Analisi aggiornata al 12 settembre 2026 e fatta solo su fonti pubbliche: i suoi siti, i termini di vendita di Astra, cinque video YouTube con 151 commenti, Quora e i registri online. Nessun servizio di Tommaso Marangoni è stato acquistato o provato.
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Tommaso Marangoni ha 20 anni, 72 mila follower su Instagram, quasi altrettanti iscritti su YouTube e si presenta come fondatore della BSG Academy. Il suo nome si cerca mille volte al mese su Google in Italia, e in un anno è arrivato a 1.900. Chi lo cerca trova in prima pagina i suoi profili, un cestista che si chiama come lui e una visura di Ufficio Camerale. Una recensione indipendente non c’è.
Questa pagina non assegna un voto. Mette in fila quello che dal suo sito non si capisce: chi incassa i soldi, cosa firma chi compra, cosa si può controllare dei numeri che mostra e cosa scrivono le persone che lo hanno incrociato. È lo stesso lavoro già fatto su Alfio Bardolla e su Unger Academy: documenti prima, opinioni dopo, e ogni numero attribuito a chi lo ha detto.
La versione più dettagliata della sua storia l’ha raccontata lui ad askanews, in un servizio del 19 marzo 2024 ripreso dal canale video Stream24 del Sole 24 Ore e da Today. È quel servizio il «Sole 24 Ore» che compare fra i loghi della sua home: un pezzo d’agenzia costruito sulle sue parole, non un’inchiesta del giornale.
2020, a 14 anni. Dalla sua stanza a Verona costruisce siti per aziende, poi apre un e-commerce di reggiseni sportivi puntato su Italia e Germania. Racconta 70 mila euro di fatturato in un mese e 300 mila in un trimestre. Apre una società di cui il padre è rappresentante legale e a febbraio 2021 si ferma.
Maggio 2021. Lancia un corso sulle memecoin, che dice comprato da oltre 600 persone in pochi giorni. Poi passa ai corsi sul trading di criptovalute a leva e alle lezioni individuali.
Seconda metà del 2023. Dichiara oltre 500 mila euro di fatturato fra luglio e dicembre, con l’obiettivo di triplicarlo l’anno dopo. Nessun documento accompagna la cifra.
Nel video di giugno 2026 in cui presenta la sua strategia, il racconto cambia di un paio d’anni. Dice di avere 20 anni e di vivere di trading da sei, «in realtà sette quasi». Nell’intervista del 2024, però, a 14 anni faceva siti ed e-commerce, e le criptovalute arrivavano nel 2021. Il dettaglio conta perché il prodotto in vendita è proprio l’esperienza di chi lo vende.
Lo stesso vale per i numeri della home, che non si parlano fra loro: «oltre 1.600 studenti» in un riquadro, «migliaia di studenti in tutta Europa» due righe sopra, «oltre 1000 persone all’anno» nel titolo della masterclass. La frase sul conto crypto «a 6 zeri» a «soli 18 anni» è ancora online, due anni e mezzo dopo il diciottesimo compleanno.
BSG Academy è il marchio del sito personale. Le altre porte lo nominano solo nella biografia del fondatore, e ognuna ha un prodotto e un linguaggio diversi:

In fondo a tutti e tre i siti c’è lo stesso nome: Astra Digital Consulting LLC. I termini di vendita, identici per le tre pagine, la descrivono come una società costituita secondo le leggi del Wyoming, con sede a Sheridan e un indirizzo email sul dominio blackswitchgroup.com. I bonifici vanno a un IBAN belga aperto su Wise. Che BSG stia per Black Switch Group è una deduzione dalle iniziali, il sito non lo dice mai.
Chi paga un percorso BSG, quindi, non ha come controparte una società italiana e nemmeno Tommaso Marangoni persona fisica. La controparte è una LLC americana, con un contratto americano. Il modello commerciale è quello, molto diffuso, della sala segnali gratuita su Telegram che fa da ingresso a formazione e servizi a pagamento.
I termini sono pubblici su tommasomarangoni.com/condizioni-astra, in inglese e in italiano. Sono lunghi, e sei punti cambiano il senso di quello che promettono le landing.

