Yahoo Finanza è il posto dove mezza Italia guarda le quotazioni senza sapere con quanti minuti di ritardo le sta guardando. Questa guida parte da lì: i dati, il ticker giusto, lo screener, il portafoglio, e cosa cambia ora che Google Finance è tornato.
Voto della redazione: 5/5 per yahoo finance.
Scrivici su WhatsApp, ti diamo dati, prezzi e funzionamento dei prodotti che recensiamo. I criteri con cui li valutiamo sono pubblici in ogni scheda.
In Italia “yahoo finanza” vale circa 110.000 ricerche al mese e “google finance” circa 201.000 (fonte: Google Ads, dati di volume letti il 7 settembre 2026). Sono numeri da servizio pubblico, e infatti quasi nessuno legge una guida prima di usarli: si apre il sito, si cerca il titolo, si guarda il numero verde o rosso.
Il problema è che quel numero non vuol dire quello che sembra. Su Borsa Italiana il prezzo che vedi su Yahoo ha venti minuti di ritardo, lo dice Yahoo stessa in una pagina di aiuto che nessuno apre, e la stessa pagina aggiunge che quei dati non vanno usati per operare. Da qui parte tutto il resto: cosa si può davvero fare con lo strumento gratuito e dove invece serve altro.
Il sito italiano è it.finance.yahoo.com e ha una barra fissa con sei ingressi: Il mio portafoglio, Panoramica del mercato, Quotazioni, Finanza personale, Convertitore di valuta e il menu Altro. Sotto Quotazioni ci sono i tre screener (Azioni, Fondi, ETF) e la sezione Piazza Affari con le principali azioni italiane. Sopra a tutto scorre la striscia degli indici con FTSE MIB, Dow Jones, Nasdaq, Nikkei 225, petrolio e Bitcoin in euro. Attenzione a cosa mostra quella striscia: sono gli indici cash, non i future sul Dow Jones che si muovono anche quando Wall Street è chiusa, quindi fuori orario il numero resta fermo mentre il mercato dei derivati si muove.
Le notizie occupano metà della home, e vale la pena guardare da dove arrivano. Il 7 settembre 2026 alle 19 i sette titoli in apertura erano firmati BeInCrypto (cinque), Euronews e ADVFN IT, e quattro su sette parlavano di criptovalute. La redazione italiana di Yahoo Finanza non esiste come la immagini: è un aggregatore che ripubblica partner, con un forte peso del crypto. Per chi segue Piazza Affari è un dettaglio che conta più di quanto sembri, perché il flusso in home non parla quasi mai di Milano.
Questa è la parte che cambia il modo di usare lo strumento. Yahoo pubblica una tabella con il suffisso di ogni borsa, il ritardo e il fornitore dei dati. I numeri, letti il 7 settembre 2026, sono questi.
| Paese | Mercato | Suffisso | Ritardo | Fornitore |
|---|---|---|---|---|
| Italia | Borsa Italiana | .MI |
20 minuti | ICE Data Services |
| Italia | EuroTLX | .TI |
20 minuti | ICE Data Services |
| Regno Unito | Borsa di Londra | .L |
20 minuti | ICE Data Services |
| Francia | Euronext Parigi | .PA |
15 minuti | ICE Data Services |
| Germania | Deutsche Boerse XETRA | .DE |
15 minuti | ICE Data Services |
| Stati Uniti | Indici NYSE e Cboe | nessuno | 15 minuti | ICE Data Services |

Sulla stessa pagina Yahoo scrive due frasi che spostano il perimetro: “Non è consentito diffondere le informazioni mostrate o fornite da Yahoo Finanza” e “Tutti i dati forniti su Yahoo Finanza hanno solo finalità informative e non devono essere utilizzati per scopi di trading o investimento”. È il fornitore stesso a dire che il suo dato non è un dato operativo.
Sulla scheda di un titolo il ritardo è scritto in alto, in inglese, sopra il nome della società: su Eni si legge “Milan – Delayed Quote • EUR”. Chi non sa che Delayed vuol dire differito legge un prezzo di venti minuti prima e lo tratta come attuale.

