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Migliori ETF: come si leggono le classifiche di justETF, Morningstar e Quantalys

Le tre classifiche della pagina justETF sui migliori ETF MSCI World, lette il 4 ottobre 2026: per rendimento a un anno vince UBS Core MSCI World, per dimensione iShares Core MSCI World, per costo BNP Paribas Easy MSCI World

Su justETF la stessa pagina incorona tre “migliori ETF” diversi sullo stesso indice. Morningstar dà cinque stelle a ETF che i suoi analisti giudicano neutrali, Quantalys assegna le stelle per quintili. Come sono costruite le tre classifiche, con i numeri letti il 4 ottobre 2026.

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Introduzione

Chi cerca i migliori ETF finisce quasi sempre su una di tre fonti: le classifiche di justETF, le stelle di Morningstar, le stelle di Quantalys. Gli articoli “migliori ETF 2026” che stanno in prima pagina, quasi tutti, ricopiano da lì. Nessuno di quei tre siti però risponde alla stessa domanda, e nessuno risponde alla domanda che fa chi cerca: quale ETF comprare. Lo dicono loro stessi. justETF scrive nella sua panoramica di non essere autorizzato “a raccomandare ETF specifici”. Quantalys, nella pagina di metodologia, ricorda che le performance passate “non sono sempre dei buoni previsori”.

Questa pagina non aggiunge una classifica alle altre. Smonta le tre esistenti: con quale criterio ordinano, su quale periodo, su quale universo di prodotti, e dove il numero in cima alla lista dice una cosa diversa da quella che sembra. Gli ETF citati sono casi di lettura, scelti perché stanno in cima o in fondo alle classifiche del giorno, non indicazioni di acquisto. Chi parte da zero trova prima cos’è un ETF e come funziona.

justETF Morningstar Quantalys
Cosa ordina Rendimento, dimensione o TER, a scelta Stelle: rendimento corretto per rischio e costi contro la categoria Stelle: punteggio di una formula a quattro componenti
Su quale periodo 1 mese, 3 mesi, 6 mesi, 1 anno, 3 anni, anno solare Media pesata di 3, 5 e 10 anni 3 anni
Come distribuisce Ordine semplice, primo e ultimo Percentili fissi: 10% a cinque stelle Quintili: 20% a cinque stelle
Chi resta fuori Prodotti non autorizzati alla vendita nel paese Chi ha meno di 36 mesi Chi ha meno di 36 mesi, categorie con meno di 10 fondi
Giudizio prospettico No Sì, il Medalist Rating No

Metodi dichiarati dai tre siti, letti il 4 ottobre 2026 (Quantalys e justETF) e l’8 settembre 2026 (glossario e note metodologiche Morningstar).

Stesso indice, tre vincitori: la pagina justETF sull'MSCI World

La guida justETF “I migliori ETF sull’MSCI World” è il risultato che Google cita per primo nella sua risposta generata. Al 3 ottobre 2026 conta 21 ETF che replicano lo stesso indice, con un TER che va dallo 0,05% allo 0,50% annuo. Subito sotto ci sono tre mini classifiche, ed è la schermata in copertina.

Per rendimento a un anno al 30 settembre 2026 vince UBS Core MSCI World USD acc con il 19,34%. Per dimensione vince iShares Core MSCI World, con 129.628 milioni di euro di patrimonio. Per costo vince BNP Paribas Easy MSCI World EUR Acc, allo 0,05% annuo. Tre prodotti diversi, tutti “il migliore”, tutti esposti alle stesse 1.280 aziende.

Rendimenti in euro con dividendi, fonte justETF, guida MSCI World letta il 4 ottobre 2026. I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri.

La parola che conta è quella scritta in piccolo accanto al titolo: “in base al rendimento”, “in base alla dimensione”, “in base all’indicatore sintetico di spesa”. Il vincitore lo sceglie il criterio, non il prodotto. E i criteri non sono equivalenti.

