Venerdì 9 gennaio 2026 è uscito il report sul lavoro USA (Employment Situation). Il quadro mostra un rallentamento ordinato del mercato del lavoro: il tasso di disoccupazione è sceso al 4,4% dal 4,5%, mentre le nonfarm payrolls sono risultate sotto le attese. Secondo Reuters, a dicembre le buste paga non agricole sono aumentate di circa 50.000 unità.
Per i mercati finanziari, il dato non cambia le aspettative di breve periodo sulla Fed. La lettura prevalente è quella di un’economia in rallentamento controllato, non di una rottura del ciclo. Di conseguenza, le probabilità implicite restano fortemente orientate verso tassi invariati al prossimo meeting della Federal Reserve, con un consenso sullo “hold” superiore al 90%.
Sul mercato FX, il dollaro ha reagito con forza: il cambio USD/JPY ha accelerato di circa 100 pips in poche ore, segnale tipico di una riduzione dell’urgenza di tagli dei tassi nel breve. Lo scenario base sui tassi resta quindi quello di tagli non immediati, più probabili nella parte centrale del 2026, in attesa di nuovi segnali da inflazione e consumi.

Notiamo come USD/JPY si stia avvicinando alla zona di 160, un livello che negli scorsi anni è stato più volte respinto per via degli interventi della banca centrale giapponese, che in due occasioni è intervenuta sul mercato vendendo dollari e acquistando yen per contrastare l’eccessivo deprezzamento della valuta nipponica.










