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Mercati finanziari 12-17 Gennaio: Analisi completa su Forex, Indici e Gold

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Indice contenuti

Scrivici su WhatsApp, ti diamo dati, prezzi e funzionamento dei prodotti che recensiamo. I criteri con cui li valutiamo sono pubblici in ogni scheda.

Introduzione

Venerdì 9 gennaio 2026 è uscito il report sul lavoro USA (Employment Situation). Il quadro mostra un rallentamento ordinato del mercato del lavoro: il tasso di disoccupazione è sceso al 4,4% dal 4,5%, mentre le nonfarm payrolls sono risultate sotto le attese. Secondo Reuters, a dicembre le buste paga non agricole sono aumentate di circa 50.000 unità.

Per i mercati finanziari, il dato non cambia le aspettative di breve periodo sulla Fed. La lettura prevalente è quella di un’economia in rallentamento controllato, non di una rottura del ciclo. Di conseguenza, le probabilità implicite restano fortemente orientate verso tassi invariati al prossimo meeting della Federal Reserve, con un consenso sullo “hold” superiore al 90%.

Sul mercato FX, il dollaro ha reagito con forza: il cambio USD/JPY ha accelerato di circa 100 pips  in poche ore, segnale tipico di una riduzione dell’urgenza di tagli dei tassi nel breve. Lo scenario base sui tassi resta quindi quello di tagli non immediati, più probabili nella parte centrale del 2026, in attesa di nuovi segnali da inflazione e consumi.

Grafico USDJPY del 11 gennaio 2026

Notiamo come USD/JPY si stia avvicinando alla zona di 160, un livello che negli scorsi anni è stato più volte respinto per via degli interventi della banca centrale giapponese, che in due occasioni è intervenuta sul mercato vendendo dollari e acquistando yen per contrastare l’eccessivo deprezzamento della valuta nipponica.

Rischio geopolitico: Iran come “shock” potenziale (energia, risk-off, oro)

Il secondo tema chiave della settimana riguarda l’Iran, dove la situazione interna è fortemente degenerata a causa di una repressione violenta delle proteste, con un conseguente aumento della tensione geopolitica regionale. Secondo Associated Press, il governo ha avviato una stretta durissima, mentre numeri su vittime e arresti, diffusi da attivisti, risultano difficili da verificare a causa di un forte blackout informativo.

Sul piano internazionale, Reuters riporta che Teheran ha inviato un messaggio diretto agli Stati Uniti, avvertendo che un eventuale attacco verrebbe seguito da rappresaglie, con possibili obiettivi anche su basi USA nella regione. Allo stesso tempo, Israele rimane in massima allerta rispetto a un possibile coinvolgimento americano nel conflitto.

Per i mercati finanziari, il meccanismo di trasmissione è piuttosto chiaro. L’aumento della percezione del rischio geopolitico tende a spingere verso una rotazione risk-off, con sostegno ai beni rifugio come l’oro e maggiore volatilità sui prezzi dell’energia. Un eventuale rialzo dell’energia potrebbe inoltre avere un impatto indiretto sulle aspettative di inflazione, creando un ulteriore canale di influenza sulle future decisioni della Federal Reserve.

Iran proteste nell articolo Mercati finanziari 12-17 Gennaio: Analisi completa su Forex, Indici e Gold

CPI USA: martedì 13 gennaio (il “vero” market mover della settimana)

Il prossimo catalizzatore macroeconomico per i mercati è il CPI USA di dicembre 2025, in uscita martedì 13 gennaio 2026 alle 8:30 ET, secondo il calendario del Bureau of Labor Statistics. Si tratta di un appuntamento cruciale perché, dopo un report sul lavoro misto, è soprattutto il dato sull’inflazione a poter spostare in modo significativo il pricing dei tagli dei tassi.

Sul piano politico-istituzionale, il mercato continua inoltre a interrogarsi sul rapporto tra White House e Federal Reserve, valutando quanto la pressione politica possa influenzare il timing percepito delle decisioni di politica monetaria, pur in presenza di un’indipendenza formale della Fed.

