La gente scrive il nome di un fondo seguito da “quantalys” per vedere quante stelle ha preso. Questa pagina spiega come quelle stelle vengono calcolate. Dati letti il 23 settembre 2026.
Voto della redazione: 5/5 per quantalys.
Scrivici su WhatsApp, ti diamo dati, prezzi e funzionamento dei prodotti che recensiamo. I criteri con cui li valutiamo sono pubblici in ogni scheda.
Premessa: non abbiamo comprato una licenza Quantalys. Abbiamo usato solo quello che si vede senza pagare e senza account: schede fondo, motore di ricerca, glossario, metodologia, pagina delle offerte e sezione ETF, letti il 23 settembre 2026. Dell’area riservata a chi ha una licenza Pro o Multi non ci sono schermate in questa pagina, e il voto tiene conto solo di documenti pubblici e delle voci di 90 utenti raccolte su due piattaforme.
Le informazioni legali di quantalys.it, lette il 23 settembre 2026, non nominano nessuna società italiana. Il sito appartiene a Quantalys France, società a responsabilità limitata con capitale di 30.000 euro, iscritta al registro delle imprese di Parigi con il numero 494 292 055, immatricolata all’Orias con il numero 16001728, con sede al Tour Pacific, 11-13 cours Valmy, Puteaux. Il direttore della pubblicazione è Virginie Fauvel. La stessa pagina chiude con una riga che conviene rileggere: “Il contenuto del sito quantalys.it è soggetto alla legge francese, sia per quanto riguarda le norme sostanziali che le norme formali”.
L’Italia c’è, ma sul lato commerciale. La pagina dei contatti indica un ufficio in viale Certosa 2 a Milano, con referenti nominali per i consulenti finanziari, per le banche e per il gruppo, più un customer care attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18, riservato a chi possiede una licenza.
Quantalys Italia Harvest Group è una controllata del gruppo Harvest, fintech francese che secondo il comunicato aziendale del 5 settembre 2024 lavora da oltre 35 anni con più di 4.600 aziende clienti. Lo stesso comunicato annuncia la nomina a presidente della società italiana del professor Emanuele Carluccio, ordinario di Economia degli Intermediari Finanziari a Verona, presidente di EFPA Europe e di Quaestio Capital SGR, in passato nei consigli di Aletti Gestielle SGR, Eurizon Capital Asset Management ed Eurizon Capital Real Asset SGR. Il documento data al 2015 l’apertura della prima sede italiana, mentre la scheda LinkedIn della società parla di attività in Italia dal 2016.
Il database di gruppo, sempre secondo quel comunicato, contiene oltre 250.000 prodotti finanziari a livello europeo, con presenza in Francia, Italia, Svizzera, Lussemburgo e Belgio.
La pagina di metodologia è netta sul perimetro italiano: “Quantalys analizza ogni giorno quasi 20 000 fondi disponibili sul mercato Italiano”. Per ciascuno il sistema calcola ogni giorno le performance su più orizzonti e ogni mese gli indicatori di rischio, dalla volatilità al tracking error, dal downside risk al drawdown massimo.
L’Osservatorio Quantalys Harvest Group sulla Raccolta di settembre 2026 conta 30.310 fondi distribuiti in Europa per 14.682 miliardi di euro di masse gestite. L’universo italiano, cioè quello che si può davvero sottoscrivere da qui, è due terzi scarsi di quello europeo.
Le assenze sono più interessanti dei numeri. Un fondo d’investimento c’è quasi sempre, un titolo singolo quasi mai. Su FinanzaOnline l’utente cataflic, il 3 marzo 2022, scriveva che le azioni singole si inseriscono solo con la versione a pagamento e che comunque “mancano molti titoli”. Sa10, già il 14 febbraio 2017, segnalava l’assenza dei fondi pensione e il fatto che sugli ETF non si vedono i titoli detenuti, ma solo i grafici a torta per area e settore. Nove anni dopo, sulla scheda di un ETF azionario globale letta il 23 settembre 2026, la sezione composizione funziona ancora così.

