Contattaci su whatsapp e ti aiutiamo a capire quale soluzione è più adatta al tuo profilo operativo. In più puoi ottenere fino a 100€ di bonus sconto sul tuo acquisto.
La scorsa settimana è stata dominata da una sola variabile: lo stallo tra Stati Uniti e Iran. Lo Stretto di Hormuz è ancora chiuso, le trattative nucleari sono ferme, il petrolio resta ai massimi e tutto il resto, valute, oro, indici, crypto, si muove dentro questa cornice. Questa settimana arrivano FOMC, BCE, PCE, GDP USA e le trimestrali delle Big Tech. Cinque eventi in cinque giorni, con il primo maggio chiuso per la festa dei lavoratori.
Vediamo cosa è successo, cosa aspettarsi e dove ci posizioniamo sui sei asset che seguiamo ogni settimana: DXY, EUR/USD, oro, USD/JPY, Bitcoin e Nasdaq.
Il quadro geopolitico resta il driver numero uno dei mercati. La tregua tra Stati Uniti e Iran tiene, ma non si trasforma in accordo.
Nelle ultime due settimane Trump ha annunciato per due volte una delegazione americana diretta in Pakistan per incontrare la controparte iraniana. Kushner e l’inviato speciale Witkoff dovevano sedersi al tavolo a Islamabad. Entrambi i viaggi sono stati cancellati. Trump ha chiuso la questione con una battuta: “se vogliono trattare, possono prendere il telefono”.
Sul fronte iraniano, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi sta facendo un tour diplomatico parallelo. Nel weekend è andato due volte a Islamabad per incontrare il ministro pakistano Ishaq Dar e il capo dell’esercito Asim Munir. Lunedì 27 aprile ha visto Putin a San Pietroburgo. Mosca ha ribadito il sostegno a Teheran.
La proposta iraniana sul tavolo è chiara: riapertura dello Stretto di Hormuz, fine della guerra, ma rinvio dei negoziati sul nucleare a una fase successiva. Washington la rifiuta. Trump ha detto pubblicamente che “su quasi tutto si era trovata l’intesa, ma sull’unico punto che contava davvero, il nucleare, non si è arrivati da nessuna parte”. Gli Stati Uniti vogliono uno stop all’arricchimento dell’uranio per almeno dieci anni e l’uscita dell’uranio già arricchito dal Paese. L’Iran non accetta limiti.
Risultato pratico per i mercati. Lo Stretto di Hormuz è in doppio blocco: l’Iran lascia passare pochissime navi, gli Stati Uniti da metà aprile bloccano le navi in transito da e verso porti iraniani per togliere entrate a Teheran. Da quello stretto passa circa un quinto delle esportazioni globali di petrolio e gas naturale liquefatto. Il greggio resta tirato, l’inflazione rischia di non scendere come previsto, le banche centrali si fermano.
Cinque eventi macro pesanti, quattro giorni utili (il primo maggio i mercati europei sono chiusi per la festa dei lavoratori).
| Giorno | Ora (CET) | Evento | Atteso |
|---|---|---|---|
| Lun 28 aprile | 04:00 | BoJ Interest Rate Decision | Tassi invariati a 0,75% |
| Mer 29 aprile | After close | Earnings Microsoft, Meta, Amazon, Alphabet | Focus su capex AI |
