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La settimana che stiamo affrontando è una di quelle in cui il mercato non segue i grafici, ma le notizie. Il calendario macro è denso e concentrato, e ogni singolo dato può cambiare la narrativa dominante nel giro di poche ore.
L’attenzione è rivolta principalmente ai tassi di interesse, al mercato del lavoro statunitense e alle tensioni geopolitiche, elementi che insieme stanno creando forte volatilità su oro, dollaro, indici e criptovalute.
Il calendario economico di questa settimana è chiaro e va seguito con attenzione crescente giorno dopo giorno.
Si parte martedì con la decisione sui tassi della Bank of Australia, un evento importante soprattutto per il sentiment risk globale.
Mercoledì arrivano due dati chiave: il CPI in Europa e l’ADP negli Stati Uniti, primo vero termometro sullo stato del mercato del lavoro americano.
Giovedì è il turno delle decisioni sui tassi in Europa e in Gran Bretagna, appuntamenti cruciali per euro e sterlina.
Tutto però converge su venerdì, con i Non Farm Payrolls, il dato più importante della settimana e probabilmente del mese.
Gli NFP saranno determinanti per capire cosa potrebbe succedere al prossimo meeting della Federal Reserve. Nell’ultimo incontro la Fed non ha né alzato né tagliato i tassi, segnale evidente di attesa e cautela. Il mercato ora ha bisogno di una direzione.
Uno dei temi centrali di queste settimane è la nomina del nuovo chairman della Federal Reserve. Il mercato sta iniziando a prezzare l’idea di una guida più pragmatica, con una visione che ricalca quella di Trump: tagliare i tassi quando serve sostenere l’economia e rialzarli solo se l’inflazione torna a salire davvero.
Questa notizia è stata interpretata come positiva dai mercati, ma sarebbe un errore attribuire a questo solo elemento i movimenti violenti visti su oro e dollaro. È stato piuttosto un mix di fattori, con aspettative monetarie, prese di profitto e posizionamenti estremi.

Sul fronte geopolitico l’attenzione resta alta. Sono previsti nuovi colloqui tra Ucraina e Russia ad Abu Dhabi, ma il mercato rimane scettico sulla possibilità di un accordo concreto nel breve termine.
In parallelo, si osservano movimenti militari significativi verso il Medio Oriente. Se non si dovesse trovare un accordo con l’Iran, il rischio di un’escalation non può essere escluso. Uno dei punti critici resta l’arricchimento dell’uranio, tema che potrebbe diventare il pretesto per un’azione più decisa da parte degli Stati Uniti.
Questo scenario contribuisce a mantenere instabilità strutturale e nervosismo sugli asset finanziari.

L’asset che più di tutti ha catturato l’attenzione è stato l’oro.
L’oro era salito troppo. Era arrivato in area 5500, un livello che non aveva una reale giustificazione fondamentale nel breve termine. Ci è arrivato spinto da una corsa all’acquisto, da coperture geopolitiche e da un eccesso di entusiasmo.
Una volta raggiunti quei livelli, la correzione era solo questione di tempo. Il crollo del 21% in due giorni è stato violento, ma non illogico. Non è stata una singola news a causarlo, bensì un insieme di notizie percepite come positive e, soprattutto, il fatto che il prezzo fosse diventato insostenibile.

Oggi il vero problema è capire dove sia il fair value. Dopo un movimento del genere è difficile dirlo, e lo ammettiamo apertamente. Compratori e venditori stanno cercando un prezzo onesto, un livello di equilibrio. Finché questo livello non verrà trovato, l’oro resterà estremamente volatile.
Zone come 4500 o anche 4000 possono rappresentare aree di possibile stabilizzazione, ma non esiste una certezza. Ricordiamoci che a marzo 2024 l’oro era a 2000. Questo rende evidente quanto sia difficile fare analisi fondamentali tradizionali in questo momento.
Dal punto di vista swing è complicato dare target credibili. Dal punto di vista intraday, invece, l’oro resta un asset ideale per strategie di breakout, soprattutto su time frame molto brevi, proprio perché è direzionale e tende ad accelerare.
In questo contesto, Gold miner ha espresso il meglio di sé. Strategie di breakout e scalping stanno funzionando molto bene. Il bot ha chiuso una giornata con oltre il 10 percento di profitto e anche la giornata attuale si sta chiudendo con un risultato superiore al 4 percento del conto. Questo perché la volatilità è l’ambiente ideale per questo tipo di operatività.

Sull’EUR/USD avevamo indicato nella scorsa analisi una possibile continuazione del movimento fino in area 1.20, scenario che si è effettivamente verificato.
Ora però la situazione è diversa. Esistono supporti importanti a 1.18 e 1.17, e prima di pensare a nuovi acquisti è preferibile attendere. Il dollaro ha perso molto valore e l’euro è salito tanto. Una fase correttiva verso 1.17 o 1.16 sarebbe fisiologica prima di una possibile nuova ripartenza.

Con gli NFP alle porte, la scelta più razionale è restare no trade e osservare. In questo contesto i bot a griglia stanno lavorando bene. Dark Nebula, ad esempio, ha chiuso tutte le operazioni in profitto e ha registrato un rendimento superiore al 3% su un conto da 1000 euro, con drawdown proporzionato.

Nel weekend le criptovalute hanno subito un crollo significativo. Al momento c’è paura e incertezza, e non è ancora chiaro quale sia il catalizzatore principale.
A nostro avviso si tratta di un ribilanciamento dei portafogli. Le zone attuali sono interessanti solo per accumulo spot, non per operatività aggressiva. Finché non usciranno NFP, è impossibile sapere se le crypto ripartiranno o continueranno a scendere.
Con una Fed che non ha intenzione di tagliare i tassi nel brevissimo, l’unica vera strategia sensata è attendere. Un Bitcoin in area 70.000 resta comunque un livello che molti investitori guardano con interesse.

Questa settimana non è da forzare. È una settimana da leggere, non da anticipare. Chi cerca conferme le troverà solo dopo gli NFP. Fino ad allora, volatilità alta, movimenti irrazionali e opportunità solo per chi sa esattamente cosa sta facendo.
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