Finviz si cerca 22.200 volte al mese in Italia, ma vede solo tre borse, tutte americane. Qui ci sono gli 87 filtri dello screener, la heat map spiegata su una seduta vera, il prezzo di Elite in euro e cosa scrivono 33 recensioni.
Voto della redazione: 5/5 per finviz recensione.
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“Finviz” si cerca in media 22.200 volte al mese in Italia, secondo i dati Google Ads degli ultimi dodici mesi, e altre 4.400 persone scrivono “finviz futures” per vedere come si prepara Wall Street. Chi però cerca una recensione trova Trustpilot, una guida di Investing.com del 2024 sugli screener, una pagina di Traders Union, l’episodio di un podcast americano su IMDb e, al sesto posto, un’app di Google Play che si chiama “finviz” e serve a segnare quanto si spende al bar. Qui ci sono i numeri letti sul sito: filtri contati, prezzi convertiti, ritardi confrontati, recensioni lette una per una.
Finviz, da financial visualizations, è online dal 2007, come dice il copyright in fondo a ogni pagina, e fa tre cose: uno screener di azioni, le mappe di calore del mercato e una scheda per ogni titolo con grafico, bilanci, notizie e operazioni degli insider. Non è un broker e non esegue ordini: nelle pagine lette non c’è un pannello per comprare o vendere. Tutti i dati di questa pagina sono stati letti sul sito il 9 e l’11 settembre 2026.
La domanda che decide il resto non riguarda i filtri o il prezzo, riguarda le borse. Le FAQ della pagina Elite, lette il 9 settembre 2026, sono esplicite: Finviz copre NASDAQ, NYSE e AMEX, e alla domanda se arriveranno altri mercati rispondono che al momento non ci sono piani. Lo screener senza filtri conta 11.614 titoli, di cui 5.614 azioni: il resto sono ETF e altri strumenti quotati sulle tre borse.
Per chi investe dall’Italia la conseguenza è concreta. Borsa Italiana non c’è, gli ETF quotati a Milano non ci sono, le small cap di Piazza Affari nemmeno. Le società italiane compaiono solo se hanno azioni o ADR quotati negli Stati Uniti: con il filtro Country su Italy, l’11 settembre 2026, lo screener ne trovava sette, cioè Bending Spoons, Eni (ADR), Ferrari, Stevanato Group, Ermenegildo Zegna, Genenta Science (ADR) e Terra Innovatum Global. Il prezzo mostrato è quello in dollari di New York, non quello di Milano.
Chi segue il Nasdaq e l’S&P 500 ha davanti uno degli strumenti gratuiti più completi che esistano. Chi segue Piazza Affari deve cercare altrove, e il confronto con TradingView più avanti parte da qui.
Lo screener è la ragione per cui Finviz esiste da quasi vent’anni. Nella scheda All i filtri sono 87: 22 descrittivi (borsa, indice, settore, paese, capitalizzazione, dividend yield, volume medio, float), 37 fondamentali (P/E, PEG, margini, crescita degli utili, debito, proprietà degli insider), 20 di analisi tecnica (medie mobili a 20, 50 e 200 giorni, RSI a 14 periodi, gap, volatilità, figure grafiche, candele) e 8 dedicati a ETF e notizie. Ogni filtro si apre con un menu di soglie già pronte; la voce Custom, cioè la soglia scritta a mano, è riservata a Elite.
Le figure grafiche meritano una riga a parte, perché sono il motivo per cui molti trader aprono Finviz ogni giorno. Il filtro Pattern riconosce 17 figure, 11 delle quali anche in versione “strong”, per 28 voci in tutto: supporti e resistenze orizzontali, trendline, cunei, triangoli, canali, doppi e multipli massimi e minimi, testa e spalle diretto e inverso. Il filtro Candlestick ne aggiunge 11, dal doji al martello. Il riconoscimento è un’etichetta calcolata dal sito: dice che il prezzo sta disegnando un canale, non che il canale verrà rotto. Chi costruisce entrate sui pattern grafici trova qui una prima lista, non un segnale. In alto c’è anche il menu Signal, con 33 liste pronte: titoli che salgono o scendono di più, nuovi massimi e minimi, volumi anomali, ipercomprato e ipervenduto, promozioni e bocciature degli analisti, trimestrali in arrivo, acquisti e vendite degli insider.
