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Tablet su una scrivania di legno con un grafico di prezzo in salita

Il trend following è la strategia di trading più documentata di sempre e anche la più fraintesa: vince meno di una volta su quattro e resta profittevole lo stesso. Qui trovi come funziona davvero, con i numeri del nostro studio su 145.152 backtest sull’oro. Aggiornato a settembre 2026.

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Scrivici su WhatsApp, ti diamo dati, prezzi e funzionamento dei prodotti che recensiamo. I criteri con cui li valutiamo sono pubblici in ogni scheda.

Che cosa si intende per trend following

Il trend following è una strategia di trading che entra a mercato nella direzione del movimento già in corso, senza cercare di prevedere dove il prezzo girerà. Entra al rialzo quando il prezzo sale e al ribasso quando scende, poi lascia correre la posizione finché la direzione tiene. Non prevede: reagisce. È il motivo per cui funziona anche senza sapere nulla dell’asset su cui opera.

Questa è la definizione breve. La parte che quasi nessuno racconta è la seconda: una strategia trend following ben costruita chiude in perdita la maggior parte delle operazioni, e proprio quella caratteristica è il motivo per cui regge nel tempo.

Un trend è una sequenza di prezzi che si muove prevalentemente in una direzione: massimi e minimi crescenti in salita, massimi e minimi decrescenti in discesa. Il trend following è l’insieme delle regole che riconoscono quella sequenza e ci si agganciano sopra.

Le tre proprietà che distinguono una strategia trend following da qualsiasi altra:

  • Non ha un’opinione. Non stabilisce se il prezzo è caro o conveniente. Osserva la direzione e la segue.
  • Entra in ritardo per costruzione. Un trend si riconosce solo dopo che è iniziato: il primo tratto del movimento si perde sempre. È un costo strutturale, non un difetto da ottimizzare.
  • Taglia presto le perdite e lascia correre gli utili. Il baricentro di tutto è qui: molte uscite piccole in perdita, poche uscite grandi in guadagno.

L’opposto esatto è la mean reversion, che scommette sul ritorno del prezzo verso la sua media e quindi opera contro il movimento in corso. Sono due modi speculari di guadagnare, e più avanti li confrontiamo con i numeri.

Come funziona una strategia trend following: i quattro passaggi

Ogni sistema direzionale, manuale o automatico, si compone degli stessi quattro passaggi. Cambiano i parametri, non la sequenza.

Trend following quattro passaggi

1. Il filtro di direzione. Stabilisce se esiste un trend e da che parte va. Nella pratica si usano le medie mobili su periodi lunghi, oppure indicatori di forza direzionale come l’ADX. Il caso più conosciuto è l’incrocio fra la media a 50 e quella a 200 periodi. Il filtro non genera l’operazione: la autorizza.

2. Il segnale di ingresso. Dice quando entrare, dentro la direzione già autorizzata dal filtro. Le due famiglie principali sono la rottura di un livello, quindi ingresso sulla forza, e il pullback, quindi ingresso sulla debolezza temporanea dentro un trend intatto. Nel nostro studio i pullback hanno battuto sistematicamente gli incroci, un dettaglio operativo che vale più di molte discussioni teoriche.

3. Lo stop iniziale. Definisce quanto si perde se il movimento non parte. Nei sistemi seri lo stop non è un numero fisso di pip ma un multiplo dell’ATR, l’indicatore che misura l’escursione media delle ultime candele. Così lo stop si allarga quando il mercato è nervoso e si stringe quando è calmo, invece di essere sempre uguale a se stesso.

4. L’uscita sul profitto. Qui il trend following si separa da tutto il resto. Le due opzioni sono un take profit fisso a multiplo dello stop, oppure un trailing stop che insegue il prezzo e lascia respirare la posizione finché il trend regge. La prima è verificabile in backtest, la seconda no se i dati storici sono a candela e non a tick: è una trappola in cui cadono quasi tutti i backtest amatoriali.

 

Perché il trend following vince poco e guadagna lo stesso

È il punto in cui l’articolo si separa dalla teoria che trovi ovunque, perché qui ci sono numeri nostri.

Nello studio chiuso a luglio 2026 abbiamo testato 145.152 configurazioni di strategie direzionali su XAUUSD (oro contro dollaro), con motore a candela, stop loss e take profit fissi e ipotesi pessimistica su ogni candela ambigua. Le configurazioni dovevano superare cinque filtri in serie: profit factor minimo su 17 mesi in-sample, aspettativa positiva out-of-sample, tenuta su quattro anni di M15, almeno tre anni positivi su cinque e una vincita media per operazione sopra i 3 dollari netti di spread. Ne sono passate 6.818, il 4,7%.