In caso di sorpresa al ribasso del CPI, aumenterebbe la narrativa secondo cui la Fed potrebbe tagliare i tassi prima o in misura maggiore. Questo scenario offrirebbe supporto a oro e asset rischiosi, almeno fino a quando l’attenzione del mercato non tornasse a concentrarsi su utili societari e valutazioni.

CPI usa gennaio

Retail Sales: mercoledì 14 gennaio (termometro consumatore)

Il 14 gennaio 2026 sono in uscita le Advance Retail Sales USA, pubblicate alle 8:30 ET secondo il calendario del US Census Bureau. Il mercato cerca una risposta molto semplice ma cruciale: il consumatore americano sta reggendo oppure sta mostrando segnali di rallentamento?

Questo dato è particolarmente rilevante perché aiuta a valutare l’impatto, diretto o indiretto, delle condizioni finanziarie, del livello di fiducia e, soprattutto, delle aspettative su prezzi e tariffe, quando questi temi entrano nel dibattito pubblico e nell’outlook fornito dalle aziende. Nel complesso, le vendite al dettaglio restano un termometro chiave della domanda interna USA e quindi delle prospettive macro di breve periodo.

Retail sales usa

Capitolo tariffe: attesa per la Corte Suprema (14 gennaio)

Sempre il 14 gennaio, attenzione al tema legale/politico: Reuters segnala che la Corte Suprema USA dovrebbe pubblicare alcune decisioni e che tra i dossier più attesi c’è la questione sulla legittimità delle tariffe globali di Trump (caso altamente rilevante per poteri presidenziali e commercio).
Finché non esce la decisione, il punto per i mercati è l’incertezza: supply chain, costi import, possibili rimborsi, e re-pricing del rischio “trade policy”.

USA: S&P 500, Dow, Nasdaq

L’azionario USA resta strutturalmente solido, con SP500 che continua a guardare con attenzione l’area psicologica dei 7.000 punti, un livello che ricorre frequentemente nelle analisi come possibile snodo tecnico e psicologico. La tenuta di questa area rafforza la narrativa di un trend ancora costruttivo, nonostante valutazioni elevate.

Il Nasdaq si muove invece in una fase più laterale rispetto alla forza mostrata dal resto del listino. In questo contesto, i prossimi dati su inflazione (CPI) e vendite al dettaglio (Retail Sales) potrebbero agire da catalizzatore, favorendo un breakout direzionale oppure un temporaneo rientro della volatilità, a seconda della direzione delle sorprese macro.

Grafico del Nasdaq 100 sopra il supporto verde, con la resistenza gia raggiunta

Focus Oro: trend intatto, mercato guidato da macro + geopolitica

L’oro resta il protagonista assoluto del momento. In settimana il prezzo spot è tornato in area 4.427 $/oz, ), mentre diverse fonti indicano un rapido avvicinamento alla zona 4.500 $/oz nei giorni successivi. In questo contesto, HSBC ha anche discusso uno scenario di picchi fino a 5.000 $/oz nella prima metà del 2026, qualora persistano tensioni geopolitiche e livelli di debito elevati.

Dal punto di vista tecnico, la lettura resta costruttiva e coerente con quanto stai osservando. I pullback rapidi, come quelli verso area 4.250 $/oz, vengono riassorbiti velocemente, segnale di una pressione compratrice ancora dominante. Il target naturale rimane quindi il ritest dei massimi, con tentativi di estensione finché il CPI non dovesse mettere in discussione la narrativa favorevole.

Grafico GOLD del 12 gennaio 2026

Anche sul fronte performance dei sistemi di trading recensiti da  amicobot il contesto resta molto positivo. Gold breaker segna +10% durante il mese di gennaio proprio perchè ha chiuso delle operazione long questa notte,il mese precedente a +16%, un dato record per il tuo storico operativo.

