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Analisi di mercato 11 novembre: rally dell’oro, novità su Apple, trimestrali di Cisco e SoftBank, focus sul debito USA

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La settimana si apre con diverse notizie positive sui mercati finanziari. In primo piano, la possibile fine del governo shutdown negli Stati Uniti, che ha riportato fiducia tra gli investitori e sostenuto gli asset più sensibili al rischio.

L’oro è tornato a ricavalcare, dopo aver raggiunto nella giornata del 10 novembre una zona tecnica di interesse individuata nell’analisi precedente. In quell’area era possibile entrare a mercato seguendo una strategia basata sulle medie mobili in H4, che ha confermato la forza del metallo prezioso.

Sul fronte azionario, Apple continua a mostrare segni di debolezza a causa dei problemi legati ai nuovi iPhone Air, che hanno pesato sul sentiment degli investitori.

Nel settore regolamentare, la Bank of England ha annunciato l’intenzione di introdurre nuove leggi sulle stablecoin, un passo importante per il futuro delle criptovalute e dell’intero ecosistema DeFi.

Il comparto crypto ha reagito positivamente: Ethereum e diversi altcoin hanno mostrato una forte ripartenza, insieme alle monete orientate alla privacy, che stanno attirando sempre più attenzione da parte degli investitori.

Infine, tra le trimestrali più rilevanti della settimana troviamo Cisco , con risultati che avranno un impatto sul sentiment tecnologico globale.

In sintesi, la settimana inizia con un mix di notizie macroeconomiche, trimestrali e sviluppi nel settore crypto, offrendo numerose opportunità di analisi e di trading.

Apple: ritardi, calo delle vendite e sfida all’innovazione AI

Apple attraversa una fase di rallentamento che il mercato non vedeva da oltre un decennio.
Il rinvio del modello iPhone Air 2, previsto inizialmente per l’autunno 2026, rappresenta un segnale inequivocabile delle difficoltà operative e strategiche dell’azienda.

Punti chiave
  • Produzione interrotta: Foxconn fermerà la produzione di iPhone Air entro fine novembre, mentre Luxshare l’ha già sospesa in ottobre.

  • Pressione sulla domanda: Le vendite di iPhone in Cina sono scese dell’11% su base annua, mentre i marchi locali avanzano rapidamente.

  • Ritardo AI: L’aggiornamento di Siri basato su intelligenza artificiale è stato posticipato, deludendo le aspettative.

  • Effetto sulle azioni: Il titolo Apple perde circa il 4% dal suo massimo storico.

Gli analisti rimangono divisi. Morgan Stanley ha tagliato il target price a 252 dollari, stimando che le nuove tariffe americane possano ridurre gli utili di oltre il 5% nel 2026. Tuttavia, più di due terzi dei principali analisti continuano a mantenere raccomandazioni “buy”, segno che il mercato scommette ancora sulla capacità di Apple di reinventarsi.

Prospettive strategiche

Apple sta accelerando la diversificazione produttiva verso l’India per ridurre la dipendenza dalla Cina, ma oltre il 90% dell’assemblaggio resta ancora localizzato nel territorio cinese.
Il gruppo dovrà bilanciare tre elementi chiave nel 2026:

  • Un rilancio credibile dell’AI integrata nei dispositivi

  • La difesa dei margini contro l’aumento dei costi tariffari

  • Una ripresa della domanda nei mercati emergenti

Analisi delle zone di supporto su Apple, da prestare particolare attenzione ai livelli psicologici come 240 e 220, che rappresentano i nostri principali punti di interesse.

Oro: rally storico e consolidamento sopra 4.000 dollari

L’oro è la grande storia del 2025.
Dopo aver toccato un massimo record di 4.378 dollari l’oncia a fine ottobre, il metallo prezioso consolida ora nella fascia 3.970–4.100, mantenendo un guadagno annuale di oltre il 50%.

I motori del rialzo
  1. Banche centrali compratrici: Gli acquisti di oro da parte delle banche centrali asiatiche sono a livelli record. Questi acquirenti, meno sensibili al prezzo, ancorano il mercato e riducono la volatilità.

