Il nuovo Google Finanza con l’AI è arrivato anche in italiano e dà il prezzo di Borsa Italiana in tempo reale gratis, cosa che TradingView fa pagare 5 euro al mese. Il grafico però offre tre indicatori in tutto. Abbiamo aperto le due piattaforme lo stesso giorno e contato.
Voto della redazione: 5/5 per google finance.
Scrivici su WhatsApp, ti diamo dati, prezzi e funzionamento dei prodotti che recensiamo. I criteri con cui li valutiamo sono pubblici in ogni scheda.
Questo articolo non riassume il comunicato di Google. Racconta cosa succede quando si prova a usare la piattaforma per fare le cose che un investitore italiano fa davvero: cercare un BTP, mettere un ETF di Milano in watchlist, guardare un indicatore di analisi tecnica su un grafico, chiedere all’AI qualcosa di specifico su un titolo.
Il nuovo Google Finanza non è uscito tutto insieme e questo spiega perché in Italia molti lo hanno visto solo negli ultimi mesi.
Il pannello di destra oggi propone tre strade: Crea un portafoglio, Crea un’attività (i briefing programmati) e Deep Search. Il riquadro di ricerca risponde anche senza collegare un account Google, cosa che abbiamo verificato lasciando volutamente il pulsante “Accedi” in alto a destra.
Il menu Indicatori del grafico contiene esattamente tre voci: media mobile, convergenza e divergenza di medie mobili, envelope di medie mobili.

Tutte e tre sono costruite sullo stesso oggetto, la media mobile. La seconda è il MACD chiamato con il nome esteso, la terza è la banda che si costruisce attorno alla media. Non c’è un oscillatore di momentum, non c’è un indicatore di volatilità, non c’è nulla che non derivi da una media.
Il resto della barra si chiude in fretta: quattro tipi di grafico (linea, area, candele, barre) e otto orizzonti temporali, da 1G a MAX. Non esistono strumenti di disegno: niente trendline, niente rettangoli, niente Fibonacci. Non esiste un avviso di prezzo: il menu delle impostazioni, in alto a destra, contiene una sola voce, il tema chiaro o scuro.
Lo stesso titolo, aperto su TradingView nello stesso minuto, si presenta così.

Barra di disegno sulla sinistra, pulsanti Indicatori, Alert, Replay e Trade in alto, watchlist e notizie sulla destra. Il catalogo ufficiale supera i 400 indicatori interni, ai quali si aggiungono gli script pubblicati dagli utenti in Pine Script: i numeri completi e il funzionamento dei piani stanno nella nostra recensione di TradingView. Il divario si ripete sui tipi di grafico: quattro su Google, mentre l’elenco di TradingView comprende anche Heikin Ashi, Renko e Kagi.
Confrontare i due grafici come se giocassero lo stesso campionato non ha senso. Il punto interessante è un altro, ed è sotto il grafico.
Sulla tabella dei ritardi che Google pubblica nella pagina Disclaimer, il codice BIT, Borsa Italiana Milan Stock Exchange, è marcato “Realtime”. Senza account e senza pagare.
Su TradingView lo stesso titolo, simbolo MIL:ENI, mostra il badge D accanto al prezzo: dato ritardato. Il tempo reale su Milano si compra con il bundle Euronext, che nel listino in euro letto lo stesso giorno costa 5 euro al mese per uso non professionale e include Milano, EuroTLX, i futures di Milano, Parigi, Amsterdam, Bruxelles, Lisbona, Oslo e Dublino. Il piano gratuito non può nemmeno acquistarlo: i pacchetti dati partono dal piano Essential.

La stessa tabella riserva sorprese anche altrove: Londra, Francoforte, Copenaghen e Helsinki sono in tempo reale, mentre Parigi, Amsterdam, Bruxelles e Xetra viaggiano con quindici minuti di ritardo. New York e Nasdaq sono “Realtime” con un asterisco, che rimanda al consolidamento ritardato di quindici minuti. I prezzi di fine giornata arrivano da Morningstar, quelli infragiornalieri da ICE Data Services, i metadati societari da Refinitiv.
Chi guarda il FTSE MIB e i titoli di Piazza Affari ha quindi un dato aggiornato al secondo, gratis, e tre indicatori per usarlo. Chi vuole gli strumenti paga il dato. È il rovescio esatto di quello che ci si aspetta.
Il grafico è metà del problema. L’altra metà è il catalogo degli strumenti.

