Nel trading e negli investimenti, il benchmark è il punto di riferimento per valutare le performance. Comprendere come usarlo correttamente permette di misurare risultati, confrontare strategie e prendere decisioni più informate nella gestione del capitale.
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Nel mondo del trading e degli investimenti si parla spesso di rendimento, performance e profitti. Tuttavia, un dato grezzo dire “ho guadagnato il 12%”, “questo bot ha fatto +8%”, “il mio portafoglio ha chiuso l’anno a +20%” non dice nulla se non viene contestualizzato. Per capire se un risultato è veramente buono o mediocre, serve un benchmark, cioè un parametro di riferimento che permetta di misurare la qualità delle performance in modo oggettivo.
Il benchmark è lo strumento utilizzato da investitori professionisti, gestori di fondi, robo advisor e trader automatici per rispondere all’unica domanda davvero rilevante:
Ho fatto meglio o peggio rispetto al mercato?
Un benchmark è semplicemente un riferimento che rappresenta il comportamento del mercato in cui si sta investendo. Se il tuo portafoglio investe in azioni americane, il benchmark sarà un indice azionario americano (come l’S&P 500). Se fai trading sul gold, il benchmark sarà l’andamento dello stesso oro. Se utilizzi un bot che opera sul NASDAQ, il benchmark di riferimento sarà il NASDAQ.
Il benchmark serve a tre cose fondamentali:
Un +12% può sembrare ottimo… ma non lo è se il mercato ha fatto +20%. Allo stesso modo, un +5% può essere eccezionale se il settore ha totalizzato una perdita del -8%.
Un investimento è considerato “valido” quando supera il suo benchmark. Se non lo supera, significa che il mercato sta facendo meglio della tua strategia.
Il benchmark non riguarda solo il rendimento, ma anche la volatilità e il drawdown. Se un bot ottiene lo stesso rendimento del mercato ma presenta un drawdown doppio, significa che la tua strategia sta assumendo un rischio superiore rispetto al benchmark di riferimento. 

In questo esempio notiamo come, da agosto, un expert advisor che utilizziamo su Gold abbia performato meglio del suo benchmark di riferimento, ovvero il sottostante Gold.
Nel trading automatico, il concetto di benchmark assume un’importanza ancora maggiore. Perché? Perché molti bot mostrano performance positive, ma non è detto che stiano realmente battendo il mercato.
In media, i mercati finanziari globali (in particolare l’S&P 500) rendono circa il 10% annuo su orizzonti temporali lunghi.
Questo vuol dire che:
se un portafoglio, bot o strategia fa meno del 10% annuo → non sta superando il benchmark storico dei mercati
se fa più del 10% annuo, allora apporta un valore aggiunto
Ovviamente questo è un benchmark molto generale, valido soprattutto per strategie multi-asset o a lungo termine. Ma quando si lavora con asset specifici, è essenziale usare benchmark specifici.
Immagina un portafoglio che investe nel settore tecnologico.
Performance annua NASDAQ 100: +15%
Tuo portafoglio tech: +20%
Hai sovraperformato il benchmark del settore. La tua strategia ha aggiunto valore.
Se invece:
NASDAQ: +20%
Portafoglio tech: +12%
Hai sottoperformato, anche se sei in profitto. Il mercato avrebbe fatto meglio del tuo approccio.
Caso reale e molto comune.
Oro fisico nell’anno: +30%
Strategia o bot “buy the dip” su gold: +25%
Anche se +25% è un risultato eccellente, rimane comunque inferiore a quello del benchmark (l’oro stesso).
Questo significa che: il bot non ha aggiunto valore rispetto al semplice buy & hold anche se ha sfruttato la direzione generale dell’asset, ma con performance inferiori
La performance non è l’unico parametro importante. Ogni strategia deve anche confrontare il proprio drawdown rispetto a un benchmark.
Esempio:
Oro buy & hold → drawdown: -12%
Bot su gold → drawdown: -25%
Anche se il bot fa lo stesso rendimento dell’oro, un drawdown doppio lo rende peggiore.
Come si stabilisce un benchmark per il drawdown?
Fonti possibili:
backtest
stress test
test su mercato reale
volatilità storica dell’asset
Bisogna chiedersi: Il drawdown del mio bot/strategia supera il drawdown naturale dell’asset? Se sì, la strategia sta assumendo più rischio del dovuto.
In definitiva, usare un benchmark significa dare un contesto ai propri risultati. Non basta dire “ho guadagnato” o “la strategia è andata bene”: bisogna sempre capire rispetto a cosa. Confrontare le performance con l’asset di riferimento, con il mercato o con un valore medio come il 10% annuo permette di vedere subito se la strategia sta davvero aggiungendo valore o se sta semplicemente seguendo la direzione del mercato senza migliorare ciò che già potresti ottenere con un semplice buy & hold.
Lo stesso vale per il drawdown: non conta solo quanto guadagni, ma anche quanto rischi per ottenerlo. Se il tuo rischio è molto più alto dell’asset che stai tradando, allora la strategia va rivista.
Il benchmark, in fondo, non è altro che una bussola: ti aiuta a capire dove sei, se stai andando nella direzione giusta e quanto sei distante da ciò che il mercato naturalmente offre. È uno strumento semplice, ma fondamentale per prendere decisioni più consapevoli e valutare realmente la qualità delle tue strategie o dei tuoi bot
Disclaimer
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Un benchmark è un punto di riferimento che serve per confrontare il rendimento di un portafoglio o di una strategia con l’andamento del mercato o dell’asset su cui si investe.
Senza un benchmark non puoi sapere se la tua strategia sta davvero funzionando: puoi essere in profitto ma aver comunque fatto peggio del mercato.
Storicamente, il mercato azionario globale cresce in media del 10% annuo. Spesso questo viene usato come riferimento generale per capire se un portafoglio sta performando bene.
No. Ogni asset richiede un benchmark specifico: oro, NASDAQ, Forex o portafogli bilanciati non possono essere confrontati tra loro.
Devi selezionare l’indice o l’asset più vicino al tuo stile di investimento: NASDAQ per tech, XAUUSD per gold, MSCI World per portafogli diversificati, ecc.
Assolutamente sì. Un bot deve essere valutato in base alla sua capacità di fare meglio del mercato del sottostante, non solo in base al profitto che genera.
Sì. Il confronto del drawdown è fondamentale: se la tua strategia ha un drawdown molto più alto dell’asset di riferimento, sta assumendo troppo rischio.
Significa che hai sottoperformato. Anche se sei in positivo, il mercato avrebbe fatto meglio senza sforzo.
Non necessariamente. Se rende meno dell’asset o ha un drawdown maggiore, non sta aggiungendo valore rispetto a un semplice buy & hold.
Devi confrontare rendimento percentuale, drawdown, volatilità e andamento nel tempo rispetto al benchmark nello stesso periodo di analisi.
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