Un fondo mancante si può chiedere. La pagina dei contatti spiega la procedura di censimento: si scrive indicando gli ISIN e almeno una fra società di gestione e nome del fondo, e “potranno essere censiti solo i prodotti collocabili in Italia”. Le richieste incomplete o inviate con uno screenshot, avverte la stessa pagina, non vengono prese in considerazione.
Il glossario riassume il meccanismo in poche righe: il rating si calcola ogni mese sui dati degli ultimi tre anni, considera l’alfa del fondo rispetto all’indice della sua categoria, il beta diviso in beta bull e beta bear, e l’alfa rispetto all’indice medio ricavato dalla style analysis. Le stelle vanno da 1 a 5 e si distribuiscono “per ogni categoria dopo aver suddiviso i fondi di appartenenza in quintili proporzionali (20%)”.
La pagina di metodologia aggiunge i pesi, che sono la parte decisiva.
| Componente | Peso | Cosa misura |
|---|---|---|
| Alfa rispetto all’indice di categoria | 25% | Quanto il fondo ha superato il benchmark della sua categoria in tre anni |
| Beta bull | 12,5% | Quanto amplifica i rialzi del mercato di riferimento |
| Beta bear | 12,5% | Quanto attutisce i ribassi |
| Abilità del gestore | 50% | Differenza fra il rendimento a tre anni e il paniere di indici ricavato dalla style analysis |
Metà del voto, quindi, non misura il rendimento del fondo: misura quanto il gestore ha fatto meglio di una replica passiva del suo stesso stile. Quantalys lo scrive senza giri di parole: il paniere ottenuto dalla style analysis “può essere molto differente dall’indice di riferimento dichiarato dal gestore”, e il confronto serve a isolare quello che il gestore ha aggiunto comprando, vendendo e facendo arbitraggi.
I quattro elementi vengono normalizzati, sommati con quei pesi in un punteggio da 1 a 100, e solo alla fine convertiti in stelle per quintili. È qui che la lettura comune delle stelle si rompe.

Dividere per quintili significa che in ogni categoria valutata il 20% dei fondi prende cinque stelle e il 20% ne prende una, sempre, qualunque cosa abbiano fatto i mercati. Cinque stelle non vogliono dire “fondo buono”: vogliono dire “primo quinto della sua categoria negli ultimi tre anni”. In una categoria che in tre anni ha perso denaro, il fondo a cinque stelle è quello che ne ha perso meno degli altri quattro quinti. Conta quanto il fondo ha reso, ma conta altrettanto contro quale metro lo si misura.
Il punteggio vero, quello su 100, esiste ed è pubblico, ma è nascosto. Sulla scheda del fondo le stelle hanno un tooltip che compare solo passandoci sopra con il mouse. Sulla scheda dell’SPDR MSCI ACWI UCITS ETF Acc, letta il 23 settembre 2026, le stelle sono cinque e il tooltip dice “70 / 100 al 31/08/2026”. Nello stesso riquadro, poco più in basso, il sito propone quattro fondi alternativi: tre hanno anche loro cinque stelle, con punteggi di 100, 100 e 91 su 100. Quattro prodotti con lo stesso numero di stelle e trenta punti di differenza fra il primo e l’ultimo.
Quantalys non nasconde il limite del metodo. La pagina di metodologia ricorda che “tra i fondi che hanno ottenuto 5 stelle nel 2000 con i rating quantitativi di S&P e di Morningstar, solo il 10% avevano ancora 5 stelle 3 anni dopo”, e sul barometro delle fasi di mercato scrive che “la regola dello specchietto retrovisore non sempre funziona” e che lo strumento “non ha nessun carattere previsionale”. Sono frasi che nessun ufficio marketing scriverebbe, e vanno riconosciute. Vale per questa classifica come per le nostre: prima si leggono i criteri con cui i punteggi vengono assegnati, poi si guarda chi è in cima.
