Risultati settimanali
Home > Blog > Moneyfarm recensioni: costi veri, fisco del gestito e cosa succede quando il portafoglio perde

Moneyfarm recensioni: costi veri, fisco del gestito e cosa succede quando il portafoglio perde

Copertina dell articolo Bozza automatica

Moneyfarm gestisce 8 miliardi per oltre 170.000 clienti e su Trustpilot ha 6.839 recensioni con media 4,2. Qui trovi quello che in quelle recensioni manca: il listino cambiato nell’autunno 2025 tradotto in euro, cosa succede alle tasse quando il portafoglio perde, e i giudizi dei clienti contati su quattro piattaforme.

Ultimo aggiornamento:
Indice contenuti

Voto della redazione: 5/5 per Moneyfarm.

Contattaci su whatsapp e ti aiutiamo a capire quale soluzione è più adatta al tuo profilo operativo. In più puoi ottenere fino a 100€ di bonus sconto sul tuo acquisto.

Chi c'è dietro e chi la vigila

Nell’autunno 2025 Moneyfarm ha riscritto il listino della gestione patrimoniale: minimo da 5.000 a 2.500 euro, commissione dall’1% allo 0,75% sotto i 100.000, più un costo fisso di piattaforma di 1,49 euro al mese. A settembre 2026 due delle recensioni in prima pagina su Google riportano ancora le condizioni vecchie, e nessuna somma le quattro voci che stanno sotto la percentuale. Il risultato è che il costo vero, su 15.000 euro, è di circa il 30% più alto di quello che il simulatore mostra in grande.

Il secondo buco è il fisco. Le recensioni negative parlano quasi tutte di “tasse pagate senza vendere” e di perdite “che restano”, senza dire che è il funzionamento del risparmio gestito e non un difetto della piattaforma. Qui il meccanismo è spiegato con un esempio in cifre su tre anni, uno dei quali in perdita. Il terzo buco sono i clienti: Trustpilot, App Store, YouTube e FinanzaOnline messi in fila, contati, con nome utente e data.

Moneyfarm nasce a Milano nel 2011, fondata da Paolo Galvani e Giovanni Daprà. Oggi il servizio italiano è erogato dalla succursale di MFM Investment Ltd, società di diritto inglese con sede a Londra. I dati legali stanno nel piè di pagina del sito: sede legale in via Antonio da Recanate 1 a Milano, sede operativa anche a Cagliari, iscrizione all’albo Consob delle succursali di imprese extra UE autorizzate con il numero 3, autorizzazione della Financial Conduct Authority britannica numero 629539, adesione al Fondo Nazionale di Garanzia con il codice ICE0004.

La forma giuridica merita una riga. Dopo la Brexit una società inglese non ha più il passaporto europeo, quindi per operare in Italia serve un’autorizzazione specifica come impresa di un paese terzo: è quella che Consob ha rilasciato. In pratica il cliente italiano firma con una succursale vigilata sia da Consob, per l’attività svolta in Italia, sia dalla FCA, per la casa madre.

Fra gli azionisti, secondo quanto riportato da Milano Finanza e dal Sole 24 Ore, ci sono Poste Italiane, entrata nel 2019 e salita nel round da 53 milioni di euro del gennaio 2022 insieme a M&G, poi ancora nel 2025 in un round da circa 10 milioni di sterline sottoscritto con Allianz. Completano il capitale Cabot Square Capital e United Ventures. Sul sito, alla data di questa rilevazione, Moneyfarm dichiara oltre 170.000 investitori, 8 miliardi di patrimonio in gestione e più di quindici anni di attività.

Come funziona la gestione patrimoniale, in concreto

Il prodotto principale è la gestione patrimoniale in ETF. Il cliente compila un questionario di adeguatezza, riceve un profilo di rischio da 1 a 7 e viene assegnato a uno dei sette portafogli modello, da P1 a P7. Il team di asset allocation compra gli ETF, li ribilancia e gestisce la parte fiscale. Il cliente non sceglie i singoli strumenti: è un mandato, non un conto titoli.