Cercando BTP 2033 la barra propone Stellantis e Intesa Sanpaolo. Nessun titolo di Stato. I filtri disponibili sono cinque, Titoli, Indice, Fondo comune di investimento, Valuta e Futures, e fra questi le obbligazioni non compaiono.
Cercando SWDA, uno degli ETF più diffusi nei portafogli italiani, escono due risultati: la quotazione di Londra in sterline e quella di Zurigo in dollari. La quotazione di Borsa Italiana in euro, quella su cui la maggior parte dei risparmiatori italiani ha effettivamente comprato, non c’è.
C’è poi un capitolo che riguarda chi tiene il portafoglio in un foglio di calcolo. Da fine 2025 la funzione GOOGLEFINANCE in Google Sheets ha smesso di restituire diversi ticker di Borsa Italiana, in coincidenza con la migrazione dei mercati di Milano sull’infrastruttura Euronext. Sotto il video in cui Matteo Ongaro ricostruisce un foglio alternativo, pubblicato il 7 febbraio 2026, il commento di @tonypezzella riassume la situazione in una riga: aveva un foglio pieno di statistiche collegato a Google Finance, “tutto rotto”, ed è passato a Yahoo. @OresteAcacia, stessa data, racconta di essersi scritto uno script in AppScript per prendere i prezzi da Yahoo in JSON, e sostiene che siano più allineati. @splintercell90 ha risolto sostituendo i ticker SWDA e EIMI con le versioni IWDA e EMIM, mentre @AndreaPiacentino si limita a chiedere perché SWDA, quotato in euro su altre borse europee, non venga trovato.
La ricerca AI è la parte nuova e va giudicata su come risponde, non su come viene presentata. Abbiamo scritto nel riquadro: Quali sono i rischi principali del titolo Eni nei prossimi mesi?

La risposta arriva in circa venti secondi, in italiano, organizzata in punti con le fonti linkate riga per riga e quattro domande di approfondimento in coda. La prima esecuzione, alle 19:09, ha citato sei siti e ha elencato volatilità delle materie prime, rischi geopolitici, esecuzione del Piano Strategico 2026-2030 e margini di raffinazione. La seconda, alle 19:16, ne ha citati quattro e ha costruito una scaletta diversa, centrata su rotte energetiche e sicurezza degli approvvigionamenti.
Nessuna delle due risposte contiene un numero. Nessuna delle due indica un livello, un target degli analisti o una data. Sono riassunti competenti di quello che la stampa finanziaria ha già scritto, prodotti in venti secondi invece che in mezz’ora di lettura: è un risparmio di tempo vero, non è un’analisi.
C’è poi una cosa che stona nell’edizione italiana. Il riquadro dei “momenti chiave” sopra i dati fondamentali resta in inglese, e lo stesso vale per lo scenario rialzista e ribassista costruito sui report di TipRanks e per il riepilogo del mercato europeo in home page. Ricaricando la stessa pagina a distanza di pochi minuti il testo inglese cambia. La chat risponde in italiano, il resto della pagina no.
In fondo alla schermata Google mette una riga che conta più di quanto sembri: “I contenuti creati con l’AI potrebbero contenere errori”. La pagina Disclaimer è più esplicita: le risposte dell’AI possono contenere errori, il contenuto è fornito “così com’è” a fini informativi e non costituisce consulenza finanziaria, legale, fiscale o di investimento, e Google “non è un broker né un consulente di investimento”. Sono le stesse cautele che valgono per qualsiasi assistente conversazionale applicato ai mercati, un tema che abbiamo già misurato provando a usare ChatGPT su analisi e investimenti.
Presentare il confronto come “Google ha l’AI, TradingView no” sarebbe sbagliato di un anno.
Il 2 aprile 2026 TradingView ha annunciato sul proprio blog AI Chart Copilot, un assistente che vive in un pannello laterale del browser: si installa come estensione per Chrome e per i browser Chromium, legge il grafico aperto, produce la lettura tecnica (medie mobili, RSI, MACD, supporti e resistenze), imposta avvisi dalla conversazione e recupera notizie e dati fondamentali. Nel post l’azienda scrive che per mantenerlo sostenibile e gratuito potrebbe limitarne l’uso giornaliero. Il 17 agosto 2026 è arrivato AI Screener, che trasforma una descrizione a parole in uno screener pronto.
La differenza fra i due approcci non è la presenza dell’AI, è dove viene messa. Google la mette prima del grafico: fa la ricerca, riassume, spiega perché un titolo si è mosso. TradingView la mette sopra il grafico: legge il grafico aperto e aiuta a lavorarci sopra. Chi ha seguito la stessa dinamica sui browser, dal browser di OpenAI a Comet di Perplexity, riconosce lo schema: lo strato conversazionale si sta appoggiando agli strumenti che già esistono, non li sta sostituendo.
Le medie delle schede degli store sono numeri quasi inutili da soli, perché pesano anche le versioni vecchie delle app. Le abbiamo lette una per una.

Sul Play Store italiano l’app Google Finanza espone una media di 2,7 su 28.498 valutazioni. Delle venti recensioni italiane leggibili in chiaro il 7 settembre 2026, pubblicate fra il 26 giugno e il 30 agosto, dodici sono da una stella, una da due, tre da tre, nessuna da quattro e quattro da cinque. Sono poche e vanno lette come segnale, non come statistica.
Il contenuto conta più del voto:
Il filo che tiene insieme queste voci è lo stesso che abbiamo trovato provando la piattaforma: gli strumenti italiani mancano e la parte AI, quando le si dà un compito operativo come registrare una transazione, sbaglia.
Sull’App Store italiano TradingView sta a 4,8 su 15.607 valutazioni. Delle 98 recensioni lette dal feed pubblico, dal 18 gennaio 2025 al 31 agosto 2026, 52 sono da cinque stelle e 23 da una: una distribuzione a due picchi, tipica di un prodotto che piace molto a chi lo usa a fondo e irrita chi si scontra con il muro del piano gratuito.
Le due liste raccontano due insoddisfazioni opposte. Su Google mancano gli strumenti. Su TradingView ci sono e si pagano.
Il modo più onesto di chiudere il confronto è mettere in fila i quattro passaggi di una qualsiasi operazione e vedere dove ciascuno strumento esce di scena.

