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Ieri le Borse sono salite con i titoli tecnologici: FTSE MIB più 1,17%, Nasdaq 100 più 1,13%. Dopo la chiusura Tesla ha battuto le stime, ma stamattina perde quasi il 5% prima dell’apertura. Poste più 2,54% e TIM dietro. L’oro scende sotto 4.110 dollari.
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Stamattina alle 10:32 il FTSE MIB segnava 48.845 punti, meno 1,61% sulla chiusura di ieri. Poste Italiane era a 24,26 euro (meno 1,54%), TIM a 5,804 euro (più 0,80%). Alle 10:37 il future sul Nasdaq 100 perdeva l’1,81%, l’oro (future COMEX) era a 4.103 dollari, meno 1,13%, e il Brent a 112,35 dollari, più 3,24%. Alle 10:47 Tesla trattava a 367,22 dollari nel pre-market, meno 4,98%. Dati Yahoo Finance, ritardati di qualche minuto.
Ieri il quadro era il contrario. Piazza Affari ha chiuso a 49.644 punti, più 1,17%, con lo spread BTP-Bund salito di 6 punti a 119 e il BTP decennale al 4,60% (Teleborsa). Wall Street ha chiuso in rialzo: S&P 500 più 0,59%, Nasdaq Composite più 1,05%, spinti dai conti di SpaceX e Super Micro Computer (Investrade). Le storie di oggi sono due: i conti delle grandi tecnologiche, che hanno girato il tono della notte, e Milano, dove Poste e TIM si muovono come un titolo solo.
Tesla ha pubblicato i conti del terzo trimestre dopo la chiusura di ieri. Utile per azione rettificato di 48 centesimi contro i 43 attesi, ricavi per 28,05 miliardi di dollari contro 27,9 (CNBC). Dentro i numeri ci sono due velocità. I ricavi dell’auto sono scesi del 3% a 20,56 miliardi, quelli dell’energia del 16% a 2,88 miliardi. I servizi sono saliti del 33% a 4,61 miliardi. L’utile netto è sceso a 787 milioni, perché la spesa per i robot Optimus e l’intelligenza artificiale cresce più dei margini.
Il punto più discusso sono gli investimenti. Teleborsa scrive che Tesla ha ridimensionato i piani di spesa dopo un trimestre con investimenti sotto le attese (Teleborsa). Electrek fa il conto: in nove mesi Tesla ha speso 13,01 miliardi, circa metà dei “più di 25” indicati per l’anno, e la lettera agli azionisti non aggiorna la previsione. Nella notte il titolo ha oscillato: CNBC riportava meno 3% dopo la chiusura, Yahoo Finance un rialzo dell’1,4%. Stamattina il segno è negativo.

Meta ha chiuso il trimestre con ricavi record per 64,6 miliardi di dollari, più 26%, e ha alzato la previsione per il quarto trimestre a 73-76 miliardi. L’utile per azione è di 3,83 dollari, ridotto da un accantonamento di 10 miliardi per l’accordo sulla dipendenza dai social dei più giovani (Yahoo Finance). Ha annunciato un frazionamento delle azioni due per uno e una nuova classe di azioni senza diritto di voto, che secondo Teleborsa potrà servire a finanziare acquisizioni e altre spese. Dopo la chiusura il titolo saliva del 3,9%; stamattina alle 10:47 era a 692 dollari, meno 0,79% sulla chiusura.
Il calo dei future non viene solo da Tesla. In Asia i titoli tecnologici hanno perso molto: Kospi meno 3,52%, Nikkei meno 2,6%. Prima dell’apertura Intel e Marvell perdevano più del 5% (CNBC). In più gli Stati Uniti hanno richiamato i propri diplomatici dall’Arabia Saudita dopo gli attacchi degli Houthi, e secondo il New York Times Stati Uniti e Israele hanno preparato piani per nuovi attacchi all’Iran dopo le elezioni di metà mandato (Teleborsa). Il petrolio sale di nuovo: ieri il WTI di dicembre aveva regolato a 97,15 dollari, stamattina è vicino a 100. Il contesto lo seguiamo nelle notizie sul petrolio e lo Stretto di Hormuz.

