Gestione del capitale nel trading automatico

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Introduzione

Il Money Management è l’attività di gestione del capitale che si implementa in modo tale da minimizzare i rischio e l’eccessiva esposizione alla volatilità. È una delle componenti principali dell’attività di trading, compreso il trading automatizzato attraverso l’utilizzo di bot di trading. Anche se gli algoritmi commercializzati da terze parti, nella maggior parte dei casi, hanno già impostato e configurato un money management specifico per la strategia utilizzata, è importante conoscere i principi di base di questa prassi, soprattutto nella creazione di un portafoglio composto da diversi trading system. Acquisire competenze circa la gestione del rischio permetterà anche di cambiare i parametri già impostati per cercare di aumentare la profittabilità del software nelle diverse fasi di mercato.

Perchè la gestione del capitale è così importante?

“È meglio avere un sistema mediocre e una buona strategia di money management piuttosto che un ottimo sistema e una strategia di money management scadente.” Questa è una celebre frase di Stanley Kroll, trader professionista ed autore di numerosi libri, che riassume in modo perfetto quanto sia importante il money management.

Come potete notare dalla tabella sottostante, se si genera una perdita del 50% del proprio capitale occorrerà successivamente una performance del 100% per recuperare la perdita precedente. La tabella mostra come sia fondamentale un’accurata gestione del rischio che limiti la propria esposizione e le possibili perdite. Ricordatevi che proteggere il capitale è il primo obiettivo del trader, specialmente del trader algoritmico, in quanto, una volta scelto il capitale da destinare a un determinato trading system, bisognerà far compiere al bot i cicli necessari per andare a regime ed eventualmente iniziare a generare un profitto, processo che talvolta richiede del tempo.

Il drawdown nella gestione del capitale

Concetto fondamentale da tenere in considerazione è il “drawdown”. Possiamo definire drawdown la diminuzione in termini percentuali, dal picco massimo al picco minimo,di una equity line, di un determinato trading system. Questa preziosa informazione serve per controllare se le condizioni di mercato sono ottimali per il funzionamento dell’algoritmo, o se delle determinate condizioni di mercato non consentono di trarre profitto ma bensì generano una perdita tale da preferire il dispiegamento del bot e attendere che condizioni di mercato siano favorevoli. La formula matematica per il calcolo della percentuale di drawdown è la seguente:

  • MaxDD = Valore assoluto della differenza tra il Picco minimo ed il Picco massimo diviso il Picco massimo moltiplicato per 100

Dove:

  • MaxDD è il drawdown massimo espresso in percentuale
  • Picco minimo è il valore più basso della nostra equity line
  • Picco massimo è il valore più alto della nostra equity line

Esempio pratico

Partendo da un capitale di 10.000 euro, il nostro trading system ottiene un profitto di 5000 euro portando l’entità del capitale a 15.000 euro durante il suo picco massimo per poi diminuire a 13.500 euro nel suo picco minimo.

La formula sarà:

13.500 – 15.000 / 15.000 * 100 = 10 che sarà la nostra percentuale di drawdown.

Tutti i trading system hanno un drawdown massimo ricavato dal backtesting. Se il mio trading system supera questo valore, e pertanto sto generando delle perdite in percentuale più alte rispetto al backtest, bisogna valutare se sia più conveniente spegnere il bot o continuare ad operare in perdita, perché queste perdite potrebbero incrementare notevolmente ed in poco tempo.

Orientarsi con il drawdown rilevato in fase di backtest permette anche di non rischiare di avviare un trading system sottocapitalizzato, e che pertanto non avrà possibilità di  performare come previsto nel medio e lungo termine. Se per esempio, ho un massimo drawdown del 25%, e un determinato trading system funziona con un capitale minimo di 1000 euro, allora  è consigliabile far girare l’algoritmo con più di 4000 euro di capitale.

Propensione al rischio

L’approccio vincente al trading automatico necessita di una rigorosa gestione del rischio e dei profitti. La costruzione di un portafoglio di trading system efficiente, completo e performante, prevede un’attenta e meticolosa pianificazione del capitale in funzione della propria propensione al rischio. Possiamo innanzitutto suddividere la propensione al rischio in bassa, media ed alta. Se ho una bassa propensione al rischio, costruirò un portafoglio di algoritmi che avranno un basso drawdown ma che genereranno dei modesti profitti. Con un’alta propensione al rischio il portafoglio sarà costruito per generare profitti più alti, ma esporrò il mio capitale a maggiori drawdown.

Il primo punto da considerare è il proprio orizzonte temporale. Vogliamo pianificare i prossimi 6 mesi di trading o i prossimi 5 anni ? Questa scelta si basa su quali bot utilizzeremo. Bot di scalping che effettuano tante operazioni al giorno prevedono una pianificazione di massimo 6 mesi o un anno (propensione al rischio alta). Robot che usano strategie più ad ampio respiro come il trend following, andranno pianificate su scale temporali dell’ordine dei 5 anni (propensione al rischio bassa).

Esempio pratico

Se pianifichiamo di investire 50.000 euro nei prossimi 5 anni possiamo decidere di investire 10.000 euro ogni anno (propensione al rischio media) oppure decidere di incrementare nel corso degli anni il capitale investito utilizzando una semplice formula incrementale: 5.000 – 7.500 – 10.000 – 12.500 – 15.000 (propensione al rischio bassa).

Una volta scelto il capitale da investire dobbiamo stabilire quanta percentuale allocare al portafoglio di trading system e quale mantenere liquida. La parte liquida servirà per poter modificare l’allocazione del portafoglio in qualsiasi momento. Se per esempio un bot sta generando un profitto inatteso, posso valutare se allocare maggior capitale su questo bot (propensione al rischio alta) oppure avviare un diverso trading system su sottostanti decorrelati per diminuire il rischio (propensione al rischio media). Solitamente la percentuale che si lascia liquida varia da un minimo del 30% ad un massimo del 50%.

La percentuale allocata all’interno del portafoglio deve essere poi suddivisa in base alle regole matematiche di dimensionamento dei bot e in funzione delle scelte di diversificazione degli algoritmi.

Dimensionamento del bot di trading per la gestione del capitale

La quantità di capitale da impiegare per ciascun algoritmo, così come la percentuale da allocare al fine della diversificazione, può essere stabilita con diverse strategie:

Queste strategie possono essere combinate tra di loro nella gestione del capitale e si differenziano per una diversa propensione al rischio. La maggior parte di queste strategie derivano dal mondo del betting professionistico. Il trading esiste dalla fine dell’800, ma l’essere umano scommette dalla notte dei tempi. Le strategie si possono dividere fondamentalmente in due macro categorie. Abbiamo le progressioni e le formule basate sul famigerato “triangolo di tartaglia” (per chi vuole approfondire: Triangolo di Tartaglia).

Per la maggior parte di queste strategie esistono applicazioni per telefono, siti web o semplicemente dei fogli di calcolo scaricabili.

Conclusioni

Acquisire una mentalità orientata ad investire il proprio capitale, non a scommetterlo, è un passo fondamentale per utilizzare i trading system in modo profittevole.

Secondo l’investitore italiano Andrea Unger, il 4 volte Campione del Mondo di Trading, un money management costruito con criterio permette di far performare meglio il proprio portafoglio di algoritmi. Chi investe senza una gestione corretta ed oculata del proprio capitale finirà per vedere vanificati i propri sforzi ed alla fine dilapiderà il proprio capitale. Ovviamente da solo il money management non è garanzia di profitto, ma ignorarlo significa essere destinati a perdere nel lungo termine.

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