Il sistema automatico, per il contratto, non è automatico. La landing parla di un sistema che «copia per te» le operazioni «anche mentre dormi». L’articolo 3.2 del contratto dice che l’accesso ad Astra non costituisce in alcun modo «esecuzione automatica di segnali di trading». Fra le due frasi vince la seconda, perché è quella firmata. Chi cerca un copy trading vero, dove un conto replica le operazioni di un altro, qui ha comprato formalmente un servizio formativo.
Il 20% sui profitti del cliente. Oltre alla quota base per il pacchetto scelto, il cliente deve una «Fee Amministrativa» del 20% sui risultati. Ogni trimestre deve mandare gli estratti conto e, se richiesto, dare l’accesso in sola lettura ai propri conti.
La quota base non torna indietro. Il contratto dura 24 mesi e si rinnova da solo per altri 24, salvo disdetta con 30 giorni di preavviso. Il recesso anticipato è ammesso solo «per espresso accordo delle Parti», e la quota base non è rimborsabile in alcun caso.
Il risarcimento ha un tetto. La responsabilità del fornitore non supera la quota base pagata, e arriva al triplo solo per dolo o colpa grave.
Il foro è a Cheyenne. Legge del Wyoming e tribunale esclusivo a Cheyenne. Per un consumatore residente in Italia restano però tutele che un contratto non può togliere: il regolamento europeo Roma I, all’articolo 6, tiene ferme le norme inderogabili del paese del consumatore quando l’impresa vende lì, e il Codice del Consumo prevede il foro del consumatore. Quanto reggano queste clausole lo stabilisce un giudice. Non è un parere legale: basta sapere che la clausola scritta non è l’ultima parola.
Il servizio parte subito, e non per caso. L’articolo 9.4 fa accettare che la prestazione inizi immediatamente dopo la firma. È la formula che, per i contenuti digitali, può far perdere il recesso di 14 giorni previsto dal Codice del Consumo per le vendite a distanza, se il consumatore l’ha accettata espressamente.
Resta una frase delle premesse che vale da sola. Il contratto nega più volte di offrire consulenza, poi scrive che il cliente si assume ogni responsabilità se decide di replicare «i consigli del Fornitore». Consigli, con la parola scelta da loro.
Il contratto definisce «Risultati» i profitti netti del cliente, ma all’articolo 4.1 fa pagare la fee «alla chiusura di ciascuna operazione ove derivi un Risultato». Non spiega come si compensano le perdite. La differenza non è da giuristi, si vede con cinque operazioni.

In un trimestre con +300, -200, +150, -100 e +250 euro il conto chiude a +400. Se il 20% si calcola su ogni operazione in utile, la fee è 140 euro, il 35% del guadagno netto. Se si calcola sul netto, è 80. In un trimestre con +300 e -500, chiuso in perdita di 200 euro, la prima lettura porta comunque a una fee di 60 euro, la seconda a zero. Sono cifre di esempio, ma è la domanda che il testo lascia aperta.
Il video «L’esatta strategia che mi ha fatto guadagnare 750K con il trading», uscito a giugno 2026, spiega il metodo che la sua Academy chiama Gold Mastery. Si usa quasi solo sull’oro, su timeframe che vanno dal minuto al giornaliero, e si basa su price action e struttura di mercato, senza indicatori.

Le regole, con le sue parole, sono cinque conferme e un grilletto. Struttura allineata, cioè massimi e minimi crescenti per comprare. Un supporto o una resistenza rispettati. Un ritracciamento nella «zona d’oro», fra lo 0,5 e lo 0,75 di Fibonacci dell’ultima salita. La liquidità presa sotto una fila di minimi uguali. Un fair value gap, il vuoto lasciato da una candela molto ampia, che dovrebbe richiamare il prezzo. Poi il grilletto: un cambio di struttura sul timeframe inferiore. La gestione dichiarata è di rischio fisso per operazione, stop loss spostato a pareggio quando il guadagno arriva a una volta il rischio, target almeno doppio.
