operare dai grafici di TradingView.
Le recensioni sulla pagina broker spiegano perché la domanda non è teorica. xel_arjona, il 22 aprile 2026, scriveva che FP Markets è uno dei migliori broker cTrader per spread e commissioni “ma la loro interconnessione con TradingView è una delle peggiori”, con latenze enormi all’apertura di New York. FriedrichGhibellin, il 17 agosto 2026, raccontava la stessa cosa in modo più circostanziato: conto Raw ottimo, esecuzione lenta sugli ordini a mercato dall’interfaccia TradingView, problemi di trasferimento dati ad aprile e giugno 2026 poi risolti, e ancora nessuna connessione a mezzogiorno del 17 agosto. AsadAfridi012, il 19 agosto 2026, una stella secca: non riesce a collegare il conto e l’assistenza non risponde nel merito. In italiano lo stesso tema torna su Trustpilot il 6 novembre 2025, quando Soul Mate titolava la sua recensione “TradingView con FP Markets? Un disastro totale”, segnalando ritardi nel feed e differenze fino a 100 punti fra grafico e prezzo.
Non tutte le voci vanno nella stessa direzione: Real_Berjango, il 21 agosto 2026, scriveva di non avere avuto problemi e di notare “un po’ di lag” ininfluente per chi non fa brevissimo termine. Ed è utile sapere che il broker risponde in pubblico e nel merito: alla recensione durissima di THEWEALTHHUSTLE del 20 aprile 2026, che parlava di spread allargati e disconnessioni, FP Markets ha replicato con i dati di esecuzione, sostenendo che gli spread su XAL/USD erano in linea con il future sull’alluminio e che le dimensioni delle posizioni superavano la profondità disponibile. È una risposta verificabile solo dalle due parti, ma è una risposta. Per chi sta valutando l’architettura, il confronto generale fra le due strade resta quello della nostra analisi su TradingView o MetaTrader, e chi punta ad automatizzare partendo dai grafici trova i limiti reali nella guida sul trading automatico con TradingView.
Fra le recensioni italiane a una stella, il tema più frequente è il prelievo. Prima di leggerle serve conoscere la regola, perché è scritta e non è un’invenzione del servizio clienti: si deve riportare indietro lo stesso importo depositato con lo stesso metodo, partendo dalle carte, e solo dopo si possono prelevare i profitti con un metodo diverso. Il rimborso su carta può andare solo sulla carta usata per depositare, e infatti il portale chiede le ultime tre cifre di quella carta.

È una regola antiriciclaggio standard, che diventa un problema quando la carta non esiste più. Mario Preziuso, il 16 marzo 2026, scriveva che ogni sua richiesta di prelievo su una carta di debito già certificata veniva annullata dall’assistenza senza spiegazioni chiare. Yosvanny Jimenez, il 31 dicembre 2025, era ancora più esplicito: aveva estinto la carta usata per il deposito e il sistema riconosceva solo quella. Gabriele Antei, il 26 dicembre 2025, parlava di sei settimane di attesa dopo aver già segnalato quattro settimane di ritardo il mese prima. Sono dichiarazioni degli utenti che non possiamo verificare, ma descrivono tutte lo stesso meccanismo.
I tempi dichiarati dal broker danno un riferimento per capire quando un ritardo diventa anomalo: dieci giorni lavorativi per un bonifico non arrivato, dopo i quali si chiede lo swift, e sette giorni per un rimborso su carta, dopo i quali si chiede il numero ARN da portare in banca. Un altro limite pratico segnalato su YouTube da @fabiogrande126 circa un anno fa: PayPal in Italia non risulta disponibile né in deposito né in prelievo, pur comparendo fra i fornitori di pagamento del gruppo.
Su Trustpilot FP Markets ha 4,8 su 10.318 recensioni, con il 94% a cinque stelle e il 3% a una stella. Preso così, è un voto quasi perfetto. Guardato da vicino, racconta un’altra cosa.