Il perimetro è dichiarato e taglia via parecchia roba. Non vengono valutate le categorie per cui il giudizio non è pertinente, come i fondi a capitale garantito o a formula. Non vengono valutate le categorie con meno di dieci fondi, ciascuno con almeno tre anni di storico, dove le diverse classi di uno stesso comparto contano come un fondo solo. Non viene valutato nessun prodotto istituito da meno di 36 mesi, perché le analisi quantitative su storici corti non sono robuste.
E c’è la regola che spiega la maggior parte delle stranezze che si vedono nelle liste: il rating è attribuito “soltanto alla classe principale del fondo”, cioè quella accessibile a tutti gli investitori e, scrive Quantalys, “in generale anche la classe con gli oneri di gestione maggiori”, poi “tale valutazione sarà estesa a tutte le altre classi”.

Tradotto: la classe istituzionale che costa lo 0,30% all’anno eredita il voto calcolato sulla classe retail che ne costa l’1,50%. Il rating non distingue le due, anche se per chi le compra sono prodotti con rendimenti netti diversi.
La conseguenza più pratica l’ha trovata un utente lavorando, non leggendo la metodologia. Il 27 aprile 2020, sempre su FinanzaOnline, brandnewlife scriveva che costruendo un portafoglio con la procedura guidata “se il titolo proposto in fase di costruzione del ptf non ha rating/stellette Quantalys la creazione guidata non lo inserirà”, e che i prodotti senza rating, fra cui citava i BTP, vanno aggiunti e bilanciati a mano. Il perimetro del rating non decide solo quale voto vedi: decide cosa l’ottimizzatore è disposto a mettere nel portafoglio.
L’ottimizzatore, per inciso, è dichiarato: la pagina di metodologia costruisce la frontiera efficiente citando l’articolo “Portfolio selection” di Markowitz del 1952, cioè la teoria del portafoglio moderno applicata a un universo di fondi. La stessa pagina ricorda che “non è la scelta del singolo fondo a fare la differenza (anche se valutato 5 stelle) ma la costruzione di un portafoglio di fondi diversificato”: la diversificazione viene prima delle stelle anche per chi le assegna.
Gli ETF hanno uno spazio dedicato e un filtro nel motore di ricerca. Cercando “MSCI World” con il filtro ETF attivo, il 23 settembre 2026, la lista restituisce 359 risultati. La lista mescola emittenti diversi e, per ciascun emittente, le sue classi: valuta di quotazione, versione a distribuzione o ad accumulazione, con o senza copertura del cambio.
Ecco le prime righe della famiglia Amundi Core MSCI World, lette quel giorno.
| Prodotto | Rating | Perf. YTD | Perf. 1 anno | Perf. 3 anni |
|---|---|---|---|---|
| Amundi Core MSCI World ETF EUR Dis | 4 stelle | 16,13% | 20,32% | 67,22% |
| Amundi Core MSCI World ETF USD Dis | 4 stelle | 16,02% | 19,92% | 66,58% |
| Amundi Core MSCI World Swap ETF Dist | 5 stelle | 16,08% | 20,00% | 66,90% |
| Amundi Core MSCI Wd Sw UCITS ETF EUR H C | nessun rating | 12,54% | non disponibile | non disponibile |
Dati letti su quantalys.it il 23 settembre 2026, performance in euro calcolate dal sito e riferite al passato. I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri.
Il terzo prodotto ha reso meno del primo su tre anni, 66,90% contro 67,22%, e prende una stella in più. Non è un errore: è esattamente la formula che lavora. Le stelle non ordinano per rendimento, ordinano per un punteggio in cui metà del peso è la distanza dal paniere della style analysis e un quarto è il comportamento del beta nelle fasi di rialzo e di ribasso. Chi usa la colonna Rating come una classifica di rendimento legge il numero sbagliato.