Risultato di una simulazione su dati storici, non di un conto reale. Le condizioni di esecuzione reali (spread, slippage, latenza) possono modificare sensibilmente il risultato. I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri.

Delle 6.818 superstiti, 1.342 sono strategie di tipo trend. Questo il loro profilo mediano su quattro anni di M15:

Tipo di strategia Superstiti Win rate mediano Profit factor mediano Vincita media per operazione
Trend 1.342 22% 1,31 61,70 $
Breakout 3.150 22% 1,33 57,97 $
Momentum 1.404 22% 1,30 50,03 $
Pattern 876 21% 1,25 49,75 $
Mean reversion 46 56% 1,38 9,31 $

Il numero che conta è 22%. Una strategia trend following robusta sull’oro sbaglia quattro operazioni su cinque e resta comunque in utile, perché quando indovina porta a casa un multiplo di quello che perde quando sbaglia. Con un rapporto rischio rendimento di 1 a 6, il punto di pareggio matematico è al 14,3% di operazioni vincenti: vincere il 22% delle volte basta per arrivare a un profit factor fra 1,8 e 2,0.

La colonna della mean reversion racconta l’altra metà della storia: 56% di operazioni vincenti ma 9,31 dollari di vincita media, contro i 61,70 del trend. Due strade opposte per lo stesso profit factor. La differenza è che sull’oro solo 46 configurazioni mean reversion hanno superato i filtri, contro 1.342 direzionali. Su quel sottostante, in quel periodo, seguire il movimento è stato molto più robusto che contrastarlo.

Trend following vs mean reversion

Come ricorda CONSOB nella sua sezione di educazione finanziaria sul rapporto fra rischio e rendimento, non esiste un rendimento atteso più alto senza un rischio più alto: nel trend following quel rischio prende la forma di lunghe sequenze di operazioni chiuse in perdita.

L’esempio numerico: cosa vede chi opera con un win rate del 22%

Prendiamo cento operazioni con rapporto rischio rendimento 1 a 6, dove ogni perdita vale 100 euro e ogni vincita 600.

  • 78 operazioni perse: 7.800 euro di perdite.
  • 22 operazioni vinte: 13.200 euro di utili.
  • Risultato netto: +5.400 euro, profit factor 1,69.

Trend following cento operazioni

Il conto torna. Il problema è la distribuzione: con un win rate del 22%, una sequenza di dodici perdite consecutive è un evento normale, non un guasto. Chi non lo sa spegne il sistema esattamente nel momento sbagliato, cioè dentro il drawdown fisiologico che precede il trade che rimette in pari la curva. CONSOB dedica una pagina intera agli errori e alle trappole comportamentali che portano a questo tipo di decisione, e il trend following è la strategia che li innesca più di ogni altra.

Per leggere correttamente questi numeri, win rate e rapporto rischio rendimento vanno letti insieme: presi separatamente non dicono niente. Un sistema al 90% di operazioni vincenti che perde in una sola operazione tutto quello che ha guadagnato in venti è peggiore di un sistema al 22%.

Gli indicatori che servono davvero (e quelli che non c'entrano)

Qui va corretto un equivoco che gira in molte guide italiane, compresa la versione precedente di questa pagina.

Strumento Che cosa fa Serve al trend following?
Medie mobili (SMA, EMA) Misurano la direzione media del prezzo Sì, sono il filtro di direzione classico
ADX Misura la forza del movimento, non la direzione Sì, distingue il trend dalla fase laterale
ATR Misura l’escursione media di prezzo Sì, dimensiona stop e take profit sulla volatilità reale
Canali di Donchian Massimi e minimi delle ultime N barre Sì, è il segnale di breakout storico della strategia
RSI Segnala ipercomprato e ipervenduto No, è un oscillatore mean reversion: in un trend forte resta ipercomprato per settimane
Bande di Bollinger Deviazione standard intorno a una media Solo in parte: la rottura della banda è un segnale di forza, ma il rientro verso la media è logica opposta

L’errore ricorrente è usare RSI e Bollinger come conferme di un ingresso direzionale. In un trend robusto l’RSI segna ipercomprato proprio nel tratto migliore del movimento, e chi lo usa come filtro esce dalla posizione all’inizio della parte che avrebbe pagato. Sono strumenti di analisi tecnica validissimi, costruiti però per una logica opposta.