Moneyfarm prodotti regimi

La composizione dei portafogli è pubblica. Il P1, il più prudente, alla data della rilevazione era fatto così: 32,3% in strumenti monetari e titoli di Stato a breve, 17% in titoli di Stato dei paesi sviluppati, 25,2% in obbligazioni societarie investment grade, 17,5% fra high yield e governativi emergenti, 6% in strumenti legati all’inflazione e 2% di liquidità. Il P7 è al 100% azionario, ma non lo è sempre stato: su FinanzaOnline un utente ricordava nel febbraio 2025 che fino a pochi mesi prima il P7 era di fatto un 80/20, e che quindi aveva subito per intero anche il calo dell’obbligazionario del 2022. È un dettaglio che spiega parecchie recensioni deluse.

L’investimento minimo è 2.500 euro. Il regime fiscale è quello del risparmio gestito: Moneyfarm fa da sostituto d’imposta, calcola e versa le tasse, e il cliente non deve dichiarare nulla nel quadro RT. Torniamo su questo punto più avanti, perché è il cuore delle critiche.

Accanto alla gestione ci sono altri tre prodotti. Il Conto Trading è un conto titoli in regime amministrato dove si comprano ETF, azioni e obbligazioni in autonomia, con un PAC in ETF a zero commissioni di negoziazione su oltre 700 strumenti. Il fondo pensione è un PIP distribuito da MFM Future Srl, con sette linee, costo di gestione dell’1,25% annuo più 10 euro di spese amministrative e un indicatore sintetico dei costi COVIP che va dall’1,62% a due anni all’1,37% a trentacinque. Liquidità+ è la linea per parcheggiare capitale a basso rischio, con commissione dello 0,25%.

Quanto costa davvero: il listino 2026 tradotto in euro

Il listino della gestione patrimoniale al 1° settembre 2026 è progressivo, come le aliquote fiscali: ogni fascia si applica solo alla parte di capitale che ci cade dentro.

Fascia di capitale Commissione annua (IVA esclusa)
Fino a 100.000 euro 0,75%
Da 100.000 a 200.000 euro 0,65%
Da 200.000 a 1.500.000 euro 0,35%
Oltre 1.500.000 euro 0%

Alla percentuale si sommano quattro voci che il listino elenca ma che nessuna recensione in prima pagina addiziona: l’IVA al 22% sulla fattura mensile, il costo di piattaforma di 1,49 euro al mese applicato una volta sola su tutte le soluzioni Wealth, il costo medio degli ETF che la pagina del prodotto indica in 0,16% e il simulatore in “fino a 0,21%”, e il bid-ask spread stimato dallo stesso Moneyfarm in 0,05% annuo. Non ci sono commissioni di ingresso, di uscita, sui versamenti o di custodia. Il bollo dello 0,2% è un’imposta di Stato e vale per qualsiasi intermediario, quindi non entra nel confronto.

Moneyfarm costi 15000

Fatto il conto su 15.000 euro, che è l’importo di default del simulatore Moneyfarm: 112,50 euro di commissione, 24,75 di IVA, 17,88 di piattaforma, 24 euro di costo degli ETF allo 0,16% e 7,50 di spread. Totale 186,63 euro l’anno, cioè l’1,24% del capitale. Il simulatore sul sito mostra “fino a 0,96%”, perché somma solo commissione e costo degli strumenti: IVA e piattaforma restano sotto, nel dettaglio.

La stessa somma per cinque livelli di capitale mostra dove il listino nuovo aiuta e dove no.