  2. Incertezza geopolitica: Le tensioni globali e i rischi politici negli Stati Uniti spingono gli investitori verso asset rifugio.

  3. Politica monetaria: Il primo taglio dei tassi della Fed in ottobre ha alimentato il rally, nonostante Powell abbia poi frenato l’entusiasmo su ulteriori riduzioni.

  4. Inflazione e dollaro: L’inflazione strutturalmente alta e la debolezza relativa del dollaro rendono l’oro più attraente.

Proiezioni
  • Goldman Sachs: possibile test dei 5.000 dollari se l’indipendenza della Fed venisse percepita a rischio.

  • Bank of America: prevede un prezzo medio di 4.400 dollari nel 2026.

  • Morgan Stanley: stima un consolidamento a 3.800 dollari entro fine anno.

All’interno dell’analisi del 10 novembre avevo evidenziato un punto di ingresso su XAU/USD tramite una strategia semplice basata sull’uso della media mobile e sul breakout.

Debito pubblico USA: oltre 38 trilioni e crescita esponenziale

Il debito federale statunitense ha superato i 38 trilioni di dollari, stabilendo un nuovo record storico.
In soli due mesi, da agosto a ottobre, è aumentato di un trilione: un ritmo senza precedenti al di fuori del periodo pandemico.

Composizione
  • Debito pubblico: 30,1 trilioni (pari al 99% del PIL)

  • Debito intragovernativo: 7,3 trilioni

  • Spesa per interessi: circa 970 miliardi di dollari annui

Per la prima volta, il costo degli interessi ha superato le spese per la difesa, rappresentando la terza voce più alta del bilancio federale dopo Social Security e Medicare.

Proiezioni future

Secondo le stime del Congressional Budget Office, il debito lordo potrebbe raggiungere i 54 trilioni entro il 2034, con un incremento di oltre 20 trilioni in appena un decennio.
Le previsioni sul costo degli interessi nei prossimi 10 anni sfiorano i 14 trilioni, rispetto ai 4 spesi nel decennio precedente.

Rischi macro
  • Potenziali downgrade del credito USA, già annunciati da alcune agenzie.

  • Crescente dipendenza da investitori esteri, in particolare dalla Cina.

  • Possibile impatto negativo sul dollaro e sui Treasury.

L’equilibrio finanziario americano rimane fragile, e ogni tensione politica interna  come lo shutdown  amplifica la percezione di vulnerabilità fiscale.

All’interno del grafico del dollaro americano possiamo notare come il prezzo abbia ritracciato non appena ha toccato il livello 70 dell’RSI “zona di ipercomprato”, mentre si stava avvicinando all’area di 100 “livello psicologico”

Shutdown USA: record di durata e costi economici crescenti

Lo shutdown governativo, iniziato il 1° ottobre, ha raggiunto il 38° giorno il 7 novembre, superando il precedente record stabilito durante l’amministrazione Trump.
La chiusura parziale del governo federale ha generato una serie di effetti economici e sociali rilevanti.

Conseguenze dirette
  • Oltre 750.000 lavoratori federali senza retribuzione.

  • Sospensione temporanea di programmi di assistenza per famiglie a basso reddito.

  • Aumento del 10% dei ritardi nei voli per la mancata retribuzione dei controllori di volo.

Dinamica politica

Il nodo principale resta la richiesta democratica di estendere i sussidi per l’assicurazione sanitaria, cui il Partito Repubblicano si oppone fermamente.
I prediction markets, come Polymarket, indicano che circa l’88% degli operatori si aspetta la fine dello shutdown tra il 12 e il 15 novembre, segnalando un cauto ottimismo.

Implicazioni economiche

Ogni settimana aggiuntiva di shutdown comporta una perdita stimata dello 0,1% del PIL trimestrale.
Sebbene temporanea, la paralisi politica mina la fiducia degli investitori internazionali nella capacità decisionale del Congresso e accresce il rischio di volatilità sui mercati azionari e valutari.

