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La scorsa settimana i mercati hanno registrato un marcato sell-off sia sulle materie prime sia sugli indici azionari, accompagnato da un deciso rafforzamento del dollaro. Un movimento guidato principalmente dall’incertezza geopolitica legata alla situazione in Iran, ancora oggi priva di una direzione chiara.
Disclaimer : Le informazioni riportate hanno finalità esclusivamente informative e di analisi e non costituiscono in alcun modo consulenza finanziaria, sollecitazione all’investimento o raccomandazione operativa.
Sul fronte macroeconomico, l’attenzione si concentra su una settimana particolarmente rilevante.
Lunedì alle 16:30 è previsto l’intervento di Jerome Powell. Martedì saranno pubblicati i dati ADP sull’occupazione privata, le vendite al dettaglio e l’indice manifatturiero S&P Global.
Il focus principale resta tuttavia sui Non-Farm Payrolls di venerdì. Dopo il dato negativo precedente, un ulteriore segnale di debolezza potrebbe innescare nuove pressioni ribassiste sui mercati, rafforzando la percezione di fragilità del mercato del lavoro, soprattutto nel caso in cui la disoccupazione dovesse aumentare.
Il Dollar Index (DXY), come già evidenziato nella scorsa analisi, ha trovato supporto in area 99, riportandosi successivamente verso quota 100.
Secondo lo scenario attuale, il dollaro potrebbe estendere il movimento fino a 101 e successivamente verso 103. Dopo aver raggiunto area 101, è plausibile una fase di consolidamento in area 100 prima di una nuova gamba rialzista.
Molto dipenderà dai dati sul lavoro: numeri particolarmente deboli aumenterebbero le aspettative di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve, scenario che potrebbe indebolire il dollaro. In caso contrario, la forza del biglietto verde potrebbe proseguire.

L’EUR/USD continua la sua fase discendente, con obiettivi tecnici in area 1,13–1,12.
Secondo l’impostazione attuale, un possibile rimbalzo potrebbe svilupparsi a partire da 1,11, ma saranno determinanti sia i dati macroeconomici sia l’evoluzione della crisi geopolitica.
Al momento non si evidenziano operazioni attive né opportunità operative rilevanti su questo cross.

Nel mese corrente, il sistema Dark Nebula ha chiuso con un profitto dello 0,61%, con drawdown contenuto. Un risultato che, alla luce della volatilità registrata, appare solido. Attualmente Dark nebula risulta essere il miglior bot di trading per il forex in quanto ha un drawdown molto controllato

Il cambio USD/JPY si trova in area 160, con questo livello psicologico che continua a fungere da resistenza.
Anche in questo caso, i dati NFP saranno determinanti. Tuttavia, permane un elemento di cautela legato al possibile intervento delle autorità giapponesi.
In passato la Bank of Japan è intervenuta per sostenere la valuta, ma nell’attuale contesto macroeconomico caratterizzato da un dollaro forte un’eventuale azione potrebbe risultare meno efficace.
Di conseguenza, sia posizioni long sia short risultano poco attraenti in questa fase.

Sul mercato dell’oro, la zona long individuata la scorsa settimana è stata sfiorata.
Ai livelli attuali non si ritiene conveniente intervenire, mentre l’attenzione resta su un possibile arrivo in area 3900, livello che potrebbe offrire opportunità operative.
In ottica di lungo periodo, considerando le attese di tagli dei tassi da parte della Federal Reserve tra quest’anno e il prossimo, lo scenario resta strutturalmente rialzista.

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Gold Breaker ha chiuso il mese con un profitto del 12%, senza stop loss, gestendo efficacemente la volatilità.

Gold Miner ha registrato un -13% mensile, ma a fronte di un drawdown del 40% ha recuperato in modo significativo. Da inizio anno, il sistema resta in profitto di circa +20%, con segnali di miglioramento dopo le modifiche al money management.

Il Nasdaq evidenzia un possibile spunto rialzista di brevissimo periodo.
Tuttavia, il quadro complessivo resta debole: trend, analisi fondamentale e rapporto rischio/rendimento non supportano operazioni strutturate al rialzo.
L’indice potrebbe estendere il movimento fino a circa 1000 punti, prima di riprendere la discesa nel caso in cui i dati sul lavoro confermassero debolezza.

Bitcoin continua a mostrare segnali di debolezza dopo una fase ribassista particolarmente intensa.
Il movimento correttivo potrebbe proseguire, soprattutto in presenza di un dollaro più forte e di mercati azionari in difficoltà.
Il target individuato resta in area 55.000.

I mercati si trovano in una fase di transizione delicata, sospesi tra incertezze geopolitiche e attese macroeconomiche.
La direzione di breve periodo sarà fortemente influenzata dai dati sul lavoro statunitense e dalle indicazioni della Federal Reserve. In questo contesto prevale un approccio prudente, con livelli tecnici ben definiti ma ancora in attesa di conferme.
Il quadro resta fluido e soggetto a rapidi cambiamenti, rendendo essenziale un monitoraggio costante degli sviluppi macroeconomici e geopolitici.
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Disclaimer grafici realizzati con AI
I grafici presenti in questo articolo sono generati con l’ausilio di un’intelligenza artificiale e sono concepiti esclusivamente a scopo illustrativo e didattico. I dati rappresentati non fanno riferimento a situazioni, eventi o performance reali, bensì a scenari ipotetici e plausibili.
Tali contenuti non devono essere interpretati come consulenza finanziaria, raccomandazione di investimento o indicazione di performance future. Si invita il lettore a effettuare una valutazione autonoma e a rivolgersi a professionisti qualificati prima di prendere qualsiasi decisione finanziaria.
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