Il profilo è rivendicato dal 2017, ha un abbonamento Trustpilot a pagamento e l’azienda invita attivamente i clienti a recensire. Abbiamo contato le prime due pagine del filtro in lingua italiana, quaranta recensioni: ventisette sono arrivate su invito, quasi tutte a cinque stelle e quasi tutte dedicate al servizio clienti, spesso con il nome dell’operatore. In quelle stesse quaranta, le sei recensioni da una o due stelle sono tutte spontanee. Il filtro italiano conta 105 pagine, cioè circa 2.100 recensioni, e quello a una e due stelle ne conta tre pagine, cioè 43 recensioni critiche dal 2021 a oggi. L’azienda risponde al 22% delle recensioni negative.
Le critiche circostanziate raccontano tutte la stessa famiglia di problemi. Un utente registrato come “customer”, il 28 maggio 2026, scriveva di aver copiato una strategia su cTrader con stop loss a 1.949 euro e di averlo visto scattare a 1.345, senza notizie in corso, con venti giorni di silenzio dell’assistenza. Jasdeep Bains, il 23 aprile 2026, su conto Raw, dichiarava uno stop loss da 333 euro chiuso con 520 euro di perdita. Roberto Fischetti, il 13 aprile 2026, cliente da anni, segnalava un take profit a 4743,68 non eseguito con il prezzo passato a 4744,40. Matteo Sairu, in una recensione aggiornata il 14 gennaio 2025, metteva i numeri sugli allargamenti: spread del GER40 passati da 270 a 380 in sessione asiatica e da 80 a 180 in pre apertura. Michele Morabito, il 18 febbraio 2026, raccontava invece di essersi visto disattivare MT4 per anomalie sulle posizioni aperte.
Sul lato opposto ci sono giudizi altrettanto concreti. Franco, il 22 luglio 2025, indicava nell’esecuzione e nel supporto in italiano il punto di forza. Simone Verzelloni, il 14 gennaio 2026, lo definiva “broker solido” e aggiungeva la sfumatura più utile di tutte: chat efficiente, email che può impiegare giorni. Denis Zilio, il 10 gennaio 2026, ringraziava per nome l’operatore che lo aveva seguito. E c’è un caso che si vede di rado: MATTEO NICCOLINI, dopo una recensione negativa per uno slippage eccessivo, l’ha aggiornata il 22 aprile 2025 raccontando di essere stato contattato al telefono dal broker.
Fuori da Trustpilot il campione è piccolo e va detto. Sull’App Store italiano l’app principale ha 3,86 su 22 valutazioni e l’app cTrader 4,85 su 34, entrambe pubblicate dalla società australiana del gruppo. Le recensioni italiane sono poche: Denis spirit, il 22 settembre 2025, tre stelle, segnalava un bug che gli impediva di prelevare; Domycarannante, il 28 settembre 2025, tre stelle, lamentava che per cambiare leva bisogna aprire un altro conto; sabbiabianca, il 25 settembre 2024, si diceva soddisfatto della coppia cTrader più FP Markets. Sotto i video italiani le domande sono quasi tutte operative: @granata6997, circa un anno fa, avvisava che il questionario di iscrizione, se compilato male, blocca la registrazione per due settimane, e @willysupertramp, circa tre anni fa, chiedeva cosa cambi scegliendo la regolamentazione europea in fase di apertura. La risposta sta nella sezione su chi apre il conto: cambia la società che firma il contratto, e con lei le tutele.
Lo scarto fra il 4,8 di Trustpilot e il 3,89 di TradingView è il dato più istruttivo. Il primo misura in larga parte il servizio clienti di un pubblico invitato a esprimersi; il secondo misura l’esperienza di chi ha collegato un conto e opera. Quando si valuta un broker per un sistema automatico, il secondo numero pesa di più, per la stessa ragione per cui su un expert advisor guardiamo il track record verificato invece delle recensioni: il metodo è quello che spieghiamo nella guida su come funziona Myfxbook.
FP Markets è un intermediario estero e non fa da sostituto d’imposta in Italia. Significa che le plusvalenze vanno dichiarate da chi opera, con il quadro RT e il quadro RW per il monitoraggio, esattamente come per gli altri broker esteri: la procedura, con le scadenze e i moduli, sta nella guida su come pagare le tasse sul trading. Chi preferisce che sia l’intermediario a calcolare e versare l’imposta deve guardare altrove, e il perimetro di chi lo fa è quello della nostra lista dei broker in regime amministrato.