Un esempio fatto l’11 settembre 2026, senza account. Quattro filtri: capitalizzazione sopra i 10 miliardi di dollari, P/E sotto 20, dividend yield sopra il 2% e prezzo sopra la media mobile a 200 giorni. Risultato: 108 titoli, su 6 pagine da 20 righe, che è il limite della versione gratuita. Nella prima pagina, però, non ci sono solo società americane: ci sono Ambev (Brasile), Aegon (Paesi Bassi), Amcor (Svizzera), Barrick Mining (Canada), Credicorp (Perù), e poco sotto Banco Bradesco e BBVA. Sono società estere quotate a New York, direttamente o con ADR. Per restare sulle americane serve il filtro Country su USA; senza, una banca spagnola finisce in lista a chi credeva di guardare solo Wall Street.

Quattro filtri, 108 righe: un lavoro che su 11.614 titoli richiederebbe giorni si fa in un minuto. Il limite è l’altra faccia della stessa cosa. Lo screener prende i numeri come sono e non sa perché un P/E è basso: una banca con utili straordinari e un’azienda in crisi possono finire nella stessa riga, e per distinguerle serve l’analisi fondamentale sui bilanci, che nella versione gratuita arrivano a tre anni e in Elite a otto.
Sotto il video “Is FINVIZ Elite Worth It?” di The Cashflow Academy, a febbraio 2026, @JesseDayTrades chiedeva se Finviz funziona “come uno scanner”, cioè se la lista si aggiorna da sola e avvisa quando un titolo parte. La risposta sta nelle due versioni. La pagina dei risultati ha un aggiornamento automatico, che nella gratuita propone un intervallo di 3 minuti, ma la notifica quando un nuovo titolo entra nei filtri è una funzione Elite, come gli alert su prezzo, insider e notizie. Chi fa swing trading e rilancia gli stessi filtri una volta al giorno ha già tutto nella versione gratuita; chi cerca uno scanner in tempo reale per l’apertura ha un’esigenza diversa.
Le due voci più circostanziate su questo punto vengono da Trustpilot. Felix, dalla Germania, scriveva il 18 settembre 2023 di usarlo ogni giorno da quattro anni proprio per cercare setup con figure grafiche precise. Gregorio, una delle due recensioni in italiano, il 29 settembre 2021 lo definiva “buon screener ma nulla di più” e per i dati fondamentali preferiva Seeking Alpha.
La mappa è la pagina che ha reso Finviz riconoscibile. Ogni rettangolo è un titolo dell’S&P 500, la dimensione è la capitalizzazione e il colore è la variazione del giorno: verde se sale, rosso se scende, più acceso quanto più il movimento è ampio. I rettangoli sono raggruppati per settore e poi per industria, quindi a colpo d’occhio si vede se a muovere l’indice è un settore intero o un solo titolo pesante.
Il pannello a sinistra cambia l’universo: S&P 500, Dow Jones 30, Nasdaq 100, Russell 2000, tutte le azioni (circa 5.600), World, 657 ETF, crypto, futures e temi. Si può passare dalla dimensione per capitalizzazione a quella uguale per tutti, che toglie il peso ai giganti e mostra com’è andato il titolo medio. Passando il mouse su un rettangolo compare Why Is It Moving, un riassunto generato dall’intelligenza artificiale sul perché quel titolo si è mosso.

La seduta del 10 settembre 2026 mostra bene cosa aggiunge la mappa rispetto al numero dell’indice. L’S&P 500 ha chiuso in calo dello 0,58%: un movimento modesto. Sulla mappa, però, i semiconduttori sono il blocco più rosso, con Nvidia a meno 2,37%, Micron a meno 4,90% e AMD a meno 3,36%, mentre Apple segna più 3,56%. La barra in home page, calcolata su tutte le azioni coperte, contava 3.548 titoli in calo, il 63,2%, contro 1.824 in rialzo. Due titoli su tre sono scesi, e il dato dell’indice non lo racconta.
L’8 settembre 2026 Finviz ha aggiunto una terza vista accanto alla mappa e alle bolle: Matrix. È una griglia in cui ogni riga è un’industria e ogni colonna una fascia di capitalizzazione, da large e mega fino a nano, e dentro ogni cella i titoli sono piccoli riquadri colorati. L’11 settembre le cinque fasce contavano 961, 1.138, 1.438, 1.057 e 953 titoli, e la vista era aperta anche senza account. Serve a una domanda che la mappa classica nasconde: se il software sale, salgono solo i giganti o anche le piccole? Il colore si lega a decine di dati diversi, dalla performance intraday alle valutazioni, fino alla distanza dal massimo a 52 settimane, cioè il drawdown di ogni titolo dal suo picco dell’ultimo anno.

