Scrivici su WhatsApp, ti diamo dati, prezzi e funzionamento dei prodotti che recensiamo. I criteri con cui li valutiamo sono pubblici in ogni scheda.
Con l’IBAN italiano Trade Republic fa da sostituto d’imposta dal 30 gennaio 2025, anche sulle criptovalute. Con il vecchio IBAN tedesco no. Qui c’è cosa trattiene la banca, con quali aliquote nel 2026, cosa resta da dichiarare e dove i clienti segnalano errori.
La risposta dipende dal conto. Chi ha l’IBAN che inizia per IT è cliente della succursale di Milano ed è in regime amministrato: la banca calcola, trattiene e versa le imposte su plusvalenze, cedole, dividendi, interessi e vendite di criptovalute. Quei redditi non vanno nel 730 né nel modello Redditi. Chi ha ancora l’IBAN DE non ha completato il passaggio alla succursale e dichiara tutto da sé, quadro RW compreso.
Questa guida si basa sui documenti di Trade Republic (contratto quadro di settembre 2026, listino di luglio 2026, comunicato del 30 gennaio 2025) e sui testi di legge letti su Normattiva l’11 ottobre 2026. Trade Republic nel suo help center italiano non pubblica una pagina sulle tasse: dove un punto non è scritto né dalla banca né dalla norma, lo diciamo.
| In breve | |
|---|---|
| Chi fa da sostituto | Trade Republic Bank GmbH, Succursale Italiana (Milano, ABI 3674), vigilata da Banca d’Italia; la banca madre è vigilata dalla BaFin |
| Da quando | 30 gennaio 2025 per i nuovi clienti; per i clienti precedenti dalla data della migrazione |
| Regime | Solo amministrato: il contratto prevede la rinuncia espressa al dichiarativo |
| Cosa copre | Plusvalenze, cedole, dividendi, proventi di ETF e fondi, interessi sulla liquidità, vendite di cripto |
| Aliquote 2026 | 26% in generale, 12,5% sui titoli di Stato, 33% sulle cripto |
| Bollo | 0,20% annuo sui titoli, 34,20 euro sul conto sopra i 5.000 euro di giacenza media |
| Cosa resta da dichiarare | Gli anni o i periodi sul conto tedesco, prima della migrazione |
| Punto debole | Errori sul costo di carico e tempi lunghi per correggerli, secondo le recensioni |
Il regime amministrato è quello previsto dall’articolo 6 del D.Lgs. 461/1997: l’intermediario applica l’imposta sostitutiva su ogni singola operazione, la versa all’Erario e tiene traccia delle perdite. L’articolo 5 dello stesso decreto dice che per quei redditi l’obbligo di dichiarazione non sussiste. Il contratto di Trade Republic (versione 07.07.01 di settembre 2026, Appendice 12) aggiunge due cose:
Il primo punto separa Trade Republic da altri intermediari: chi preferisce gestire le plusvalenze da sé, per esempio per compensarle con perdite di un altro conto, qui non può farlo. Il secondo smentisce diverse guide in giro, che indicano ancora il quadro RT per le cripto comprate in app.

Le aliquote del 2026. Su azioni, obbligazioni societarie, ETF, fondi e interessi la ritenuta è del 26%. Sui BTP e sugli altri titoli di Stato italiani o di paesi della white list è del 12,5%. Sulle cripto la legge di bilancio 2025 (L. 207/2024, articolo 1, comma 24) ha portato l’aliquota al 33% per i redditi realizzati dal 1° gennaio 2026 e ha tolto la franchigia di 2.000 euro. Resta il 26% solo per i token di moneta elettronica in euro, cioè le stablecoin ancorate all’euro.
Sulle cripto c’è anche una regola pratica. Per i trasferimenti in entrata il costo di acquisto va documentato, perché l’articolo 6 non ammette la semplice autocertificazione. Lo ha scoperto gabriele bernini, che su App Store il 17 gennaio 2026 racconta di aver spostato cripto da un altro wallet senza riuscire a inserire nell’app il prezzo d’acquisto, con la tassazione calcolata di conseguenza. Matteo Frigo, su Google Play il 7 agosto 2026, conferma l’aliquota: le ricompense di staking vengono valutate in euro al momento dell’accredito e tassate al 33%, anche se la riga con l’imposta non compare tra le operazioni.