Niente di tutto questo è segreto. Fair value gap, liquidità e cambio di struttura sono il vocabolario del filone chiamato smart money, che circola gratis su centinaia di canali. Il valore di una checklist così non sta nelle parole, sta in quante operazioni supera e in come vanno quelle che la superano. Nel video la definisce testata sui dati storici e collaudata, ma un backtest pubblicato non c’è.
La matematica del rapporto 1:2 è semplice. Con un target doppio dello stop, commissioni escluse, si va in pareggio vincendo un’operazione su tre, il 33,3%. Lo spostamento a pareggio a 1:1 cambia i conti in due direzioni: le operazioni che arrivano a metà strada e poi tornano indietro chiudono a zero invece che in perdita, ma chiudono a zero anche molte che, lasciate correre, avrebbero preso il target. Il dettaglio sul rapporto fra win rate e rischio rendimento spiega perché nessuno dei due numeri, da solo, dice se una strategia guadagna.
Due persone hanno raccontato sotto quel video di averla provata. @a.carnevale4910, fra giugno e luglio 2026 (YouTube indica «2 mesi fa»), scrive che in una settimana non ha aperto nessuna operazione: mancava sempre qualcosa, un ritracciamento fermo al 41% invece del 50%, un cambio di struttura mai arrivato. @ironblade_records, nello stesso periodo, dice di averla testata due giorni con sette target presi e uno stop, seguendo molti mercati finché uno non rientra nello schema. Sono due persone e dieci giorni in tutto: raccontano quanto è severa la checklist, non se è profittevole.
I titoli dei suoi video sono cifre. «L’esatta strategia che mi ha fatto guadagnare 750K», «Ecco come faccio 100k/mese dal trading». Nel secondo, uscito a novembre 2025, mostra lo screenshot di 10.365 dollari guadagnati sull’oro il 13 novembre 2025, uno da 17.000 dollari e uno da 7.200 dollari sulle criptovalute in un giorno. Poi il resoconto di una settimana del gruppo Gold Lab: 30 operazioni, 19 take profit, 6 stop loss e 5 chiuse a pareggio.
Numeri dichiarati dall’autore nei suoi video, non verificati. I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri.
Uno screenshot di una singola operazione non dice niente sul conto. Non dice quanto capitale c’era, quanto si stava rischiando, cosa è successo il giorno prima. Il resoconto settimanale si può almeno tradurre in unità di rischio, la R, cioè la somma persa quando scatta uno stop.

Se ogni take profit vale 2R, il minimo della sua strategia, 19 target fanno +38R, 6 stop -6R, 5 pareggi zero. Totale +32R in cinque giorni. Rischiando lo 0,5% del conto per operazione vuol dire +16% in una settimana, all’1% +32%, al 2% +64%, prima di commissioni e slippage. Sono rendimenti settimanali che, ripetuti per qualche mese, porterebbero a cifre fuori scala, ed è per questo che contano le cose che nel video mancano: il capitale, il rischio usato, il drawdown del periodo, le settimane prima e dopo, e un conto verificato.
La pagina di Crypto Lab scrive che esiste uno storico trasparente dei risultati, con anche le perdite. Fra i collegamenti della pagina, al 12 settembre 2026, ci sono il WhatsApp di un consulente, un rimando al Gold Lab, i termini e la privacy. Uno storico no. È la differenza con una sala come The Real FX, che pubblica i conti su Myfxbook con la verifica tramite password investitore. Come si legge un conto di quel tipo, e come lo si distingue da una serie di screenshot, sta nella guida su come valutare un track record. I trucchi più comuni per gonfiarlo sono raccolti in track record manipolati.
C’è poi un problema che riguarda chi copia, non chi manda il segnale. @naderAdventures lo scrive sotto il video «100k/mese», fra novembre e dicembre 2025: una strategia di scalping con operazioni di pochi minuti non si replica bene, perché il ritardo fra il messaggio e l’ingresso di chi lo riceve pesa troppo su un trade così breve. Nello stesso periodo @nuovovideo, sotto il video di Matteo Di Cristina, nota che negli screenshot dei follower i prezzi di ingresso sono tutti uguali, come se nessuno arrivasse in ritardo. Le differenze fra copiare un segnale, collegare un conto e usare un sistema automatico sono spiegate nel confronto fra copy trading, sale segnali e bot di trading.
