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Lunedì un annuncio cinese sui chip di memoria ha fatto perdere il 2,7% all’indice dei semiconduttori. Stamattina la vendita è passata in Asia e a Milano su STMicroelectronics. Il dollaro ha toccato il massimo da 18 mesi, poi ha ceduto un po’. Campari ha guidato il FTSE MIB.
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Stamattina alle 9:08 il FTSE MIB segnava 50.126 punti, più 0,18% sulla chiusura di ieri. STMicroelectronics perdeva il 5,6% a 43,03 euro. Alle 9:13 il future sul Nasdaq 100 cedeva lo 0,77%, l’oro (future COMEX) saliva dello 0,54% a 4.213,2 dollari e il Brent scendeva dell’1,3% a 105,29. Alle 9:23 EUR/USD era a 1,1192. Dati Yahoo Finance, ritardati di qualche minuto.
Ieri a Wall Street il mercato obbligazionario era chiuso per il Columbus Day, le borse no. È stata una seduta stretta, in attesa di tre appuntamenti: oggi i conti delle grandi banche americane, domani l’inflazione di settembre, giovedì i prezzi alla produzione. Sotto la calma, però, si sono mosse due cose: i chip e il dollaro.

Sabato 10 ottobre, a una conferenza a Shanghai, il presidente della cinese ChangXin Memory Technologies (CXMT) ha annunciato che entro fine anno presenterà le prime memorie DDR5 per server con un’architettura chiamata 4F². In parole semplici: celle impilate in verticale, che mettono dal 30 al 50% di memoria in più nello stesso spazio. Lo ricostruisce BigGo Finance.
Per chi vende memorie è un concorrente che si avvicina. Lunedì Micron ha perso il 3,87% ed è scesa sotto i 1.000 dollari. Il Philadelphia Semiconductor Index ha chiuso a meno 2,67%, a 12.236,79 punti. Micron, SK Hynix e SanDisk hanno lasciato sul terreno circa 108 miliardi di dollari di capitalizzazione. Secondo CNBC è stato proprio il calo di Micron a tenere il Nasdaq Composite a meno 0,44%, mentre il Dow Jones saliva dello 0,38%.
Stanotte la vendita è passata in Asia. Il KOSPI coreano, dove pesano Samsung e SK Hynix, perdeva circa il 5% alle 7:58 italiane secondo FXStreet. A Milano STMicroelectronics, che aveva già chiuso ieri a meno 2,1%, ha aperto in forte calo. Per STM non abbiamo trovato una notizia societaria di stamattina: il movimento è in linea con quello dei chip asiatici. In settimana arrivano i conti di TSMC e ASML, che BigGo indica come il passaggio chiave per il settore.

Intel ha chiuso a 101,35 dollari, meno 3,2%. Il 5 ottobre era a 116,19: in cinque sedute il titolo ha perso il 12,8%. Ai motivi di ieri se ne somma uno suo. Giovedì 8 ottobre Elon Musk ha detto che il suo progetto di chip Terafab sta trattando con TSMC per una fabbrica dedicata, e il mercato l’ha letto come un ruolo più piccolo per le fonderie di Intel (StocksToTrade).
Sul grafico giornaliero il prezzo è sceso sotto la media mobile esponenziale a 50 giorni (106,88) e sotto la zona 106,44-107,82, dove aveva girato due volte, l’ultima il 9 settembre. Quella fascia ora sta sopra il prezzo. Sul giornaliero il programma non trova fasce di supporto toccate due volte fino a 47-49 dollari, perché in primavera il titolo è salito senza fermarsi. Il riferimento più vicino è la media a 200 giorni, a 86,69. Sul grafico a 4 ore ci sono due aree più vicine, 97,90-99,34 e 93,70-95,84.
Se il prezzo tornasse sopra 107,82, la zona 126,35-127,73 dei massimi di settembre diventerebbe il riferimento successivo. I conti del terzo trimestre sono attesi il 29 ottobre, a mercati chiusi.