La tabella ufficiale della pagina Elite ha diciannove righe, ma le differenze che cambiano l’uso di tutti i giorni sono tre. La prima è il tempo: nella versione gratuita quotazioni, mappe e screener di NYSE, Nasdaq e AMEX hanno un minuto di ritardo, in Elite sono in tempo reale, con premarket e after hours. La seconda sono gli alert: email e notifiche push su prezzo, insider, rating, notizie e documenti depositati alla SEC esistono solo in Elite. La terza è l’uscita dei dati: l’export in Excel di screener, portafogli, gruppi, opzioni e notizie è Elite, e la pagina lo presenta come la base per costruire flussi automatici e agenti AI. Il resto sono quantità: 20 righe per pagina contro 100, 50 preset contro 200, 50 portafogli da 50 titoli contro 100 da 500, bilanci a 3 anni contro 8.
Un minuto di ritardo, per chi guarda un titolo una volta al giorno o prepara una lista per la settimana, è irrilevante. Per chi opera sul primo quarto d’ora dell’apertura americana è la differenza fra vedere il prezzo e vedere dove era.

Il prezzo sta nelle FAQ, non in un listino: 39,50 dollari al mese oppure 299,50 dollari l’anno, con le stesse funzioni. Il banner in cima a ogni pagina dice “starting at $24.96/mo”: è il piano annuale diviso per dodici, che però si paga tutto in anticipo. Al cambio di riferimento BCE del 10 settembre 2026, 1 euro per 1,1616 dollari, fanno 34,00 euro al mese o 257,83 euro l’anno, e su dodici mesi il piano annuale costa il 36,8% in meno del mensile. Il pagamento è in dollari, quindi sull’estratto conto l’importo dipende dal cambio del giorno e dalle eventuali commissioni della carta.
La prova gratuita dura 7 giorni, chiede una carta di credito e, se non la disdici prima della scadenza, diventa un abbonamento pagato. Il rimborso esiste ma ha una finestra stretta: si chiede per iscritto a support@finviz.com o dal modulo contatti nei primi 30 giorni, dopo aver disdetto; oltre quel termine, o senza richiesta scritta, i pagamenti non si rimborsano. Sono le tre righe da leggere prima di inserire la carta, perché sono quelle da cui nascono le recensioni peggiori.
A novembre il prezzo annuale scende con le promozioni del Black Friday sugli strumenti di trading, che tornano ogni anno. Una recensione Trustpilot di shai, dall’Israele, il 13 gennaio 2026, racconta cosa è successo a lui, già abbonato, provando a passare all’offerta annuale: seguendo le istruzioni del supporto è stato cancellato l’account sbagliato, con un nuovo abbonamento e addebiti doppi da sistemare.
La versione gratuita si paga con la pubblicità. Nelle schermate dell’11 settembre, sopra la mappa, girava un annuncio “10 best stocks to buy right now”, e in home page un banner in italiano di un integratore alimentare. Il banner dei cookie, a chi entra dall’Europa, elenca 1.748 partner, e la privacy policy nomina fra questi InvestingChannel, Inc., che fornisce servizi di pubblicità e dati. Nelson Paolini, 24 novembre 2025, due stelle su Trustpilot, si lamentava d’altro: la schermata che invita a passare a Elite compare ogni volta che clicca un’opzione.
Finviz ragiona in ora di New York e le FAQ scrivono gli orari così: premarket dalle 4 alle 9:30, after hours dalle 16 alle 20. In ora italiana estiva, con sei ore di differenza, il premarket parte alle 10 del mattino e finisce alle 15:30, quando apre la borsa; l’after hours va dalle 22 alle 2 di notte. Nella versione gratuita queste due fasce non si vedono: le sezioni basate sulle quotazioni seguono le ore estese solo per gli abbonati Elite.