Il numero più alto che circola non l’ha detto lui in un video. In una live del 2024 sul canale Fufflix, ripresa in una clip con 32.720 visualizzazioni, Mister Rip e altri commentano la registrazione di una call in cui un venditore presentato come del suo team indica rendimenti fra il 50 e il 100% al mese. Non abbiamo modo di verificare la registrazione né chi fosse quel venditore. La matematica si può fare: un 50% al mese composto per dodici mesi moltiplica il capitale per circa 130. Mille euro diventerebbero 130 mila in un anno. Rendimenti di quell’ordine si inseguono solo con una leva finanziaria molto alta, che amplifica le perdite nella stessa misura dei guadagni.
«Tommaso marangoni patrimonio» fa 320 ricerche al mese, «fatturato» altre 110. La risposta che si trova in giro è fatta di tre cifre, e nessuna è il bilancio del business che vende i corsi.

La prima sono i 500 mila euro della seconda metà del 2023, detti da lui ad askanews. La seconda è quella che Google mostra oggi in cima alla ricerca «tommaso marangoni fatturato»: l’AI Overview gli attribuisce 1,35 milioni di euro nel 2024 di Marangoni Thomas SRLS, società di Colognola ai Colli, in provincia di Verona. Secondo Report Aziende quella società ha codice ATECO 46.61, commercio all’ingrosso di macchine e attrezzature agricole, e un utile di 5,3 mila euro nel 2024. Nessuna fonte pubblica la collega a BSG Academy o ad Astra, e qui non la consideriamo sua.
La terza non è una cifra. Chi firma i contratti e incassa quote e fee è Astra Digital Consulting LLC, e una LLC del Wyoming non deposita bilanci consultabili come una società italiana. Nella live Fufflix del 2024 Mister Rip e i suoi ospiti hanno commentato il bilancio di una società, precisando loro stessi che non era intestata a lui. Il suo patrimonio, il «conto a 6 zeri» della home e la casa di Dubai dei video, da fonti pubbliche non si verifica.
Su Trustpilot non esiste una pagina per Tommaso Marangoni, BSG Academy, Astra Trading o Black Switch Group. Il Trustpilot che Google mostra per «tommaso marangoni recensioni» è quello di un’altra azienda, indextrega.com, con una recensione. Le voci vere stanno sotto i video.

Abbiamo letto 151 commenti e risposte sotto cinque video: tre del suo canale, quello di Matteo Di Cristina «FUFFA GURU o verità?» del 15 aprile 2024 e la clip Fufflix. La maggior parte sono battute, insulti o difese di principio. Solo sei raccontano un contatto diretto con i suoi servizi: le due prove della strategia gratuita citate sopra, due persone che dicono di essere dentro la sala segnali con esiti opposti, un ex collaboratore e un membro del gruppo Facebook.
@lorenzolencioni9578, fra giugno e luglio 2026, scrive di essere nella sala segnali e di aver fatto +130% in quattro giorni, dopo 13 anni di trading. È un dato dichiarato e non verificabile, e va letto con la regola di rischio che lo stesso Marangoni insegna. Con un rischio dell’1% per operazione e target a 2R, +130% vuol dire 65 operazioni vinte senza nessuna perdita. Con l’interesse composto ne servono 42 di fila, e 21 rischiando il 2%. In quattro giorni, oppure con un rischio per operazione molto più alto di quello dichiarato.
@fabiob9147, sotto il video «750K» nello stesso periodo, riassume con sette like la critica più frequente: senza un track record verificabile, le cifre mostrate valgono zero. @tommyfx_0, nel 2024, non ha comprato il corso di Marangoni ma un affiancamento da mille euro di un altro formatore, con la promessa di rientrare dell’investimento in tre mesi. Scrive che è impossibile e che i primi risultati li ha visti dopo un anno di studio quotidiano. Il suo commento ha 65 like, più di qualsiasi altro fra quelli letti.
