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Michael Burry, il leggendario investitore reso famoso da The Big Short per aver previsto il crollo dei mutui subprime nel 2008, torna al centro dell’attenzione dei mercati finanziari. Nel 2025 Burry ha preso una posizione estremamente audace: sta shortando Nvidia e sta shortando Palantir, due dei titoli tecnologici più potenti e rappresentativi del boom dell’Intelligenza Artificiale.
Questa strategia ribassista ha acceso un intenso dibattito tra gli investitori. Come può uno dei più acclamati profeti di crisi scommettere contro l’IA, contro Nvidia e contro Palantir proprio nel momento storico in cui queste aziende dominano il panorama tecnologico globale?
In questo articolo analizziamo perché Michael Burry sta shortando Nvidia e Palantir nel 2025, quali rischi intravede nel boom dell’intelligenza artificiale, come reagisce il mercato e quali scenari potrebbero verificarsi nel futuro prossimo.
L’obiettivo è capire se questa potrebbe davvero diventare la nuova “Big Short” o se Burry questa volta sta sbagliando completamente.
Ogni mossa di Michael Burry viene osservata con estrema attenzione. Quando nei documenti 13F inviati alla SEC è emerso che Scion Asset Management ha acquistato put option per circa 1,1 miliardi di dollari, la reazione dei media e degli investitori non si è fatta attendere.
Le put option permettono di guadagnare se il prezzo delle azioni scende. Questo significa solo una cosa:
Michael Burry crede che Nvidia e Palantir siano destinate a crollare in borsa.
Nvidia è oggi il pilastro dell’Intelligenza Artificiale:
• domina la produzione di GPU per machine learning e data center
• è la società più discussa nei mercati USA
• ha guidato l’intero rally tech degli ultimi due anni
Palantir invece è uno dei nomi più quotati nei software per analisi dati e IA applicata soprattutto al settore governativo e militare.
Shortare Nvidia e shortare Palantir significa dichiarare guerra alle valutazioni gonfiate dell’intero settore AI.

La tesi principale di Burry è chiara:
il settore dell’Intelligenza Artificiale sta vivendo una enorme bolla speculativa.
Il prezzo delle azioni non riflette i reali fondamentali delle aziende.
Secondo Burry:
• Nvidia ha raggiunto valutazioni “irreali”
• Palantir è diventata un titolo guidato più dalla narrativa che dai reali profitti
• il mercato sconta una crescita infinita dell’IA, impossibile da sostenere
L’entusiasmo per l’IA è eccessivo e prima o poi ci sarà una forte correzione.
Il ribasso recente di Nvidia dopo trimestrali meno esplosive e il -6% di Palantir nonostante guidance positive potrebbero essere i primi segnali di debolezza del settore AI.
Lo short su Nvidia è già una notizia enorme, ma quello su Palantir ha provocato reazioni infuocate.
Alex Karp, CEO di Palantir, ha definito la scommessa di Burry “assurda”, accusando gli short seller di creare panico per manipolare i prezzi.
Questa guerra pubblica tra uno dei più celebri investitori ribassisti al mondo e uno dei CEO più influenti nel comparto AI fa capire quanto i nervi siano tesi nel mercato tecnologico.
Da una parte Burry prevede una correzione imminente.
Dall’altra Karp ritiene che la domanda di software IA sia appena all’inizio.
Questo scontro non è solo finanziario:
è un segnale di forte incertezza nei mercati globali.

Nonostante l’hype, ci sono elementi di fragilità:
• Costi elevatissimi di sviluppo nel settore AI
• Aumento della concorrenza (AMD, Google, Meta ottimizzano chip e modelli proprietari)
• Rischio regolamentazione governativa sull’uso dell’IA
• Calo dei margini se la domanda hardware dovesse rallentare
• Dipendenza da investimenti governativi nel caso Palantir
Se anche solo uno di questi fattori andasse storto, i prezzi attuali non sarebbero più giustificati.
La posizione short su Nvidia e Palantir rappresenta circa l’80% del portafoglio Scion Asset Management.
Se Burry dovesse avere nuovamente ragione:
• Il mercato tech entrerebbe in shock
• Le valutazioni dell’IA crollerebbero
• Anche titoli secondari legati al settore potrebbero precipitare
• Il Nasdaq potrebbe trascinare l’intero S&P 500 verso il ribasso
La nuova Big Short di Burry potrebbe segnare
l’inizio della più grande correzione del settore AI nella storia dei mercati finanziari.

In molti credono che stavolta il famoso investitore stia sottovalutando l’impatto dell’intelligenza artificiale.
Alcuni analisti sostengono che:
• l’IA è una rivoluzione più grande di Internet
• la domanda di chip e software crescerà per decenni
• Nvidia e Palantir potrebbero continuare a dominare i rispettivi mercati
In questo caso Burry perderebbe centinaia di milioni di dollari e la sua reputazione da visionario ne uscirebbe danneggiata.
Michael Burry continua a sfidare il consenso generale.
Shortare Nvidia e shortare Palantir nel 2025 è una mossa che solo un investitore con una visione estremamente forte avrebbe il coraggio di fare.
Il suo messaggio è chiaro:
Siamo dentro la più grande bolla dell’Intelligenza Artificiale
e potrebbe presto scoppiare.
Gli investitori dovranno monitorare questa scommessa molto da vicino. Se Burry dovesse avere ancora ragione, potremmo trovarci davanti a una nuova crisi dei mercati tecnologici.
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