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Settimana ad alta volatilità per i mercati finanziari, nonostante un calendario economico povero di eventi. L’attenzione è stata dominata dal rally del petrolio e dalla correzione dell’oro. In tre sedute l’oro ha perso circa il dieci per cento, mentre il petrolio è avanzato di un valore simile. A spingere il greggio sono state le nuove sanzioni energetiche statunitensi contro la Russia e il diciannovesimo pacchetto europeo di restrizioni, che hanno riacceso i timori di un’offerta più scarsa. In parallelo cresce l’attesa per il CPI USA, il dato che definirà la direzione del dollaro.
L’oro ha corretto dopo un rally di oltre il 20% in soli tre mesi, raggiungendo livelli di ipercomprato. Gli investitori istituzionali hanno iniziato ad alleggerire le posizioni, generando una sequenza di tre giornate ribassiste consecutive.
In termini tecnici, il metallo giallo non aveva mai mantenuto dieci settimane di rialzo continuo: questa soglia psicologica ha favorito prese di profitto. Inoltre, il rafforzamento del dollaro e l’aumento dei rendimenti obbligazionari hanno amplificato la pressione ribassista.
Nella precedent analisi abbiamo analizzato in dettaglio tutti i motivi che hanno sostenuto il rally dell’oro, spiegando le dinamiche macroeconomiche e i fattori tecnici che ne hanno determinato l’ascesa.

Le nostre zone di supporto e resistenza su Gold (XAU/USD)
Il greggio ha guadagnato circa il dieci per cento in due giorni, recuperando completamente le perdite seguite ai dazi cinesi del dieci ottobre. Il rialzo è legato a tre fattori principali.
Il Dipartimento del Tesoro statunitense ha colpito Rosneft e Lukoil, le due maggiori compagnie petrolifere russe, imponendo restrizioni a chi commercia con esse. Le misure rappresentano uno dei passi più diretti contro l’economia energetica russa e hanno immediatamente spinto i prezzi verso l’alto.
L’Unione Europea ha adottato il diciannovesimo pacchetto di sanzioni, introducendo un divieto progressivo alle importazioni di gas naturale liquefatto russo. I contratti a breve termine termineranno entro sei mesi, quelli a lungo dal primo gennaio 2027. Il provvedimento include anche banche di Kazakistan e Bielorussia, exchange di criptovalute e l’inserimento di 117 navi della flotta ombra russa, portando il totale a 558.
La combinazione tra restrizioni statunitensi ed europee ha riacceso la narrativa di un mercato energetico più rigido. Gli operatori hanno reagito acquistando petrolio per coprirsi da possibili shock di offerta. Anche se l’impatto effettivo dipenderà dall’applicazione delle sanzioni, il sentiment resta orientato al rialzo.
Le nostre zone di supporto e resistenza su CRUDE OIL
Venerdì verrà pubblicato il dato sull’inflazione americana, elemento chiave per la politica monetaria della Federal Reserve.
Possibile rafforzamento del dollaro americano.
Probabili prese di profitto su indici tecnologici e oro.
Possibile retest di euro dollaro in area 1,14
Possibile sollievo sui mercati azionari.
Possibile debolezza del dollaro e rimbalzo dell’oro.
Possibile ripresa del sentiment positivo sugli asset rischiosi.

Le nostre zone di supporto e resistenza su EUR/USD
Secondo Reuters, il vice-premier cinese He Lifeng incontrerà il segretario del Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent e il rappresentante USA al commercio Jamieson Greer a Kuala Lumpur, nel contesto del summit dell’ASEAN che si tiene dal 24 al 27 ottobre 2025.
La missione della delegazione cinese è rilanciare il dialogo economico e commerciale tra le due potenze dopo mesi segnati da crescenti tensioni su dazi, tecnologia e materie prime strategiche. In particolare, uno dei temi centrali sarà il controllo delle esportazioni da parte della Cina di terre rare e di altri materiali critici, che gli Stati Uniti considerano come un “colpo” alle catene globali di approvvigionamento.

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