Il più economico della lista, il BNP Paribas, ha 216 milioni di patrimonio e non ha ancora un rendimento a tre anni né un anno solare 2025 completo: è nuovo. Fra il primo e l’ultimo dei 20 ETF con un rendimento a un anno, 19,34% contro 18,74%, ci sono 0,60 punti. Su uno stesso indice la distanza fra “il migliore” e “il peggiore” dell’anno sta nell’ordine dei decimali, e dipende da costi, tassazione dei dividendi dentro il fondo, metodo di replica e prestito titoli. Il grosso del risultato lo fa l’indice, che è identico per tutti.

Quello che misura ogni criterio, e quello che non misura

Il rendimento a un anno misura un anno. Fra ETF sullo stesso indice ordina rumore più costo: chi ha un TER più basso tende a stare in alto, ma un anno di differenze di pochi centesimi basta a invertire due posizioni. Fra ETF su indici diversi, invece, ordina il mercato migliore dell’anno, non il prodotto migliore.

La dimensione del fondo non misura la qualità della replica. Misura quanto denaro è già entrato. È utile per due ragioni dichiarate: la prima è la liquidità sul mercato secondario, che di solito cresce con il patrimonio; la seconda la scrive justETF nella stessa panoramica, “un ETF grande e consolidato ha molte meno probabilità di essere chiuso dal gestore”. Un fondo enorme può però essere anche più caro dei concorrenti: iShares Core, primo per dimensione, costa lo 0,20% contro lo 0,06% del primo per rendimento.

Il TER misura una parte del costo, quella che il gestore preleva ogni anno dal patrimonio. Non comprende i costi di transazione del fondo e non dice niente di quanto il fondo si discosti dall’indice. Sullo stesso indice, però, il legame fra costo e risultato si vede a occhio nudo.

Grafico a dispersione su 17 ETF che replicano l'MSCI World: sull'asse orizzontale il TER annuo dallo 0,05 allo 0,50 per cento, sull'asse verticale il rendimento cumulato a tre anni al 30 settembre 2026, dal 67,77 per cento di UBS Core al 65,42 per cento di Amundi Swap EUR Acc, con i prodotti più cari raccolti in basso a destra

Sui tre anni chiusi al 30 settembre 2026 i due UBS Core, allo 0,06%, stanno al 67,77% e al 67,73%. L’iShares MSCI World a distribuzione, allo 0,50%, sta al 65,57%. L’Amundi MSCI World Swap EUR Acc, allo 0,38%, al 65,42%. Circa 2,35 punti di differenza su tre anni, con lo stesso indice dentro. Su un piano di accumulo lo scarto si ripete ogni anno su tutto il capitale versato fino a quel momento.

Rendimenti cumulati in euro con dividendi, fonte justETF, letti il 4 ottobre 2026. Dato storico reale, non simulato. I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri.

La misura vera di questo scarto è la tracking difference, cioè la differenza fra il rendimento dell’ETF e quello dell’indice che replica. Le classifiche di justETF non la mostrano accanto ai rendimenti: si ricava confrontando più ETF sullo stesso indice, come nel grafico, o cercandola nel documento contabile annuale del fondo. È il dato che più si avvicina al costo effettivo di un ETF, più del TER. Il paragone fra fondo e indice di riferimento vale per qualunque strumento, e funziona solo se l’indice di riferimento è quello giusto: su Quantalys, più sotto, si vede un caso in cui non lo è.

Il primo dell'anno, l'anno dopo

La stessa guida justETF pubblica anche i rendimenti per anno solare dal 2022. Mettendo in fila le posizioni dei 15 ETF che hanno tutti e cinque gli anni, il “migliore ETF MSCI World” cambia quasi ogni volta.

