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I Non-Farm Payrolls (NFP) rappresentano il dato macroeconomico più seguito dai mercati finanziari a livello globale. Si tratta del report mensile che misura la variazione del numero di occupati negli Stati Uniti, escludendo il settore agricolo. Questo indicatore è considerato centrale perché fornisce una fotografia diretta della salute del mercato del lavoro americano, uno dei due pilastri fondamentali del mandato della Federal Reserve insieme alla stabilità dei prezzi.
Proprio per questo motivo, gli NFP sono il dato più osservato dalla Fed, dai policy maker e dagli operatori istituzionali. Un mercato del lavoro forte suggerisce un’economia resiliente, mentre segnali di debolezza possono anticipare rallentamenti economici e cambiamenti di politica monetaria.

Il FedWatch Tool, il giorno prima degli NFP, mostra che c’è un’88% di probabilità che i tassi di interesse non vengano né ridotti né aumentati al prossimo meeting della Fed (28 gennaio).
Negli scorsi mesi, il rilascio dei dati sugli NFP è stato irregolare a causa dello shutdown governativo, che ha impedito la pubblicazione del report per diversi mesi consecutivi. Successivamente, i dati sono stati rilasciati in blocco, creando una maggiore incertezza sui mercati.
Entrando nel dettaglio più recente, a novembre il dato sugli NFP è risultato molto positivo, mentre a dicembre l’occupazione è cresciuta leggermente sopra le aspettative, anche se il risultato è stato influenzato da una revisione del dato precedente. Nel complesso, il mercato del lavoro ha continuato a mostrare una buona tenuta, pur evidenziando segnali di progressivo raffreddamento.

Uno degli elementi più osservati dalla Federal Reserve è il tasso di disoccupazione. Da settembre a oggi, il tasso è passato dal 4,3% al 4,6%, evidenziando un incremento graduale ma costante. Questo movimento suggerisce che il mercato del lavoro potrebbe iniziare a perdere slancio, un fattore che la Fed non può ignorare.
L’aumento della disoccupazione, se accompagnato da una moderazione dell’inflazione, potrebbe aprire la porta a un cambiamento nella politica monetaria nei prossimi mesi.

Sul fronte dell’inflazione, i dati mostrano un andamento più favorevole. L’inflazione americana è passata dal 2,9% al 3% fino a scendere al 2,7%, un valore che verrà nuovamente rivisto il 13 dicembre. Attualmente, il livello del 2,7% risulta circa un punto percentuale inferiore rispetto al terminal rate ipotizzato dalla Federal Reserve.
Questo contesto alimenta l’incertezza in vista del meeting della Fed del 28 gennaio, durante il quale i trader cercano di capire se ci sarà o meno un taglio dei tassi di interesse. Dopo le recenti dichiarazioni del presidente della Fed, Jerome Powell, il mercato sembra orientato verso uno scenario di tassi invariati. Tuttavia, il Segretario al Tesoro americano, Bessent, ha espresso una posizione più accomodante, sostenendo che la Fed dovrebbe iniziare a ridurre il costo del denaro.

Un’indicazione interessante arriva anche dal mercato predittivo. Secondo Polymarket, circa il 93% degli utenti ritiene che nel prossimo meeting non ci sarà alcun taglio dei tassi di interesse. Polymarket è considerata una delle piattaforme predittive più accurate degli ultimi anni e questo dato riflette chiaramente il sentiment attuale degli operatori.

Per quanto riguarda il cambio EUR/USD, il prezzo si trova attualmente in area 1,166. In caso di NFP forti, il dollaro potrebbe rafforzarsi ulteriormente, favorendo un ritracciamento fisiologico del cambio verso 1,15. Considerando che nell’ultimo anno l’euro-dollaro ha registrato una salita superiore al 10%, una correzione di circa 100 pips sarebbe del tutto coerente con la struttura di mercato. È fondamentale però monitorare il dato sulla disoccupazione, perché un suo aumento o calo potrebbe cambiare radicalmente la reazione del mercato.

In questo contesto di lateralità, Dark Nebula, un bot di trading che opera sul Forex con uno storico di 4 anni verificato su Myfxbook, ha chiuso lo scorso mese con un profitto del 3%.

La situazione è diversa per il Gold, che continua a muoversi in modo sensibile sia alle notizie geopolitiche sia alle aspettative sui tassi di interesse futuri. L’oro tende a scontare in anticipo le decisioni delle banche centrali e, guardando al prossimo anno, il tema dei tassi resterà centrale.
Con la possibile sostituzione di Jerome Powell alla guida della Fed e l’ipotesi di una presidenza più flessibile, il Gold rimane estremamente reattivo. Sul grafico a 4 ore si osserva la possibilità di un ritracciamento verso area 4.250, livello tecnico che in passato ha agito da resistenza e successivamente da supporto. Quest’area potrebbe fungere nuovamente da base per una ripartenza verso nuovi massimi storici.