Poi c’è la voce che più interessa a chi cerca dall’Italia. “Finviz futures”, con 4.400 ricerche medie al mese, batte “finviz screener” (720) e “finviz map” (390): molti aprono la pagina Futures la mattina per capire come si prepara Wall Street, un po’ come chi segue il future sul Dow Jones prima dell’apertura. Quei prezzi però non sono in tempo reale, nemmeno pagando. Le FAQ della pagina Elite scrivono che i dati futures hanno 20 minuti di ritardo, sia nella versione normale sia in Elite; il piè di pagina del sito, negli stessi giorni, dice “futures and options delayed by 15 minutes”. Quindici o venti, la sostanza non cambia: è una fotografia di un quarto d’ora fa, utile per farsi un’idea dell’umore, non un prezzo su cui operare in giornata.

Un dettaglio di calendario: fra metà e fine marzo, e fra fine ottobre e inizio novembre, Stati Uniti ed Europa cambiano l’ora in giorni diversi e per quelle settimane lo scarto scende a cinque ore. L’apertura americana, in quei giorni, cade alle 14:30 italiane e il premarket parte alle 9.
Su Trustpilot finviz.com ha 33 recensioni e un TrustScore di 3,4 su 5, lette il 9 settembre 2026. La distribuzione è quella di un prodotto che divide: 16 a cinque stelle, 2 a quattro, nessuna a tre, 4 a due e 11 a una. Chi resta tiepido non scrive.
Chi lo difende parla quasi sempre della stessa cosa, la velocità di avere tutto su una pagina. Roka, 16 giugno 2026, cinque stelle, racconta di aver proposto alcune funzioni e di averle viste aggiunte in un aggiornamento successivo; una recensione precedente a firma roka, dell’8 aprile 2025, verosimilmente dello stesso autore, lo chiamava “budget screener” capace di reggere il confronto con quelli costosi. Jim Doyle, 23 agosto 2025, si dichiara abbonato Elite da almeno dieci anni e cita i nuovi filtri intraday.
Le una stella hanno un tema che torna: il rinnovo. harry sawh, 7 luglio 2022, scrive di aver chiesto la disdetta con più email senza risposta e di essersi trovato rinnovato per il secondo anno. Majik Man, 24 febbraio 2023, racconta un addebito annuale da 300 dollari dopo la richiesta di cancellazione e l’account bloccato dopo la contestazione. Sono voci di qualche anno fa, non verificabili alla fonte, ma spiegano perché oggi la pagina Elite dedica mezza FAQ a disdetta e rimborsi.
Le critiche più recenti riguardano il prodotto. John Earp, 28 marzo 2026, trova che l’interfaccia peggiori a ogni aggiornamento e cita lo strumento di confronto, che ora parte con i concorrenti già selezionati e periodi fissi. Jess, 3 ottobre 2025, dopo un mese di prova lo giudica troppo caro per quello che offre, con caratteri troppo piccoli e poca attenzione ai volumi intraday. John Bishop, 18 giugno 2025, lamenta documentazione quasi assente e un supporto che risponde dopo giorni. Dan, dal Regno Unito, 20 agosto 2025, sostiene che il suo indirizzo email, usato solo per Finviz, sia finito a terzi: è una voce sola e non si può verificare.

Le due recensioni in italiano valgono una nota. Una è quella di Gregorio. L’altra, del 18 marzo 2022, una stella, parla di falsi consulenti che si presentano come collaboratori di Amazon, fanno investire e spariscono: non c’entra niente con finviz.com, ma sta lì e pesa sulla media come le altre.
Su YouTube il quadro è diverso e non più utile. Il video su Finviz più visto nelle ricerche italiane è un tutorial in inglese di VNQS da 161.001 visualizzazioni: dei 60 commenti letti nessuno è critico, quasi tutti sono ringraziamenti di una riga, e uno arriva dall’account ufficiale @finviz, che scrive di aver messo like e di essersi iscritto. Più istruttive le domande sotto il video di The Cashflow Academy: oltre a quella di @JesseDayTrades sullo scanner, @kennethhouston4838 chiedeva ad agosto 2026 se Finviz sa dire se un titolo è sopra o sottovalutato. Non lo fa: mostra i multipli, e il giudizio resta a chi legge.
Il confronto con TradingView si risolve quasi sempre prima di arrivare al prezzo, con la domanda del primo capitolo: quali borse. TradingView ha uno screener su più di 150 borse in oltre 50 paesi, Borsa Italiana compresa, grafici con centinaia di indicatori, Pine Script, alert e il collegamento ai broker; la recensione di TradingView entra nel dettaglio del listino in euro. Finviz fa meno cose e solo su tre borse americane, ma le mette in una pagina sola, con filtri fondamentali, figure grafiche e mappe pensati per chi cerca idee sulle azioni americane.