Tabella colorata delle posizioni di 15 ETF sull'MSCI World per rendimento annuo dal 2022 al 2026: l'Amundi MSCI World Swap II Acc è secondo, secondo, primo, tredicesimo e di nuovo primo; l'UBS Core è dodicesimo nel 2022 e primo nel 2025; la distanza fra primo e ultimo va da 0,54 a 1,07 punti; gli ETF con TER fra 0,30 e 0,50 per cento stanno quasi sempre in fondo

L’Amundi MSCI World Swap II Acc è secondo nel 2022 e nel 2023, primo nel 2024, tredicesimo su quindici nel 2025, di nuovo primo nel 2026 fino a settembre. L’UBS Core MSCI World USD a distribuzione è dodicesimo nel 2022 e primo nel 2025. L’HSBC MSCI World è primo nel 2023 e undicesimo l’anno dopo. Chi avesse scelto ogni gennaio il primo dell’anno prima avrebbe cambiato ETF quasi ogni anno, pagando commissioni e, in caso di guadagno, l’imposta su ogni vendita.

Due cose invece restano ferme. La distanza fra primo e ultimo non supera mai 1,07 punti. E i prodotti più cari, l’iShares MSCI World a distribuzione allo 0,50% e l’UBS MSCI World allo 0,30%, stanno quasi sempre fra gli ultimi quattro. Sui prodotti sullo stesso indice la classifica di un singolo anno è instabile, il costo no.

Rango calcolato da Amicobot sui rendimenti annui in euro pubblicati da justETF il 4 ottobre 2026, 2026 dal 1° gennaio al 30 settembre. I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri.

Il periodo scelto decide il vincitore

Fra ETF su indici diversi il problema diventa enorme. La panoramica di justETF “I migliori ed i peggiori ETF” ordina per anno solare, e al 3 ottobre 2026 il primo prodotto della lista 2026 replica la criptovaluta NEAR, con più 239,39%. Lo stesso indice compare nella lista dei peggiori del 2025, con meno 72,85%.

Grafico a barre sul prodotto legato alla criptovaluta NEAR: meno 72,85 per cento nel 2025, fra i peggiori della classifica justETF, più 239,39 per cento nel 2026 fino al 3 ottobre, primo fra i migliori, e meno 7,86 per cento sui due periodi insieme

Messi uno dopo l’altro, i due periodi danno meno 7,86%: chi è entrato a inizio 2025 era ancora in perdita il 3 ottobre 2026, nonostante il prodotto fosse “il migliore ETF del 2026”. Si tratta per di più di un prodotto su una crypto, non di un fondo UCITS diversificato: justETF lo mette nella stessa lista generale dei migliori ETF.

Rendimenti in euro per anno solare, fonte justETF, panoramica migliori e peggiori ETF letta il 4 ottobre 2026. Il calcolo cumulato è nostro (0,2715 x 3,3939). Dato reale, con una volatilità estrema, i risultati passati non sono indicativi di quelli futuri.

Morningstar fa lo stesso su scala mensile. Il 4 settembre 2026 ha pubblicato i dieci ETF con le migliori performance di agosto, prodotti in vendita in Italia con almeno 25 milioni di dollari di patrimonio. Erano tutti e dieci nella stessa categoria, Azionari Settore Metalli Preziosi, cioè minerari dell’oro e dell’argento. L’articolo stesso dice che è stato generato “con l’aiuto dell’automazione”.

Grafico dei dieci ETF con le migliori performance di agosto 2026 secondo Morningstar Italia: tutti minerari di oro e argento, rendimenti del mese fra il 31,61 e il 35,31 per cento, e accanto il percentile nella categoria a un anno, sopra il 50 per nove su dieci, con il nono all'83esimo percentile

Il primo, L&G Gold Mining, ha fatto più 35,31% in agosto, ma su un anno si colloca al 59° percentile della sua categoria, cioè nella metà peggiore. Nove su dieci stanno sopra il 50° percentile a dodici mesi. Il nono è all’83°. Le stelle vanno da due a quattro, e sette su dieci hanno un Medalist Rating Neutral. La classifica del mese misura quale settore è salito di più in quel mese, e dentro il settore premia chi ha preso il rimbalzo più forte.