Il Dollar Index, che misura il dollaro contro un paniere di sei valute, ha chiuso ieri a 102,57, più 0,39%. È la chiusura più alta dal 9 aprile 2025. Investrade dà tre spinte, tutte nella stessa giornata:
Il petrolio più caro alza l’inflazione attesa negli Stati Uniti. Con un’inflazione più alta i tassi restano alti più a lungo, e i tassi alti rendono il dollaro più conveniente da tenere. Il rendimento del Treasury a 10 anni era al 5,24% venerdì. Stamattina, riaperto il mercato dei titoli di Stato, è sceso sotto il 5,2% con acquisti di copertura (FXStreet), e il dollaro ha lasciato lo 0,22%.
Sotto il prezzo la prima fascia del giornaliero è 100,26-100,65, toccata otto volte, l’ultima a metà luglio. Sopra, le prossime aree sono quelle di marzo 2025: 103,20-103,37 e 104,60-104,72. L’RSI giornaliero è a 72, nella zona che l’indicatore chiama “ipercomprato”: vuol dire che il rialzo è stato veloce, non che debba fermarsi.

Lo specchio del dollaro forte è l’euro. EUR/USD ha chiuso lunedì a 1,1158, in calo di 43 pip (Investrade): è il livello di chiusura più basso dal 12 maggio 2025. L’RSI giornaliero è a 20,5.
Il grafico mostra una cosa che si vede di rado. Sopra il prezzo ci sono la zona 1,15128-1,15855, toccata nove volte, l’ultima a inizio settembre, e le due medie (50 giorni a 1,1439, 200 giorni a 1,1531). Sotto, il programma non trova fasce toccate almeno due volte fino a 1,09334-1,09545, un’area di marzo 2025. In mezzo c’è il tratto che la coppia ha risalito in fretta nella primavera del 2025, con poche inversioni. Sul grafico a 4 ore le aree più vicine sono 1,1165-1,1169, dove il prezzo si è fermato a inizio ottobre, e 1,12196-1,12246 sopra.
Stamattina a 1,1192 la coppia è fra queste due aree. Se tornasse sopra 1,1225, il riferimento di breve diventerebbe la media a 50 giorni. Se scendesse sotto 1,1165, sul giornaliero non ci sarebbero altre aree segnate fino a 1,095. Il dato di domani sull’inflazione americana è l’evento che può muovere la coppia di più.
Sulla coppia lavorano anche alcuni expert advisor recensiti sul sito, come Dark Nebula, che opera su EUR/USD e GBP/USD sul grafico orario con uno stocastico e un filtro di machine learning. Come si comportano i sistemi automatici su questa coppia nelle fasi direzionali lo racconta la guida ai bot di trading sull’euro dollaro.
Abbiamo letto 38 messaggi pubblicati fra sabato e le 8:43 di stamattina nei thread di FinanzaOnline su oro e metalli, S&P 500 e data center per l’IA, più 11 commenti a due video di mercato di ieri sera e di stamattina su YouTube. Molti sono saluti o battute. Quelli con un contenuto:
Il quadro: sui chip chi scrive vede una ripetizione della correzione di giugno, non un cambio di scenario. Sul dollaro le opinioni si dividono fra chi lo vede dominare e chi aspetta un’inversione.

