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Domani saranno pubblicati i dati preliminari dei Flash Manufacturing PMI e Flash Services PMI degli Stati Uniti, due indicatori chiave che offrono un quadro dello stato di salute dell’economia americana, in particolare dei settori manifatturiero e dei servizi. Il Purchasing Managers’ Index (PMI) misura il livello di attività economica percepita dai responsabili degli acquisti aziendali in settori fondamentali dell’economia. Sopra la soglia di 50 indica crescita rispetto al mese precedente, sotto segnala contrazione. I dati flash anticipano queste informazioni qualche giorno prima dei rilievi finali, offrendo un indicatore precoce per valutare la direzione dell’economia.

Un valore del PMI al di sotto di 50 indica che il settore considerato è in contrazione rispetto al mese precedente; è quindi un segnale debole, mentre un valore sopra 50 segnala una situazione in espansione.
La relazione tra PMI, Dollar Index e prezzo dell’oro è complessa e influenzata da molte variabili, ma ci sono alcune dinamiche chiave da considerare.

Zone di supporto GOLD
Secondo le previsioni e le tendenze recenti, le attese sono per un mantenimento o un leggero miglioramento sia del Manufacturing PMI sia del Services PMI. Difatti, ad agosto i dati avevano mostrato una crescita robusta del settore manifatturiero (PMI a 53.3, massimo da 39 mesi) e un’espansione stabile nei servizi (PMI a 55.4).
Se i dati flash di settembre dovessero confermare o superare queste aspettative:
Al contrario, un dato settoriale più debole o sotto le attese potrebbe indebolire il dollaro e far salire il prezzo dell’oro, spostando la fiducia degli investitori verso asset percepiti come più sicuri in un contesto di rallentamento.
Zone di supporto DXY
Attualmente, gli algoritmi e i bot di trading che utilizziamo non mostrano esposizioni significative sul mercato. La nostra strategia rimane orientata al mantenimento di un profilo di rischio contenuto. Questa scelta è motivata dal contesto attuale: il mercato del lavoro americano appare ancora debole e non si escludono possibili sorprese dovute a notizie inaspettate. Inoltre, settembre rappresenta un mese decisivo per i mercati, motivo per cui non intendiamo incrementare il livello di rischio.
Al momento non disponiamo di una visione chiara sul medio termine; per questo motivo manteniamo un approccio neutrale e non impostiamo i bot in una direzione specifica, né long né short.
La scorsa settimana, con Perceptrader avevamo posizioni short su NZD/CAD ancora aperte, che sono rimaste tali fino alla pubblicazione dei dati macroeconomici neozelandesi. Questi dati hanno generato una forte debolezza del NZD e hanno portato le operazioni in take profit. Non abbiamo avuto la possibilità di aumentare il target di profitto dopo la notizia, semplicemente perché il movimento ribassista è stato immediato e le posizioni sono state chiuse automaticamente intorno alle 4 di notte. Se ciò fosse accaduto durante la mattina, avremmo potuto avvisare tutti e alzare i target.

Risultati settimanali di Perceptrader
Quello che osserviamo ora è che, se il dollaro dovesse continuare a rafforzarsi, il NZD potrebbe subire ulteriori pressioni al ribasso, anche perché i dati recenti spingono la banca centrale neozelandese verso possibili tagli dei tassi d’interesse. Inoltre, l’economia neozelandese è fortemente connessa a quella australiana e, come si è visto sul cambio AUD/NZD, ci sono stati spostamenti di flussi dal dollaro neozelandese a quello australiano: il cross è infatti salito da 1.11500 a 1.12500.
Alla luce della debolezza del NZD e considerando che l’AUD/NZD è un cross che ha performato poco nell’ultimo anno e mezzo, abbiamo deciso di rimuoverlo dalla nostra watchlist, sia su Perceptrader sia su waka Waka.
Dopo la riunione della FED e il conseguente taglio dei tassi, il dollaro si è rafforzato. Questo rafforzamento potrebbe proseguire se anche i prossimi dati, come ad esempio il PMI, dovessero confermarsi solidi.
Inoltre, i trader sono già focalizzati sui dati in arrivo questa settimana:
Giovedì verrà pubblicato il GDP americano;
Venerdì sarà la volta del PCE, l’indicatore di inflazione più seguito dalla FED.
Il PCE rappresenta probabilmente il dato più importante: se dovesse uscire più alto delle attese, potremmo assistere a un ulteriore rafforzamento del dollaro. Da quel momento, però, la situazione diventerebbe più complessa: con un mercato del lavoro debole e un’inflazione in crescita, la narrativa di politica monetaria potrebbe cambiare in modo significativo.
Alla luce di questo contesto, venerdì procederemo a sospendere i bot come misura precauzionale. Invieremo un messaggio sul nostro canale Telegram per comunicare la rimozione del cross AUD/NZD da Waka Waka e PAI, oltre alla decisione di disattivare i bot per l’intera giornata di venerdì.
Nessuna tab disponibile.
Disclaimer
Il trading di CFD comporta un elevato rischio di perdita di capitale a causa dell’uso della leva finanziaria. Il trading automatico non elimina i rischi di mercato e può generare perdite. Le performance passate non garantiscono risultati futuri. Le informazioni fornite non costituiscono consulenza finanziaria. Operare solo con capitale che si è disposti a perdere.
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