Storico delle operazioni nel terminale con profitto complessivo di 161,96

Track record reale di Gold Breaker con guadagno del 38,99 per cento e drawdown del 22,25

Track record demo di Gold Breaker da agosto con guadagno del 62,55 per cento

Gold miner registra +5,72%  durante il mese di gennaio , con dicembre chiuso a +8,71%. Il messaggio per il è chiaro: il mercato resta favorevole ai sistemi sull’oro

Storico delle operazioni nel terminale con ordini, prezzi e profitto per riga

Focus EUR/USD: area 1,16 come supporto (con scenario di invalidazione)

Il cambio EUR/USD si muove in area 1,16. La lettura di fondo resta costruttiva: dopo le forti spinte del 2025, il movimento correttivo in atto appare prevalentemente tecnico e non il segnale di un deterioramento strutturale del quadro macro.

Dal punto di vista operativo, area 1,16 rappresenta il supporto chiave. Una rottura aprirebbe spazio verso 1,155–1,154, mentre l’invalidazione dello scenario passerebbe da una chiusura daily sotto 1,15, oppure da un cambiamento del contesto fondamentale. In questo quadro si inserisce l’operatività del bot Dark Nebula, basato su una griglia da 40 pip, che registra +0,40% profitto mensile in una fase di volatilità contenuta.

L’elemento distintivo resta l’approccio conservativo, con griglia prudente e stop loss integrato, una differenza sostanziale rispetto alle griglie “infinite”, che espongono maggiormente al rischio nei movimenti direzionali prolungati.

Elenco delle operazioni chiuse con stop loss e take profit evidenziati

Focus Quantum Aeterna: gestione rischio su USD/CAD

Su USD/CAD risultano tre posizioni short aperte in area 1,366, 1,376 e 1,386, con una zona di riferimento chiave a 1,395. Il piano di risk management è ben definito: in caso di chiusura daily sopra 1,40, l’operatività del bot viene bloccata, senza ulteriori mediazioni, in attesa di un ritracciamento fisiologico del cambio.

Grafico USDCAD del 11 gennaio 2026

Migliori bot di trading del 2026

I mercati stanno cambiando molto velocemente e il flusso di notizie è sempre più intenso, tanto che per molti trader manuali diventa difficile seguire tutto in modo efficace. Proprio per questo motivo, i bot di trading automatici stanno dimostrando di essere strumenti sempre più utili in questa fase di mercato.

Attualmente, tutti i bot di trading presenti nella nostra lista dei migliori bot di trading stanno registrando ottime performance. In particolare, bot come Gold Miner, Dark Nebula, Quantum Aeterna, e Gold Breaker stanno mostrando risultati solidi e costanti.

Tra questi, Gold Breaker si distingue nettamente: ha già superato una performance mensile superiore al 10%, un risultato che può essere definito da record, soprattutto considerando che il drawdown è pari a zero. Si tratta di una performance che anche pochissimi trader manuali riescono a ottenere in modo costante.

Continueremo a monitorare costantemente le performance e a mantenere aggiornata la lista dei migliori bot di trading, in modo da offrire ai nostri lettori informazioni sempre affidabili, trasparenti e basate su dati reali.

Conclusioni

I mercati finanziari stanno attraversando una fase complessa e in rapido cambiamento, guidata da dati macroeconomici chiave come NFP, CPI USA e Retail Sales, oltre a un contesto geopolitico sempre più delicato. Nonostante ciò, indici azionari e oro continuano a mostrare forza, mentre il Forex, in particolare l’euro-dollaro, resta su livelli tecnici decisivi.

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Disclaimer

Il trading di CFD comporta un elevato rischio di perdita di capitale a causa dell’uso della leva finanziaria. Il trading automatico non elimina i rischi di mercato e può generare perdite. Le performance passate non garantiscono risultati futuri. Le informazioni fornite non costituiscono consulenza finanziaria. Operare solo con capitale che si è disposti a perdere.

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