| Mer 29 aprile | 20:00 | FOMC Interest Rate Decision | Hold a 3,50-3,75% |
| Mer 29 aprile | 20:30 | Conferenza stampa Powell | Ultimo meeting di Powell |
| Gio 30 aprile | 14:15 | BCE Interest Rate Decision | Hold a 2,15% |
| Gio 30 aprile | 14:30 | GDP USA Q1 + PCE | Inflazione core in focus |
| Gio 30 aprile | After close | Earnings Apple | Vendite iPhone Cina |
| Ven 1 maggio | Festa | Mercati europei chiusi | Borse USA aperte |
La BoJ ha già parlato lunedì mattina. Tassi fermi a 0,75%, decisione presa con voto 6 a 3. I tre dissenzienti (Nakagawa, Takata, Tamura) chiedevano un rialzo all’1%. La banca ha alzato la previsione di inflazione core dal 1,9% al 2,8% e tagliato la stima di crescita per il 2026 dall’1% allo 0,5%. La motivazione è esplicita: il greggio in tensione per la crisi mediorientale comprimerà i profitti delle imprese e il reddito reale delle famiglie. Su questa base lo yen non ha materiale per rafforzarsi davvero (ne parliamo sotto, su USD/JPY).
Il mercoledì è il giorno chiave. FOMC a metà giornata americana. Le aspettative sono per un hold pieno: la Fed vuole capire quanto durerà lo shock energetico prima di muoversi. Il punto interessante non è la decisione, è la narrativa di Powell. Questo è il suo ultimo meeting da presidente. Il 15 maggio sarà sostituito (Warsh è il nome più probabile). Il mercato cerca di capire se Powell lascerà un’eredità più hawkish o più dovish, e soprattutto se traccerà un perimetro al successore.
Stessa sera arrivano Microsoft, Meta, Amazon e Alphabet. Cinque aziende, Apple inclusa giovedì, valgono il 25% dell’S&P 500. La domanda chiave per gli investitori è una sola: gli investimenti in AI stanno producendo ricavi proporzionati? La capex aggregata di Microsoft, Alphabet, Amazon e Meta è prevista a 649 miliardi di dollari nel 2026, contro i 411 del 2025. È la differenza tra un rally che continua e una correzione.
Il giovedì arriva il pacchetto BCE più PCE più GDP. Lagarde dovrebbe lasciare i tassi al 2,15% (probabilità di rialzo intorno al 10%). Più che la decisione conta il tono: se la BCE inizia a parlare di rialzo estivo per via del petrolio, l’euro reagisce subito. Sul fronte USA, il PCE core è il dato che la Fed guarda per davvero. Una sorpresa al rialzo cambia tutta la lettura del FOMC del giorno prima.
Venerdì primo maggio i listini europei sono chiusi. Le borse americane lavorano. Volumi sottili e movimenti che valgono meno.
Sul Dollar Index avevamo dato un long a 97,5 nelle settimane scorse. Oggi siamo a 98,4. Il trade è in profitto e il target di 100 è a portata di mano.
La struttura tecnica è coerente con il quadro macro. Lo Stretto di Hormuz chiuso spinge il greggio, il greggio spinge l’inflazione attesa, le altre banche centrali (BoJ in primis, BCE in coda) restano ferme, e il dollaro raccoglie il flusso di safe haven più carry. È la combinazione classica che porta il DXY verso aree di forte resistenza.