Quando il trend following smette di funzionare

Tre situazioni, tutte prevedibili e nessuna eliminabile.

Il mercato laterale. In lateralizzazione il prezzo attraversa continuamente le medie: il sistema entra, viene stoppato, rientra dalla parte opposta, viene stoppato di nuovo. È il cosiddetto whipsaw, e in una fase laterale lunga può produrre venti stop di fila. I filtri di regime (ADX sopra una soglia, volatilità sopra la sua mediana) riducono il fenomeno ma non lo annullano.

Trend following whipsaw laterale

Il costo di esecuzione. Con vincite medie basse lo slippage e lo spread si mangiano il vantaggio. Nel nostro studio abbiamo scartato per principio ogni configurazione con vincita media sotto i 3 dollari netti per operazione: sono strategie che in backtest sembrano ottime e in reale non esistono.

L’illusione del backtest. La campagna precedente del nostro studio simulava il trailing stop dentro la candela, ipotizzando un percorso del prezzo che con dati OHLC non è conoscibile. Sullo stesso identico setup, il metodo scorretto dava 33,2% di operazioni vincenti e il metodo onesto 29,5%. Una differenza che sembra piccola e che ribalta il giudizio su una strategia. È la forma di overfitting più subdola, perché non riguarda i parametri ma il motore di simulazione. Prima di dare per buono qualsiasi risultato conviene sapere come si valuta un backtest.

C’è poi un limite di onestà intellettuale che va scritto: i nostri numeri vengono da XAUUSD nel periodo 2022-2026, cioè da un mercato in tendenza rialzista strutturale. Il bias long dei risultati è coerente con quel contesto. In un mercato laterale o ribassista lungo, lo stesso vantaggio si ridurrebbe.

Il trend following dentro un expert advisor

Una regola meccanica è per definizione automatizzabile, e infatti il trend following è la logica più diffusa fra gli expert advisor per MetaTrader. Il passaggio dalla teoria al codice cambia però due cose: la disciplina diventa gratuita, e gli errori diventano invisibili finché non arriva il drawdown. Chi vuole il dettaglio operativo trova come si automatizza una strategia trend following nella guida dedicata.

Tre casi reali dalle nostre schede, con numeri letti sui prodotti e non a memoria:

  • Gold Breaker è la nostra valutazione più alta (95 su 100). Opera solo sull’oro su timeframe H1 con sette logiche di breakout indipendenti in parallelo, alcune in scalping e altre in ottica swing o multiday, rapporto rischio rendimento 1:1,3 e win rate di circa il 67% nei test interni del produttore. È il profilo opposto a quello dello studio: molte operazioni vinte con guadagni contenuti, invece di poche operazioni molto grandi. Dimostra che dentro la famiglia direzionale convivono impostazioni molto diverse.
  • Nasdaq Investor (77,5 su 100) applica il principio direzionale al dimensionamento invece che all’ingresso: dopo l’aggiornamento di luglio 2026 apre a size piena quando è a favore di trend e a size dimezzata quando è contro trend, con rapporto rischio rendimento 1:5 e stop portato a pareggio appena l’operazione raggiunge 1:1.
  • Trend Hunter Robot è il contro esempio, e per questo è il più istruttivo. Strategia trend following pulita, lottaggio fisso, blocco operativo nelle fasi laterali, una operazione al giorno per asset. Ha funzionato fino a luglio 2023, poi l’algoritmo ha smesso di operare e la società non ha mai spiegato perché. La logica corretta non basta: senza un track record vivo e verificabile non c’è modo di sapere se un sistema funziona ancora.

Dati riferiti alle rispettive schede prodotto e ai track record pubblici citati in ciascuna recensione. I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri.

Cosa dicono le persone che il trend following lo hanno usato davvero

I numeri del paragrafo precedente restano teoria finché non si guarda cosa succede a chi tiene acceso un sistema direzionale mentre la sequenza di perdite è in corso. Per capirlo abbiamo letto 75 commenti su quattro video italiani dedicati al trend following, su quattro canali diversi, e sei pagine su quattordici del thread commenti di The Gold Reaper, un expert advisor a breakout sull’oro pubblicato su MQL5 nel febbraio 2024, che dichiara 111 recensioni, 273 commenti e una media di 4,48.

