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Analisi Settimanale dei Mercati Finanziari: 19-23 Maggio 2026

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Un'analisi in meno, una view invariata

Settimana scorsa non siamo riusciti a pubblicare l’analisi settimanale. Ce ne scusiamo. La buona notizia è che la nostra lettura dei mercati non è cambiata in modo sostanziale: chi seguiva le nostre indicazioni non ha perso punti di riferimento, perché i livelli chiave su DXY, EUR/USD e oro sono rimasti esattamente gli stessi dell’analisi precedente.

Le notizie più importanti della settimana scorsa (12-18 maggio)

La settimana appena conclusa è stata dominata da tre temi principali.

Primo: geopolitica. Le tensioni legate alla guerra in Iran hanno continuato a pesare sul prezzo dell’energia, con il petrolio che ha mantenuto livelli elevati. Questo scenario alimenta l’inflazione importata nei Paesi occidentali e riduce lo spazio di manovra delle banche centrali.

Secondo: inflazione americana. I dati macro americani hanno confermato una pressione inflazionistica ancora sostenuta. L’inflazione si trova su livelli che non si vedevano da diversi anni, e il mercato ha cominciato a ridisegnare le proprie aspettative sulla politica monetaria della Fed.

Terzo: cambio di guardia alla Fed. La nomina del nuovo presidente della Federal Reserve ha tenuto banco per tutta la settimana. Il mercato si aspettava inizialmente un approccio accomodante, con tagli ai tassi in vista. Lo scenario che si prospetta invece è molto più complicato

Il calendario economico della settimana (19-23 maggio)

La settimana più delicata dell’anno per i mercati potrebbe essere proprio questa. Venerdì 23 maggio il nuovo presidente della Federal Reserve prende ufficialmente il suo posto alla guida della banca centrale americana. Il discorso inaugurale e le prime comunicazioni di politica monetaria saranno osservati con attenzione da ogni angolo del mercato.

Oltre all’insediamento del nuovo presidente Fed, il calendario prevede questa settimana uscite rilevanti su inflazione, vendite al dettaglio e verbali di alcune banche centrali europee. Ogni dato che riguarda l’inflazione americana è in questo momento un market mover di prima categoria, perché può spostare le aspettative sui tassi anche di diversi punti percentuali in poche ore.

DXY: Indice del Dollaro, view long confermata

La nostra call sul dollaro non è cambiata. Segnaliamo da settimane un potenziale long con target a 100 punti, per colmare il gap tecnico aperto nella zona 99/100. Quella view rimane valida.

Il motivo è semplice: il mercato aveva costruito aspettative eccessive di un taglio dei tassi con il cambio di guardia alla Fed. Invece il nuovo presidente si trova davanti una situazione tutt’altro che favorevole a politiche espansive. L’inflazione è ai massimi degli ultimi anni, i prezzi dell’energia sono in rialzo e il conflitto in Iran rappresenta un ulteriore rischio al rialzo sui prezzi. Tagliare i tassi in questo contesto significherebbe riaprire la porta a una spirale inflazionistica.

Non a caso, i futures sui Fed Funds stanno attualmente scontando circa il 35% di probabilità di un rialzo dei tassi nella prossima riunione. Non è la view dominante, ma è significativo che il mercato stia già prezzando questo scenario. Il nostro target rimane invariato: 100 punti sul DXY.

EUR/USD: short ancora in gioco, target 1.15

Sulla coppia euro dollaro la situazione rispecchia direttamente la view sul dollaro. Avevamo identificato una zona di short sull’EUR/USD e la pressione ribassista ha continuato. Con un dollaro potenzialmente in rafforzamento verso area 100, la logica conseguenza è che l’euro scenda. Il nostro target sull’EUR/USD è 1.15.

Non c’è nulla di nuovo da aggiungere rispetto alla settimana precedente: il setup non è cambiato e la direzione indicata rimane quella. Chi aveva già aperto questa operazione può mantenerla; chi non l’ha ancora fatto aspetti conferme tecniche su timeframe più bassi.