Ieri, prima dei conti, Tesla ha chiuso a 386,47 dollari, più 3,41%, trainata dalla seduta di SpaceX e dalle parole di Elon Musk su una possibile fusione delle due società. La candela si è fermata dentro la zona Z1, fra 380,15 e 389,25 dollari: sette tocchi, l’ultimo il 9 ottobre. Il programma la segna “in prova” perché da agosto ha fatto sia da tetto sia da pavimento. Il titolo era sopra la media mobile esponenziale a 200 giorni, a 377,28, e sopra la EMA 50, a 366,60. L’RSI era a 59,8.
Stamattina il prezzo del pre-market, 367,22 dollari, è già sotto Z1 e sotto la EMA 200, dentro la zona S1, fra 361,93 e 373,04. È la fascia più toccata del grafico insieme a Z1, sette volte, l’ultima ad agosto. Più sotto c’è S2, fra 354,05 e 358,64, il livello dei minimi di settembre e di metà ottobre. Sopra, la prima resistenza dopo Z1 è R3, fra 409,28 e 420,34, sette tocchi fra aprile e luglio. Se il titolo restasse sotto 361,93 dopo l’apertura, il grafico tornerebbe verso S2. Se tornasse sopra 389,25, la fascia successiva sarebbe R3. Da inizio anno, secondo CNBC, Tesla perde circa il 14%. Le nostre letture precedenti sul titolo sono nell’analisi su Tesla dopo il voto sul compenso.

Il Nasdaq 100 ha chiuso ieri a 29.822,5 punti, più 1,13%. Arrivava da una discesa: dal 9 al 20 ottobre aveva perso il 4,5%, da 30.883 a 29.490 punti. La chiusura è appena sotto la EMA 50, a 29.885,0: la media che a fine settembre faceva da appoggio e che l’indice ha perso la settimana scorsa. Sopra ci sono R2, fra 30.195,7 e 30.328,8, e R1, fra 30.642,6 e 30.770,6, la fascia da cui è partito il massimo di inizio ottobre a 31.361,4. Sotto c’è S1, fra 28.567,2 e 28.953,3, sei tocchi fra giugno e settembre. La EMA 200 è a 28.089,1, l’RSI a 46,2.
Il future di dicembre stamattina vale circa 29.460 punti. Future e indice non coincidono al punto: un calo della stessa misura sull’indice lo porterebbe vicino a 29.280, fra la chiusura di ieri e S1. Se l’indice scendesse sotto 28.567,2, il programma non trova zone fino a S2, sotto i 25.200 punti. Se tornasse sopra 30.328,8, il riferimento successivo sarebbe R1. Sul Nasdaq 100 lavora Nasdaq Investor, un expert advisor che apre al massimo un’operazione al giorno nei primi minuti della sessione americana e la chiude entro la stessa sessione. Altri sistemi su questo indice sono raccolti nella guida ai bot di trading sul Nasdaq.
Sotto il video di Solving The Money Problem pubblicato ieri sera, il riassunto dei conti più visto su YouTube, abbiamo letto 40 commenti in inglese, qui tradotti. Il tema dominante non sono i numeri ma il confronto con la presentazione di SpaceX del giorno prima.
Il tono sotto il video è critico sulla comunicazione e diviso sul titolo. Le voci positive parlano soprattutto di robot e robotaxi, non del trimestre.
A Piazza Affari ieri hanno guidato i tecnologici e le banche: Prysmian più 3,88%, Banco BPM più 3,09%, Technoprobe più 2,77%, STMicroelectronics più 2,55%. Male Leonardo, meno 2% (Teleborsa). Poste Italiane ha chiuso a 24,64 euro, più 2,54%, TIM a 5,758 euro, più 2,27% (SoldiOnline). Per Poste una notizia societaria del giorno non c’è. Per TIM, SoldiOnline cita la conferma di Boost BidCo, il veicolo del Ministero dell’Economia e di Retelit, sull’acquisto di Sparkle, la società dei cavi sottomarini.