La conseguenza pratica è semplice. Per capire com’è andata la giornata, per leggere un bilancio, per controllare una data di stacco dividendo va benissimo. Per mettere un ordine no: quel prezzo serve a informarsi, non a decidere l’eseguito.
Il campo di ricerca accetta il nome, ma la ricerca seria si fa con il ticker più il suffisso della borsa. Eni a Milano è ENI.MI, Telecom Italia è TIT.MI, l’indice è FTSEMIB.MI. Senza suffisso finisci sulla quotazione americana della stessa società o su un titolo omonimo, e i due prezzi non coincidono mai perché sono due mercati e due valute.
Il limite grosso, per un risparmiatore italiano, è la parte obbligazionaria. I titoli di Stato italiani in gran parte non ci sono: è la lamentela che ritorna nelle recensioni dell’app da anni, con parole quasi identiche. Sull’App Store italiano l’utente Dirk41mffl, il 7 giugno 2025, ha aperto una recensione a una stella intitolata “Mancano i BTP da mettere in whatchlist”, e su Google Play Gianni B. MV, il 26 ottobre 2023, chiudeva una recensione positiva con “peccato io non riesca a inserire i BTP in quanto (almeno io) non li trovo”. Chi ha un portafoglio fatto per metà di obbligazioni governative italiane, su Yahoo ne monitora metà.
Lo screener è la funzione più sottovalutata del sito, ed è gratuita. Si apre da Quotazioni e si divide in tre: azioni, fondi, ETF. La pagina propone una libreria di screener già pronti, con i nomi tradotti in italiano: Titoli più attivi, Penny stock più scambiati, Crescita titoli svalutati, Titoli giornalieri in rialzo e in ribasso, Titoli più venduti allo scoperto, massimi e minimi a 52 settimane, Alta capitalizzazione svalutati, Titoli tecnologici in crescita.

Le descrizioni tradiscono l’origine del prodotto. “Penny stock più scambiati” filtra i titoli sotto i 5 dollari, e “Titoli più venduti allo scoperto” si basa “sui rapporti Nasdaq e NYSE pubblicati ogni due settimane”. I preset sono costruiti sul mercato americano: aprendo Titoli giornalieri in rialzo trovi già impostati i filtri Variazione percentuale pari o superiore a 3% e Area geografica Stati Uniti, con 142 titoli in lista.

Il modo di usarlo bene è partire da un preset e riscriverlo. I filtri attivi sono chip cliccabili: si tocca Area geografica, si cambia Stati Uniti in Italia, si toglie il filtro sulla variazione e si aggiungono i parametri che interessano davvero dal pannello dei filtri aggiuntivi, capitalizzazione, settore, rapporto prezzo utili, rendimento del dividendo. Il pulsante Salva conserva lo screener nella scheda Salvati, e la tabella dei risultati si personalizza con il pulsante Personalizza scegliendo le colonne.
Due limiti da tenere presenti prima di costruirci sopra un metodo. Il primo è che i filtri fondamentali sono quelli standard, senza le voci da analisi professionale come i giudizi degli analisti o la composizione dell’azionariato: quelle Yahoo le vende nel piano a pagamento come “Premium Screeners”. Il secondo è che uno screener seleziona su dati di bilancio e di prezzo differiti, quindi produce una lista da studiare, non un segnale. Se il criterio è fondamentale, la lista va poi letta con gli strumenti dell’analisi fondamentale, altrimenti resta un elenco di righe colorate.
La sezione Il mio portafoglio chiede l’accesso con un account Yahoo. Senza login vedi solo la pagina di presentazione, che promette “un unico luogo per i tuoi portafogli, metriche e altro” e propone due modi per popolarlo: collegare in modo sicuro i conti di intermediazione oppure aggiungerli manualmente. Yahoo precisa, nella stessa schermata, che “non memorizza le credenziali del tuo broker”.