Sul prezzo il confronto è più stretto di quanto sembri. Per vedere Wall Street in tempo reale per un anno, Finviz Elite costa 257,83 euro con il piano annuale e 408,06 euro pagando mese per mese. TradingView Essential con fatturazione annuale costa 12,95 euro al mese, ma il tempo reale sulle azioni non è incluso: si aggiungono i pacchetti NYSE e Nasdaq a 3 euro al mese ciascuno, per un totale di 227,40 euro l’anno. Essential può attivare al massimo due pacchetti dati, quindi con NYSE e Nasdaq ha esaurito i posti e AMEX, che Finviz include, resta fuori. I prezzi sono quelli del 5 settembre 2026 per TradingView e del 9 settembre per Finviz, imposte escluse.

Messi da parte i prezzi, i profili d’uso si separano così.
L’ultimo punto merita due righe in più. Finviz non si collega a nessun broker e non manda ordini: l’export di Elite porta le liste in un foglio di calcolo o in un programma proprio, non le esegue. TradingView può mandare un alert via webhook a un servizio esterno che lo trasforma in ordine, come spiega la guida al trading automatico con TradingView. Il trading automatico sulle azioni vero e proprio, quello che apre e chiude da solo, gira invece in un terminale come MetaTrader 5 collegato al conto del broker. È la logica di un expert advisor come Nasdaq Investor, che lavora solo sull’indice Nasdaq 100 con al massimo un’operazione al giorno, chiusa entro la stessa sessione. Uno screener è il posto in cui si decide cosa guardare; la parte che esegue sta altrove, e il confronto fra i due mondi è in TradingView o MetaTrader.
Ultima cosa, perché compare nella prima pagina di Google per “finviz recensione”. Al sesto posto c’è una scheda Google Play intitolata “finviz”, sviluppatore RB Apps Menia, oltre mille download, con annunci. La descrizione parla di “Finnviz”, con due n: un’app per registrare le spese personali, dal caffè agli abbonamenti, che non ha nulla a che fare con finviz.com. Sull’App Store, sia italiano sia americano, una ricerca per “finviz” il 9 settembre 2026 non restituiva nessuna app pubblicata da Finviz: in cima c’erano TradingView, Yahoo Finanza e app di terzi con nomi simili. Dal telefono, Finviz si usa dal browser.
Questa pagina non contiene link di affiliazione verso Finviz. Prezzi, funzioni e schermate sono quelli letti sul sito il 9 e l’11 settembre 2026, e le conversioni in euro usano il cambio di riferimento BCE del 10 settembre 2026. Le variazioni dei titoli citate descrivono la seduta del 10 settembre 2026 e non sono indicazioni su nessuno strumento. Le recensioni sono riportate con il nome pubblico, la data e la piattaforma: non sono verificabili oltre quanto scritto. I contenuti hanno finalità informativa e non costituiscono consulenza finanziaria né una raccomandazione personalizzata di investimento; il trading comporta un elevato rischio di perdita del capitale.
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Sì. Screener, mappe, schede dei titoli e notizie si usano senza pagare e anche senza account. I limiti della versione gratuita sono le quotazioni con un minuto di ritardo, niente premarket e after hours, 20 risultati per pagina, niente alert né export e la pubblicità.
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No. Finviz copre solo NYSE, Nasdaq e AMEX e dichiara di non avere piani per altri mercati. Le società italiane compaiono solo se quotate negli Stati Uniti: l’11 settembre 2026 erano sette, fra cui Ferrari, Eni (ADR), Stevanato e Zegna, con il prezzo in dollari.
39,50 dollari al mese o 299,50 dollari l’anno, cioè 34,00 o 257,83 euro al cambio BCE del 10 settembre 2026. Il pagamento avviene in dollari, quindi l’importo addebitato dipende dal cambio del giorno e dalle commissioni della carta.
Dalla pagina Subscription dell’account: la disdetta ferma il rinnovo successivo e l’accesso resta fino a fine periodo. Il rimborso si chiede per iscritto a support@finviz.com o dal modulo contatti, solo nei primi 30 giorni e dopo aver disdetto. La prova di 7 giorni diventa un abbonamento pagato se non viene disdetta prima della scadenza.
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