Il FTSE MIB ha chiuso lunedì a 50.035 punti, più 0,58%, e torna sopra i 50.000 dopo tre sedute sotto. Secondo ANSA la migliore è stata Campari, più 2,99%, davanti ad Avio (più 2,75%) e Nexi (più 2,47%). Bene Monte dei Paschi (più 1,36%) e le banche. In fondo STMicroelectronics (meno 2,1%) e Technoprobe (meno 2,5%), cioè i due titoli dei semiconduttori.
Per Campari non abbiamo trovato una notizia di giornata. Le cronache di ANSA e SoldiOnline registrano il rialzo senza indicarne la causa. Il titolo viene da un mese di giudizi migliori da parte degli analisti: a metà settembre UBS e Morgan Stanley hanno alzato la raccomandazione (RisparmiOggi), all’inizio di ottobre lo ha fatto Bank of America.
Sul grafico il prezzo ha chiuso a 6,274 euro, appena sotto la zona 6,282-6,32, dove il titolo ha girato quattro volte, l’ultima il 1° ottobre. Le medie a 50 e 200 giorni stanno sotto il prezzo (5,929 e 5,885) e la media a 50 giorni ha superato quella a 200 il 1° ottobre. Stamattina alle 9:08 Campari segnava 6,37 euro, più 1,5%, cioè sopra la zona. Se il prezzo restasse sopra 6,32, le aree successive sarebbero 6,566-6,63 e 6,738-6,843, i livelli di aprile e maggio. Se ci tornasse sotto, la prima fascia di supporto è 6,012-6,15, toccata dieci volte, l’ultima a metà settembre.
Su YouTube, sotto lo stesso video di Investimenti BNP Paribas, @salvatoreferrara6140 ricordava il 12 ottobre alle 22:25 di aver vissuto i 51.000 punti del FTSE MIB già nel 2000, prima del crollo: è un promemoria che un indice può restare lontano da un massimo per anni.

L’oro ha chiuso lunedì a 4.190,60 dollari, meno 0,61% sul contratto di dicembre (Investrade). L’oro si compra in dollari: quando il dollaro sale, a chi compra in altre valute costa di più, e il prezzo tende a scendere. Il petrolio ha aggiunto pressione, perché porta con sé tassi più alti, e l’oro non paga interessi.
Sul grafico a 4 ore il prezzo si muove intorno alla media a 50 periodi (4.197) dentro un intervallo: sotto c’è la zona 4.166,8-4.176,8, toccata quattro volte, l’ultima l’8 ottobre; sopra c’è 4.273,3-4.293,7, l’area dove l’oro si è fermato a fine settembre. Sul giornaliero il prezzo resta sotto le medie a 50 e 200 giorni (4.309,8 e 4.327,2) e la prima fascia di supporto è 4.143,1-4.171,4.
Stamattina alle 9:13 il future quotava 4.213,2 dollari, più 0,54%, con il dollaro in leggero calo e il Brent sotto i 106. Se il prezzo superasse 4.293,7, il riferimento successivo sarebbe la media a 200 giorni del giornaliero. Se scendesse sotto 4.166,8, le aree segnate sono 4.129,2-4.135,8 e 4.087,5-4.092,8, i minimi di inizio ottobre.

Gold Breaker è un EA di breakout sull’oro con sette strategie in parallelo, sviluppato da LeapFX. Dal 7 ottobre il saldo è fermo a 31.346,16 euro, sotto il massimo del 2 ottobre (33.951,53): non ha chiuso operazioni. Ha però quattro posizioni short aperte il 6 ottobre intorno a 4.113 dollari, quando l’oro scendeva. Con l’oro tornato verso 4.200 sono in perdita per circa 818 euro, ed è per questo che l’equity è al 97,38% del saldo. Sono perdite non realizzate: il risultato dipende da dove verranno chiuse.

