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Cos’è e Come Funziona il Carry Trading

Carry Trading

Il carry trading è una strategia che punta a guadagnare dalla differenza tra tassi di interesse di due valute. In questa guida scopri cos’è, come funziona e quali rischi comporta in contesti di mercato variabili.

Indice contenuti

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Introduzione

Il carry trading è una delle strategie più utilizzate da fondi, banche d’investimento e investitori con capitali elevati, ma spesso è poco compresa dai trader retail. In quest’articolo scoprirai come funziona, quali sono i veri rischi, e soprattutto perché la politica monetaria del Giappone tra il 2024 e il 2026 potrebbe generare uno shock globale.

Che cos’è un Carry Trade

Il carry trade consiste nel prendere in prestito una valuta con tassi d’interesse molto bassi e investirla in una valuta con tassi più alti, guadagnando dalla differenza (interest rate differential).È una strategia basata sui tassi, non necessariamente sul movimento del cambio.

In pratica: valuta a basso rendimento → valuta ad alto rendimento → incasso differenziale di interesse.

                                         Tassi di interesse di diversi paesi aggiornati a novembre 2025 (fonte www.tradingeconomics.com )

Come funziona il Carry Trade (con esempio pratico)

Un esempio classico è AUD/JPY:

  • si prende in prestito lo yen giapponese, che storicamente ha tassi vicini allo zero,

  • si acquistano dollari australiani, con tassi molto più elevati.

Se il tasso australiano è il 3,50% e lo yen costa 0,10%, il trader incassa un differenziale positivo, conosciuto come carry o swap positivo.

Esempio numerico:

  • prendo 10 milioni di JPY allo 0,1%

  • li converto in AUD al tasso corrente

  • deposito in AUD che rendono ~3,5%

  • incasso la differenza, salvo costi broker e movimenti del cambio

Finché la coppia resta relativamente stabile, il flusso di interessi genera un profitto.

Il ruolo del Giappone nel Carry Trading (2024-2026)

Questa è la parte più importante oggi a livello macroeconomico.

1) Lo yen è la “funding currency” mondiale

Da oltre 20 anni la Bank of Japan (BOJ) mantiene tassi bassissimi. Questo rende lo yen perfetto per:

  • hedge funds

  • grandi aziende

  • fondi pensione

  • investitori ad alta liquidità

Questi attori si finanziano in yen, poi convertono la liquidità in altre valute oppure in asset (azioni, obbligazioni, immobili).

2) Il problema? La BOJ sta per cambiare politica monetaria

Tra il 2024 e il 2026, il Giappone ha già indicato una roadmap per:

  • aumentare gradualmente i tassi d’interesse,

  • uscire dalla politica ultra-espansiva,

  • contrastare un’inflazione crescente.

In più, il 20 novembre il governo giapponese ha approvato un mega stimolo fiscale >3% del PIL. Nel medio periodo, questo aumenterà l’inflazione → e quindi obbligherà la BOJ a rialzare i tassi.

3) Perché questo può creare uno shock globale?

Perché quando i tassi sullo yen salgono:

  • diventa più costoso prendere prestiti in yen

  • migliaia di miliardi di capitali devono chiudere posizioni carry

  • gli investitori ricomprano yen → lo yen si rafforza violentemente

  • valute ad alto rendimento come AUD, NZD, TRY, ZAR possono crollare

  • si creano crisi di liquidità nei mercati finanziari

In passato è già successo: nel 2008 coppie come AUD/JPY crollarono del 45% in poche settimane. La BOJ oggi è la variabile sistemica più pericolosa per il carry trade.

Vantaggi del Carry Trade

  • Potenziale rendimento costante grazie agli swap positivi

  • Diversificazione rispetto ai soli mercati azionari/obbligazionari

  • Strategia relativamente semplice a livello concettuale

  • Può essere ottima nel lungo termine, se il differenziale dei tassi è stabile

  • Funziona molto bene in periodi di bassa volatilità

Rischi del Carry Trade

Il carry trading è redditizio solo in stabilità. Diventa pericoloso quando:

  • la banca centrale della valuta finanziata aumenta i tassi

  • la volatilità cresce (esempio: guerra, crisi economica, FED aggressiva)

  • la valuta ad alto rendimento si deprezza velocemente

  • ci sono condizioni di risk-off

I rischi principali sono:

  1. Interest rate risk (la BOJ cambia politica → fine del funding economico)

  2. Exchange rate risk (forti movimenti del cambio)

  3. Systemic risk (le chiusure a catena generano panico di mercato)

  4. Leva finanziaria (molti trader abusano della leva, amplificando le perdite)

Quando conviene usare il Carry Trading

Il carry trading funziona meglio quando:

  • le banche centrali della valuta target alzano i tassi

  • la volatilità del Forex è bassa

  • i differenziali di interesse sono ampi e stabili

  • lo yen resta debole e con tassi quasi zero

Non funziona bene quando:

  • la BOJ minaccia rialzi

  • la FED cambia tono

  • c’è incertezza geopolitica

  • aumentano gli shock nei mercati emergenti

Conclusioni

Il carry trading è una strategia tanto affascinante quanto complessa. La sua apparente semplicità  ovvero prendere in prestito una valuta a basso rendimento per investire in una ad alto rendimento  nasconde dinamiche macroeconomiche profonde, in grado di influenzare i mercati globali.

Quando i differenziali di tasso sono stabili e la volatilità è contenuta, il carry trade può generare rendimenti costanti, diventando una componente valida per un portafoglio diversificato. Tuttavia, la stessa strategia può trasformarsi rapidamente in un rischio sistemico quando cambiano le condizioni monetarie, soprattutto se la valuta utilizzata come “funding” perde il suo vantaggio.

Ed è qui che il Giappone assume un ruolo centrale. Lo yen, per oltre due decenni, è stato il motore nascosto del carry trade globale, alimentando investimenti e liquidità in tutto il mondo. Ma con l’inflazione giapponese in aumento, i rendimenti dei bond a lungo termine in rialzo e la Bank of Japan intenzionata a normalizzare la politica monetaria, lo scenario sta cambiando.

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Il carry trading è una strategia che sfrutta la differenza tra i tassi d’interesse di due valute. Si prende in prestito la valuta con tassi minimi e si investe in una valuta che offre un rendimento più alto, puntando a incassare il differenziale.

Perché rappresenta il vero cuore della strategia: più è ampio il distacco tra i tassi, maggiore sarà il rendimento potenziale della posizione, indipendentemente dal movimento del cambio.

Le coppie classiche sono AUD/JPY e NZD/JPY, poiché combinano valute a rendimento elevato con lo yen, noto per i suoi tassi estremamente bassi. Anche coppie come USD/TRY o USD/ZAR possono offrire carry alti, ma con rischi maggiori.

Lo yen è stato per anni una delle valute più economiche da prendere in prestito, grazie alla politica ultra-accomodante della Bank of Japan. Questo lo ha reso la “funding currency” preferita dagli investitori globali.

Un rialzo dei tassi in Giappone rende più costoso indebitarsi in yen. Questo può costringere molti investitori a chiudere posizioni finanziate con lo yen, generando volatilità e movimenti bruschi nei mercati valutari.

Assolutamente sì. Se la valuta acquistata perde valore o se la banca centrale della valuta di funding modifica i tassi, l’operazione può diventare rapidamente negativa, specialmente quando viene utilizzata leva finanziaria.

La strategia rende di più in contesti di bassa volatilità e quando le politiche monetarie sono prevedibili. Situazioni “risk-on” favoriscono il carry, mentre fasi di paura e incertezza tendono a penalizzarlo.

Può sembrare semplice, ma richiede buona conoscenza della politica monetaria, gestione del rischio e dinamiche macroeconomiche. Un principiante può utilizzarla, ma solo dopo aver compreso bene i suoi meccanismi.

Molti trader mantengono le posizioni per settimane o mesi, perché il vantaggio deriva dal maturare degli interessi nel tempo. Tuttavia, la durata dipende sempre dal contesto di mercato e dalla stabilità dei tassi.

Sì, ma con più attenzione rispetto al passato. I possibili rialzi dei tassi in Giappone, combinati con cambi di politica delle altre banche centrali, rendono la strategia più delicata e richiedono un monitoraggio costante.

Disclaimer grafici realizzati con AI

I grafici presenti in questo articolo sono generati con l’ausilio di un’intelligenza artificiale e sono concepiti esclusivamente a scopo illustrativo e didattico. I dati rappresentati non fanno riferimento a situazioni, eventi o performance reali, bensì a scenari ipotetici e plausibili.

Tali contenuti non devono essere interpretati come consulenza finanziaria, raccomandazione di investimento o indicazione di performance future. Si invita il lettore a effettuare una valutazione autonoma e a rivolgersi a professionisti qualificati prima di prendere qualsiasi decisione finanziaria.

La responsabilità per l’uso dei contenuti presenti è interamente a carico dell’utente.

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