Risultati settimanali
Home > Analisi di mercato > Analisi dei mercati finanziari 09 marzo – 14 marzo : Post NFP , Guerra Iran , Petrolio ai massimi

Analisi dei mercati finanziari 09 marzo – 14 marzo : Post NFP , Guerra Iran , Petrolio ai massimi

Copertina con barile di petrolio, freccia rossa in discesa, oro e bitcoin
Indice contenuti

Scrivici su WhatsApp, ti diamo dati, prezzi e funzionamento dei prodotti che recensiamo. I criteri con cui li valutiamo sono pubblici in ogni scheda.

Recap scorsa settimana

L’attuale contesto macroeconomico è caratterizzato da una combinazione di fattori geopolitici ed economici che stanno aumentando sensibilmente l’incertezza sui mercati finanziari globali. Da una parte continua l’escalation militare tra Stati Uniti e Iran, dall’altra arrivano dati macroeconomici statunitensi molto più deboli del previsto, in particolare dal mercato del lavoro.

Il conflitto in Medio Oriente continua infatti a essere uno degli elementi più monitorati dagli investitori. Sebbene gli Stati Uniti sembrino avere un vantaggio operativo sul piano militare, la risposta iraniana non si è affatto fermata. Secondo diverse fonti internazionali, l’Iran starebbe utilizzando infrastrutture sotterranee e città bunker per lanciare missili, dimostrando una capacità di resistenza che probabilmente gli analisti militari avevano previsto, ma che comunque mantiene alta la tensione nella regione.

Questo elemento è particolarmente rilevante perché coinvolge una delle aree più sensibili per l’economia globale: il Medio Oriente resta infatti il cuore della produzione energetica mondiale. Qualsiasi instabilità prolungata in questa regione ha effetti immediati sui prezzi delle materie prime, in particolare sul petrolio.

Parallelamente, l’altra notizia che ha scosso i mercati è arrivata dagli Stati Uniti con la pubblicazione degli ultimi Non Farm Payrolls (NFP). I dati sul mercato del lavoro sono stati decisamente negativi: il numero di posti di lavoro creati è stato molto inferiore alle attese e il tasso di disoccupazione è salito. Un segnale che indica come il mercato del lavoro americano stia iniziando a mostrare crepe sempre più evidenti.

Questa combinazione di fattori sta creando uno scenario complesso per le banche centrali e per gli investitori.

Nfp nell articolo Analisi dei mercati finanziari 09 marzo - 14 marzo : Post NFP , Guerra Iran , Petrolio ai massimi

NFP negativi: cosa significa per l’economia

Quando i dati sul mercato del lavoro americano risultano particolarmente deboli, la prima istituzione a trovarsi sotto pressione è la Federal Reserve.

Un report NFP negativo suggerisce infatti che l’economia sta rallentando. Se le aziende creano meno posti di lavoro e la disoccupazione aumenta, significa che l’attività economica sta perdendo forza. In questi casi, storicamente, la banca centrale tende a intervenire riducendo i tassi di interesse per stimolare l’economia.

Il problema attuale è che il contesto è molto più complesso rispetto a un normale ciclo economico.

Negli ultimi giorni il prezzo del petrolio è salito rapidamente, arrivando oltre i 100 dollari al barile. Questo aumento non è casuale ma direttamente collegato alle tensioni in Medio Oriente e alla possibile interruzione di alcune rotte strategiche per il commercio energetico.

Grafico a quattro ore del petrolio WTI con l'impennata improvvisa

L’aumento del prezzo del petrolio ha un effetto diretto sull’inflazione. Il costo dell’energia si riflette infatti sia sulla produzione industriale sia sui prezzi finali di beni e servizi. In altre parole, se il petrolio continua a salire, l’inflazione rischia di aumentare nuovamente.

E qui nasce il vero dilemma per la Federal Reserve.

Da una parte l’economia rallenta e il mercato del lavoro mostra segnali di debolezza, fattori che normalmente richiederebbero un taglio dei tassi. Dall’altra parte, l’aumento dei prezzi delle materie prime rischia di alimentare nuovamente l’inflazione, cosa che invece richiederebbe una politica monetaria più restrittiva.

Questa combinazione è ciò che gli economisti definiscono stagflazione: crescita economica debole accompagnata da inflazione elevata. Uno scenario che storicamente è sempre stato molto difficile da gestire per le banche centrali.

Non sorprende quindi che i mercati azionari globali abbiano reagito con forti ribassi negli ultimi giorni.