Oro Scalper EA Plus è uno scalper con stop fisso in dollari, sviluppato da Fintech Srl. Il saldo è a 9.542,86 dollari, contro i 9.661,15 del 9 ottobre. Come sempre per questo conto, la forma della curva conta più del numero in alto: quasi tutta la crescita viene da marzo, aprile e maggio, quando giravano dieci configurazioni di parametri in prova. La configurazione distribuita oggi è attiva da giugno, e il saldo resta sotto il massimo del 17 luglio (10.199,37 dollari). La guida su come valutare un track record spiega perché questi dettagli pesano più del gain complessivo.
| Data | Evento | Perché conta |
|---|---|---|
| 13 ottobre | Conti del terzo trimestre di JPMorgan, Goldman Sachs, Wells Fargo, Citigroup, Johnson & Johnson e UnitedHealth | prima lettura di credito ed economia; secondo FactSet gli utili dell’S&P 500 sono attesi in crescita del 29,6% |
| 14 ottobre | Inflazione americana (CPI) di settembre e Beige Book della Fed | il dato che decide la direzione del dollaro e quindi di euro e oro |
| 15 ottobre | Prezzi alla produzione e vendite al dettaglio negli Stati Uniti | conferma o smentita del dato del giorno prima |
| questa settimana | Conti di TSMC e ASML | la risposta dei produttori alla domanda di chip dopo il caso CXMT |
| 27-28 ottobre | Riunione della Fed | Hammack chiede una politica più restrittiva |
| 29 ottobre | Conti del terzo trimestre di Intel | dopo il meno 12,8% di ottobre |
Le date dei dati macro vanno controllate sul calendario economico aggiornato.
Le zone le calcola un programma, non una mano. Prende le candele (giornaliere per due anni, a 4 ore per tre mesi), trova i massimi e i minimi dove il prezzo ha girato, raggruppa quelli vicini fra loro entro mezzo ATR e tiene le fasce toccate almeno due volte. Sono aree dove il prezzo ha reagito in passato, non livelli dove reagirà per forza. Quando il programma non trova zone in un tratto di grafico, come oggi per EUR/USD e Intel, vuol dire che lì il prezzo è passato senza fermarsi. Per l’oro i dati sono quelli del future quotato a New York, non lo spot. Grafici realizzati con la libreria open source Lightweight Charts di TradingView. Dati Yahoo Finance aggiornati al 13 ottobre 2026 alle 9:23; i riquadri dei conti sono quelli ufficiali pubblicati da Myfxbook.
Questa pagina contiene link a schede di expert advisor: per alcuni prodotti Amicobot ha rapporti commerciali, dichiarati nella scheda del singolo bot. I contenuti hanno finalità informativa e non costituiscono consulenza finanziaria né una raccomandazione personalizzata di investimento.
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CXMT è il principale produttore cinese di memorie DRAM. Il 10 ottobre ha detto che entro fine anno presenterà memorie DDR5 per server con un’architettura che mette dal 30 al 50% di celle in più nello stesso spazio. Per Micron, SK Hynix e Samsung significa un concorrente più vicino sul prodotto più redditizio. Intel non produce memorie ma è stata trascinata dalla vendita sui chip, sommata ai dubbi sul suo ruolo nel progetto Terafab.
Il petrolio più caro spinge in alto l’inflazione attesa negli Stati Uniti. Con più inflazione la Fed ha meno ragioni per abbassare i tassi, e tassi alti rendono più conveniente tenere dollari. Il 12 ottobre il Brent è salito dell’1,84% e il Dollar Index ha toccato il massimo da 18 mesi.
L’RSI misura su una scala da 0 a 100 la velocità dei rialzi e dei ribassi delle ultime 14 candele. Sotto 30 si parla di “ipervenduto”: il prezzo è sceso molto e in fretta. Non dice che risalirà: in una fase di ribasso forte l’RSI può restare sotto 30 per giorni. Il 12 ottobre era a 20,5 sul giornaliero.
L’oro è quotato in dollari. Se il dollaro si rafforza, per chi compra in euro, yen o altre valute l’oro diventa più caro, e la domanda cala. In più, un dollaro forte di solito va insieme a tassi alti, e l’oro non paga interessi. Il 12 ottobre l’oro ha perso lo 0,61% mentre il Dollar Index saliva dello 0,39%.
Il Columbus Day è una festività federale americana. Chiudono le banche e il mercato dei titoli di Stato, ma la borsa resta aperta. Per questo il 12 ottobre le azioni hanno scambiato normalmente mentre il rendimento del Treasury a 10 anni è rimasto fermo fino a stamattina.
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