La classe coperta dal cambio, in fondo alla tabella, non ha rating affatto: è nata da meno di 36 mesi e resta fuori dal perimetro. I suoi numeri, 12,54% contro il 16,13% della classe in euro senza copertura, mostrano intanto quanto la copertura valutaria pesi sul risultato finale.

C’è un secondo punto, più sottile, che riguarda il confronto fra un ETF e il suo indice. Sulla scheda dell’SPDR MSCI ACWI UCITS ETF Acc, il benchmark dichiarato nel prospetto è l’MSCI ACWI, che include i mercati emergenti. Il benchmark Quantalys usato per la categoria “Azionario globale” è invece l’MSCI World NR, che gli emergenti non li ha. Tutti gli indicatori relativi del fondo, alfa, beta, information ratio e classifica per quartili, sono calcolati contro un indice che replica un universo diverso da quello del prodotto.

Sulla stessa scheda i numeri utili ci sono tutti, ed è la parte che ripaga il tempo speso: performance a un anno del 21,60% contro il 14,83% della categoria, a tre anni 68,18% contro 45,34%, indice di Sharpe a tre anni 1,19 contro 0,89 della categoria, volatilità 12,77%, massima perdita del periodo -19,88%, costi correnti PRIIPS allo 0,12% annuo e nessuna commissione di performance. I dati a tre anni sono aggiornati al 31 agosto 2026, quelli di performance al 21 settembre.
Dati storici pubblicati da Quantalys e letti il 23 settembre 2026, calcolati in euro e al lordo degli oneri fiscali. I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri.
Il confronto affiancato, quello vero, si apre dal pulsante Confronto. Senza licenza si mettono a confronto cinque elementi per volta, il che per chi segue un portafoglio advisor da sei o sette posizioni significa fare due giri.
La pagina delle offerte mette in colonna quattro profili: utente non registrato, utente non pagante, Pro+ e Multi+. La differenza che conta per un privato è fra le prime due.
| Funzione | Non registrato | Registrato gratis | Pro+ e Multi+ |
|---|---|---|---|
| Schede fondo e ricerca | Sì, versione standard | Sì, versione standard | Scheda completa, prospetto e KIID, informazioni EPT ed EMT |
| Confronto fondi | Semplice, 5 elementi | Semplice, 5 elementi | Personalizzabile, 200 elementi con Pro+ e 500 con Multi+ |
| Portafogli salvati | Nessuno | 2 | Illimitati |
| Liste di fondi | Nessuna | 1 | Illimitate |
| Backtest e portafogli simulati | No | No | Sì |
| Questionario di rischio e gestione clienti | No | No | Sì |
| Export ed elaborazione dei PDF | No | No | Sì |
| Uso consentito | Personale | Personale | Professionale |
| Assistenza telefonica | No | No | Sì |

La versione gratuita registrata è più generosa di quanto ci si aspetti da un fornitore di dati professionale, e alcuni utenti la preferiscono al concorrente più noto. Su FinanzaOnline, il 2 gennaio 2020, oceanic815 scriveva di aver smesso di usare Morningstar dopo aver conosciuto Quantalys, elencando quello che la free gli permetteva: caricare portafogli e confrontare fino a cinque fondi, ETF compresi. Da notare che nel 2020 quell’utente parlava di tre portafogli, mentre la tabella delle offerte del 23 settembre 2026 ne indica due.
Quello che non si trova, da nessuna parte del sito, è un prezzo. Le pagine di Pro+, Multi+, del questionario di rischio e del modulo EasyPack descrivono le funzioni e finiscono con un “per saperne di più”, mai con una cifra. Per sapere quanto costa una licenza bisogna chiamare un commerciale, ed è la stessa barriera che gli utenti segnalavano nel 2017: “bello, ma costa un botto per un utente privato”, scriveva Harold l’11 febbraio di quell’anno. Il prezzo non è mai stato pubblicato, quindi nove anni dopo non si può nemmeno dire se sia cambiato.