Oro: volatilità elevata e mercato ancora senza direzione

Guardando agli asset che stiamo monitorando maggiormente, uno dei primi è sicuramente l’oro.

Durante il mese scorso non avevamo dato una visione particolarmente direzionale sul metallo prezioso. Avevamo ipotizzato la possibilità di un buy stop, ma quel livello non è mai stato superato dal mercato.

Attualmente l’oro continua a muoversi all’interno di un range piuttosto ampio, senza aver ancora trovato un vero punto di equilibrio. La volatilità giornaliera resta molto elevata proprio a causa delle tensioni geopolitiche e delle continue oscillazioni del dollaro.

L’unica configurazione operativa che al momento potrebbe diventare interessante sarebbe un possibile buy nell’area dei 4.750, ma si tratta di un livello che necessita ancora di conferme tecniche prima di poter essere considerato valido.

In questo contesto di mercato, l’oro continua a reagire in modo molto irregolare. Molti investitori si aspettavano un rally più deciso del metallo, ma la realtà è che durante fasi di forte tensione globale il vero bene rifugio continua a essere il dollaro statunitense.

Grafico a quattro ore dell'oro con la resistenza rossa e la zona verde di supporto

Operatività sull’oro: Goldminer e Goldbreaker

Per quanto riguarda l’operatività automatica sull’oro, stiamo continuando a utilizzare due bot: Gold miner  e Gold breaker.

Tra i due, Gold breaker si sta rivelando il sistema più stabile in questa fase di mercato. Si tratta di un bot con un approccio molto conservativo: non è progettato per aprire molte operazioni, ma per mantenere una gestione del rischio particolarmente prudente.

Chi si aspetta una grande frequenza operativa probabilmente non troverà in questo bot la soluzione ideale. Tuttavia, per chi cerca un sistema stabile, che storicamente ha mostrato la capacità di superare il 5% di profitto mensile, Gold breaker sta dimostrando di comportarsi molto bene.

Track record con guadagno del 116,32 per cento e drawdown del 15,99

Gold miner, invece, sta attraversando una fase leggermente più complessa. Durante questo mese ha registrato alcuni risultati negativi e un piccolo drawdown. Tuttavia la giornata di oggi ha mostrato segnali positivi.

Track record con guadagno dell'8,54 per cento e curva in calo nell'ultimo mese

Un aspetto interessante è che, grazie ai settaggi utilizzati nei nostri test, il drawdown registrato è stato inferiore rispetto a quello riportato dal programmatore del sistema. Questo rappresenta comunque un segnale positivo sulla gestione del rischio.

Petrolio e stretto di Hormuz: il vero rischio per l’economia globale

Uno degli elementi più critici delle ultime settimane riguarda il petrolio.

Il punto chiave della situazione è lo stretto di Hormuz, una delle rotte energetiche più importanti del pianeta. Circa il 20% del petrolio mondiale transita proprio da questo passaggio strategico, insieme a una parte significativa del gas naturale liquefatto destinato all’Europa.

Le tensioni militari nella regione hanno già avuto un impatto diretto sui mercati energetici. Il petrolio ha superato i 100 dollari e alcuni analisti iniziano a ipotizzare scenari molto più estremi.

Non sarebbe infatti la prima volta che il greggio raggiunge livelli molto più elevati. Nel 2008, ad esempio, il petrolio arrivò vicino ai 150 dollari al barile, proprio in un contesto di forti tensioni economiche globali.

La domanda che molti investitori si stanno facendo è se l’attuale rialzo sia frutto di una speculazione temporanea oppure se rappresenti l’inizio di un trend più strutturale.

Se il conflitto dovesse continuare e le rotte energetiche dovessero restare sotto pressione, il prezzo del petrolio potrebbe rimanere elevato per diversi mesi.

Questo scenario non sarebbe positivo per l’economia globale.

L’ultima volta che il petrolio raggiunse livelli così alti fu infatti poco prima di una forte correzione dei mercati finanziari.

Grafico mensile del petrolio WTI con i due picchi del 2008 e del 2022 cerchiati

Nasdaq: operazione short in forte profitto

Passando all’analisi degli indici azionari, uno dei mercati più interessanti nelle ultime settimane è stato il Nasdaq.

Durante le scorse analisi avevamo evidenziato il possibile cedimento di un importante livello di supporto. In quel contesto avevamo mostrato una possibile operazione short.

Il mercato ha effettivamente rotto quel livello e l’operazione ha funzionato molto bene. Il drawdown iniziale è stato minimo e il prezzo ha raggiunto rapidamente un rapporto rischio rendimento superiore a 2.