Tre cose da osservare nei prossimi giorni:
Sul cambio euro contro dollaro avevamo aperto uno short nelle settimane precedenti. Il trade è andato a profitto. Manca poco al take profit pieno e l’operazione viene chiusa in positivo.

Il rapporto rischio rendimento su questa posizione è 1 a 1. Non è un trade entusiasmante sulla carta, ma un 1 a 1 chiuso in profitto è esattamente quello che vogliamo dalla gestione automatica: bassa varianza, bassa esposizione emotiva, capitalizzazione lineare.
Su EUR/USD operiamo in modo automatico tramite Dark Nebula, l’EA che lavora su questa coppia da diversi mesi e che continua a portare risultati coerenti. Lo screen dei trade mostra una serie di operazioni intraday tutte chiuse nel verde, in linea con il track record pubblico.

Sull’oro, prima di questa analisi, avevamo un quadro chiaro: sotto 4.659 il movimento era ribassista. La rottura è arrivata, l’oro è andato giù, e adesso il target operativo è la zona 4.500.
Attenzione a non leggerla come “occasione di long”. La zona 4.500 è un obiettivo di profitto sulle posizioni short già aperte, non un livello di acquisto.

Su oro siamo posizionati con due bot:
Su un asset che si muove come l’oro in queste settimane, direzionalità marcata e volatilità alta, entrambi i sistemi danno il meglio di sé. È il tipo di mercato per cui sono stati costruiti. Quando l’oro lateralizza su range stretti questi EA soffrono, ma in regime trending lavorano in modo lineare.
Il driver fondamentale resta il petrolio. Finché Hormuz è chiuso, il greggio sta sopra una certa soglia, e il dollaro forte (DXY verso 100) pesa più del rifugio sull’oro. Il giorno in cui Iran e Stati Uniti firmano qualcosa di concreto, la dinamica può invertirsi rapidamente. Per ora non c’è alcun segnale che vada in quella direzione.

USD/JPY è il trade su cui ammettiamo l’errore di settimana. Avevamo aperto uno short ed è ancora in drawdown. Il Cross potrebbe rintracciare, ma con la BoJ che lascia i tassi a 0,75% e taglia le stime di crescita, lo spazio per un rafforzamento dello yen si restringe parecchio.
Decisione operativa: chiudiamo lo short in perdita controllata, circa lo 0,33% sull’1% di rischio iniziale. Quindi un terzo del rischio originale, niente di drammatico.
Il principio è uno solo. Se la tesi di partenza non si materializza nei tempi previsti, non ha senso restare dentro un asset che lateralizza in attesa di un movimento che il quadro macro sta togliendo dal tavolo. Si preserva il capitale e si libera margine per il prossimo setup.
Per chi opera con bot, questo è un punto cruciale. Un sistema automatico che non ha logica di uscita anticipata su scenari macro che cambiano è un sistema che funziona solo quando il mondo si comporta come ci aspettavamo. Il rischio reale non è il singolo trade in perdita: è restare ostaggio di un’idea quando i fatti dicono altro.

Bitcoin ha provato ad attaccare quota 80.000 e ha incassato un rigetto netto. Il livello non è stato superato in maniera convincente. Subito dopo il prezzo ha rotto al ribasso e ha superato la nostra zona di sell, anche se ora sta rientrando dentro quella stessa zona.
La lettura è semplice. Senza un catalizzatore positivo e con un dollaro che continua a salire (DXY verso 100), Bitcoin fa fatica a mantenere quote alte. Il movimento più probabile resta un assestamento verso 70.000.

Sul Nasdaq la view della settimana scorsa era che potesse fare nuovi massimi storici. Li ha fatti.
Detto questo, prima o poi un ritracciamento arriverà. È l’osservazione più ovvia di tutte ed è anche la più inutile da operare. Non sappiamo quando arriverà, e cercare di shortare un indice che continua a salire perché “è alto” è il modo più rapido per bruciare capitale.
I dati lo confermano. Le Magnifiche Sette dovrebbero crescere del 19% sugli utili del primo trimestre, contro il 12% del resto dell’S&P 500. Capex AI in espansione (649 miliardi tra Microsoft, Alphabet, Amazon e Meta nel 2026), fondi che continuano a comprare, retail che resta investito. La struttura del mercato è ancora rialzista.
Il rischio reale per il Nasdaq questa settimana è una sola cosa: trimestrali Big Tech sotto le attese. Se anche solo una delle quattro che parlano mercoledì (Microsoft, Meta, Amazon, Alphabet) delude sui margini AI o sulla guidance capex, l’indice può prendere uno strappo verso il basso del 3-5% in poche sedute. Storicamente è già successo: Q4 2025 ha visto un pullback simile dopo le trimestrali.
Operativamente: nessuno short. Si osserva la reazione alle trimestrali e, se arriva una correzione vera, si valuta un setup di ingresso lungo sui supporti.

Disclaimer: questo articolo è a scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria. Il trading comporta rischi significativi e può portare alla perdita totale del capitale investito. I risultati passati non garantiscono risultati futuri.
Nessuna tab disponibile.
Disclaimer
Il trading di CFD comporta un elevato rischio di perdita di capitale a causa dell’uso della leva finanziaria. Il trading automatico non elimina i rischi di mercato e può generare perdite. Le performance passate non garantiscono risultati futuri. Le informazioni fornite non costituiscono consulenza finanziaria. Operare solo con capitale che si è disposti a perdere.
Contattaci su whatsapp e ti aiutiamo a capire quale soluzione è più adatta al tuo profilo operativo. In più puoi ottenere fino a 100€ di bonus sconto sul tuo acquisto.