Il secondo blocco di ricerche, dopo i nomi dei fondi, è ING: ing quantalys vale 590 ricerche al mese e quantalys ing altre 320, per un totale di 910. La spiegazione sta su un sottodominio: ing-easypack.quantalys.it, intestato “ING Investimenti Arancio, seleziona e confronta i nostri fondi”.
È il modulo EasyPack a listino Quantalys, quello che la pagina prodotti descrive come lo strumento che “permette di presentare in modo semplice sul proprio Internet/Intranet il proprio universo di fondi”. La banca ci mette il marchio e il proprio catalogo, Quantalys ci mette il motore, le schede e le stelle. Chi confronta i fondi dall’area investimenti di ING sta usando Quantalys, con l’avvertenza di ING in calce che rimanda al KIID e al prospetto.

È un modello di distribuzione normale e non cambia la qualità dei numeri. Cambia il modo di leggerli: le stelle che si vedono nell’area di una banca sono calcolate sulla categoria Quantalys, non sull’offerta di quella banca, e continuano a rispondere alla regola dei quintili sull’intero universo della categoria.
Va detto che la banca non filtra i voti scomodi. Nella prima pagina della lista ING, letta il 23 settembre 2026 in ordine alfabetico, compaiono fondi del proprio catalogo con una stella sola: America Fund A EUR, Amundi Funds Cash EUR F2 EUR C e Amundi Funds China Equity F EUR C, quest’ultimo con un rendimento da inizio anno del meno 5,88% e a un anno del meno 12,10%. Un comparatore in cui il distributore mostra le valutazioni peggiori dei prodotti che vende è più credibile di uno che le nasconde.
Su questo punto circola una convinzione precisa. Il 26 febbraio 2019 l’utente consindip riassumeva così la differenza con il concorrente americano: Morningstar “vive soprattutto di pubblicità”, mentre Quantalys “è più piccola e vive di abbonamenti, per lo più pagati dai consulenti, non mi pare faccia pubblicità ai fondi e cerca di fare valutazioni su base quantitativa”.
La prima metà è documentata: le licenze professionali sono il prodotto principale. La seconda metà, letta sul sito nel 2026, non regge.
La pagina dei contatti ha una sezione intitolata “Contatto Marketing, Pubblicità e Partenariati” che dice testualmente: “Se desideri dare visibilità alla tua gamma di prodotti presso il nostro pubblico (oltre 50 000 visitatori unici al mese) contattaci”. Lo Spazio ETF e l’Osservatorio sulla gestione passiva sono, parole del sito, “sponsorizzati e realizzati in partnership con SPDR ETFs – State Street Global Advisors”, e nella stessa sezione compaiono un’area partner e i portafogli modello in ETF marchiati SPDR. La home page ha un blocco “What’s up” in cui, il 23 settembre 2026, tutti e cinque gli articoli erano di Capital Group. Fra le opzioni della licenza, infine, c’è una voce che si chiama “Spazio SGR”.

Niente di irregolare, e va detto che il rating resta un calcolo statistico su serie storiche, non un giudizio redazionale che qualcuno possa comprare. Ma le case di gestione sono contemporaneamente il soggetto valutato e un cliente pubblicitario, ed è la stessa tensione che attraversa tutti i comparatori finanziari, americani e non. Chi legge una classifica di fondi fa bene a sapere chi paga il sito che gliela mostra, esattamente come quando sceglie un intermediario leggendo un confronto.
Abbiamo letto 74 messaggi del thread “Quantalys” su FinanzaOnline, aperto l’11 febbraio 2017 e ancora vivo il 3 febbraio 2026, e 16 commenti sotto il video “Morningstar – Quantalys – Simply Wall St” del canale Officine Investimenti, pubblicato il 9 settembre 2020. Non esiste un profilo Trustpilot né per quantalys.com né per quantalys.it, e la scheda Google dell’ufficio di Milano ha una sola recensione: il forum è di fatto l’unico archivio pubblico di esperienze italiane su questo servizio.