I due titoli sono legati. Poste controlla TIM dopo l’offerta pubblica di acquisto e scambio chiusa a settembre all’85,8% del capitale. Il concambio di quell’offerta era 1,97 euro in contanti più 0,218 azioni Poste per ogni azione TIM. Ai prezzi di ieri vale 7,34 euro, e TIM tratta il 21,6% sotto. Una settimana fa lo sconto era del 21,8%: il rialzo di ieri è stato un movimento in tandem con Poste, non una riduzione della distanza (Economia Italia). La storia dell’offerta e del calo di TIM dopo la chiusura l’abbiamo raccontata nell’analisi del 14 ottobre.

Il movimento di ieri vale 1,2 volte l’escursione media giornaliera (ATR). Il titolo ha chiuso esattamente sulla EMA 200, a 24,64 euro, dopo due settimane passate attorno e sotto la media, fra 23,7 e 25 euro. È la media che a inizio ottobre il prezzo aveva perso per la prima volta dalla primavera. Sopra ci sono la EMA 50, a 25,51, e la zona R3, fra 27,20 e 27,42, il livello delle chiusure di agosto e settembre. Più in alto R2, fra 27,80 e 28,01, e R1, fra 29,39 e 29,51, il massimo di luglio a 29,48. Sotto il prezzo il programma non trova zone fino a S1, fra 21,80 e 21,97, quattro tocchi, l’ultimo ad aprile. L’RSI è a 45,8.
Se il prezzo restasse sopra la EMA 200, il riferimento successivo sarebbe la EMA 50, poi R3. Se tornasse sotto i minimi di ottobre, intorno a 23,7, il grafico non ha zone fino a S1, circa l’11% più in basso. Stamattina, a 24,26 euro, il titolo è già di nuovo sotto la media. Per chi conosce Poste soprattutto per libretti e buoni, i prodotti di risparmio del gruppo sono nella guida su come investire con Poste Italiane.

TIM è da due settimane in una fascia stretta, fra 5,42 e 5,83 euro, dopo il calo da 7,9 euro di metà settembre. Ieri ha chiuso vicino al bordo alto di questa fascia, con un massimo di seduta a 5,834. Le medie sono lontane: EMA 50 a 6,731, EMA 200 a 6,667, entrambe sopra il prezzo di oltre il 15%. Sotto c’è S1, fra 5,020 e 5,122, quattro tocchi fra fine 2025 e inizio 2026. Sopra il programma trova la prima zona solo a R3, fra 7,269 e 7,358, l’area dove il titolo si muoveva ad agosto. L’RSI è a 31,3, vicino alla soglia di 30 che molti usano per indicare un movimento molto esteso al ribasso.
Su un titolo legato a un concambio, i livelli tecnici contano meno del prezzo di Poste e delle decisioni sul futuro in Borsa. Stamattina il titolo ha toccato 5,846, appena sopra il massimo di ieri. Se restasse sopra 5,834, uscirebbe dalla fascia di ottobre verso l’alto. Se tornasse sotto 5,42, il riferimento sarebbe S1.
Nei thread di FinanzaOnline su TIM e Poste abbiamo letto 6 messaggi da ieri alle 12 a stamattina, quasi tutti di ieri pomeriggio.
Sul forum il tema resta il percorso di Poste verso il 90% del capitale di TIM, non i conti. Il resto dei messaggi riguarda operazioni personali, che non riportiamo.
L’oro (future COMEX di dicembre) ha regolato ieri a 4.150,00 dollari, più 0,18%. Il Treasury a 10 anni ha chiuso in rialzo di 3 punti base al 5,145% (Investrade). Stamattina l’oro scende dell’1,13% a 4.103 dollari, mentre il petrolio sale e i future azionari perdono. L’argento ha chiuso a 57,71 dollari, meno 0,50%. Oggi negli Stati Uniti escono le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione, alle 14:30 ora italiana.