In questo contesto di alta volatilità, durante il mese di dicembre, all’interno dei nostri conti abbiamo ottenuto profitti del 17% e del 10% rispettivamente tramite Gold Miner e Gold Breaker, due bot di trading con Myfxbook verificato che operano sull’oro con una strategia di breakout: il primo applicata sul timeframe M1, il secondo sul timeframe H1. Entrambi i bot non utilizzano griglie né martingala e dispongono di un trailing stop intelligente che chiude le operazioni in profitto anche se non raggiungono il target.


Un altro protagonista è Bitcoin, che da settimane si muove in una fase di range laterale. Il livello dei 95.000 rappresenta una resistenza chiave che, finché non verrà superata, rende difficile una ripresa direzionale decisa. Dati sul lavoro molto forti tendono a penalizzare Bitcoin, perché riducono la probabilità di tagli dei tassi, scenario generalmente favorevole agli asset risk-on.
In caso di NFP particolarmente robusti, non è da escludere un ritorno dei prezzi anche sotto gli 80.000, mentre finché l’area dei 72.000 non verrà violata, la struttura di fondo rimane costruttiva.

Gli indici azionari continuano a mostrare forza, con nuovi massimi storici soprattutto negli Stati Uniti, mentre quelli europei proseguono il loro trend rialzista. Il Nasdaq resta più sensibile al tema dei tassi di interesse e preferirebbe un contesto monetario più accomodante.
Paradossalmente, dati sul lavoro forti potrebbero sostenere ulteriormente gli indici, perché smentirebbero le voci di un mercato del lavoro debole. Dati troppo deboli, invece, potrebbero generare incertezza, anche se accompagnati da aspettative di tagli dei tassi.

Gli NFP di gennaio rappresentano un appuntamento cruciale per i mercati finanziari. In un contesto caratterizzato da inflazione in calo, disoccupazione in lieve aumento e grande incertezza sulle prossime mosse della Fed, il dato sul lavoro potrebbe diventare il vero catalizzatore di breve periodo per valute, materie prime, criptovalute e indici azionari.
Il mercato resta in attesa di conferme, consapevole che ogni sorpresa sugli NFP potrebbe cambiare rapidamente lo scenario macro e le aspettative di politica monetaria.
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Gli NFP (Non-Farm Payrolls) misurano la variazione mensile del numero di occupati negli Stati Uniti, escludendo il settore agricolo, i lavoratori domestici e alcune categorie pubbliche. Il dato fornisce una fotografia aggiornata dello stato del mercato del lavoro americano ed è uno degli indicatori macroeconomici più seguiti a livello globale.
Gli NFP sono considerati il dato sul lavoro più rilevante perché influenzano direttamente le decisioni della Federal Reserve. Un mercato del lavoro forte o debole può modificare le aspettative su tassi di interesse, inflazione e crescita economica, generando movimenti significativi su valute, indici, materie prime e criptovalute.
Il report sugli NFP viene pubblicato il primo venerdì di ogni mese, generalmente alle 14:30 ora italiana. La pubblicazione è accompagnata anche da altri dati importanti, come il tasso di disoccupazione e la crescita dei salari medi orari.
I dati NFP tendono a influenzare in modo significativo il dollaro USA, il cambio EUR/USD, l’oro, gli indici azionari americani e asset sensibili ai tassi di interesse come Bitcoin. La reazione dipende sempre dal confronto tra dato effettivo, aspettative del mercato e contesto macroeconomico generale.
Gli NFP sono un indicatore molto rilevante, ma non sono infallibili. Il dato è spesso soggetto a revisioni nei mesi successivi, motivo per cui i mercati osservano non solo il numero principale, ma anche il trend nel tempo e la coerenza con altri indicatori macroeconomici.
Il dato sugli NFP viene spesso rivisto nei mesi successivi per includere informazioni più complete. Le revisioni possono cambiare la lettura del trend occupazionale e influenzare la percezione del mercato sul reale stato dell’economia americana, talvolta più del dato appena pubblicato.
La Federal Reserve utilizza gli NFP per valutare se il mercato del lavoro è troppo forte o troppo debole rispetto agli obiettivi di stabilità economica. Un’occupazione in forte crescita può aumentare le pressioni inflazionistiche, mentre un rallentamento prolungato può segnalare rischi per la crescita, influenzando le decisioni di politica monetaria.
Il dato sugli NFP viene spesso rivisto nei mesi successivi per includere informazioni più complete. Le revisioni possono cambiare la lettura del trend occupazionale e influenzare la percezione del mercato sul reale stato dell’economia americana, talvolta più del dato appena pubblicato.
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