Perché i bond stanno scendendo
I prezzi delle obbligazioni governative nel mondo si avviano verso il peggior mese da anni, mentre gli investitori rivalutano l’impatto di una guerra prolungata in Medio Oriente su inflazione e crescita. Con il conflitto entrato nel secondo mese, l’attenzione dei mercati si sta spostando sempre di più dalle prime reazioni “di pancia” al possibile costo economico nel tempo.
Stati Uniti: meno attese di tagli dei tassi
Negli USA, il rialzo dei rendimenti (e quindi il calo dei prezzi) riflette anche il fatto che i mercati hanno ridotto le aspettative di un allentamento monetario nel corso dell’anno. Il rendimento del Treasury a 2 anni è vicino a un aumento mensile di circa 50 punti base, mentre il 10 anni è salito di circa 44 punti base. Nelle ultime sedute si è visto però un leggero rientro, segnale che la paura di un rallentamento della crescita potrebbe iniziare a pesare quanto quella dell’inflazione.
Petrolio sopra 100 dollari e timori di stagflazione
Il petrolio resta stabilmente sopra i 100 dollari al barile, in netto rialzo rispetto a fine febbraio. Se i prezzi dell’energia dovessero rimanere alti a lungo, lo scenario più temuto diventa la stagflazione: inflazione elevata con economia che rallenta. In questo contesto, le banche centrali rischiano di dover scegliere tra combattere i prezzi e non indebolire ulteriormente la crescita.
Europa: movimenti più bruschi e nuove attese di rialzi
In Europa le oscillazioni sono state ancora più marcate. I mercati ora prezzano due o tre rialzi dei tassi da parte di BCE e Bank of England. Nel Regno Unito i rendimenti a breve sono balzati con intensità rara, mentre in area euro anche la Germania ha visto un netto aumento lungo la curva. L’Italia, considerata più esposta allo shock energetico, ha registrato rialzi dei rendimenti simili a quelli britannici. Anche qui, nelle ultime ore, si nota un lieve calo dei rendimenti, coerente con un possibile cambio di narrativa verso i rischi sulla crescita.
Asia-Pacifico: Giappone ai massimi, Cina più resiliente
Nell’area Asia-Pacifico i rendimenti sono saliti anche in Australia e Giappone, con il Giappone che tocca livelli elevati su orizzonti storici. La Cina invece sta reggendo meglio: gli investitori ritengono che possa essere più protetta dallo shock del petrolio grazie a scorte abbondanti, forte presenza nelle energie “verdi” e un’inflazione più contenuta, con rendimenti a breve persino in calo nel mese.
Domande più frequenti
Perché quando i rendimenti salgono i prezzi dei bond scendono?
Perché prezzo e rendimento di un’obbligazione si muovono in direzione opposta: se il mercato chiede più rendimento, il prezzo deve scendere per renderlo possibile.
Cosa c’entra il petrolio con le obbligazioni?
Un petrolio più caro tende ad aumentare i costi e l’inflazione, spingendo i mercati a prevedere tassi più alti o più a lungo: questo penalizza soprattutto i bond.
Cos’è la stagflazione e perché spaventa?
È la combinazione di inflazione alta e crescita debole: rende difficile per le banche centrali decidere se alzare i tassi per frenare i prezzi o evitarlo per non danneggiare l’economia.
Fonte: Reuters