Rendimenti di agosto 2026 e a un anno pubblicati da Morningstar Italia il 4 settembre 2026, dati Morningstar Direct. Categoria con media più 28,27% nel mese e più 67,61% a un anno, ad alta volatilità. I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri.

Un commento sotto il video “8 Migliori ETF per la Ricchezza a Lungo Termine” mostra come la cosa si traduce in una scelta reale. L’utente @Nicola_Trading, circa otto mesi fa (febbraio 2026), descriveva il suo portafoglio con un ETF MSCI World Energy nella parte “difensiva”, scelto perché “nel 2022 ha avuto una performance del +55,49%”. La risposta del canale che ha pubblicato il video ricordava che quel settore non è difensivo ma ciclico, e che il risultato del 2022 era legato all’inflazione e alle materie prime. Un anno di classifica, letto come una caratteristica permanente del prodotto.

Le stelle Morningstar: un ordine dentro la categoria

La stella Morningstar non è un voto assoluto. È una posizione in classifica dentro una categoria di fondi simili, calcolata sul rendimento corretto per il rischio e per i costi di ingresso, con un minimo di 36 mesi di track record. Le quote sono fisse: in ogni categoria il 10% migliore prende cinque stelle, il 22,5% successivo quattro, il 35% centrale tre, poi 22,5% e 10%. Con meno di cinque anni di storia conta il triennio, poi entrano il quinquennio e il decennio con pesi crescenti. Il rating si aggiorna ogni mese.

Il 4 ottobre 2026 abbiamo interrogato lo screener pubblico di Morningstar Italia sugli ETF in vendita nel paese.

Due pannelli sugli ETF in vendita in Italia secondo lo screener Morningstar al 4 ottobre 2026: a sinistra 1.238 ETF con stelle, divisi in 158 a cinque stelle, 360 a quattro, 470 a tre, 189 a due e 61 a una, contro le quote di metodo, e 12.430 ETF senza stelle; a destra i 158 ETF a cinque stelle divisi per Medalist Rating, con 53 Neutral e 2 Negative

Su 13.668 prodotti, solo 1.238 hanno le stelle: il 9,1%. Gli altri 12.430 sono troppo giovani o stanno in categorie non valutate. Una ricerca che filtra “cinque stelle” esclude quindi in partenza nove ETF su dieci, compresi quasi tutti quelli lanciati negli ultimi tre anni, che spesso sono anche i più economici. La distribuzione degli ETF con stelle, poi, non segue le quote di metodo (12,8% a cinque stelle invece del 10%): le quote si applicano alla categoria intera, fondi comuni compresi, e un sottoinsieme come gli ETF può distribuirsi in modo diverso.

Morningstar ha anche un secondo giudizio, il Medalist Rating, che prova a guardare avanti: valuta squadra, processo e società di gestione più il prezzo, e assegna Gold, Silver, Bronze, Neutral o Negative. Da aprile 2026 usa soglie fisse e non più una distribuzione forzata, e su gran parte dei prodotti almeno un pilastro è calcolato da un algoritmo, marcato con una Q. Incrociando i due giudizi, dei 158 ETF a cinque stelle 55 hanno un Medalist Neutral o Negative: il 34,8%. Più di uno su tre ha il massimo dei voti sul passato e un giudizio tiepido sul futuro, da parte della stessa società. Il dettaglio di come funzionano tutti e due i rating, e di cosa resta del sito dopo la chiusura del Premium europeo, sta nella recensione di Morningstar.