Ieri sera l’ultima candela a 4 ore ha chiuso a 4.142,3, dentro la zona Z1, fra 4.119,3 e 4.143,1 dollari. Con il tocco di ieri notte i tocchi sono sette: è la fascia attorno a cui l’oro gira da una settimana. Sopra c’è R3, fra 4.166,8 e 4.176,8, cinque tocchi, con dentro la EMA 50 a 4 ore a 4.169,3: ieri e martedì il prezzo è salito fin lì ed è tornato giù. Più in alto R2, fra 4.211,2 e 4.233,7, sei tocchi, l’ultimo il 19 ottobre. La EMA 200 a 4 ore è a 4.245,6, l’RSI a 43,3.
Stamattina, a 4.103, il prezzo è uscito da Z1 dal basso e si trova appena sopra S1, fra 4.090,1 e 4.096,1, il minimo del 14 ottobre. Sotto c’è S2, fra 4.072,2 e 4.078,2. Sul giornaliero l’oro resta sotto la EMA 50 (4.272,0) e la EMA 200 (4.316,2), e la prima zona sotto S2 è la fascia fra 3.950,6 e 4.004,2 di fine luglio. Se il prezzo scendesse sotto 4.072,2, quella fascia sarebbe il riferimento successivo. Se tornasse sopra 4.143,1, il prezzo rientrerebbe nella fascia laterale di questi giorni, con R3 come primo tetto. Come funzionano i sistemi automatici su questo mercato lo spiega la guida su come operare con trading system sull’oro e i suoi derivati.
Nel thread di FinanzaOnline sui metalli preziosi abbiamo letto 32 messaggi da ieri alle 12 a stamattina.
Il thread è diviso fra chi lega l’oro ai titoli tecnologici e chi lo lega ai rendimenti. Stamattina il tono è più cupo: diversi messaggi parlano di guerra e di elezioni americane più che di grafici.
Sull’oro girano Gold Breaker e Oro Trend Intraday. Abbiamo aperto le loro pagine pubbliche su Myfxbook stamattina.

Gold Breaker è un EA di breakout sull’oro con più strategie in parallelo, sviluppato da LeapFX, su timeframe a 1 ora. Anche ieri non ha aperto operazioni: è fermo dal 15 ottobre, con il saldo a 30.082,39 euro. Un sistema che aspetta la rottura di un livello non trova ingressi quando l’oro gira per giorni nella stessa fascia di 80 dollari, fra S1 e R3 del grafico a 4 ore. Ottobre è in calo dell’11,36% su 20 operazioni, dopo il massimo del conto a 33.951,53 euro del 2 ottobre. Nel 2026 il conto è in rialzo del 136,96% su 326 operazioni. Il drawdown massimo del 22,25% dice quanto il conto è sceso dal suo picco nel caso peggiore.

Oro Trend Intraday è un EA di trend sull’oro a 5 minuti, sviluppato da Fintech Srl: incrocio di medie esponenziali, stop calcolato sull’ATR e uscita con trailing. Da ieri mattina ha chiuso 7 operazioni e il saldo è sceso da 1.646,32 a 1.571,90 dollari. Con l’oro chiuso dentro Z1, fra rimbalzi di 20 o 30 dollari in entrambe le direzioni, un sistema di trend entra spesso su movimenti che si fermano presto. La settimana è a meno 8,34% su 25 operazioni. Il massimo del conto resta quello del 14 ottobre, 1.773,66 dollari. Mese per mese, dal grafico mensile di Myfxbook: luglio più 27,79%, agosto più 25,01%, settembre meno 13,46%, ottobre per ora in positivo. Sono 296 operazioni con un profit factor di 1,23. Tre mesi sono pochi per giudicare un sistema e il drawdown massimo è vicino a un quarto del capitale. La guida su come valutare un track record spiega perché durata e drawdown pesano più del gain.