Capitale Commissione + IVA Piattaforma ETF 0,16% + spread 0,05% Totale annuo Incidenza
2.500 euro 22,88 17,88 5,25 46,01 1,84%
15.000 euro 137,25 17,88 31,50 186,63 1,24%
50.000 euro 457,50 17,88 105,00 580,38 1,16%
100.000 euro 915,00 17,88 210,00 1.142,88 1,14%
300.000 euro 2.135,00 17,88 630,00 2.782,88 0,93%

Il passaggio dall’1% allo 0,75% ha abbassato il costo per tutti, ma il fisso di 1,49 euro al mese ha un effetto che i grandi capitali non vedono e i piccoli sì: sul minimo di 2.500 euro vale da solo lo 0,72% l’anno. È il motivo per cui la stessa struttura di prezzo viene giudicata “bassa” da chi ha 100.000 euro e “altissima” da chi ne ha 30.000, come vedremo nelle recensioni. Un utente di YouTube, @CantastorieStonato, lo scriveva nell’ottobre 2025 sotto il video che analizzava le nuove commissioni: le fasce progressive c’erano anche prima, e al costo va sempre aggiunta l’IVA al 22%.

Per il confronto con il fai da te il numero da tenere è questo: un ETF azionario globale costa fra lo 0,07% e lo 0,20% l’anno, e su 15.000 euro sono fra 10 e 30 euro. La differenza rispetto ai 186 euro della gestione, circa 150 euro l’anno su questo capitale e circa 900 su 100.000, è il prezzo del servizio: costruzione del portafoglio, ribilanciamento, consulenza e fisco delegato. Se quel servizio valga la cifra dipende da quanto tempo e quanta competenza ha chi investe, e la risposta non è la stessa per tutti.

I rendimenti: cosa dichiara Moneyfarm e cosa raccontano i clienti

Sul sito c’è una pagina con la performance storica di ogni portafoglio dal 30 dicembre 2011, consultabile per livello di rischio e con l’opzione ESG. Il 31 marzo 2026 il blog aziendale ha pubblicato un confronto, costruito su dati Morningstar Direct insieme ad Ascofind, in cui le linee Moneyfarm risultano nel primo quartile dei fondi comuni comparabili su 3 e 5 anni al netto dei costi, con la sola eccezione del P2 che resta sopra la mediana. Nelle risposte pubbliche su Trustpilot del luglio 2026 l’azienda cita per il P7 un rendimento medio annuo del 15,4% negli ultimi tre anni e per il P2 una volatilità del 3,9% nello stesso periodo. Sono dati dichiarati dal gestore, riferiti a un triennio molto favorevole all’azionario, e i risultati passati non sono indicativi di quelli futuri.

Moneyfarm tre rendimenti

I clienti raccontano numeri diversi, e la ragione sta in come si misura. Su FinanzaOnline, il 14 febbraio 2025, l’utente gpeppe86 apriva un thread con un portafoglio da 30.000 euro tenuto per otto anni, arrivato al P7, e un rendimento medio annuo calcolato in circa il 2,7%. Le risposte hanno smontato il numero pezzo per pezzo. L’utente rinomau, con un P5 dal 2018, riportava +20% money weighted e +23% time weighted; Luca123456 ricavava per il P5 dal 2018 al 2024 un rendimento composto del 5,4% l’anno al lordo delle imposte; scisto, che aveva chiuso un P6 dopo 4 anni e mezzo, parlava di un 3,4% annuo composto secondo i dati di Moneyfarm, in attesa della liquidazione definitiva.

Le tre cifre non sono in contraddizione. Il rendimento time weighted misura il prodotto, il money weighted misura quello che ha ottenuto il cliente con i suoi versamenti, e il controvalore diviso il versato, che è il conto di gpeppe86, è al netto di commissioni e imposte già pagate. Moneyfarm stessa, in una risposta pubblica del 18 maggio 2026, precisa che la performance mostrata nell’area personale è già al netto delle commissioni e delle imposte addebitate: per questo non si confronta direttamente con il rendimento lordo di un ETF letto su un sito di quotazioni. Chi vuole giudicare un gestito ha bisogno di un benchmark con lo stesso rischio, non del numero più alto che gira in rete.