La prima strada, per chi investe dall’Italia, è di fatto chiusa: il collegamento automatico è pensato per gli intermediari americani, e i broker che compaiono nell’anteprima sono Fidelity e Charles Schwab. Chi ha il conto su Fineco, Directa o DeGiro inserisce le posizioni a mano, una per una, con quantità, prezzo di carico e data.
Fatto questo, quello che ottieni è un monitor, non un rendiconto. Le recensioni italiane sono precise su cosa manca, e sono la fonte migliore che esista su questa funzione perché le scrive chi la usa ogni giorno. Il 30 marzo 2026 l’utente Gaz-X, in una recensione da quattro stelle, scriveva che “l’opzione di gestione dei liquidi non tiene conto delle tasse da pagare. Accredita i dividendi lordi e non è corretto”. L’8 febbraio 2026 elviZen, tre stelle, elencava le assenze: “non si possono vedere cose base, come un grafico con l’allocazione del nostro portafoglio, non si possono vedere le obbligazioni singole o magari le prossime cedole”. Il 22 novembre 2025 FilippoFlores metteva una stella per segnalare un bug sui portafogli multipli, spiegando di averlo fatto perché non aveva trovato altro modo per far arrivare la segnalazione allo sviluppatore.
Tradotto in criteri: Yahoo tiene il conto di quanto vale la posizione e di quanto è salita o scesa, ma il dividendo lo conta lordo, l’allocazione per asset class non la disegna e la parte obbligazionaria italiana la ignora. Per il controllo quotidiano va bene, per la contabilità no. E vale la pena ricordare che un portafoglio dichiarato a mano su un sito non è un track record verificato: quando si tratta di dimostrare risultati di un conto reale servono strumenti che leggano il conto dal lato del broker, come spiegato nella guida su come funziona Myfxbook.
Sulla scheda di ogni titolo c’è Dati storici, con periodo, frequenza (giornaliera, settimanale, mensile) e la tabella completa: apertura, massimo, minimo, chiusura, chiusura rettificata e volume. Si legge tutto senza account.

La colonna che conta è Chiusura rettificata: tiene conto di dividendi e operazioni sul capitale, quindi è quella che serve per calcolare un rendimento sensato, mentre la chiusura semplice fa apparire come perdita ogni stacco cedola. È un dettaglio che ci è costato tempo: l’analisi di portafoglio che teniamo in scripts/portfolio_analysis.py, costruita su tre fondi americani e sull’indice S&P 500 dal 1 aprile 2025 al 30 marzo 2026, gira interamente sulla chiusura rettificata, e i file scaricati da Yahoo per farla non avevano nemmeno la stessa intestazione fra loro: due riportavano “Chiusura Adj.”, uno “Chiusura Rettificata”, con due formati di data diversi da normalizzare prima di poterli confrontare.
Il download del file, invece, non è gratuito. Nella tabella dei piani la voce “Download historical data as CSV” compare solo nella colonna Gold. Chi vuole le serie storiche senza abbonarsi passa dalle librerie non ufficiali tipo yfinance, e qui va detta la cosa che quasi nessuno scrive: l’API ufficiale di Yahoo Finance è stata chiusa nel maggio 2017 e non è mai stata sostituita. Tutte le librerie che oggi scaricano da Yahoo interrogano endpoint interni, non un servizio pubblico, e possono smettere di funzionare quando Yahoo cambia qualcosa. Per un esercizio personale va bene, per costruirci sopra un lavoro serio è una dipendenza fragile, e i termini d’uso citati sopra vietano comunque la ridistribuzione dei dati.
Chi cerca dati per un backtest ha un motivo in più per stare attento. Le serie giornaliere di Yahoo servono a studiare un’idea, non a validare una strategia intraday: la divisione fra in sample e out of sample e la qualità del dato contano quanto la strategia, e i dati di esecuzione veri arrivano dal broker, come spiegato nella guida su come si valuta una strategia con il backtesting.