Gli interessi sulla liquidità. Il 3% promozionale per i nuovi clienti e il tasso legato alla Banca Centrale Europea per gli altri (2,50% lordo dal 16 settembre 2026) arrivano già tassati al 26%. La parte di liquidità che oltre una certa soglia finisce in fondi monetari produce dividendi dei fondi, anche questi tassati al 26%. Nel conto si vede il netto.
È una lamentela che torna spesso, e di solito non è un errore. Hekuran Sula, su Google Play il 1° giugno 2025, scriveva che sui dividendi “oltre al 26% hanno una tassazione ulteriore”. La ritenuta in più è quella dello Stato estero, applicata prima che il denaro arrivi in Italia.

In regime amministrato la ritenuta italiana del 26% si calcola sull’importo al netto di quella estera (DPR 600/1973, articolo 27, comma 4-bis). Con un dividendo americano da 100 dollari e una ritenuta USA del 15%, l’Italia trattiene 22,10 e restano 62,90: un prelievo totale del 37,1%. Nel dichiarativo il 26% si applica sul lordo nel quadro RM e il totale sale al 41%.
Diverso il caso delle azioni italiane: lì una doppia ritenuta era davvero un errore. gilbertocauglia3668, nei commenti a un video YouTube dell’autunno 2025, segnalava la doppia tassazione sui dividendi italiani e poco dopo scriveva che “hanno sistemato”.
Dal 2027 cambia la numerazione, non la sostanza. Il nuovo testo unico delle imposte sui redditi (D.Lgs. 19 giugno 2026, n. 117) si applica dal 1° gennaio 2027 e assorbe le norme del D.Lgs. 461/1997. Le fonti che lo hanno analizzato lo descrivono come un riordino compilativo: per i redditi del 2026 valgono gli articoli citati qui.
Il contratto è netto: chi non completa la migrazione, per esempio perché non ha inserito il codice fiscale, resta un “Cliente Esistente”. Non ha accesso alle condizioni italiane e la banca non applica il regime amministrato. Per lui resta solo la vecchia clausola contrattuale: Trade Republic “può fornire” gratis un resoconto fiscale annuale, servizio che può interrompere a fine anno con quattro settimane di preavviso.

Con il conto tedesco si dichiara tutto. Nel modello Redditi servono il quadro RT per plusvalenze e vendite di cripto, il quadro RM per dividendi, cedole e interessi e il quadro RW per il monitoraggio dei conti e dei titoli esteri. Nel 730 ci sono oggi gli equivalenti: il quadro W dal 730/2024 e il quadro T dal 730/2025. Sui titoli si paga l’IVAFE allo 0,20%, sulle cripto l’imposta sul valore delle cripto-attività, sul conto deposito una IVAFE fissa di 34,20 euro se la giacenza media supera i 5.000 euro. I passaggi pratici, quadro per quadro, sono nella guida su come pagare le tasse nel trading.
L’anno della migrazione si spezza in due. Fino al giorno del passaggio i redditi vanno dichiarati; da quel giorno li gestisce la succursale. Il resoconto fiscale e l’estratto conto vanno quindi letti con la data della migrazione davanti.
Gli anni precedenti al 2025 restano tutti nel dichiarativo, anche per chi oggi ha l’IBAN italiano. Il regime amministrato non sana nulla all’indietro: un conto tedesco mai indicato nel quadro RW resta un’omissione, regolarizzabile con il ravvedimento operoso. Le basi su cosa cambia fra un intermediario che trattiene e uno che non lo fa sono nella pagina sui broker in regime amministrato.