Cosa succede quando il portafoglio perde: il fisco del risparmio gestito

Questo è il capitolo che le recensioni negative descrivono senza spiegare. Nel regime del risparmio gestito, disciplinato dall’articolo 7 del decreto legislativo 461 del 1997, l’imposta del 26% si applica ogni anno sul risultato maturato della gestione, non su quello realizzato. Se il portafoglio a fine anno vale più che all’inizio, l’imposta si paga anche senza aver venduto nulla. Se vale meno, non si paga niente e la perdita si porta avanti per quattro anni a compensare i risultati positivi successivi.

Moneyfarm fisco maturato

Un esempio con numeri tondi. Cento mila euro che nel primo anno salgono del 20%: risultato maturato 20.000, imposta 5.200 euro versata a dicembre dal gestore, senza che il cliente abbia incassato un euro. Secondo anno a meno 15% sui 114.800 rimasti: perdita di 17.220 euro, nessuna imposta, e un credito che vale per i quattro anni successivi. Terzo anno a più 10%: utile di 9.758 euro interamente coperto dal credito, imposta zero, e restano 7.462 euro di perdita ancora spendibili. Nel regime amministrato, che è quello di un conto titoli come Directa o del Conto Trading di Moneyfarm stesso, la stessa sequenza non avrebbe prodotto alcuna imposta finché non si vende, e alla vendita si sarebbe pagato solo sul guadagno effettivo.

Tre conseguenze pratiche, tutte documentate dai clienti:

  1. Nell’anno buono i soldi escono prima. Su YouTube, sotto il video di Io Investo “Moneyfarm dopo 4 anni”, l’utente @Valaens raccontava in un commento del 2024 di essere entrato nel settembre 2020 con un profilo di rischio alto: a fine 2021 tutto bene, ma “si prendono le tasse anche se non vendi, ogni anno”, e dopo due anni, con lo S&P 500 in rialzo, il conto era a meno 1%. Dichiarato dall’utente, non verificabile alla fonte, ma il meccanismo che descrive è esattamente quello dell’esempio.
  2. Nell’anno cattivo la perdita ha una scadenza. Il credito dura quattro anni dentro la gestione. Chi chiude il mandato in perdita riceve una certificazione della minusvalenza, utilizzabile in regime amministrato o dichiarativo, ma solo contro redditi diversi e sempre entro quattro anni: le domande su questo punto compaiono ancora nel gennaio 2026 sotto i video di chi ha chiuso il conto.
  3. Il vantaggio del gestito esiste, ed è un altro. Dentro il mandato guadagni e perdite di tutti gli strumenti si sommano, dividendi e cedole compresi. In un conto titoli in regime amministrato i dividendi degli ETF vengono tassati subito e non possono essere compensati con le minusvalenze. Su un portafoglio obbligazionario che stacca cedole la differenza si sente.

Un cliente, ClutchMan Lab, il 29 agosto 2026 scriveva su Trustpilot di essere passato dalla gestione patrimoniale al regime amministrato “per ridurre ulteriormente i costi di gestione e non dare subito allo stato la tassazione sulle plusvalenze”, aggiungendo che il gestore aveva accettato il passaggio senza insistere. È la stessa strada che prende chi vuole tenere il servizio Moneyfarm ma cambiare fisco, e vale la pena conoscerla prima di firmare, non dopo.

C’è poi la perdita che non dipende dal fisco. Nell’aprile 2025, dopo l’annuncio dei dazi americani, un utente di Reddit scriveva di avere 58.000 euro in gestione e di aver perso in quattro giorni tutti i guadagni di quattro anni, con una vendita di azioni decisa dal gestore che non gli sembrava un ribilanciamento. Sul forum di FinanzaOnline, Franzen, entrato a fine 2021 con un P5, contestava nel febbraio 2025 il tempismo delle mosse: obbligazioni americane lunghe vendute vicino ai minimi, oro tolto per mettere materie prime vicino ai massimi. Sono giudizi di singoli utenti su decisioni del gestore, non dati verificabili, ma dicono una cosa vera: un mandato gestito non protegge dal drawdown, lo affida a qualcun altro. Chi sceglie un P6 o un P7 accetta oscillazioni da portafoglio azionario, e le accetta senza avere la mano sul pulsante.