Su Quora, sotto la domanda «Tommaso Marangoni è un fuffaguru o è tutto vero?», l’unica risposta pertinente è di Giovanni Dal Mas, nel 2024: lo descrive come uno che promette di far diventare ricchi con le criptovalute. Dall’altra parte le difese sono più di una decina, quasi tutte senza dettagli, del tipo «i soldi li fa davvero».
Due commenti contengono accuse precise: uno dice di aver collaborato sei mesi e di avere ancora un credito di 4.000 euro, l’altro, dall’interno della sala, sostiene che gli screenshot mostrati non siano reali e che i prelievi dal broker vengano ostacolati. Non sono verificabili e li riportiamo senza nomi, come segnalazioni. Sotto il video «100k/mese» c’è infine un commento che pubblicizza un’altra piattaforma di trading con 37 like, il più votato della pagina: è il tipo di rumore che rende inutile contare i like per capire cosa pensa chi ha comprato.
Questa pagina non contiene link di affiliazione né blocchi commerciali. Amicobot vende bot di trading nel proprio marketplace: per questo, in una pagina che analizza un altro venditore, non ci sono schede prodotto, classifiche o inviti all’acquisto. I dati vengono da fonti pubbliche lette fra il 12 e il 13 settembre 2026: le pagine tommasomarangoni.com, salvailtuofuturo.com e laboratoriosegreto.co, i termini di vendita di Astra, i sottotitoli dei video citati, il servizio askanews del 19 marzo 2024, Report Aziende e FatturatoItalia, la comunicazione di Bitget del 2 luglio 2026, Trustpilot e Quora. I commenti sono riportati con il nome pubblico, la data e la piattaforma, come segnalazioni degli utenti e non come prove; YouTube mostra date relative, convertite alla data di lettura. Le affermazioni di Tommaso Marangoni sono attribuite a lui e non sono state verificate oltre quanto scritto. I contenuti di questa pagina hanno finalità esclusivamente informativa e non costituiscono consulenza finanziaria, né una raccomandazione personalizzata di investimento. Chi rileva un errore può segnalarlo: la pagina viene corretta.
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No. Al 12 settembre 2026 la voce non esiste su Wikipedia in italiano e la ricerca interna non restituisce pagine su di lui. Le biografie che circolano vengono dal suo sito, dal servizio askanews del 2024 e dai podcast in cui è stato ospite.
No. Non ci sono pagine Trustpilot per BSG Academy, per Astra Trading, per Black Switch Group o per il suo nome. La scheda «BSG» che compare nella ricerca interna di Trustpilot è di bsg.world, una piattaforma di messaggistica per aziende con sede nel Delaware. Le testimonianze pubblicate sul suo sito sono video caricati dal suo stesso canale.
Il prezzo non è pubblicato. I termini parlano di una «Quota Base» indicata nel carrello, da pagare in unica soluzione secondo l’articolo 4 e a rate «laddove previsto» secondo l’articolo 3, e le pagine rimandano a una call o a una chat WhatsApp. La landing di Crypto Lab elenca «bonus» con un valore dichiarato di 2.296 euro offerti gratis, senza dire quanto costa il servizio principale. Ai costi del pacchetto si aggiungono la fee del 20% prevista dal contratto Astra e le commissioni dell’exchange.
L’ingresso ai gruppi Telegram Gold Lab e Crypto Lab è presentato come gratuito, su richiesta. Per copiare i segnali serve però un conto su un exchange con un deposito, e i gruppi fanno da porta verso mentorship e Astra, che sono a pagamento. Operazioni di pochi minuti sull’oro e su Ethereum si fanno di norma con derivati a leva, dove una perdita senza stop può superare di molto il rischio che si pensava di correre.
Il sito non lo spiega. L’email della società che vende i servizi è su blackswitchgroup.com, che ha le stesse iniziali, e il canale YouTube @blackswitchgroup esiste. Il collegamento è una deduzione, non una dichiarazione dell’azienda.
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