Diversificazione nel trading automatico

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Introduzione

La costruzione di un portafoglio di trading system che sia efficiente, profittevole e che cerchi di minimizzare il più possibile le perdite, passa necessariamente attraverso il concetto di diversificazione.
La diversificazione, con riferimento al trading automatico, consiste nel distribuire il proprio capitale in differenti trading system. Il profitto di un portafoglio di trading system sarà calcolato sulla media dei rendimenti dei singoli algoritmi. La diversificazione è efficace solo se il capitale impegnato è sufficientemente elevato. Per chi investe capitali di 1.000 o 2.000 euro non ha molto senso diversificare (in quel caso parliamo più di dispersione del capitale), ma risulta più profittevole concentrare il capitale in un singolo, o massimo 2, trading system. Per capitali tra i 5.000 e i 10.000 euro la diversificazione comincia ad avere senso anche se sarà una diversificazione semplice e su pochi trading system. Se invece il capitale da investire è superiore ai 10.000 euro allora la diversificazione va pianificata nel dettaglio.

Correlazione ed Esposizione nella diversificazione del trading algoritmico

Un primo concetto molto importante in materia di diversificazione da tenere in mente è quello della correlazione. Due asset finanziari si dicono correlati quando ad un movimento del primo, in una determinata direzione (rialzo, ribasso o lateralizzazione), corrisponde un movimento del secondo nella medesima direzione. La correlazione può avere differenti sfumature, da forte, quando i due asset sono correlati per ogni singolo movimento, a debole quando solo il trend principale risulta correlato.

Un altro aspetto da comprendere e da padroneggiare nella costruzione di un portafoglio di bot di trading automatico è quello dell’esposizione. Possiamo definire l’esposizione come la quota o la parte del capitale che viene impegnato in una posizione.

Quando si diversifica la propria attività di trading automatico, l’obiettivo sarà quello di “spalmare” il rischio operando con bot di trading che operano su asset che hanno una correlazione inversa al fine di avere un meccanismo di copertura. In questo modo si potrà ridurre la volatilità del proprio portafoglio frazionando la propria esposizione su mercati che tendono a muoversi in direzioni opposte.

Alcuni bot di trading diversificano la loro operatività su più asset individuando la forza delle correlazioni dirette e inverse. In assenza di questa funzione bisognerà monitorare la forza delle correlazioni regolarmente e far operare i propri trading system di conseguenza. Come vediamo nella tabella di sotto, quando il livello è tra 50 e 100 allora avremo una correlazione diretta tra gli asset (tenderanno a muoversi nella stessa direzione). Quando il livello di correlazione si trova tra -50 e -100 allora avremo una correlazione inversa, dove gli asset tenderanno a muoversi in direzioni opposte.

Tabella di correlazione tra coppie forex e materie prime

Livelli di diversificazione nel trading automatico

Esistono diversi livelli di diversificazione:

  • Diversificazione per asset class
  • Diversificazione di specifici settori all’interno dell’asset class
  • Diversificazione della strategia
  • Diversificazione del time frame di riferimento
  • Diversificazione dei parametri dei trading system

La diversificazione in un portafoglio di trading system si applica a diversi livelli. Partendo dalla diversificazione più importante e più generale degli asset su cui investire, si restringe fino alla diversificazione dei parametri operativi dei singoli algoritmi.

Diversificazione nel trading automatico per asset class

Il primo livello di diversificazione è quello relativo alle differenti categorie di asset su cui possiamo far girare i nostri robot. Ogni asset class presenterà delle caratteristiche proprie ed uno specifico livello di rischio.

  • Il mercato del Forex; caratterizzato da bassa volatilità e forte influenza dei dati macroeconomici. Viene spesso utilizzato come copertura per l’esposizione del proprio portafoglio.
  • Materie prime; con specifiche regole di stagionalità e ciclicità dei movimenti di mercato.
  • Mercato azionaro; caratterizzato da forte volatilità e ampia varietà di scelta del livello di rischio.
  • Indici di borsa; categoria che il mercato azionario nel suo unicum ma che tenta di mitigare l’alta volatilità ed il rischio operando su un paniere di azioni razionalmente costruito.
  • Criptovalute; mercato con la più alta volatilità che deve essere affrontato con rigide regole di money management per evitare di bruciare gli eventuali profitti generati dalle altre asset class.

Diversificazione nel trading automatico per specifici settori all’interno delle asset class

Ogni singola asset class precedentemente analizzata può essere ulteriormente suddivisa in specifici sottogruppi.