I commenti degli utenti toccano proprio questo punto. @IoRisparmio, sotto il video “Il rating di Morningstar” di Officine Investimenti (circa ottobre 2020), lo considera uno dei migliori siti per le valutazioni ma nota che “di anno in anno le valutazioni vengono aggiornate” e che il rating “potrebbe scendere”. Massimo Sainati, su Trustpilot il 2 agosto 2025 con una stella, segnala di non riuscire più a ottenere i rendimenti per categoria e che quelli di categoria non gli tornano rispetto ai singoli prodotti: senza la categoria, la stella non si può verificare. @nik26k, sotto un tutorial di Segreti Bancari (circa 2024), nota che il grafico della pagina principale e quello interattivo a cinque anni dello stesso fondo non coincidono.

Quantalys: metà del voto non è il rendimento

Quantalys pubblica la sua formula per intero, cosa che pochi fanno. Il punteggio nasce da quattro pezzi calcolati sugli ultimi tre anni: l’alfa rispetto all’indice della categoria pesa il 25%, il beta nelle fasi di rialzo il 12,5%, il beta nelle fasi di ribasso il 12,5%, e l’abilità del gestore il 50%. Quest’ultima è la differenza fra il rendimento del fondo e quello di un paniere di indici ricavato dalla style analysis, cioè da quanto il fondo si è comportato come una combinazione di indici. Il punteggio va da 1 a 100, e poi viene trasformato in stelle per quintili.

Mappa del rating Quantalys: i quattro pesi della formula, alfa sull'indice di categoria 25 per cento, beta nei rialzi 12,5, beta nei ribassi 12,5 e abilità del gestore 50, il punteggio da 1 a 100, la divisione in quintili con il primo 20 per cento a cinque stelle, e l'esempio di due ETF Amundi sull'MSCI World dove quello con il 66,90 per cento a tre anni ha cinque stelle e quello con il 67,22 per cento ne ha quattro

I quintili hanno una conseguenza meccanica: in ogni categoria valutata il 20% dei prodotti prende cinque stelle, qualunque cosa abbia fatto il mercato. Le stelle dicono “primo quinto”, non “buono”. E siccome metà del peso misura lo scarto da un paniere di indici, su prodotti passivi le stelle possono ordinare in modo controintuitivo. Il 23 settembre 2026, cercando ETF sull’MSCI World, l’Amundi Core MSCI World Swap ETF Dist aveva cinque stelle con il 66,90% a tre anni, l’Amundi Core MSCI World ETF EUR Dis ne aveva quattro con il 67,22%. Rende meno, prende una stella in più.

Performance in euro a tre anni calcolate da Quantalys e lette il 23 settembre 2026. I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri.

Ci sono altri due dettagli che cambiano la lettura. Il voto si calcola sulla classe principale del fondo, che Quantalys descrive come “in generale anche la classe con gli oneri di gestione maggiori”, e poi si estende alle altre classi. E il confronto si fa contro l’indice della categoria Quantalys, che può non essere quello del prodotto: sulla scheda dell’SPDR MSCI ACWI, a cinque stelle e 70 su 100 al 31 agosto 2026, l’indice di categoria è l’MSCI World, che non contiene i mercati emergenti presenti nell’ACWI. Il punteggio su 100, peraltro, esiste ma si vede solo passando il mouse sulle stelle. Formula, perimetro e schermate sono nella recensione di Quantalys.

La stessa metodologia contiene la frase più onesta delle tre fonti: fra i fondi che avevano cinque stelle nel 2000 con i rating di S&P e Morningstar, “solo il 10% avevano ancora 5 stelle 3 anni dopo”. Gli utenti del forum lo hanno scoperto lavorandoci. Su FinanzaOnline brandnewlife scriveva il 27 aprile 2020 che i prodotti senza rating Quantalys non vengono inseriti dalla creazione guidata del portafoglio e vanno aggiunti a mano. Metallica79, il 13 gennaio 2022, raccontava che filtrando la ricerca sui fondi a cinque stelle il sistema gli restituiva comunque tutti i fondi della società cercata.