Link completo per vedere la previsione

 

Bank of England e stablecoin: il Regno Unito impone limiti da £20.000

La Bank of England ha pubblicato un consultation paper che introduce limiti temporanei di £20.000 per individui e £10 milioni per imprese nella detenzione di stablecoin denominate in sterline.
L’obiettivo è regolare le cosiddette “stablecoin sistemiche”, ossia quelle che potrebbero avere impatti macroeconomici in caso di crisi di liquidità.

Elementi principali
  • Gli emittenti potranno detenere fino al 60% delle riserve in debito governativo a breve termine.

  • Il restante 40% dovrà essere mantenuto in conti non remunerati presso la stessa Bank of England.

  • Consultazione pubblica aperta fino al 10 febbraio 2026.

Critiche del settore

Alcuni rappresentanti dell’industria crypto, come Lord Ed Vaizey del Parlamento britannico, hanno definito queste soglie “eccessivamente caute”, sostenendo che possano disincentivare la nascita di nuove imprese fintech nel Regno Unito.

Confronto internazionale
  • USA: regolamentazione più permissiva con il “GENIUS Act”.

  • Singapore e Hong Kong: politiche di sandbox più favorevoli.

Il rischio, secondo gli esperti, è che l’eccessiva prudenza del Regno Unito porti alla fuga di capitali e innovazione verso mercati più flessibili.

In questo contesto, le criptovalute basate sulla privacy stanno prendendo sempre più il sopravvento. Se vuoi saperne di più sul trading automatico nel settore crypto, clicca qui.

Michael Burry lancia l’allarme: Big Tech e il rischio “contabile”

Michael Burry, celebre per aver previsto la crisi dei subprime nel 2008, accusa le big tech di sottovalutare i costi reali di ammortamento delle infrastrutture AI.
Secondo le sue analisi, tra il 2026 e il 2028 i principali gruppi tecnologici potrebbero sopravvalutare gli utili di oltre 150 miliardi di dollari.

I punti centrali
  • Meta, Alphabet e Microsoft hanno esteso i periodi di ammortamento dei server da 3 a 6 anni.

  • Amazon e Oracle hanno adottato politiche simili, diluendo le spese operative.

  • I server AI, spesso obsoleti dopo 2–3 anni, rendono questi aggiustamenti potenzialmente fuorvianti.

Nel terzo trimestre, il fondo di Burry, Scion Asset Management, ha aperto posizioni short per oltre 1 miliardo di dollari su Nvidia e Palantir.
La reazione del mercato è stata polarizzata: alcuni analisti vedono un eccesso di pessimismo, mentre altri confermano il rischio di sopravvalutazione diffusa nel comparto tecnologico.

Scopri nel dettaglio tutte le operazioni aperte da Michael Burry e le sue ultime mosse di portafoglio nel nostro nuovo articolo.

Aggiornamento shutdown 11 novembre

Lo shutdown del governo USA non è ancora formalmente concluso, ma il passo decisivo è stato compiuto: il Senato ha appena approvato, con 60 voti contro 40, il disegno di legge che metterà fine al più lungo shutdown della storia americana, durato più di 40 giorni.

Conclusioni

Gli investitori si aspettano una rapida fine dello shutdown USA, evento che ridurrebbe l’incertezza politica e potrebbe riportare fiducia su indici e valute.
Le criptovalute proseguono il loro rally sostenute da un contesto più aperto e da una crescente adozione istituzionale, mentre l’oro, dopo aver superato i 4.000 dollari, potrebbe entrare in una fase di correzione naturale dopo mesi di forti rialzi.
L’attenzione resta ora sulle trimestrali imminenti di Cisco , che offriranno indicazioni cruciali sullo stato del settore tecnologico e sul sentiment degli investitori verso l’innovazione.

Nel complesso, il mercato resta in equilibrio tra cautela e ottimismo: la fine dello shutdown e dati aziendali positivi potrebbero segnare il punto di svolta di questo complesso novembre 2025.

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Lo shutdown ancora non si è formalmente chiuso tuttavia un importante passo è stato fatto da parte del senato

Sebbene non sia ancora stata comunicata una data ufficiale, è ormai chiaro che le consegne saranno posticipate al 2027.

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