Yahoo Finanza gratis è quasi tutto quello che serve a chi guarda i mercati. Sopra c’è un abbonamento in tre livelli, che il 7 settembre 2026 costava così, con fatturazione annuale.
| Piano | Prezzo al mese | Fatturato all’anno | Cosa aggiunge |
|---|---|---|---|
| Bronze | 7,95 dollari | 95,40 dollari | metriche di portafoglio, rischio e diversificazione, newsletter |
| Silver | 19,95 dollari | 239,40 dollari | rating Morningstar, report di ricerca, fair value, punteggi sui dividendi |
| Gold | 39,95 dollari | 479,40 dollari | piattaforma AlphaSpace, download storico in CSV, circa 40 anni di bilanci, oltre 50 pattern tecnici, screener premium |
Due avvertenze. La prima: il listino è in dollari, e la pagina dei piani sul dominio italiano non esiste, restituisce un errore 404. Chi si abbona paga su un listino americano, con il cambio a carico suo. La seconda: il piano Gold ha una prova gratuita di sette giorni che si rinnova da sola se non viene disdetta prima della scadenza, cosa che la pagina scrive in chiaro.
Per anni il confronto non esisteva, perché Google Finance era una pagina di quotazioni senza funzioni: i portafogli, con storico delle operazioni e grafici di performance, erano stati ritirati a metà novembre 2017 con il restyling del servizio, annunciato da Google nel settembre di quell’anno. In poco più di un anno è cambiato tutto.
L’11 maggio 2026 il blog ufficiale italiano di Google ha annunciato l’arrivo in Europa del nuovo Google Finance basato sull’intelligenza artificiale, “con supporto completo nelle lingue locali”: ricerca in linguaggio naturale, Deep Search per le domande complesse, strumenti grafici con indicatori di analisi tecnica e punti chiave sui grafici, feed di notizie rinnovato, dati più ampi su materie prime e criptovalute, e trimestrali seguite in diretta con audio, trascrizione sincronizzata e sintesi generate dall’AI. Le due funzioni annunciate a novembre 2025 sul blog americano restano il tratto distintivo: Deep Search, che secondo Google lancia centinaia di ricerche simultanee e produce una risposta citata, e i dati dei prediction market di Kalshi e Polymarket dentro la barra di ricerca, un mondo che abbiamo raccontato nella guida alle alternative a Polymarket.
A giugno 2026 sono tornati i portafogli, quasi nove anni dopo, ed è arrivata la prima app Android: le prime recensioni italiane sul Play Store sono del 26 giugno 2026. Aprendo google.com/finance dall’Italia il 7 settembre 2026 la colonna di sinistra mostra Elenchi e Portafogli con il pulsante Crea portafoglio, in italiano. Quello che nella pagina non compare mai, nemmeno una volta, è la parola screener: filtri per selezionare titoli su Google Finance non ci sono.
C’è poi la strada che passa da Fogli Google, dove la funzione GOOGLEFINANCE importa prezzo, volume, capitalizzazione, rendimento del dividendo e serie storiche dentro un foglio di calcolo. È comodissima per costruirsi un monitor su misura, con due limiti scritti nella documentazione ufficiale: la funzione “è disponibile solo in inglese e non supporta la maggior parte delle borse internazionali”, e le quotazioni “non riguardano tutti i mercati e possono subire un ritardo di 20 minuti”.

| Voce | Yahoo Finanza | Google Finance |
|---|---|---|
| Screener azioni, fondi, ETF | sì, gratuito, con preset e screener salvati | assente |
| Portafoglio | sì, inserimento manuale, dividendi lordi | tornato a giugno 2026 dopo nove anni di assenza |
| Dati storici a schermo | completi, con chiusura rettificata | presenti, meno granulari |
| Download CSV | solo con il piano Gold | non previsto |
| App | iOS e Android, 4,6 su Google Play | Android da giugno 2026, 2,6 su Google Play |
| Intelligenza artificiale | assente nell’interfaccia gratuita | ricerca AI e Deep Search |
| Bilanci e schede societarie | profonde, fino a 40 anni con Gold | sintetiche |
| Fogli di calcolo | nessuna funzione nativa |
GOOGLEFINANCE in Fogli Google |
| Titoli italiani | copertura buona sulle azioni, scarsa sui titoli di Stato | copertura azionaria, quotazioni con ritardo fino a 20 minuti |
Detto in due righe: per selezionare titoli e leggere bilanci lo strumento più completo resta Yahoo, per fare domande in italiano su un titolo e ottenere una risposta ragionata è avanti Google. Sulla seconda vale la cautela che accompagna ogni uso di un modello linguistico applicato al trading: la risposta è ben scritta anche quando la fonte sotto è debole, e le citazioni vanno aperte una per una. Chi vuole grafici professionali e alert non usa nessuno dei due, e il confronto naturale diventa un altro, quello fra TradingView e MetaTrader.
