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Nella giornata di oggi, 21 ottobre 2025, il prezzo dell’oro ha registrato un crollo di circa -5%, segnando la peggior performance giornaliera da anni.
Questo andamento improvviso ha sorpreso molti operatori: l’ultima volta che l’oro ha perso una quota simile in una sola seduta risale al 9 novembre 2020, quando l’annuncio del vaccino Comirnaty (di Pfizer/BioNTech) scatenò una forte riduzione della domanda “sicura” e una rotazione verso altri asset.
In questo contesto, il brusco calo appare non solo come una correzione tecnica, ma come un segnale d’allerta su quanto fosse diventata “esuberante” la fase rialzista dell’oro.
Dal 21 agosto 2025 ad oggi, l’oro ha accumulato un guadagno di circa +22%, grazie a un rally senza precedenti che ha portato il prezzo a toccare nuovi massimi.
Questo contesto rimette in prospettiva il calo odierno: sebbene sia severo per una singola giornata, in rapporto alla crescita recente appare come una normale fase di presa di profitto in un asset ad alta volatilità.

In questo screenshot possiamo osservare le performance dell’oro negli ultimi tre mesi.
Una chiave interpretativa del ribasso odierno è che i grandi operatori , fondi, banche d’affari, gestori patrimoniali abbiano deciso di uscire parzialmente dalle posizioni in oro per incassare guadagni dopo il forte rally.La logica è semplice: dopo settimane di forte avanzamento, molti avevano fissato obiettivi (target) che sono stati raggiunti; nel frattempo, la prossima riunione della Fed con potenziali indicazioni sul taglio o meno dei tassi di interesse alimenta l’incertezza. Di conseguenza, un mix di “rendimenti elevati” dell’oro + “soglia target raggiunta” + attesa per le decisioni monetarie ha innescato vendite coordinate.
Negli ultimi mesi l’oro era diventato l’argomento preferito di analisti e investitori: “la Fed taglierà i tassi”, “l’inflazione resterà alta”, “le banche centrali comprano oro come non mai”.
Il risultato? Tutti volevano essere long sul metallo prezioso. Ma quando “tutti” hanno la stessa idea, il mercato di solito fa l’opposto.
Il movimento rialzista era già stato ampiamente prezzato, e quindi continuare a comprare dopo nove settimane consecutive di rialzo esponeva a un rischio di correzione.
Questo è un classico esempio di eccesso di consenso: quando il sentiment è troppo positivo, spesso arriva una presa di profitto o una correzione tecnica.

Corsa all’oro fisico a Sydney il 17 ottobre: in questo negozio centinaia di persone sono state in fila per acquistare oro. Secondo i giornalisti, l’affluenza ha superato il migliaio in un solo giorno.
Osservando i dati storici, l’oro non ha mai superato le 10 settimane consecutive di rialzo.
L’attuale ciclo, aveva chiuso la scorsa settimana, con nove settimane positive di fila, la serie più lunga dal 2020.
Per chi lavora in banche d’affari o fondi, questo tipo di modello statistico ha un peso: dopo 9-10 settimane di rialzi consecutivi, molti algoritmi e desk istituzionali iniziano automaticamente a ridurre l’esposizione o a prendere profitto.
In altre parole, la storia suggeriva una pausa: e il ribasso di oggi potrebbe essere proprio quella pausa “tecnica” dopo una corsa record.

In questo screenshot notiamo come lo stesso evento sia accaduto anche nel 2020: subito dopo, l’oro ha iniziato a ritracciare lentamente, scendendo persino al di sotto del prezzo della prima delle nove settimane rialziste consecutive.
Nel contesto geopolitico, un ulteriore motivo di debolezza per l’oro oggi è la potenziale svolta diplomatica tra Russia e Ucraina. Si parla di un incontro del Donald Trump con Vladimir Putin a Budapest, e della possibilità che Volodymyr Zelenskyy possa essere coinvolto.
La logica è: l’oro, come bene rifugio, prospera in condizioni di elevata tensione geopolitica; l’ipotesi di pace o di de-escalation riduce quella spinta “difensiva”. Inoltre, la Russia, indebolita dagli attacchi ucraini alle sue raffinerie, potrebbe essere più propensa al compromesso.
Questo quadro riduce una parte del “motivo di acquisto” dell’oro e favorisce una rotazione verso altri asset.
Noi di AmicoBot operiamo con i sistemi di trading prevalentemente automatici . Oggi, grazie alla volatilità elevata e ai breakout, il bot GoldMiner ha registrato un risultato di +441 € di profitto (una performance che normalmente otteniamo in un mese intero).
Naturalmente ci sono stati anche stop‐loss, ma l’alta volatilità ha generato molte occasioni e i profitti sono risultati superiori agli stop.

Il prezzo dell’oro ha un precedente massimo intorno ai 4.060 €, che ora può fungere da supporto in caso di discesa.
Dal grafico, si sta formando un doppio massimo, che potrebbe tacitamente suggerire una continuazione della discesa.
Non dimentichiamo il contesto macro: la Fed potrebbe tagliare i tassi, ma tale attesa è già “prezzata”; dunque, se il taglio non arriva o è più tardivo, l’oro potrebbe essere vulnerabile.
Considerando la salita del +22% negli ultimi tre mesi, il rischio di una correzione più profonda è reale: in queste condizioni, preferiamo il trading automatico perché segue regole chiare, protegge con Stop-Loss e sfrutta trailing stop quando l’asset è volatile.

In questo screenshot potete osservare tutti i nostri livelli di supporto sull’oro.
L’oro ha fatto un rally straordinario negli ultimi mesi, ma oggi il mercato ha deciso di fare una pausa importante. Il calo del -5% non è arbitrario: è coerente con prese di profitto, con un’eccessiva concentrazione di acquisti, con il modello tecnico che segnala una soglia critica (10 settimane) e con la riduzione delle spinte geopolitiche.
Per chi opera, il messaggio è chiaro: in un contesto di volatilità elevata e sentiment spinto, il trading automatico può risultare più efficace rispetto all’“andare a comprare” senza regole precise.
Nessuna tab disponibile.
Disclaimer
Il trading di CFD comporta un elevato rischio di perdita di capitale a causa dell’uso della leva finanziaria. Il trading automatico non elimina i rischi di mercato e può generare perdite. Le performance passate non garantiscono risultati futuri. Le informazioni fornite non costituiscono consulenza finanziaria. Operare solo con capitale che si è disposti a perdere.
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