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Volatilità in arrivo? Banche Centrali e Venerdì delle Tre Streghe sotto la lente dei trader

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La settimana delle tre streghe: perché è importante

Quella che abbiamo davanti non è una settimana qualunque: i mercati vivono la cosiddetta “settimana delle tre streghe” (triple witching). Si tratta della scadenza simultanea di futures e opzioni su indici, azioni e contratti: un evento che avviene quattro volte all’anno e che spesso porta con sé un aumento improvviso della volatilità.

In queste giornate gli operatori chiudono o ribilanciano le posizioni, il che genera spike nei volumi, falsi breakout e movimenti apparentemente irrazionali sui grafici. In altre parole: un terreno fertile per chi fa intraday, ma molto pericoloso per chi resta troppo esposto senza protezioni.

Meeting delle banche centrali durante la settimana

Tra mercoledì e venerdì si concentrano le decisioni più attese della settimana, un vero e proprio tour de force per i mercati:

  • Federal Reserve (FOMC) – mercoledì 17 settembre: l’evento clou, con il mercato che guarda al primo taglio dei tassi dopo mesi di attesa.

  • Bank of Canada (BoC) – sempre mercoledì: atteso un taglio di 25 bps, in linea con il rallentamento dell’economia canadese.

  • Bank of England (BoE) – giovedì 18 settembre: focus sul ritmo del Quantitative Tightening, più che sui tassi in sé.

  • Bank of Japan (BoJ) –venerdì 19 settembre: la banca centrale dovrebbe mantenere invariata la politica ultra-accomodante, pur monitorando la debolezza dello yen e i rischi di instabilità sui mercati obbligazionari.

Pressioni politiche sulla Federal Reserve: indipendenza a rischio?

Prima ancora di parlare di numeri, è impossibile non partire dal contesto politico che sta circondando la Fed. Nelle ultime settimane, infatti:

  • Il Presidente ha tentato di rimuovere la governatrice Lisa Cook, mossa che un tribunale federale ha giudicato illegale. La vicenda è finita in appello, con la Casa Bianca che ha chiesto la rimozione d’urgenza.

  • Parallelamente, il Senato sta accelerando la conferma di Stephen Miran, nominato per un seggio vacante nel Board, con l’obiettivo di inserirlo già nel meeting di questa settimana.

Questa situazione riporta a galla un vecchio nervo scoperto: l’indipendenza della Federal Reserve. Non è la prima volta che un Presidente USA prova a esercitare pressione: Trump, ad esempio, aveva più volte minacciato di licenziare Jerome Powell, anche se poi la questione venne archiviata come illegale e mai attuata.

Tutto ciò significa che, oltre a guardare ai dati macro, i mercati oggi devono anche prezzare l’elemento politico e l’incertezza che porta con sé.

Quali potrebbero essere le prossime mosse della FED

Mercoledì 17 settembre si terrà il meeting della Federal Reserve (FOMC), un appuntamento cruciale per i mercati. I futures attualmente prezzano un taglio dei tassi di 25 bps, con una piccola probabilità di un taglio di 50 bps (intorno al 4–10%).

Il contesto macro resta importante: i dati NFP di agosto hanno mostrato un mercato del lavoro debole, con solo +22.000 nuovi posti di lavoro rispetto alle attese di circa 75.000 e un tasso di disoccupazione in aumento al 4,3%. Nonostante questo rallentamento, il mercato si aspetta che la Fed non mostri eccessiva debolezza, motivo per cui il taglio da 25 bps rimane lo scenario più probabile.

Scenario 1 — Taglio di 25 bps (più probabile)

Se la Fed decidesse per il taglio moderato:

  • Dollaro (DXY):possibile rafforzamento nel breve termine, perché il mercato ha già scontato questo taglio; un dato superiore a quanto prezzato (taglio di 50 bps) sarebbe invece inatteso e potrebbe modificare rapidamente i flussi.

  • Mercati azionari: in rialzo o stabile, interpretando il taglio come misura preventiva ma non come segnale di panico.

  • EUR/USD e GBP/USD: probabile correzione verso 1.15 e 1.34, rispettivamente.