Trustpilot, App Store, YouTube e forum: 7.000 giudizi contati

Il conteggio, rilevato il 1° settembre 2026. Su Trustpilot Moneyfarm ha 6.839 recensioni e media 4,2: il 57% a cinque stelle, 23% a quattro, 8% a tre, 5% a due e 7% a una. Nei dodici mesi precedenti ne sono arrivate 937. Il profilo è a pagamento, l’azienda invita i clienti a scrivere e risponde all’87% delle recensioni negative, di solito entro una settimana, con risposte lunghe e firmate che spesso contengono i dati del cliente. Sull’App Store l’app ha media 4,6 su 3.724 valutazioni; delle 150 recensioni testuali più recenti che abbiamo letto, dal 2018 al luglio 2026, 79 sono a cinque stelle, 20 a quattro, 9 a tre, 13 a due e 29 a una. Su YouTube abbiamo letto i commenti sotto quattro video di esperienza personale, e su FinanzaOnline i venti messaggi del thread aperto nel febbraio 2025. Reddit non è consultabile dai nostri strumenti: le discussioni di r/ItaliaPersonalFinance sono citate solo da quanto compare nei risultati di ricerca.

Moneyfarm recensioni distribuzione

Prima di leggere le voci, i tre filtri. Una parte dei video su YouTube ha in descrizione un codice sconto o un link promozionale: Karim Mejri, Smettere di lavorare, AutomatiKing con tre mesi senza commissioni, Yuri Giuliani. Sono contenuti di affiliazione, si leggono come tali. Sull’App Store diverse recensioni a cinque stelle contengono un “codice amico” per lo sconto dello 0,1%: le abbiamo escluse dal conteggio delle voci utili. Le recensioni a una riga senza dettagli, positive o negative, non entrano.

Quello che dicono le voci positive circostanziate

 

Paolo A., Trustpilot, 28 agosto 2026, non su invito: cliente da più di sei anni, lo definisce una garanzia per chi non conosce gli investimenti, e toglie una stella perché “le commissioni del servizio potrebbero essere più basse”. Andrea C., Trustpilot, 31 agosto 2026: profilo 4 su 7 da due anni, portafoglio cresciuto del 10%, ribilanciamenti frequenti, spese giudicate basse per il servizio. Lorenzizzzzz, App Store, 27 gennaio 2026: cliente da tre anni, ha chiesto un prelievo e lo ha ricevuto senza problemi. Eddy Skyn, App Store, 13 maggio 2024: bonifico del prelievo arrivato “in 5 giorni lavorativi esatti”. Rinomau, FinanzaOnline, 15 febbraio 2025: P5 dal 2018, +20% money weighted.

Il tema che unisce le positive è sempre lo stesso: delega. Michele S., Trustpilot, 30 agosto 2026, in una riga: non è esperto di finanza e non vuole esserlo, vuole delegare a chi la conosce meglio.

Quello che dicono le voci critiche, e su cosa convergono

 