| Data | Evento | Perché conta |
|---|---|---|
| Giovedì 22 ottobre | Richieste di sussidi di disoccupazione USA alle 14:30. Conti di Procter & Gamble, Lockheed Martin, Honeywell e Valero. Consiglio di ENI sui nove mesi | Primo dato macro della settimana; Valero ed ENI con il petrolio di nuovo verso 100 dollari |
| Venerdì 23 ottobre | PMI flash di Europa e Stati Uniti, fiducia dell’Università del Michigan, giudizio di Moody’s sulla Francia | Il rendimento dell’OAT francese ha toccato il 5%, il massimo dal 2002: pesa su spread e banche |
| 27-28 ottobre | Riunione della Federal Reserve, poi i dati sull’inflazione PCE | Dollaro e rendimenti sono quello che frena l’oro da settimane |
| 29 ottobre | Decisione della BCE, conti di Amazon | Tassi europei; la spesa per i data center torna al centro |
| 3 novembre | Elezioni di metà mandato negli Stati Uniti | Citate da Teleborsa e dal New York Times come scadenza per i rischi sull’Iran |
| 11-12 novembre | Consiglio e presentazione dei conti dei nove mesi di Poste Italiane | Primo trimestre con TIM consolidata dopo l’offerta |
| 20 novembre | Nuovo aggiornamento fra TIM e Boost BidCo su Sparkle | Manca l’autorizzazione della FCC americana |
Le date vengono dal calendario della Federal Reserve, dal calendario societario di Poste Italiane e dai resoconti di Teleborsa, CNBC ed Economia Italia. I dati macro si seguono sul calendario economico.
Le zone le calcola un programma, non una mano. Prende le candele giornaliere degli ultimi due anni (a 4 ore per tre mesi), trova i massimi e i minimi dove il prezzo ha girato, raggruppa quelli vicini fra loro entro mezzo ATR e tiene le fasce toccate almeno due volte. Sono aree dove il prezzo ha reagito in passato, non livelli dove reagirà per forza. Un tocco conta solo quando il prezzo gira e resta lontano per qualche candela, per questo le prove degli ultimi giorni possono non comparire nel numero. Per oro e petrolio i dati sono quelli dei future quotati a New York, non lo spot. Per le azioni di Milano Yahoo ricostruisce l’ultima candela dai dati orari: nel testo usiamo la chiusura ufficiale e la fonte è scritta in didascalia. I prezzi del pre-market americano sono scambi fuori orario, con volumi bassi. Grafici realizzati con la libreria open source Lightweight Charts di TradingView. Dati Yahoo Finance con chiusura al 21 ottobre 2026, prezzi del mattino del 22 ottobre fra le 10:32 e le 10:47.
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Le stime battute riguardano utile per azione e ricavi. Il mercato però guarda anche al resto: auto ed energia in calo, utile netto sceso, margine operativo al 2,6%. E guarda agli investimenti, fermi a circa metà di quanto annunciato per l’anno. Stamattina pesa anche il calo generale dei titoli tecnologici in Asia e nei future americani.
Sono azioni che danno diritto agli utili ma non al voto in assemblea. Una società può emetterle per raccogliere capitale, per esempio per acquisizioni o investimenti, senza ridurre il controllo di chi ha le azioni con voto. Secondo Semafor, citata da Investrade, il motivo è finanziare gli investimenti nell’intelligenza artificiale senza diluire il controllo di Mark Zuckerberg.
Perché parte del valore di TIM, nell’offerta chiusa a settembre, era espresso in azioni Poste: 0,218 azioni per ogni azione TIM, più 1,97 euro in contanti. Chi guarda TIM ragiona su quanto varrebbe quello scambio oggi. Ai prezzi di ieri sono 7,34 euro, e TIM tratta il 21,6% sotto. Quando Poste sale, sale anche quel valore teorico.
Sono le contrattazioni prima dell’apertura (dalle 10 ora italiana) e dopo la chiusura delle 22. Le società americane pubblicano i conti quasi sempre fuori orario, per questo la prima reazione arriva lì. Con pochi scambi il prezzo può muoversi molto: ieri sera Tesla è passata da un calo a un rialzo e stamattina è di nuovo in calo.
Una tensione che spinge il petrolio fa temere più inflazione, e con più inflazione i tassi restano alti più a lungo. Il Treasury a 10 anni è al 5,145%: un rendimento così alto rende meno interessante un bene che non paga cedole. Stamattina pesa anche il calo generale dei mercati, che spesso porta a chiudere per prime le posizioni più facili da liquidare.
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