Quello che nessuna classifica mostra: chi non c'è più

Tutte e tre le classifiche ordinano i prodotti vivi oggi. Un ETF o un fondo chiuso due anni fa non compare da nessuna parte: non sta fra i peggiori, semplicemente sparisce. Sullo screener di Morningstar Italia gli ETF con stato “chiuso” sono 6 su 13.674, un numero che non dice quanti ne chiudano: indica piuttosto che, una volta chiusi, i prodotti escono dall’archivio consultabile. Il risultato è il bias di sopravvivenza: la media e la classifica dei vivi sono migliori di quelle di tutti i prodotti che esistevano all’inizio del periodo.

Quanto pesa, lo misura lo SPIVA Europe di S&P Dow Jones Indices, che è costruito apposta per correggerlo. Il report di fine 2025 lo dichiara: lo scorecard tiene conto “dell’intero insieme delle opportunità, non solo dei sopravvissuti”.

Barre di sopravvivenza dei fondi attivi azionari globali in euro domiciliati in Europa al 31 dicembre 2025: 94,99 per cento sopravvissuti a un anno, 88,18 a tre, 82,63 a cinque e 62,19 a dieci anni, cioè circa 411 fondi spariti su 1.087 in dieci anni

Fra i fondi attivi azionari globali in euro, dei 1.087 che esistevano dieci anni prima ne è sopravvissuto il 62,19%. Circa 411 sono stati chiusi o fusi in altri. Sui cinque anni ne è sparito il 17,37%. Lo SPIVA aggiunge che i fondi nei quartili peggiori sono quelli che più spesso vengono chiusi o fusi. Una classifica “migliori fondi a dieci anni” calcolata oggi parte quindi da un campione da cui sono già stati tolti molti dei peggiori. Lo stesso report registra che nel 2025 il 71% dei fondi attivi azionari globali in euro ha fatto peggio dell’S&P World.

Dati SPIVA Europe Scorecard Year-End 2025, S&P Dow Jones Indices, pubblicato il 19 marzo 2026, riferiti a fondi attivi e non a ETF. Il numero di fondi spariti è un nostro calcolo sui dati del report. I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri.

Sugli ETF il fenomeno esiste in forma diversa: gli emittenti chiudono i prodotti piccoli, ed è il motivo per cui la dimensione compare nelle classifiche di justETF. Le stelle ci arrivano da un’altra parte, perché escludono per regola i prodotti con meno di 36 mesi. Un commento sotto il tutorial di Segreti Bancari descrive il lato commerciale della stessa cosa: @pietro3074 (circa 2019) chiedeva perché in banca gli proponessero “sempre e solo fondi di nuova emissione e mai fondi con 4 o più anni alle spalle”. Un fondo nuovo non ha un passato da confrontare, quindi non ha nemmeno una brutta posizione in classifica da mostrare.

La stessa cautela vale per le classifiche che premiano altri prodotti. Sull’App Store italiano, il 26 febbraio 2024, l’utente modalesh scriveva di non capire perché il confronto broker di justETF restituisse sempre Scalable Capital a prescindere dall’importo mensile, e chiudeva con “non mi sembra molto trasparente”. justETF è controllata al 100% da Scalable AG, il gruppo del broker Scalable Capital, lo dichiara nelle note legali, e la sua classifica dei broker usa criteri pubblicati; la recensione di justETF li riporta per intero. Le classifiche degli ETF, invece, sono ordinamenti meccanici di dati, e lì la proprietà conta meno del criterio scelto.

Le voci di utenti riportate in questa pagina sono 10, scelte fra 69 commenti YouTube letti il 4 ottobre 2026 su quattro video dedicati a migliori ETF e rating Morningstar e fra i campioni già raccolti per le recensioni dei tre siti (30 recensioni App Store di justETF, 74 messaggi FinanzaOnline su Quantalys, 113 recensioni Trustpilot di Morningstar). Sono dichiarazioni di singoli utenti, non verificabili oltre quanto scritto. Nei commenti YouTube la maggioranza non racconta esperienze ma chiede quale ETF scegliere per sé, la stessa domanda a cui nessuna delle tre classifiche risponde. Fra le esperienze vere torna un tema: i costi scoperti dopo. @antonio.b7713, sotto lo stesso video sui migliori ETF circa due settimane fa (settembre 2026), racconta di aver capito costi, minusvalenze e cambio solo dopo il 2022, “ma sopratutto il Kid che non avevo mai letto”.