Ettore G., Trustpilot, 18 giugno 2026, non su invito: cliente dal 2021, giudica le commissioni difficili da giustificare rispetto ai rendimenti ottenuti, gli aggiustamenti di portafoglio lenti in salita e in discesa, i tempi di disinvestimento troppo lunghi. Moneyfarm risponde che un quinquennio con il suo profilo si colloca nel primo quartile dei fondi comparabili. Davide, Trustpilot, 17 agosto 2026: costi alti e quindici giorni lavorativi per riavere i soldi; l’azienda replica che i tempi standard sono circa 5 giorni lavorativi per un disinvestimento parziale e circa 10 per la liquidazione di una linea intera. Shatan, App Store, 8 dicembre 2025: con circa 30.000 euro investiti “le commissioni erodono tutti i guadagni”. Kurjak78, App Store, 5 aprile 2025: quattro anni di portafoglio a basso rischio, dal gennaio 2020 al marzo 2024, con rendimento pari a zero. Nadia T., Trustpilot, recensione aggiornata il 17 luglio 2026: 130.000 euro affidati tramite Poste, disinvestiti dopo poco più di due anni con una perdita dichiarata di 10.000 euro; nella risposta Moneyfarm data l’investimento fra ottobre 2021 e gennaio 2024 e ricorda che l’orizzonte consigliato per le linee dinamiche è di almeno 4-5 anni.

Le critiche convergono su tre punti, e nessuno dei tre è una truffa: i costi sui capitali piccoli, i tempi di uscita e le aspettative di rendimento di chi è entrato fra la fine del 2021 e il 2022 e ha vissuto il primo anno con azioni e obbligazioni in calo insieme. Il quarto tema, molto presente nelle recensioni dell’app fra il 2022 e il 2023, è tecnico: aggiornamenti che facevano crashare l’app su iPad e iPhone vecchi. Nelle recensioni del 2025 e 2026 quel tema è sparito.

Un dato che pesa più di ogni singola voce: le recensioni negative con un numero dentro raccontano quasi tutte un ingresso a fine 2021 e un’uscita nel 2023 o nel 2024, cioè un portafoglio diversificato venduto prima che la diversificazione avesse il tempo di lavorare. Non è una difesa di Moneyfarm, è la descrizione del rischio che il questionario iniziale prova a far capire e che due anni di mercato negativo rendono concreto.

Gestione patrimoniale, Conto Trading o fai da te: il confronto che serve davvero

 

La domanda utile non è “Moneyfarm sì o no”. È “gestito o amministrato”, perché Moneyfarm offre entrambi e la differenza di costo e di fisco sta tutta lì.

Moneyfarm gestito vs conto trading

Il Conto Trading costa 0,95 euro per ordine sugli ETF in promozione fino al 31 dicembre 2026, poi 3,95 euro su Italia e Stati Uniti e 5,95 sull’Europa; le azioni costano 3,95 e 5,95 euro; il cambio valuta 0,70% sugli strumenti in valuta estera; nessun costo di piattaforma. Un PAC mensile su un solo ETF costa quindi meno di 12 euro l’anno di negoziazione. Il fisco è amministrato: imposta al 26% solo alla vendita, minusvalenze compensabili per quattro anni con le plusvalenze ma non con i dividendi. Il cliente sceglie gli strumenti, ribilancia da solo e non ha il team di asset allocation.

Il confronto con gli altri conti titoli italiani sta su altre pagine di questo sito: Scalable Capital, che ha il PAC gratuito e un piano flat, Trade Republic con l’euro per ordine, e le commissioni di Fineco per chi vuole una banca. Su tutti questi il lavoro di scelta e ribilanciamento resta in capo a chi investe, e la teoria del portafoglio su cui si basano i sette profili Moneyfarm è la stessa che si può applicare a mano con due o tre ETF.

Tradotto nella scelta:

  • la gestione patrimoniale è costruita per chi delega tutto, fisco compreso, e costa fra l’1,1% e l’1,3% l’anno sotto i 100.000 euro, con il fisso che pesa di più sotto i 10.000;
  • il Conto Trading, o un altro conto in amministrato, lascia al cliente il ribilanciamento e il rapporto con il fisco, in cambio di un risparmio di circa 150 euro l’anno su 15.000 e di circa 900 su 100.000;
  • in entrambi i casi il rischio di mercato è identico: un P7 e un ETF azionario globale scendono insieme, e la differenza fra i due nell’anno cattivo la fa solo il fisco.