La distribuzione, contata: una decina di messaggi elogiano i dati e il confronto con la categoria, la maggior parte sono domande tecniche, e quattro temi critici tornano a distanza di anni.
Il servizio si ferma. Il 6 marzo 2025 giomf scriveva che non gli funzionava più il sito e soprattutto il confronto grafico fra fondi, che definiva ottimo. Il giorno dopo Dario! confermava che il server sembrava fuori uso e diceva di trovarsi meglio con altri strumenti per la parte ETF. Il 13 marzo belillo04 segnalava il ritorno alla normalità, e il 16 marzo caffo59 aggiungeva che il sito funzionava “ma mi sembra che le quotazioni non siano ancora aggiornate”. Dieci giorni di disservizio raccontati in diretta, che spiegano perché quantalys non funziona e quantalys down esistano come ricerche.
Gli account si perdono. Il 20 gennaio 2026 brandnewlife riapriva il suo vecchio account e lo trovava “tutto azzerato”, senza riuscire a capire come rifare la registrazione con il test gratuito. Lo stesso utente, nel maggio 2020, aveva passato dieci giorni a non ricevere la mail di conferma dell’iscrizione.
I numeri vanno controllati. Il 28 gennaio 2026 lo stesso utente confrontava lo stesso portafoglio su Quantalys e su un altro servizio di backtest e trovava volatilità nettamente diverse, con quella di Quantalys che gli sembrava esagerata. Il 3 maggio 2020 ammanna segnalava un problema più concreto: il portafoglio usa il NAV giornaliero e non permetteva di inserire il prezzo reale di acquisto, con uno scostamento di “un centinaio di euro” rispetto al valore vero, mentre su Morningstar quel prezzo si può scrivere a mano. Il 13 gennaio 2022 Metallica79 raccontava che filtrando la ricerca sui fondi a cinque stelle il sistema gli restituiva comunque tutti i fondi della società cercata.
Non è uno strumento per tutto. Il 15 febbraio 2017 cataflic lo definiva un “ottimo servizio, abbastanza profondo e pratico per qualche confronto di portafogli” che però “quando hai a che fare con un portafoglio composto di titoli diventa inutilizzabile”. Su YouTube, circa cinque anni fa, diegocioffi liquidava l’intera categoria con una domanda: “Quantalys? e dove sono finiti i veri tool da professionisti? Refinitiv Eikon, Bloomberg Terminal, S&P Capital IQ”. E il 28 luglio 2019 originalkat, registrata come utente non pagante, scriveva senza mezzi termini di preferire Morningstar per le informazioni fornite.
Quelle voci vanno prese per quello che sono: segnalazioni di singoli utenti, non verificabili alla fonte una per una, che qui pesano perché si ripetono nel tempo e perché due di loro, il perimetro del rating nella creazione guidata e il NAV di acquisto, trovano conferma nella documentazione ufficiale.
Il glossario spiega che per l’indice di Sharpe, per l’indice di Sortino e per il downside risk “Quantalys usa l’EONIA come tasso privo di rischio”. La pagina di metodologia usa l’EONIA anche per stimare la quota di liquidità dei fondi azionari prima della style analysis.
L’EONIA non esiste più. L’European Money Markets Institute lo ha dismesso in via definitiva il 3 gennaio 2022, sostituito dall’€STR pubblicato dalla Banca centrale europea. Le due pagine, lette il 23 settembre 2026, citano ancora il tasso vecchio: quattro anni e otto mesi dopo.
