Le performance che vedi sono sempre e solo passate. Non sono una promessa, non sono una garanzia, non sono un anticipo su quello che succederà domani. Sono semplicemente una fotografia di come quella logica si è comportata in un certo periodo storico. Punto.
Su TradingView, poi, non puoi backtestare tutto. Soprattutto quando inizi a lavorare su timeframe molto bassi e su periodi lunghi, ti scontri con limiti tecnici chiari. Lo storico non è infinito, la granularità dei dati ha dei vincoli e questo significa che alcune strategie sembrano solide solo perché non le hai potute stressare abbastanza.
L’esecuzione, inoltre, resta manuale. Puoi impostare alert, puoi organizzarti meglio, ma non stai parlando di un sistema che lavora da solo mentre tu fai altro. Devi esserci. Devi guardare. Devi cliccare. E questo cambia completamente il tipo di impegno richiesto.
E poi c’è il tempo. Tanto tempo. Pensare la strategia, scrivere il prompt, correggerlo, testare, interpretare i risultati, rifare tutto da capo. Chi pensa che sia una scorciatoia sta semplicemente sottovalutando il processo.
Infine, il costo. Per lavorare in modo serio servono versioni premium. ChatGPT da una parte, TradingView dall’altra. Parliamo di circa 50 euro al mese, che non sono un problema se sai perché li stai spendendo, ma diventano uno spreco totale se stai solo “provando cose”.
Tutto questo va detto.
Sempre.
Perché è qui che si separa chi sta usando strumenti professionali da chi sta solo cercando l’ennesima illusione ben confezionata.