Chi vuole misurare da solo la qualità di un gestito ha uno strumento semplice, lo Sharpe ratio: rendimento in eccesso diviso volatilità, calcolato sullo stesso periodo del portafoglio confrontato. È l’unico modo per capire se il 15,4% annuo del P7 negli ultimi tre anni è merito della gestione o semplicemente dell’azionario mondiale nello stesso periodo.

Disclaimer

Pagina informativa realizzata con l’aiuto dell’intelligenza artificiale: non è consulenza finanziaria, né una raccomandazione di investimento, né promozione di prodotti o servizi. Il trading di CFD comporta un elevato rischio di perdita del capitale e i risultati passati non sono indicativi di quelli futuri. Dati e prezzi valgono alla data di pubblicazione. Possibili link di affiliazione: AmicoBot può ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te. Segnalazioni di errori qui.

Facebook
X
Telegram
WhatsApp

Nessuna tab disponibile.

Non esiste un rendimento del servizio, esistono sette portafogli con rischio crescente. Moneyfarm ha dichiarato nel luglio 2026 un 15,4% medio annuo per il P7 negli ultimi tre anni e una volatilità del 3,9% per il P2; i clienti sui forum riportano per il P5 dal 2018 rendimenti composti fra il 3,5% e il 5,4% l’anno a seconda di come si misura. Sono dati di periodo, al netto o al lordo di costi e imposte a seconda della fonte, e i risultati passati non sono indicativi di quelli futuri.

Per la gestione patrimoniale no: è in regime di risparmio gestito, Moneyfarm è sostituto d’imposta e versa il 26% sul risultato maturato ogni anno, bollo compreso. Il Conto Trading è in regime amministrato e anche lì è l’intermediario a trattenere l’imposta alla vendita. Chi vuole capire come funziona la dichiarazione nel caso di un broker estero senza sostituto trova il dettaglio nella guida su come si pagano le tasse sul trading.

2.500 euro per la gestione patrimoniale, dal listino in vigore. Prima dell’autunno 2025 il minimo era 5.000 euro e diverse recensioni ancora online riportano quella cifra. Sotto i 10.000 euro il costo fisso di piattaforma di 1,49 euro al mese incide più della commissione percentuale.

Secondo le risposte pubbliche dell’azienda su Trustpilot dell’agosto 2026, circa 5 giorni lavorativi per un disinvestimento parziale e circa 10 per la liquidazione completa di una linea, perché vengono conteggiate le competenze pendenti. Alcuni clienti riportano tempi più lunghi, fino a 15 giorni lavorativi, che Moneyfarm definisce anomali. Il disinvestimento non ha costi.

Gli ETF in portafoglio sono strumenti del cliente, separati dal patrimonio dell’intermediario, come per qualsiasi società di investimento autorizzata. Moneyfarm aderisce al Fondo Nazionale di Garanzia (codice ICE0004), che copre i crediti dei clienti verso l’intermediario nei limiti previsti dal fondo, ed è vigilata da Consob per l’attività in Italia e dalla FCA per la casa madre inglese. Nessuna di queste tutele copre le perdite di mercato.

Contattaci su whatsapp e ti aiutiamo a capire quale soluzione è più adatta al tuo profilo operativo. In più puoi ottenere fino a 100€ di bonus sconto sul tuo acquisto.

Lascia un commento

Il commento viene pubblicato dopo l'approvazione della redazione. L'email non viene mostrata.

Recensione senza prove non viene pubblicata. Allega lo screenshot della conversazione con il servizio e quello dei risultati che hai ottenuto.

Dimensione massima dei file caricabili: 2 MB. Puoi caricare: immagine, documento. I link a YouTube, Facebook, Twitter e altri servizi inseriti nel testo dei commenti saranno automaticamente incorporati. Rilascia i file qui

Due file: lo screenshot della conversazione (chat, email, area clienti, ordine) e quello dei risultati (conto, statement, dashboard).

Ti potrebbe piacere anche
Gruppo Telegram

Gruppo Telegram

Canale Telegram