Non significa che i calcoli siano sbagliati, perché dal 1° ottobre 2019 l’EONIA veniva già ricalcolato agganciandolo all’€STR e il sistema può benissimo essere passato al nuovo tasso senza aggiornare il testo. Significa che la documentazione che spiega come nascono i numeri non viene riletta da anni, e sullo stesso sito ci sono altri segnali nella stessa direzione: la maschera di iscrizione è in francese (“Pas encore inscrit ?”), il riquadro informativo sulla classificazione SFDR di una scheda fondo è interamente in francese, il messaggio di errore di un grafico non caricato recita “Impossible de récupérer les données”, e nella pagina dei fondi alternativi compare la sigla “RSI”, traduzione non riuscita del francese ISR, investimento socialmente responsabile. L’Osservatorio sugli ETF in evidenza, infine, è datato 27 marzo 2025, mentre quello sulla raccolta è di settembre 2026.
Chi usa Quantalys per leggere i dati di un fondo trova numeri calcolati ogni giorno e aggiornati. Chi lo usa per capire da dove arrivano quei numeri legge una documentazione ferma a qualche anno fa.
Vale anche per noi. Questa pagina non contiene link di affiliazione verso Quantalys e Amicobot non ha rapporti commerciali con Quantalys France, Quantalys Italia Harvest Group, ING, State Street Global Advisors o Capital Group: nessuno ha pagato per questa recensione e nessuno l’ha letta prima della pubblicazione. Non abbiamo comprato una licenza, quindi il voto di 5 su 5 è una valutazione editoriale s, costruita su documenti pubblici letti su quantalys.it il 23 settembre 2026 e sulle voci di 90 utenti raccolte su FinanzaOnline e YouTube. Le voci degli utenti sono riportate con il nome pubblico, la data e la piattaforma, e non sono verificabili oltre quanto scritto. I fondi citati servono a spiegare come funziona il rating e non sono indicazioni su nessuno strumento.
Disclaimer
Pagina informativa realizzata con l’aiuto dell’intelligenza artificiale: non è consulenza finanziaria, né una raccomandazione di investimento, né promozione di prodotti o servizi. Il trading di CFD comporta un elevato rischio di perdita del capitale e i risultati passati non sono indicativi di quelli futuri. Dati e prezzi valgono alla data di pubblicazione. Possibili link di affiliazione: AmicoBot può ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te. Segnalazioni di errori qui.
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Una parte lo è. Senza registrazione si leggono le schede dei fondi, le performance confrontate con la categoria, gli indicatori di rischio e il rating. Registrandosi gratis si aggiungono due portafogli salvati, una lista di fondi e il confronto fra cinque elementi. Backtest, export, report PDF, questionario di rischio e gestione clienti richiedono una licenza Pro+ o Multi+, il cui prezzo non è pubblicato sul sito e si chiede al contatto commerciale.
Come una posizione dentro la categoria, non come un giudizio assoluto. Il punteggio nasce da quattro componenti pesate (alfa sulla categoria al 25%, beta bull e beta bear al 12,5% ciascuno, abilità del gestore al 50%), diventa un voto da 1 a 100 e poi viene convertito in stelle dividendo i fondi della categoria in quintili: il primo 20% prende cinque stelle, l’ultimo 20% ne prende una. Due fondi con cinque stelle possono avere punteggi molto diversi, e il punteggio si legge solo nel tooltip sopra le stelle.
Non necessariamente, perché partono da categorie e da formule diverse. Il rating Quantalys guarda tre anni, pesa per metà lo scarto rispetto al paniere di indici della style analysis e distribuisce le stelle per quintili dentro la categoria Quantalys. Un fondo può quindi trovarsi nel primo quinto di una classificazione e non dell’altra. Su questo punto gli utenti dei forum italiani si dividono da anni, e la risposta utile è confrontare i due metodi invece di cercare quale sia il numero giusto.
Per tre ragioni dichiarate nella metodologia. Il prodotto ha meno di 36 mesi di vita, e sotto quella soglia le statistiche non sono considerate attendibili. Oppure appartiene a una categoria non valutabile, come i fondi a capitale garantito o a formula, o a una categoria con meno di dieci fondi con tre anni di storico. Il rating, inoltre, viene calcolato solo sulla classe principale del comparto ed esteso alle altre classi, quindi due classi con costi diversi mostrano lo stesso voto.
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