Con la succursale il quadro RW sparisce. L’articolo 4, comma 3, del DL 167/1990 esonera dal monitoraggio le attività affidate in amministrazione a intermediari residenti, quando questi applicano ritenute o imposte sostitutive sui redditi. La succursale di Milano è una stabile organizzazione in Italia e fa esattamente questo. Trade Republic non lo scrive in un documento: la conclusione viene dalla norma, non da una dichiarazione della banca.
Al posto dell’IVAFE arriva l’imposta di bollo, con le stesse misure. La prevede il DPR 642/1972 (tariffa, articolo 13) e la addebita la banca.

Sul conto corrente sono 34,20 euro l’anno se la giacenza media supera i 5.000 euro, zero sotto. Luca Valente, su Trustpilot il 12 luglio 2026, faceva il conto opposto: con meno di 20.000 euro sul saldo gli interessi netti si assottigliano e “il bollo a 34,20 euro al anno non si può vedere”. Sul deposito titoli è lo 0,20% annuo del valore, senza minimo e senza tetto per le persone fisiche: 40 euro su un portafoglio da 20.000 euro. Se il conto resta aperto solo una parte dell’anno, il bollo si riduce in proporzione ai giorni.
Sulle cripto la legge prevede un bollo dello 0,20% anche quando sono custodite tramite un intermediario. Trade Republic le fa custodire a BitGo Europe e le gestisce dalla sede di Berlino: se e come la succursale applichi il bollo sulle cripto non risulta dai documenti pubblici.
Quando si vende in perdita, Trade Republic registra la minusvalenza e la usa per ridurre le imposte sulle plusvalenze successive dello stesso conto, nello stesso anno e nei quattro anni seguenti. È il meccanismo dell’articolo 6, comma 5. Il costo di carico è il costo medio ponderato, non il prezzo del singolo acquisto (comma 4).
Lo zainetto però non copre tutto. Le perdite sono redditi diversi; i guadagni su ETF e fondi sono redditi di capitale. Le prime non si compensano con i secondi.

Chi investe soprattutto in ETF con un piano di accumulo può avere perdite in zainetto che non usa mai, perché la regola vale per qualunque intermediario italiano. Anche le perdite sulle cripto finiscono nello zainetto. DoutdesArtem, su FinanzaOnline il 9 settembre 2026, lo riassume così: “Tr è in regime amministrato anche per le crypto. Le perdite vanno nel tuo zainetto fiscale”.
Le perdite maturate in Germania. Chi è migrato dal conto tedesco porta con sé titoli e storico, ma le minusvalenze del periodo dichiarativo non entrano nello zainetto della succursale (lo riportano più guide di settore; Trade Republic non lo scrive). Restano utilizzabili nel quadro RT, entro il quarto anno, contro altri guadagni dichiarati. La norma prevede il passaggio dall’amministrato al dichiarativo, non il contrario.
Le perdite certificate da un altro broker. Il comma 5 consente di portarle in un altro rapporto amministrato dello stesso intestatario. Trade Republic non documenta come caricarle.
Le commissioni. Su FinanzaOnline, l’11 settembre 2026, DoutdesArtem riporta la risposta ottenuta dalla banca: sugli ETF le commissioni di acquisto e vendita non entrano nel calcolo fiscale, quindi un’operazione in pareggio dopo i costi può pagare imposta sul piccolo guadagno lordo. È la sua lettura della risposta ricevuta, non un documento della banca.
Il limite più citato resta la visibilità. Capanzz, su App Store il 1° giugno 2026, chiede semplicemente “dove posso trovare il mio Zainetto fiscale, con presenti le minusvalenze?”. La domanda torna in almeno altre quattro recensioni.
Le uscite da Trade Republic hanno tre effetti fiscali diversi, tutti scritti nell’articolo 6 del D.Lgs. 461/1997. Il listino di luglio 2026 rende il trasferimento gratuito, salvo costi di terzi.

Verso un conto intestato alla stessa persona non si paga nulla. La banca di partenza certifica il costo di carico e quella di arrivo lo usa (comma 7). Le frazioni di azioni ed ETF però non si trasferiscono: vanno vendute prima, e la vendita realizza plusvalenza o minusvalenza.