Grafico del Nasdaq 100 con il rettangolo che ipotizza il rimbalzo dal supporto

A questo punto la gestione dell’operazione cambia. L’idea è quella di portare la posizione a break-even e lasciare correre il trade finché il mercato non raggiungerà il take profit o tornerà indietro.

In una fase di mercato così incerta, proteggere il capitale diventa la priorità assoluta.

EURUSD: il dollaro torna protagonista

Un altro asset molto interessante da osservare è il cambio EUR/USD.

Già nelle analisi precedenti avevamo evidenziato un possibile scenario: indipendentemente dal risultato degli NFP, il dollaro avrebbe potuto rafforzarsi nel medio periodo.

Questo perché, nei momenti di forte tensione globale, il dollaro tende a comportarsi come il principale bene rifugio dei mercati finanziari.

Ed è esattamente ciò che è accaduto.

Durante la notte abbiamo assistito a un gap down sull’EURUSD di circa lo 0,60%, segnale che la domanda di dollari è tornata molto forte.

Se questa dinamica dovesse continuare, il cambio potrebbe scendere ulteriormente. Non sarebbe sorprendente vedere l’EURUSD tornare sotto area 1.14, con possibili estensioni fino alla zona 1.12.

Grafico giornaliero dell'euro con le resistenze rosse e le zone di supporto verdi

Al momento, tuttavia, non abbiamo configurazioni operative particolarmente interessanti secondo la nostra strategia. Il nostro approccio si basa infatti soprattutto sull’analisi dei livelli di ipercomprato e ipervenduto, senza adottare una logica di mean reversion aggressiva.

Per quanto riguarda l’operatività automatica, continuiamo a utilizzare il bot Dark Nebula, che lavora sia su GBPUSD sia su EURUSD. Finora il sistema si sta comportando molto bene, con una gestione del rischio molto solida e senza drawdown rilevanti.

Track record con guadagno del 63,14 per cento e drawdown del 36,95

Bitcoin: resilienza sorprendente

Infine, vale la pena osservare anche il comportamento di Bitcoin.

Nonostante l’elevata volatilità dei mercati globali, la criptovaluta sta mostrando una certa capacità di tenuta su questa area di prezzo.

Una parte della domanda continua a essere alimentata dagli acquisti istituzionali. In particolare Michael Saylor sta proseguendo con acquisti molto aggressivi di Bitcoin.

Questo contribuisce a mantenere una certa stabilità nel breve periodo.

Tuttavia è importante ricordare che Bitcoin resta un asset risk-on. Questo significa che, se i mercati azionari globali dovessero entrare in una fase di forte ribasso, anche la criptovaluta potrebbe risentirne.

Grafico giornaliero di bitcoin in discesa lungo due trendline ribassiste

Conclusioni

Il contesto attuale dei mercati finanziari è estremamente complesso. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, unite ai segnali di rallentamento dell’economia statunitense e all’aumento dei prezzi dell’energia, stanno creando uno scenario di forte incertezza.

Il rischio di stagflazione non può essere ignorato e questo spiega perché molti asset stiano mostrando movimenti molto violenti e spesso poco lineari.

In una fase come questa è fondamentale mantenere un approccio prudente. Molti dei movimenti più importanti come quelli sul petrolio o sul dollaro sono già avvenuti, e inseguire il mercato in questo momento potrebbe essere rischioso.

Nei prossimi giorni continueremo a monitorare con attenzione l’evoluzione del conflitto in Medio Oriente, le prossime pubblicazioni macroeconomiche e la reazione delle banche centrali.

La volatilità resterà probabilmente molto elevata, ed è proprio in questi momenti che diventa ancora più importante analizzare il mercato con lucidità e disciplina.

Facebook
X
Telegram
WhatsApp

Nessuna tab disponibile.

Disclaimer

Il trading di CFD comporta un elevato rischio di perdita di capitale a causa dell’uso della leva finanziaria. Il trading automatico non elimina i rischi di mercato e può generare perdite. Le performance passate non garantiscono risultati futuri. Le informazioni fornite non costituiscono consulenza finanziaria. Operare solo con capitale che si è disposti a perdere.

Scrivici su WhatsApp, ti diamo dati, prezzi e funzionamento dei prodotti che recensiamo. I criteri con cui li valutiamo sono pubblici in ogni scheda.

Ti potrebbe piacere anche
Gruppo Telegram

Gruppo Telegram

✕
Canale Telegram