Trend following voci utenti

Settembre 2024, il thread si riempie di lamentele. L’11 settembre @MaxiJona01 scriveva che per lui era un disastro, che usava il sistema dal 22 maggio e che fino a quel momento aveva visto solo perdite, aggiungendo di dubitare che la logica di rottura dei massimi precedenti funzionasse. Il giorno dopo @2445yuuki portava i numeri: circa quattro mesi di operatività, meno 13% complessivo, con tre di quei mesi intorno al meno 5% ciascuno. @Eduard-mihai Hucai, lo stesso giorno, chiudeva con la frase che riassume il problema: non conosce trader disposti a restare tre mesi e mezzo senza vedere neanche un uno per cento. Dati dichiarati dagli utenti, non verificati alla fonte.

La risposta dello sviluppatore è la parte più interessante. Wim Schrynemakers, il 12 settembre 2024, rispondeva che pretendere profitti tutti i mesi è un’illusione e che con un sistema vero più mesi di perdita in un anno sono da mettere in conto. Nel luglio 2025 tornava sul punto scrivendo che il drawdown massimo storico va dato per superabile prima o poi, e che fermare un sistema dentro il drawdown è la cosa peggiore da fare finché si ritiene valida la strategia. È il venditore stesso che descrive il fenomeno spiegato più sopra, e lo descrive perché non ha alternativa.

Lo scarto fra la comunicazione e il risultato di un utente qualunque. Nello stesso thread lo sviluppatore pubblica con regolarità post promozionali con i saldi dei conti clienti. Il 16 novembre 2025, in mezzo a quei post, @Chi Kan Gary Chow allegava il proprio screenshot e riassumeva un anno di utilizzo con 981 dollari di utile. Non è una smentita, è un ordine di grandezza diverso. Il contraltare arriva da @ReptonPark777 il 5 agosto 2026, che dopo poco più di un mese dichiarava che i backtest coincidono con il conto reale e con il segnale pubblico: un mese però è un periodo troppo corto perché la sequenza di perdite tipica di un sistema direzionale abbia avuto modo di manifestarsi.

Sui video italiani escono altri due difetti, e nessuno dei due riguarda il segnale. Sotto una guida al trend following del canale GiocareinBorsa, @MrRobzinga obiettava che l’approccio è poco pratico: entrando a trend inoltrato non sa distinguere uno storno da un’inversione vera, né dove mettere lo stop loss. È esattamente il costo strutturale dell’ingresso in ritardo. Sotto il video di Marco Casario intitolato ai mille pip guadagnati sulla sterlina, @pierolucarelli9478 faceva il conto che manca quasi sempre: su una posizione tenuta da aprile, fra rollover serale e costi del fine settimana il profitto dichiarato se ne va in commissioni. @Mike_Legend_91 confermava indipendentemente lo stesso problema, e @GiaFiore83 scriveva di aver cavalcato lo stesso movimento senza però arrivare ai mille pip del video.

Un dato che vale più di ogni commento. Sotto il video di Unger Academy intitolato ai 69.000 dollari di guadagno con due strategie trend following, 37 dei 40 commenti letti contengono soltanto la parola “Nasdaq” più un saluto: è la parola chiave che il video chiede di scrivere per ricevere il materiale. Nessuno dei quaranta racconta come sia andata dopo. Il numero grosso nel titolo genera moltissima interazione e zero riscontri, ed è la ragione per cui in questa pagina i numeri arrivano da un catalogo di backtest ripetibile e non da un caso singolo.

Sommando, delle dieci voci selezionate sei sono critiche, tre positive di cui due ridimensionanti, e una è l’ammissione del venditore. Nessuna di queste persone contesta l’idea di seguire il trend: contestano il tempo che serve per vederla funzionare e i costi che maturano nel frattempo.

Pro e contro del trend following

Pro Contro
Regole oggettive e verificabili in backtest, niente interpretazione discrezionale Win rate basso, con lunghe sequenze di operazioni perse
Funziona su qualsiasi asset con abbastanza volatilità direzionale, senza analisi fondamentale Perde sistematicamente nelle fasi laterali prolungate
Cattura i movimenti estesi, quelli che pagano il resto dell’anno Entra in ritardo per costruzione: il primo tratto del movimento si perde sempre
Perdita massima per operazione nota in anticipo, definita dallo stop Restituisce parte del guadagno in uscita, quando il trend gira
Letteratura pubblica lunga decenni, con risultati documentati su fondi gestiti Psicologicamente durissimo: la sequenza di perdite arriva prima del recupero

Discalimer

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