Google Finanza si ferma al primo: leggere il prezzo, capire cosa è successo, farsi spiegare una trimestrale. Con Deep Search e i briefing programmati lo fa bene e gratis, e per chi tiene un portafoglio di lungo periodo su azioni americane può bastare.
TradingView copre il secondo e il terzo: lettura tecnica del grafico fatta sul serio, avvisi, backtest delle strategie scritte in Pine Script. L’ordine, quando arriva, parte dal pannello ma lo esegue il broker collegato, e il centro di supporto della piattaforma è netto sul limite: il trading con le strategie resta confinato alla modalità di backtesting. Chi cerca l’esecuzione automatica trova la spiegazione completa nella nostra guida su come si automatizza davvero una strategia su TradingView.
Il quarto passaggio, quello in cui il software apre e chiude posizioni da solo, non appartiene a nessuna delle due: vive su MetaTrader 5 e sugli expert advisor, che sono programmi con logiche dichiarate e rischi propri. Sistemi come Gold Breaker, costruito su una logica di breakout sull’oro con money management automatico, o Perceptrader AI, che lavora a griglia con un filtro di machine learning e apre una posizione ogni 25 pip senza stop loss tradizionale, stanno su un piano completamente diverso da un grafico consultato dal browser: l’automazione sposta il rischio, non lo elimina, e il confronto fra le due famiglie di strumenti è il tema del nostro pezzo su TradingView e MetaTrader.
Un ultimo dato che aiuta a inquadrare Google Finanza nel posto giusto: la piattaforma integra le quotazioni dei prediction market di Kalshi e Polymarket, cioè probabilità implicite su eventi, e non integra nulla che permetta di piazzare un ordine. È una scelta di campo esplicita. Google costruisce un luogo dove si legge il mercato, non dove lo si opera.
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Le due piattaforme sono state aperte lo stesso giorno, il 7 settembre 2026, sullo stesso titolo e alla stessa ora. Le ricerche su Google Finanza sono state fatte a mano dalla barra, con account non collegato e interfaccia in italiano. I ritardi per borsa vengono dalla pagina Disclaimer di Google Finance, il listino e i pacchetti dati dalla pagina dei prezzi di it.tradingview.com, le recensioni dal Play Store e dal feed pubblico dell’App Store italiani, i commenti da YouTube. Le citazioni degli utenti sono riportate come appaiono sulle rispettive piattaforme: sono segnalazioni di chi le ha scritte, non dati verificati alla fonte.
Disclaimer
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Nessuna tab disponibile.
Sì. La versione con l’AI è arrivata in Europa l’11 maggio 2026 con supporto nelle lingue locali, e il 25 giugno 2026 è uscita dalla beta insieme all’app Android. L’interfaccia italiana si chiama Google Finanza. Alcuni testi generati dall’AI, come il riquadro dei momenti chiave e lo scenario rialzista e ribassista, al 7 settembre 2026 restano in inglese.
Per una domanda singola no: abbiamo ottenuto risposte complete senza collegare alcun account. L’accesso serve per le watchlist personalizzate, per i portafogli e per i briefing programmati. Deep Search ha limiti d’uso più alti per chi ha un abbonamento Google AI Pro o AI Ultra.
Nella tabella pubblicata da Google il codice BIT risulta “Realtime”. La stessa tabella indica quindici minuti di ritardo per Xetra, Parigi, Amsterdam e Bruxelles, e un asterisco su New York e Nasdaq che rimanda al consolidamento ritardato. Google dichiara di non verificare i dati e di non garantirne accuratezza e completezza, quindi per operare il riferimento resta la quotazione del proprio intermediario.
Le segnalazioni degli utenti si concentrano fra la fine del 2025 e i primi mesi del 2026 e coincidono con la migrazione dei mercati di Milano sull’infrastruttura Euronext, che ha cambiato la nomenclatura di diversi strumenti. Non risulta una comunicazione ufficiale di Google sul punto. Chi ha risolto lo ha fatto cambiando ticker, appoggiandosi alla quotazione di un’altra borsa o prendendo i dati da un’altra fonte.
Sui numeri no, e il confronto è impari: tre indicatori tutti derivati dalla media mobile, quattro tipi di grafico, nessuno strumento di disegno e nessun avviso di prezzo, contro un catalogo di oltre 400 indicatori interni, gli script della community, gli alert e il replay. Sono strumenti pensati per due usi diversi, e la scelta fra grafico spoglio e grafico carico di indicatori è la stessa discussione di sempre fra price action e indicatori.
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