Con la chiusura del conto Trade Republic deve rilasciare la certificazione delle minusvalenze, utilizzabili in un altro conto amministrato o nel quadro RT entro il quarto anno (comma 5). Finché il conto resta aperto, lo zainetto resta lì. @FilippoMPiva, nei commenti a un video YouTube della primavera 2026, pensava di vendere in perdita e chiudere il conto per portare lo zainetto su Fineco, ma aveva letto che Trade Republic non riaccetta chi ha chiuso. eric bodoira, su Google Play il 30 luglio 2026, racconta proprio questo: conto chiuso per inutilizzo e nessuna riapertura possibile.
Verso un altro intestatario, per esempio il conto di un familiare, il trasferimento vale come vendita al valore del giorno, salvo successione o donazione (comma 6).
Nel verso opposto il rischio è il costo di carico sbagliato. ___Łєө² ®, su App Store il 13 aprile 2026, ha trasferito azioni da un altro broker e dopo la vendita si è visto addebitare “migliaia di euro di tasse” su un prezzo medio che ritiene errato, con una richiesta aperta dal 22 dicembre 2025.
Il confronto naturale è con Scalable Capital, l’altro broker tedesco con succursale a Milano, e con un intermediario estero che lascia il fisco al cliente.
| Trade Republic | Scalable Capital | Interactive Brokers | |
|---|---|---|---|
| Soggetto per l’Italia | Succursale di Milano, Banca d’Italia; banca madre BaFin | Succursale di Milano dal 1° settembre 2026; banca madre BaFin | Interactive Brokers Ireland, Banca Centrale d’Irlanda, iscritta CONSOB |
| Regime | Solo amministrato | A scelta all’apertura, amministrato o dichiarativo | Solo dichiarativo |
| Clienti precedenti | Amministrato dopo la migrazione | Conti tedeschi in dichiarativo fino all’attivazione | Non applicabile |
| Cambio di regime | Non previsto | Dal 1° gennaio dell’anno successivo | Non previsto |
| Quadro RW | No per il conto italiano | No per il conto italiano | Sì |
| Dividendo USA, prelievo totale | 37,1% | 37,1% in amministrato | 41% |
Dati Scalable Capital verificati sul suo help center l’8 ottobre 2026, dati Interactive Brokers al 12 settembre 2026. La differenza vera è la scelta: Scalable Capital la lascia al cliente, Trade Republic no. Su Interactive Brokers il fisco resta tutto in dichiarazione, con il vantaggio di poter compensare perdite e guadagni fra più conti e il costo del quadro RW. Fra gli intermediari italiani, Directa (SIM autorizzata dalla CONSOB) e Fineco (banca vigilata da Banca d’Italia e CONSOB) offrono entrambi i regimi.
| Pro | Contro |
|---|---|
| Nessun quadro RT, RM e RW per i redditi passati dal conto italiano | Il dichiarativo non si può scegliere, nemmeno per un anno |
| Regime amministrato anche sulle cripto, raro fra i broker | Nessuna pagina sulle tasse nell’help center italiano |
| Bollo calcolato e addebitato dalla banca | Zainetto delle minusvalenze poco visibile secondo più clienti |
| Ritenuta sui dividendi esteri calcolata sul netto | Perdite del periodo tedesco fuori dallo zainetto |
| Trasferimento titoli in uscita gratuito | Correzioni del costo di carico lente nei casi raccontati |
Fra le 1.217 voci di clienti raccolte il 7 ottobre 2026 su App Store, Google Play, Trustpilot, FinanzaOnline e YouTube, circa 60 parlano davvero di tasse. Rilette una per una:
| Utente | Piattaforma e data | Cosa racconta |
|---|---|---|
| Marco Roseano | Google Play, 16/04/2026 | Regime amministrato, “le tasse sono tutte pagate automaticamente”, nessun problema in un anno |
| Mario Grasso | Trustpilot, 11/02/2026 | Prezzo di acquisto delle azioni BYD sbagliato, ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario: “Sarò costretto a pagare una plusvalenza non dovuta” |
| Pier | Trustpilot, 22/04/2026 | Ritenuta del 26% su un BTP Italia invece del 12,5%, segnalazione del 2 aprile senza risposta nel merito |