  • Per il mercato forex troviamo: le coppie Major che sono le coppie in cui è presente il dollaro come una delle due valute;  Le coppie Minor che sono le coppie in cui sono presenti  le valute delle principali economie (EUR, CHF, JPY, GBP, CAD, AUD, NZD). Infine, le coppie esotiche sono le coppie in cui è coinvolta una valuta di un’economia secondaria (EUR / TRY; JPY / NOK; NZD / SGD; GBP / ZAR; AUD / MXN ecc.).
  • Le materie prime si differenziano in “materie prime dure” e” materie prime leggere”. Le materie prime dure sono tutti i materiali che vengono estratti da una risorsa naturale (oro, petrolio, alluminio, zinco, ecc.); Le materie prime leggere sono invece i principali prodotti della coltivazione di piantagioni o l’allevamento del bestiame (riso, caffè, carne bovina, carne di maiale, ecc.).
    Una delle caratteristiche che differenzia le due tipologie di materie prime è la loro deperibilità (concetto fortemente collegato alla stagionalità delle materie prime in generale) molto più incidente sulle materie prime leggere. Infine troviamo un’ulteriore classificazione delle materie prime basata sui cicli produttivi. Avremo così materie prime rinnovabili (energia solare, carni, lavorazioni agricole, ecc.) e materie prime non rinnovabili (petrolio, oro, ecc.).
  • Le azioni si possono raggruppare in base al settore di competenza in cui opera la società emittente delle azioni. Sono state uniformate nel 1999 dal “Global Industry Classification Standard (GICS)” ed originariamente erano i seguenti: Industria, Sanità, Tecnologia, Finanza, Beni di consumo ciclici, Beni di consumo non ciclici, Estrazione e trasformazione dei Materiali, Energia, Servizi di pubblica utilità.
    Ogni singolo settore può essere ulteriormente suddiviso in segmenti più specifici. Per esempio la categoria dei Servizi di pubblica utilità può essere suddivisa ulteriormente in Edilizia, Comunicazione, Utenze domestiche, Servizi commerciali, Trasporti, ecc.
  • Gli indici sono un paniere di aziende rappresentativo dell’economia di un determinato stato. Gli indici utilizzano una diversificazione basata sulla localizzazione geografica o sulla categoria merceologica.
  • Le criptovalute si differenziano principalmente in base al loro utilizzo. Considereremo Bitcoin ed Ethereum come asset di base, perché rappresentano la parte preponderante dei trading system. A queste si aggiungono tutti i token relativi a blockchain che fanno concorrenza alla rete Ethereum; le principali sono la Binance Smart Chain, Avalanche, Polkadot, Cosmos, Fantom, ecc.
    Altre coin ( o token) possono essere così classificate:
    • Token o Coin di utilità: criptovalute legate ad exchange centralizzati (esempio BNB, CRO, OKB, ecc.)
    • Token o Coin DeFi: criptovalute legate ad exchange decentralizzati  (esempio UNI, AAVE, CAKE, ecc.).
    • Token o Coin NFT: criptovalute legate a progetti che utilizzano Token non fungibili (esempio SAND, AXS, MANA, ecc.)
    • Token o Coin METAVERSO: criptovalute legate a progetti WEB3 e Metaversi (esempio ILV, MBOX, POLIS, ecc.)
Esempio portafoglio diversificato

Diversificazione nel trading automatico secondo strategie diverse

La diversificazione ulteriore avviene sulle varie strategie con cui i trading system aprono e chiudono le posizioni. Le principali strategie sono:

Diversificazione nel trading automatico secondo i time frame di riferimento

I trading system più evoluti consentono di modificare i parametri dell’algoritmo in base alle proprie esigenze. Potremo modificare il time frame oppure i periodi della media mobile, ecc. È importante agire sulla modifica di tali parametri solo ed esclusivamente dopo aver effettuato un backtest dei parametri stessi. Quest’ultima diversificazione richiede esperienza e competenze, non è alla portata di chi si approccia al trading algoritmico per la prima volta.

Conclusioni

La diversificazione è il lavoro più oneroso, in termini di studio e di tempo, che un trader algoritmico deve affrontare. Un primo approccio sarà quello di diversificare solo sui livelli più generici proposti in questo articolo (diversificazione delle asset class e segmenti al loro interno); costruita una base di diversificazione sui mercati, introdurremo progressivamente livelli di diversificazione più specifici di tipo operativo (strategia, time frame e parametri). Ricordate sempre che la diversificazione è una componente fondamentale per un trading algoritmico di successo e sostenibile nel lungo termine.

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