Oro (XAU/USD): occhio al livello 4.300

L’oro è il tema più interessante di questa settimana. Il pattern attuale non ci convince per il long, e vediamo margini per una discesa. Il ragionamento è lineare: se il dollaro si rafforza verso 100, l’oro tende a correggere. È la correlazione inversa classica tra i due asset.

Il nostro livello di attenzione è 4.300 dollari sull’oncia. Non è un target nel senso stretto del termine, ma è una zona in cui potremmo vedere un primo tentativo di stabilizzazione, tenuto conto del contesto macro e della pressione derivante da un dollaro forte. Da quel livello valuteremo se ci siano i presupposti per un’inversione long, ma al momento non abbiamo ancora elementi sufficienti per dirlo.

Gold Breaker: +6% a maggio, nuovo bot in arrivo

Sul fronte dei sistemi automatici sull’oro, Gold Breaker continua a performare con solidità. Questo mese il profitto supera il 6%, un risultato confermato dal tracking pubblico su Myfxbook.

Nei prossimi giorni rilasceremo anche la recensione di un nuovo bot sull’oro che opera in scalping. Il sistema è già in fase di test e i numeri preliminari sono molto incoraggianti. La pagina di recensione non è ancora online, ma chi fosse interessato a ricevere informazioni in anteprima può contattarci direttamente:

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Per chi vuole approfondire il confronto tra i sistemi automatici disponibili sull’oro, la guida completa ai migliori Expert Advisor sull’oro è un buon punto di partenza.

Nasdaq: bias long, niente short senza conferma

Il Nasdaq rimane il mercato in cui la nostra posizione è più netta: non lo shortiamo. Abbiamo già detto nelle analisi precedenti che l’indice tecnologico ha motivi strutturali per stare long, e quella view non è cambiata. Sì, sul weekly potrebbero esserci segnali ribassisti, ma senza una conferma chiara il rischio di uscire prematuramente da un trend rialzista è troppo alto.

La strategia giusta sul Nasdaq in questo momento è aspettare le correzioni per comprare. Non inseguire short speculativi quando il mercato si muove senza una direzione tecnica precisa.

Bitcoin: breakout fallito, occhio a 67k-70k

Su Bitcoin lo scenario si è complicato. Il breakout rialzista che avevamo monitorato non ha avuto continuazione: il movimento si è esaurito senza confermare una nuova fase di espansione. Ora Bitcoin potrebbe tornare a testare la zona compresa tra i 67.000 e i 70.000 dollari, un’area che rappresenta un supporto tecnico rilevante e un possibile punto di rimbalzo.

Se però lo scenario macroeconomico dovesse evolvere verso un rialzo dei tassi da parte della Fed, il quadro cambia in modo sostanziale. In quel caso il target che avevamo citato nelle analisi precedenti torna sul tavolo: 50.000-55.000 dollari. Non è il nostro scenario base, ma è quello per cui prepararsi se venerdì il nuovo presidente Fed dovesse sorprendere il mercato con un tono aggressivo. Chi opera su crypto in automatico può approfondire i rischi del bot trading sulle criptovalute.

Operatività automatica

Tutta l’operatività di Amicobot è gestita tramite sistemi automatici verificati su Myfxbook. Non abbiamo posizioni manuali aperte in questo momento: la volatilità macro attesa per venerdì sconsiglia l’esposizione diretta senza setup chiari. I bot continuano a lavorare secondo le loro logiche, indipendentemente dall’incertezza di breve periodo. È questo il vantaggio del trading automatico: regole definite, esecuzione senza emotività, risultati tracciabili in tempo reale.

Contenuto a scopo informativo. Non costituisce consulenza finanziaria ai sensi della Direttiva MiFID II, della normativa ESMA e delle disposizioni CONSOB. Il trading su strumenti finanziari comporta un elevato rischio di perdita del capitale investito. Le performance passate non sono garanzia di risultati futuri. Consulta sempre un consulente finanziario autorizzato prima di operare.

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