Qui c’è il dato originale di questa pagina. Abbiamo letto le ultime 150 recensioni scritte in italiano dell’app Yahoo Finanza sull’App Store, dal 12 novembre 2020 al 27 agosto 2026. La distribuzione è 70 recensioni a cinque stelle, 26 a quattro, 15 a tre, 16 a due e 23 a una, media 3,69.
La scheda pubblica della stessa app, letta lo stesso giorno, dichiara 4,65 su 13.586 valutazioni. Le due medie non si contraddicono: misurano cose diverse. Il 4,65 arriva dai voti dati con un tocco, il 3,69 da chi si è seduto a scrivere, e chi scrive lo fa quasi sempre per segnalare qualcosa che si è rotto. È lo stesso motivo per cui le recensioni negative sono la parte informativa: dicono cosa non funziona.

Contando i temi sulle stesse 150 recensioni: 24 parlano del portafoglio, 19 dei grafici, 18 di blocchi e malfunzionamenti dopo un aggiornamento, 9 del widget sparito, 7 del ritardo delle quotazioni, 6 degli avvisi di prezzo, 5 delle obbligazioni assenti. Tre voci meritano di essere citate per intero perché indicano problemi diversi. Il 15 maggio 2026 Vcardie, una stella, scriveva che “da qualche settimana le quotazioni sulle app sono sempre molto distanti dalla realtà”, portando l’esempio di Apple prezzata correttamente sul sito e male nell’app. Il 24 luglio 2025 Hortomuso, due stelle, segnalava di non riuscire più a impostare avvisi di prezzo dopo un aggiornamento. Il 7 aprile 2026 pol1771, una stella, scriveva che dopo l’aggiornamento non vedeva più nessuna delle cartelle che aveva. Sul fronte opposto, chi mette cinque stelle spesso fa lo stesso appunto che Sodix67 scriveva il 20 novembre 2023: “app gratuita molto ben fatta, unica pecca quotazioni in differita di quindici minuti”.
Il confronto fra i due store racconta l’altra metà della storia. Su Google Play, il 7 settembre 2026, Yahoo Finanza ha 4,6 stelle su 243.000 recensioni e oltre 10 milioni di download. L’app Google Finance, nata a giugno 2026, ha 2,6 stelle su 30.300 recensioni e oltre un milione di download. I testi italiani spiegano il voto senza bisogno di interpretazione: il 26 giugno 2026 Sebastiano Galeazzo la definiva “un netto miglioramento rispetto all’app rilasciata anni fa” apprezzando le funzioni AI, mentre il 6 luglio 2026 Diego Di Bella scriveva che “l’app pecca dal punto di vista dell’interfaccia grafica ancora troppo grezza e priva di funzionalità (nettamente inferiore alla versione web)” e chiedeva la traduzione delle notizie. Un prodotto nuovo con una media bassa e un prodotto vecchio con una media alta: al 7 settembre 2026 su mobile la differenza fra i due è ancora tutta a favore di Yahoo.
Anche su YouTube la domanda che gira è sempre quella. Sotto la guida in italiano di Stefano Demasi, l’utente @MicheleRazzi ha chiesto “Meglio questo o google finanza?”, e allo stesso autore un altro spettatore, @enzo048, chiedeva conto dell’app Delta: la risposta è stata “l’ho usata tempo fa, ma mi trovo meglio con Yahoo finance su PC”. Sono voci singole e valgono come tali, ma indicano dove sta l’abitudine.
