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Analisi settimanale dei mercati finanziari (16–21 febbraio): l’inflazione PCE, il dato che tutti attendono

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Cosa aspettarci questa settimana

I mercati sono entrati in una fase di sospensione, quasi di trattenimento del respiro. Gli operatori stanno aspettando tre eventi chiave: la decisione sui tassi in Nuova Zelanda, FOMC Meeting Minutes  quindi il dettaglio di ciò che è stato discusso nell’ultimo meeting della Fed e soprattutto il dato sull’inflazione PCE di venerdì negli Stati Uniti. Sarà quello il vero catalizzatore.

Partiamo da ciò che è successo scorsa settimana, gli NFP sono stati positivi. Il numero headline ha battuto le attese e il tasso di disoccupazione è sceso. In teoria, uno scenario costruttivo per il dollaro. Eppure il dollaro non ha reagito con forza. Ed è proprio questo il punto interessante.

Quando un dato è forte ma il prezzo non lo segue, significa che il mercato sta guardando oltre. Il mercato del lavoro resta solido, ma il ritmo di crescita sta rallentando. Non è un deterioramento, ma non è più neanche un’accelerazione.

Gli investitori non si sono allarmati, ma si sono fatti delle domande. E nei mercati, quando iniziano le domande, significa che la narrativa dominante sta cambiando.

EUR/USD – Struttura rialzista, ma con cautela

Nell’ultima analisi avevamo parlato di un ritraccio fisiologico verso 1,18 prima di un possibile ritorno verso 1,20. Il ritraccio c’è stato, tuttavia il prezzo dopo aver fatto circa 100 pips di rialzo ha ritracciato vdi circa 50 pips, nulla di strutturalmente significativo.

Questo ci dice una cosa: la pressione ribassista esiste, ma non è ancora dominante.

Il target di medio termine resta 1,20. Tuttavia, se l’inflazione PCE dovesse sorprendere al rialzo, potremmo vedere un’estensione della correzione verso 1,17 prima di una nuova fase rialzista.

La struttura tecnica non è compromessa. Ma in questa fase la prudenza è d’obbligo, perché il dato di venerdì può cambiare la percezione sui tagli dei tassi Fed.

USD/JPY – Lo yen torna protagonista

Nelle scorse settimane avevamo evidenziato la zona 157–160 come area critica. Lo yen ha guadagnato forza e il cambio è sceso con decisione.

Ora ci troviamo in area 153, con un doppio minimo evidente. L’area 150 diventa il livello tecnico chiave. Se dovesse essere testata e violata, potremmo assistere a un’accelerazione ribassista più marcata. Ma anche qui tutto ruota intorno all’inflazione americana. Se il PCE raffredda, il dollaro potrebbe indebolirsi ulteriormente. Se invece l’inflazione resta ostinatamente alta, il rimbalzo del dollaro potrebbe invalidare il pattern ribassista.

È una zona tecnica delicata, e il mercato lo sa.

Bitcoin – 70.000 come nuovo equilibrio?

Bitcoin sembra aver trovato una sorta di equilibrio in area 70.000. Non c’è euforia. Non c’è panico. C’è stabilizzazione.

Ma tecnicamente resta attivo un pattern ABC che proietterebbe un possibile ritorno verso 55.000. Questo significa che la struttura non è completamente “safe”.

Se l’inflazione dovesse sorprendere al rialzo, la pressione sugli asset risk potrebbe riportare volatilità anche sulle crypto. Se invece il dato dovesse rassicurare, 70.000 potrebbe consolidarsi come nuova area di accettazione. Bitcoin in questa fase non è debole. È semplicemente in attesa.

Nasdaq – Supporto sotto stress

Il NASDAQ Composite si trova in area 25.800, un livello che ha già funzionato più volte da supporto. Il problema non è tanto il livello in sé, quanto la dinamica. Ogni volta che il prezzo torna su questa zona, lo fa con movimenti violenti. I rimbalzi sono sempre più deboli. I compratori sembrano meno convinti rispetto ai venditori.

E sappiamo bene che più un supporto viene testato, più aumenta la probabilità che ceda. Anche qui, venerdì potrebbe essere il momento della verità.

Gold – Troppo range, poca direzione

Gold sta vivendo una fase di forte lateralità. Non è un mercato direzionale. È un mercato che sta cercando un fair value.

Le aree tecniche sono abbastanza chiare: 4.700 come zona interessante di acquisto e 5.400 come possibile area di vendita. Ma finché il prezzo resta intrappolato nel range, forzare operazioni significa aumentare il rischio.

In questa fase, la strategia migliore è la pazienza.

Conclusioni

La realtà è semplice: gli NFP sono stati solidi, ma il dollaro non ha mostrato forza. Gli indici restano fragili, Bitcoin si mantiene in equilibrio e l’oro continua a muoversi in range. Il mercato non è confuso, sta semplicemente aspettando un catalizzatore chiaro. Venerdì, con l’inflazione PCE, potremmo assistere a un’accelerazione direzionale capace di rompere gli attuali equilibri. Fino ad allora serve disciplina: niente anticipazioni forzate, ma lettura attenta del contesto. Osservare il prezzo, ascoltare il mercato e lasciare che sia lui a scegliere la prossima direzione.

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