Il tema compare anche fra le recensioni: Antonio Serafino, il 19 febbraio 2026, apriva la sua proprio parlando delle tasse da pagare in Italia sui prelievi fatti da FP Markets, ed Edward, il 23 marzo 2026, segnalava che la documentazione per la dichiarazione dei redditi non si scarica nella lingua del Paese di residenza ma solo in inglese. È una conseguenza diretta della libera prestazione di servizi: la società è cipriota, i documenti sono in inglese, l’assistenza in italiano c’è ma la carta no.
Amicobot non ha aperto un conto FP Markets per questa recensione: il voto e il giudizio si basano sui documenti e sulle recensioni elencati qui. I numeri vengono da quattordici pagine di fpmarkets.eu lette il 21 settembre 2026 (home, tipi di conto, conti forex, spread, commissioni MT4 e MT5, commissioni cTrader, leva, Pro Account, piattaforme, MT4, MT5, cTrader, FAQ, regolamentazione), dalle policy legali aggiornate al 25 giugno 2026 su costi e oneri, fondo di indennizzo e informazioni societarie, e dalla scheda 82198 del registro CySEC. La tabella degli spread è quella dichiarata dal broker per settembre 2026 e riporta medie, non valori garantiti; i due esempi di costo sono conti nostri rifatti a mano su quei valori e descrivono il listino, non indicano cosa acquistare né quanto operare. L’elenco CONSOB delle imprese di investimento UE senza succursale non è stato consultabile dal nostro collegamento quel giorno, quindi il numero di iscrizione non compare. Le recensioni sono riportate con il nome pubblico, la data e la piattaforma, non sono verificabili oltre quanto scritto, e i conteggi (40 recensioni italiane delle prime due pagine, 43 recensioni a una e due stelle, 105 pagine del filtro italiano) sono stati fatti a mano il 21 settembre 2026; le date dei commenti YouTube sono approssimate perché la piattaforma le mostra in forma relativa. Questa pagina non contiene link di affiliazione verso FP Markets. I contenuti hanno finalità informativa e non costituiscono consulenza finanziaria né una raccomandazione personalizzata di investimento; i CFD sono strumenti a leva e comportano un elevato rischio di perdita del capitale, e il 74,56% dei conti al dettaglio di questo fornitore perde denaro, come dichiarato dal broker stesso. I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri.
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La società che apre il conto ai residenti in Italia è First Prudential Markets Ltd, autorizzata dalla CySEC con licenza 371/18 e attiva in Italia in libera prestazione di servizi, senza succursale: il registro CySEC elenca l’Italia fra i Paesi dei servizi transfrontalieri. La vigilanza resta cipriota, il contratto è di diritto cipriota e i reclami passano dal Financial Ombudsman di Cipro.
Sono due broker diversi con nomi simili. FPM Trading sta su fpmtrading.com ed è vigilato dalla Financial Services Commission delle Mauritius con licenza GB25204316, con una società cipriota, Y.S Wyltava Ltd, indicata sul sito come venditore dei servizi e distributore della società regolata. FP Markets, per chi vive in Italia, è First Prudential Markets Ltd, con licenza CySEC 371/18. Le due cose non vanno confuse, anche se in Italia “fpm trading” si cerca 720 volte al mese e la SERP restituisce entrambi i siti nelle prime due posizioni.
Sul conto Raw 3 dollari per lato, cioè 6 dollari andata e ritorno su forex e metalli, più lo spread. Sul conto Standard nessuna commissione e uno spread più largo di circa un pip. Su indici, commodity e criptovalute la commissione è zero su entrambi i conti.
Sì, entrambi, senza limiti di strategia dichiarati. Il vincolo è quantitativo: massimo 5.000 movimenti sul conto in 24 ore, contando aperture, chiusure, ordini pendenti e modifiche. Oltre quella soglia il conto viene messo in sola lettura finché non si contatta l’assistenza.
Solo passando alla categoria di cliente professionale, che richiede due requisiti su tre fra dieci operazioni da un lotto per trimestre nell’ultimo anno, un portafoglio finanziario oltre 500.000 euro e un anno di lavoro nel settore finanziario. Con quella categoria decadono il fondo di indennizzo e la protezione dal saldo negativo.
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