C’è una linea netta che nessuno dei due strumenti dichiara in home page e che invece decide tutto. Il prezzo differito serve a sapere com’è andata; il prezzo operativo serve a decidere a quanto entri, ed è un prodotto diverso, che si paga e che arriva dall’intermediario con lo spread e il book dentro. Yahoo lo scrive nei propri termini quando dice che i suoi dati non vanno usati per scopi di trading, e Google lo scrive nella documentazione di GOOGLEFINANCE quando parla di venti minuti di ritardo.
Da qui discendono tre conseguenze pratiche. Il rendiconto che conta davanti al fisco è quello dell’intermediario, non il portafoglio che ti sei costruito a mano su un sito. L’automazione si costruisce dove i dati sono operativi, quindi su MetaTrader con un backtest fatto sul tester o con le strategie collegate a TradingView, non su una serie giornaliera scaricata dal web. E chi mette a confronto più strumenti su misure di rischio ha bisogno di serie coerenti fra loro, perché la correlazione calcolata su prezzi non rettificati produce numeri che sembrano giusti e non lo sono.
Questa pagina non contiene link di affiliazione. Yahoo Finanza e Google Finance sono servizi gratuiti e Amicobot non ha rapporti commerciali con Yahoo né con Google. Le recensioni citate sono riportate con il nome utente pubblico e la data così come compaiono sugli store: non sono verificabili oltre quanto scritto, non costituiscono prova di alcun risultato e non sono state selezionate per sostenere una tesi, ma contate e classificate come indicato nel testo. Prezzi, voti e funzioni sono quelli letti il 7 settembre 2026 e possono cambiare.
Disclaimer
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Sì, nella versione che usano quasi tutti: quotazioni differite, notizie, schede societarie, grafici, screener di azioni, fondi ed ETF e portafoglio non costano niente e chiedono al massimo un account Yahoo. A pagamento ci sono tre piani annunciati sul dominio americano, Bronze a 7,95 dollari al mese, Silver a 19,95 e Gold a 39,95 con fatturazione annuale. Sul dominio italiano la pagina dei piani non esiste.
La tabella dei dati storici si legge gratis dalla scheda del titolo, sezione Dati storici, scegliendo periodo e frequenza. Il download del file CSV compare invece solo fra le funzioni del piano Gold. Le librerie non ufficiali come yfinance scaricano dagli endpoint interni di Yahoo, non da un’API pubblica: quella è stata chiusa nel maggio 2017 e non è mai stata sostituita.
Perché la copertura obbligazionaria è il buco storico dello strumento, segnalato dagli utenti italiani da anni sia sull’App Store sia su Google Play. Le azioni di Borsa Italiana si trovano con il suffisso .MI, i titoli quotati su EuroTLX con .TI, ma i singoli titoli di Stato in gran parte non sono presenti nella ricerca e non si possono aggiungere alla watchlist.
Nell’ordine: se il problema riguarda un singolo titolo o tutta l’app, se è comparso dopo un aggiornamento e se il sito web mostra lo stesso dato dell’app. Nelle 150 recensioni lette, 18 segnalano blocchi comparsi subito dopo un aggiornamento e almeno una segnala una divergenza fra il prezzo mostrato dall’app e quello mostrato dal sito sullo stesso titolo. In quel caso il riferimento è il sito.
Il dominio italiano ha l’interfaccia tradotta, la sezione Piazza Affari e le notizie dei partner italiani; il dominio in inglese ha molti più contenuti editoriali e ospita la pagina degli abbonamenti, che sul sito italiano non esiste e restituisce un errore. I dati di mercato sono gli stessi e provengono dagli stessi fornitori: cambia il contorno, non la quotazione.
Scrivici su WhatsApp, ti diamo dati, prezzi e funzionamento dei prodotti che recensiamo. I criteri con cui li valutiamo sono pubblici in ogni scheda.