Avvertenza sui rischi

Investire in ETF comporta il rischio di perdita del capitale, anche totale per i prodotti a leva o su criptovalute. I contenuti di questa pagina hanno finalità esclusivamente informativa e non costituiscono consulenza finanziaria, né una raccomandazione personalizzata di investimento. Gli ETF citati sono esempi di lettura delle classifiche e non indicazioni di acquisto o di vendita. Le performance passate non sono indicative dei risultati futuri. Prima di operare valuta la tua situazione e, se necessario, rivolgiti a un consulente finanziario abilitato.


Disclaimer. Pagina informativa realizzata con l’aiuto dell’intelligenza artificiale: non è consulenza finanziaria, né una raccomandazione di investimento, né promozione di prodotti o servizi. Il trading comporta un elevato rischio di perdita del capitale e i risultati passati non sono indicativi di quelli futuri. Dati e prezzi valgono alla data di pubblicazione. Possibili link di affiliazione: Amicobot può ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te. Segnalazioni di errori qui.

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Nessuna delle tre fonti pubblica una lista di ETF da evitare. justETF pubblica i peggiori per anno solare, che sono gli indici scesi di più, non prodotti difettosi. Morningstar esclude dalle sue liste mensili gli ETF sotto 25 milioni di dollari e le categorie “trading” (leva e short), e assegna un Medalist Negative a 142 ETF in vendita in Italia al 4 ottobre 2026. Sono segnali da verificare sulla scheda e sul KID, non un elenco di esclusione.

Sì per il TER e per gli altri costi prelevati dal patrimonio del fondo: i rendimenti di un ETF sono calcolati sul valore della quota, che li sconta già. justETF li calcola in euro e con i dividendi inclusi, come se fossero reinvestiti. Restano fuori le commissioni del broker, l’imposta di bollo, le tasse sulle plusvalenze e l’effetto del cambio sul conto. È la domanda che fanno più spesso gli utenti sotto i tutorial su Morningstar, per esempio @lucabazzetto (circa 2024).

Le stelle Morningstar si ricalcolano ogni mese, così come il rating Quantalys, che usa i dati degli ultimi tre anni. Le classifiche justETF per periodo usano i rendimenti di fine mese, quelle per anno solare cambiano ogni giorno fino al 31 dicembre. Una stella vista a gennaio può non esserci più a marzo, e nessuno dei tre siti avvisa chi ha consultato la scheda in precedenza.

No. Al 4 ottobre 2026 il 90,9% degli ETF in vendita in Italia sullo screener Morningstar non ha stelle, in gran parte perché ha meno di 36 mesi di storia o perché la categoria non è valutata. Su Quantalys valgono le stesse soglie, più il limite di dieci fondi per categoria. Per un ETF giovane si leggono TER, dimensione, metodo di replica e scostamento dagli ETF sullo stesso indice, che le schede mostrano anche senza rating.

Nessuna delle tre fonti ne indica, e i loro metodi lo escludono: justETF ordina periodi, Morningstar e Quantalys ricalcolano ogni mese. Quantalys riporta che solo il 10% dei fondi a cinque stelle nel 2000 le aveva ancora tre anni dopo. Le liste “per sempre” che circolano sono scelte di chi le scrive, senza un criterio misurabile dichiarato. La valutazione resta legata agli obiettivi, all’orizzonte e alla tolleranza al rischio di ciascuno, oltre che alla diversificazione dell’insieme.

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