| Giuseppe | Trustpilot, 22/07/2026 | Dopo un raggruppamento di azioni DoValue e poi Telecom, tutto tassato come plusvalenza senza il costo precedente |
| Ospite | Trustpilot, 09/07/2026 | Errore nel rendiconto fiscale, un mese senza risposta e 730 fermo |
| simone bettio | Google Play, 25/09/2026 | “Tasse su obbligazioni errate, compensazione minusvalenze idem”, ticket aperto da quattro mesi |
Le storie hanno un filo comune. Gli errori nascono quasi sempre nei casi in cui la norma affida un calcolo all’intermediario: costo medio, operazioni societarie, titoli trasferiti, aliquota agevolata dei titoli di Stato. Le vendite semplici di azioni ed ETF comprati in app raccolgono poche lamentele. Il rendiconto dei reclami pubblicato da Trade Republic conferma la tendenza: fra aprile 2025 e marzo 2026 la banca ha ricevuto 440 reclami in Italia, e i “chiarimenti fiscali” sono uno dei motivi elencati. Il quadro completo su app, costi e assistenza è nella guida su come funziona Trade Republic.
Un errore del sostituto d’imposta lo paga il cliente finché non viene corretto. La legge dà uno strumento per controllare: l’attestazione dei versamenti, che l’intermediario deve rilasciare entro marzo dell’anno successivo o entro 12 giorni dalla richiesta (articolo 6, comma 9).
Disclaimer
Pagina informativa realizzata con l’aiuto dell’intelligenza artificiale: non è consulenza finanziaria, né una raccomandazione di investimento, né promozione di prodotti o servizi. Il trading di CFD comporta un elevato rischio di perdita del capitale e i risultati passati non sono indicativi di quelli futuri. Dati e prezzi valgono alla data di pubblicazione. Possibili link di affiliazione: AmicoBot può ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te. Segnalazioni di errori qui.
Nessuna tab disponibile.
Per i redditi passati dal conto italiano non si compila nulla: né i quadri T e W del 730 né i quadri RT, RM e RW del modello Redditi. Se nello stesso anno c’è stato un periodo sul conto tedesco, quei mesi vanno dichiarati, per esempio nei quadri T e W del 730, presenti dal 730/2025.
Restano dovute le imposte sui redditi non dichiarati e l’IVAFE, più le sanzioni per l’omesso quadro RW previste dall’articolo 5 del DL 167/1990, proporzionate all’importo non indicato. Il ravvedimento operoso riduce le sanzioni se si regolarizza prima di un controllo. Per anni con importi rilevanti molti clienti si fanno affiancare da un commercialista.
Il Round up investe denaro del cliente: fiscalmente è un normale acquisto, tassato solo alla vendita. Il Saveback accredita quote di un piano di accumulo come premio sulla spesa con carta. Trade Republic non pubblica come registra il costo fiscale di quelle quote: il dato si legge nel dettaglio della posizione prima di vendere.
Secondo le guide aggiornate a ottobre 2026, il resoconto fiscale annuale è nel profilo, sezione Imposte, e gli altri documenti nella sezione Documenti. Per legge, la banca deve rilasciare l’attestazione delle imposte versate entro marzo o entro 12 giorni dalla richiesta. Andrea, su Trustpilot il 5 luglio 2026, aspettava ancora il resoconto previsto per fine maggio.
Per aprire il conto Trade Republic chiede la residenza permanente e fiscale in Italia, e il regime amministrato vale per i residenti. Salvatore Carusotto, su Google Play il 2 luglio 2026, scrive che con il trasferimento all’estero ha dovuto chiudere il conto, senza poterne riaprire uno in un altro paese. Prima di chiudere si possono trasferire i titoli e chiedere la certificazione delle minusvalenze.
Scrivici su WhatsApp, ti diamo dati, prezzi e funzionamento dei prodotti che recensiamo. I criteri con cui li valutiamo sono pubblici in ogni scheda.