  • Narrativa macro: la Fed non mostrerebbe debolezza, nonostante gli NFP deboli; si conferma un approccio graduale e bilanciato.

Se ci sarà un taglio di 25 bps, EUR/USD potrebbe recuperare il gap fino a 1,155–1,145.

 

Scenario 2 — Taglio di 50 bps (meno probabile)

Se la Fed decidesse per un taglio aggressivo:

  • Dollaro: forte indebolimento, anche consistente, con possibili ricadute su tutte le valute principali.

  • Oro (XAU/USD): possibile continuazione del rally, con target teorici verso 4.000 in caso di percezione di fragilità economica.

  • Bitcoin: probabile salita speculativa, beneficiando di liquidità e fuga dal rischio.

  • Azioni: possibile discesa degli indici, soprattutto Nasdaq e settori più sensibili al ciclo economico, perché il mercato percepirebbe debolezza dell’economia americana.

  • Narrativa macro: un taglio così importante sarebbe letto come segnale di fragilità della Fed e dell’economia, aumentando la volatilità sui mercati finanziari

Bitcoin potrebbe continuare  la sua salita, dopo aver testato il massimo precedente; il prezzo potrebbe puntare a 130.000 USD, con il livello di Fibonacci 0.618 che funge da supporto e sembra reggere bene.

Meeting della Bank of Canada (BoC) – Mercoledì 17 settembre

Mercoledì 17 settembre si terrà il meeting della Bank of Canada, un appuntamento molto atteso dai mercati, soprattutto in questa settimana già dominata dalla Federal Reserve e dalla volatilità della “settimana delle tre streghe”.

Contesto macroeconomico

L’economia canadese mostra segnali di rallentamento significativo, fino a configurare una recessione tecnica. Il PIL reale ha registrato una contrazione del 1,6% nel secondo trimestre del 2025, con settori chiave come manifatturiero e trasporti in flessione e le esportazioni sotto pressione.

Il mercato del lavoro conferma questa debolezza: ad agosto il tasso di disoccupazione è salito al 7,1%, con una perdita netta di circa 65.500 posti di lavoro, il livello più alto dal 2016. L’unico settore che mostra resilienza è quello delle costruzioni, con un incremento di 17.100 posti.

L’inflazione core, pur rimanendo elevata, è moderata rispetto ai picchi degli ultimi anni, mentre l’inflazione complessiva resta all’interno dell’intervallo target del 1–3%. Questo scenario conferma che la BoC si trova in un contesto delicato: deve bilanciare la necessità di supportare l’economia con la gestione dei livelli inflazionistici.

Politica monetaria e aspettative di mercato

Attualmente il tasso overnight della BoC è al 2,75%, vicino al centro del range neutro stimato (2,25–3,25%). Il mercato prezza un taglio di 25 bps con probabilità intorno al 90%, mentre lo scenario più aggressivo di 50 bps resta minoritario (circa 10%).

In questo contesto di alta volatilità, il bot On-The-Sea ha chiuso il mese con un +9%, grazie a nuovi settaggi.

Il nostro approccio durante questa settimana

In questa settimana di probabile alta volatilità, il nostro approccio sarà prudente ma strategico. Fino a martedì sera manterremo i bot attivi, dato che il mercato forex non subirà grandi shock.

Durante gli incontri delle banche centrali, invece, staccheremo i gli algoritmi automatici per evitare sorprese. Quasi tutti i sistemi recensiti  integrano un filtro news: in alcuni bot questo blocco opera 30 minuti prima e dopo le news, in altri un’ora prima e un’ora dopo. Tuttavia, noi preferiamo staccarli completamente in queste occasioni, perché un dato inatteso potrebbe generare movimenti improvvisi e impattare soprattutto i bot a griglia.

I bot orientati alla volatilità, come GoldMiner, continueranno invece a operare normalmente, perché sfruttano proprio questi movimenti di mercato.

All’interno del nostro gruppo Telegram comunicheremo sempre quando i bot saranno staccati o riattivati, così chi vuole potrà seguire in tempo reale le nostre decisioni operative.

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